Capelvenere

Capelvenere Adiantum

Il capelvenere appartiene alla famiglia delle polipodiacee e il genere conta circa 200 specie originarie dell’America Meridionale, del Canada, dell’Africa del sud e dell’Europa del sud. E’ una pianta erbacea rizomatosa non molto alta ocn fronde delicate e molto velle, dalle forme più varie, riunite su rami lunghi e flessuosi; il colore varia dal verde intenso al verde glauco, al verde giallo molto brillante, al bronzo e al bruno dorato.

Capelvenere Adiantum

Molte sono le specie di capelvenere coltivate a scopo ornamentale, impiegate soprattutto per comoposizioni di mazzi e di cesti per la delicatezza ell’eleganza delle fronde. Tra quelle di maggior interesse decorativo ricordiamo:

  • Adiauntum capillus veneris: la specie più diffusa che comunemente viene chiamata capelvenere per i suoi fini piccioli neri brillanti che sembrano capelli femminili; ha fronde di colore verde chiaro che possono raggiungere anche 60 cm di lunghezza;
  • Adiantum macrophyllum: ha fronde molto piccole di colore bronzo o bruno;
  • Adiantum lunulatum ha rami lunghi e ricadenti;
  • Adiantum rhodophyllum ha fronde rosse molto eleganti
  • Adiantum tractum: ha fronde che, allo stadio giovanile, emanano un aroma molto gradevole.

Il grazioso Adiantum capillus-veneris è una felce, e che spesso nelle nostre campagne la si trova spontanea, abbarbicata sui muri all’interno dei vecchi pozzi che stanno nelle aie. Questo dimostra che la pianta ha bisogno di atmosfera umida e fresca, che non scenda sottozero in inverno.

Capelvenere Adiantum

LUCE: il capelvenere richiede un ambiente uniformemente luminoso ma al riparo dal sole diretto.

ACQUA: richiede un’elevata umidità atmosferica e una costante frescura alle radici: è quindi opportuno alternane le annaffiature, che devono essere abbondanti durante i mesi estivi, a intense irrorazioni alle fronde e a nebulizzazioni che contribuiscano a conservare umida l’aria circostante; le annaffiature vanno diminuite durante l’inverno.

Utilizza  se puoi, acqua piovana; in mancanza va bene la minerale non gassata.  Soprattutto per la nebulizzazione è indispensabile non utilizzare l’acqua calcarea dei rubinetti, che coi suoi residui potrebbe ostruire i pori delle foglioline.

Il terreno non si deve mai seccare completamente, ma non deve mai essere allagato. Per questo serve un buon drenaggio. Ed attenzione continua: dagli un po’ d’acqua tutte le volte che noti che la superficie del terreno comincia ad asciugarsi.

TERRENO E RINVASO: In primavera, verso aprile, rinvasale  in un contenitore non troppo piccolo e con un buon drenaggio di cocci e di palline di argilla nel fondo. Una pianta adulta e di buono sviluppo può stare bene in  un vaso di 25 cm., forse meglio se fatto a conca invece che a tronco di cono.
Usa un terriccio di 3 parti di torba, una parte di terriccio di giardino e una parte di sabbia grossa di fiume, oppure  da 2/3 di terra comune e 1/3 di terra di bosco oppure di torba. Aggiungi anche un cucchiaio di calcare sbriciolato (puoi mettere del vecchio intonaco polverizzato oppure, meglio, della polvere di marmo). All’inizio di ogni primavera spargi sul terreno un cucchiaino di farina d’ossa.

TEMPERATURA: la temperatura deve essere uniforme e la pianta va tenuta lontana da fonti dirette di calore.  Oltre che in appartamento, il capelvenere può essere coltivato anche in giardino per la decorazione di fontane e vasche; l’adiantum capillusveneris e il pedatum vivono bene all’aperto anche nelle regioni a clima abbastanza freddo.

Capelvenere

CONCIME: ogni due mesi occorre concimare con un prodotto organico in polvere.

Se usate il concime liquido per piante verdi usatelo ogni 15 gg circa, assieme all’acqua di annaffiatura, dagli un po’ di concime liquido,  ma non superare le dosi consigliate nel flacone.

CONSIGLI: il rinvaso deve essere eseguito circa ogni due anni per rinnovare il terriccio e va effettuato in marzo. La moltiplicazione avviene per divisione dei cespi alla fine dell’inverno, ma molte specie si riproducono facilmente anche per disseminazione.

Quando fai il rinvaso puoi prelevare un pezzo di rizoma ben sano e vigoroso, con attaccate almeno due fronde, e mettilo in un vasetto a sé, col terriccio di cui si è parlato sopra, appena due cm. sotto il filo del terreno. Cura sempre molto la frequenza di irrigazione.
Se poi le tue piante sono vecchie e si sono infoltite troppo nel vaso  a primavera dovrai dividere i rizomi staccandoli con le mani e forzando le dita all’interno della zolla. Così da una pianta ne farai due o più.

PARASSITI: 
I Porcellini di Sant’Antonio (Porcellio, oppure Oniscus, quella specie di piccoli armadilli grigi che si arrotolano a pallina quando sono spaventati) spesso danneggiano le radici per nutrirsene. Se ci sono, li vedi quando fai il rinvaso. Raccoglili e buttali via, su un prato.

CURIOSITA’: il nome scientifico di questa pianta, Adiantum, deriva dal greco “adiantos”, che significa sciutto ad indicare la caratteristica delle fronde del Capelvenere di rimanere perfettamente asciutte anche quando vengono immerse nell’acqua.

Il capelvenre simboleggia l’amore che non teme le avversità, forse per le singolari e molteplici proprietà terapeutiche delle sue fronde conosciute fin dall’antichità.

Ancora oggi si usano decotti e infusi preparati con le fronde del capelvenre per combattere la tosse, il raffreddore e l’influenza.

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2 pensieri su “Capelvenere

  1. Dalla fine dell’estate sto cercando di “recuperarli”, ma tutto sembra sempre impossibile : si stanno seccando, e nonostante io li tenga controllati, gli nebulizzi le foglie… nulla.

    Credo che il problema sia legato al riscaldamento, in casa abbiamo le serpentine elettriche sotto il pavimento. Così ho spostato i vasi più in alto, lontani, ma nulla è cambiato. Forse non è tanto la temperatura quanto piuttosto l’aria troppo secca?

    Che fare? Non posso certo metterli fuori, morirebbero subito. O forse potrei provare a metterli in un locale chiuso e riparato ma non riscaldato? Potrebbero riprendersi?

    O forse devo provare a potarli?

    • Come scritto sopra pianta ha bisogno di atmosfera umida e fresca. Perciò eviterei di tenerla in casa quando c’è il riscaldamento in funzione. Un locale chiuso, in una posizione illuminata ma senza i raggi diretti del sole, sarebbe proprio l’ideale.
      Eventualmente appendi i vasi al soffitto di fronte alla finestra. Se ti è possibile lascia sempre un po’ d’acqua sparsa sul portavaso, in modo che l’atmosfera si mantenga umida, proprio come all’interno di un pozzo.

      Non è che le tue piante sono vecchie e si sono infoltite troppo nel vaso? In tal caso dividile…

      La potatura non è necessaria, ma è bene togliere i rami secchi in maniera da dare spazio e aria a quelli ancora vitali.

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