Cordyline fruticosa (terminalis)

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Cordyline terminalis – Photo by David J. Stang CC BY-SA 4.0

Le Cordyline sono piante che, nei loro luoghi di origine, possono diventare dei veri e propri alberi. Vengono spesso confusi con il genere Dracaena.

Si tratta di  piante molto apprezzate per il lato estetico: sono eleganti e sono reperibili in una vasta gamma di forme, dimensioni e colore delle foglie, di solito verde bronzo, ombreggiato in rosa o rosso. Le Cordyline sono originarie delle Indie orientali e delle isole del Pacifico.

Si tratta di un sempreverde a foglia lunga di lunga durata che presenta foglie sottili a forma di lancia e che produce fiori chiari profumati di lavanda. In appartamento fiorisce raramente.

La specie Cordyline terminalis (o C. fruticosa) è originaria dell’Asia. Ha  foglie molto grandi con picciolo, di colore verde intenso e variamente screziate a seconda della varietà di giallo o rosso.

Nei paesi di origine è impiegata per la creazione di siepi lungo le strade.

E’ molto presente nei nostri appartamenti dove non supera gli 80 cm di altezza. Ha un fusto piuttosto corto con  foglie lanceolate, verde bronzeo screziate color crema, rosa o rosso.

Classificazione botanica

La Cordyline Terminalis è una specie che appartiene al genere Cordyline che a sua volta appartiene alla famiglia delle Laxmanniaceae.

Principali varietà

Della specie Cordyline Terminalis esistono tante cultivars eccone alcune:

La ‘Amabilis’ che presenta foglie di colore verde molto intenso punteggiate di bianco e di rosa e larghe;

La ‘Bartetii’ caratterizzata da foglie rosso/nero;

La ‘Guilfoylei’ con foglie variamente striate di rosso, rosa e bianco;

La ‘Liberation’ con foglie prima di colore rosso-violetto e poi bronzo;

La ‘Re Alberto’ che si distingue per le sue foglie di colore rosa intenso venate di giallo;

La ‘Tricolor’ caratterizzata da foglie larghe e screziate di rosa, rosso e bianco crema.

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Cordyline terminalis –   David Monniaux CC BY-SA 3.0

Oltre alla specie Cordyline Terminalis esistono circa quindici specie di Cordyline tra le quali ricordiamo:

La Cordyline indivisa, originaria della Nuova Zelanda. La sua altezza nei luoghi di origine può arrivare a ì 7 metri ma in vaso non supera i 120 cm. Già dal nome “indivisa” si comprende che ha un unico fusto (indiviso), non ramificato alla cui sommità c’è un ciuffo di foglie lineari, appuntite grigio-verdi con una sola nervatura. All’aperto nelle zone temperate durante l’estate regala una bella fioritura: fiori bianchi, sfumati di rosso, che in autunno diventano bacche rosse.

La Cordyline australis, originaria dell’Australia. Nelle nostre case ha le dimensioni e l’aspetto di un piccolo alberello, non più alto di 1 metro mentre nei suoi luoghi di origine diventa un vero e proprio albero che raggiunge l’altezza fino ad 8 metri. Ha un fusto eretto, con rami nella parte superiore, ha foglie strette, lanceolate o nastriformi grigio-verdi che si riuniscono in ciuffi alle estremità dei rami. All’aperto raggiunge 10 anni di età e produce delle bellissime infiorescenze con fiori di colore crema e profumati alle quali seguono delle bacche bianche. Ci sono tante cultivars di questa specie, citiamo:l’ ‘Atropurpurea’ caratterizzata da foglie che sono violacee nella parte basale;l’ ‘Aureo striata’ che presenta foglie verdi striate di giallo; la ‘Dallerianav’ che produce foglie striate di giallo; la ‘Doucetiana’ caratterizzata da foglie con bordi bianchi; la ‘Lineata’ che presenta foglie molto larghe di colore viola alla base; la ‘Purpurea’ con foglie striate color porpora; la ‘Veitchii’ con foglie di color porpora.

Fioritura

Le Cordyline difficilmente fioriscono in appartamento ma se allevate all’aperto e con le giuste condizioni regalano delle fioriture davvero incantevoli

Consigli per la coltivazione delle Cordyline

Le Cordyline  possono essere allevate sia in appartamento che in giardino, ma solo nelle regioni a clima temperato.

La Cordyline non ama il freddo infatti vive bene a temperature che si aggirano sui 18-20°C con un’ elevata umidità (80-85%) e con un’abbondante illuminazione. Durante l’inverno le temperature non devono scendere sotto i 16°C.

Coltivazione in vaso

La Cordyline si rinvasa quando le radici sono troppo costrette nel vaso che la ospita. In primavera si estrae la pianta dal vaso e si controllano le radici.

Il terriccio adatto è composto da terra di brughiera e foglie di latifoglie in parti uguali al quale si aggiunge una piccola quantità di concime a lenta cessione.

E’ opportuno disporre sul fondo del vaso dei pezzetti di coccio, così da favorire il drenaggio dell’acqua di irrigazione.

E’ meglio impiegare dei vasi di terracotta che favoriscono la traspirazione del terreno.

Coltivazione in piena terra

La coltivazione all’aperto è consentita solo in zone temperate

La Cordyline è una pianta da siepe?

La Cordyline terminalis nei paesi di origine è impiegata per la creazione di siepi lungo le strade

Temperatura

La temperatura ideale è quella compresa tra  i 18- ed i 21°C e comunque non deve mai scendere sotto i 15 °C

Luce

La cordyline richiede molta luce che deve però essere diffusa. Non tollera la luce solare diretta.

Terriccio

E’ bene optare per una miscela di terriccio ben drenato e torboso.

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Cordyline fruticosa –   Mokkie CC BY-SA 3.0

Annaffiatura

La Cordyline richiede un terriccio abbastanza umido ma si devono assolutamente evitare i ristagni d’acqua. Durante primavera- estate va annaffiata quando il terriccio inizia ad asciugarsi. Durante l’ autunno e l’ inverno, si annaffia per evitare di fare seccare il terriccio.

Queste piante  hanno necessità di ambienti molto umidi (80-85%) occorre quindi  nebulizzare le foglie quotidianamente durante la bella stagione.

Sono inoltre molto sensibili al fluoro (anche a basse concentrazioni) pertanto  è meglio annaffiare con acqua piovana o con acqua demineralizzata.

Moltiplicazione

La Cordyline si può moltiplicare per semi o per talee apicali del fusto.

Ad inizio primavera si prelevano delle talee apicali lunghe 7-8 cm dalla pianta madre.

Si piantano in un terriccio per semi a base di torba e sabbia in parti uguali dentro un vaso piccolo che si coprirà con della plastica trasparente. Si  pone in un luogo luminoso ad una temperatura di circa 21°C. quotidianamente si scopre e si controlla l’umidità (togliendo l’eventuale condensa). Nel momento in cui compaiono le nuove foglie (ossia nel momento della radicazione) si leva la copertura definitivamente e si tratta la pianta come una pianta adulta.

Concimazione

In primavera ed estate, la Cordyline si concima ogni 2/3 settimane con un concime liquido miscelato all’acqua di irrigazione. In autunno le concimazioni vanno sospese. Il concime deve essere completo, ossia con  macroelementi e microelementi.

Potatura

La Cordyline non va potata, è sufficiente eliminare le foglie che si seccano

Altri consigli per la cura

Il rinvaso si esegue ogni 3 anni in primavera. Per la moltiplicazione è meglio impiegare il metodo della talea apicale. La Cordyline  necessita di terreni costantemente umidi dalla primavera all’autunno. Non richiede la dormienza invernale, ma apprezza un periodo di riposo con irrigazione ridotta dall’autunno al tardo inverno.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Se il fogliame è  avvizzito,  e cade si tratta senza dubbio di una tecnica di coltivazione errata: potrebbe dipendere dalle temperature troppo alte, o dalla poca umidità.

Se appaiono macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie la pianta potrebbe avere subito un attacco di cocciniglia occorre, in tal caso, lavare la pianta  o intervenire con degli antiparassitari specifici.

Se le  foglie hanno delle macchie necrotiche sia ai bordi che al centro della foglia, potrebbe esserci in corso un attacco fungino, ed in particolare un attacco di Colletotrichum spp., malattia meglio conosciuta come antracnosi.

Si deve  intervenire chimicamente con prodotti specifici

Se le foglie presentano  macchie d’aspetto oleoso si tratta sicuramente di un attacco fungino causato da Phytophtora spp. che si debella con specifici  trattamenti.

Cordyline terminalis 'Lilinoe'

Cordyline terminalis ‘Lilinoe’ – foto di Megan Hansen  CC BY-SA 2.0 

Curiosità

Il nome Cordyline deriva dal greco kordyle che significa «clava» per via delle radici di alcune specie che assumono la forma di una clava.

Le foglie di questa pianta sono state utilizzate nelle Hawaii per confezionare gonne di hula e rizomi commestibili per il cibo. Le varietà in commercio includono piante con fogliame colorato o variegato.

Tossicità/Usi erboristici

La Cordyline non è una pianta tossica anzi rappresenta un ottimo rimedio per tante problematiche (attenzione però, prima di mettere in pratica questi consigli, fatti consigliare da un dottore esperto). Vediamone alcune:

Un’infusione delle foglie viene usata come rimedio per gonfiori, infiammazioni e febbri secche

Il succo delle foglie è usato per curare raffreddori e tosse, mal di stomaco, eczema e gastrite

Un’infusione di tre foglie schiacciate della cultivar viola viene utilizzata per trattare l’ipertensione

Le gemme fogliari sono usate per trattare i dolori al petto più bassi

La filariosi viene trattata con una soluzione ottenuta dai nuovi germogli di piante

Applicato esternamente, il succo delle foglie è usato per trattare il mal d’orecchi e gli occhi infetti

Un’infusione delle foglie nell’olio è usata per trattare le ferite

Le foglie sono schiacciate con olio e applicate agli ascessi delle gengive

La parte inferiore della foglia viene macerata in olio d’oliva e utilizzata come cataplasma o tampone per il trattamento delle ferite

La radice è usata per trattare infiammazioni, calvizie, mal di denti e laringiti

Pezzi della radice, imbevuti di aceto, sono usati per preparare un preparato contro il sanguinamento

Ovviamente, e vale per tutte le piante, occorre consultare il medico prima di utilizzare, mai fare il “fai da te” se non si ha la certezza di non avere intolleranze o allergie varie.

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