Falsa Edera

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Classificazione botanica

La Fatshedera, nota con il nome comune di “falsa edera”, appartiene alla famiglia della Araliacee, al  genere xFatshedera  e alla specie Fatshedera lizei.

Caratteristiche generali

La Fatshedera lizei è un ibrido intergenerico, la cui coltivazione risale all’inizio del 1900in Francia; La Fatshedera lizei è il frutto  dell’ibridazione tra la Fatsia japonica X Hedera helix. E’ una pianta rampicante sempreverde, la cui altezza arriva a 90-100 cm, ma è necessario il supporto di  un sostegno dato che  non possiede le radici dell’edera. La falsa edera è  una pianta arbustiva sempreverde, rampicante, con rami lunghi e flessibili. Le foglie sono palmate, molto simili a quelle dell’edera e formate da 5 lobi; sono lunghe anche 20 cm, di colore verde intenso e molto lucide. i fiori sono riuniti in infiorescenze a ombrella o a  forma di sfera di colore verde pallido; la fioritura si verifica in ottobre o in novembre, ma non riveste importanza da un punto di vista ornamentale.

Principali specie

Il genere Fatshedera comprende un solo ibrido frutto dell’incrocio tra la Fatsia e l’ Hedera. Esiste quindi un solo ibrido intergenerico, ossia  la Fatshedera lizei frutto dell’incrocio tra Fatsia japonica ‘Moseri’ x Hedera helix ‘Hibernica’.

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Consigli per coltivare la falsa edera

La xFatshedera non richiede particolari abilità per la sua coltivazione, si tratta di una pianta piuttosto rustica, che non ha particolari esigenze nemmeno per quel che riguarda il terreno. E’ sufficiente un buon terriccio da giardino e un po’ di sabbia per rendere lo stesso più drenante.

In particolare  gli esemplari giovani hanno necessità di essere rinvasati   annualmente, mentre le piante adulte possono essere rinvasate ogni due anni

Per quanto riguarda l’esposizione,  la falsa edera non ha esigenze particolari e deve essere curata come tutte le specie da appartamento con esposizione in buona luce, ma non al sole.

Per quel che concerne la temperatura la falsa edera ha bisogno di essere posta  riparo da correnti d’aria, evitando gli sbalzi di temperatura. E’ importante anche ricordare che non sopporta l’eccessiva vicinanza a fonti di calore e gli spostamenti troppo frequenti.

Le annaffiature devono essere praticate ogni quattro o cinque giorni calcolando circa mezzo litro d’acqua per esemplari di una certa mole. Indispensabili anche le irrorazioni settimanali con acqua non troppo fredda cui si deve aggiungere stimolante ormonico nella dose di 5 gocce per litro d’acqua. Tra un’annaffiatura e l’altra, che devono essere effettuate con regolarità, occorre aspettare che il terriccio si asciughi ma nel contempo è bene mantenere sempre  un po’  di umidità.

Durante i periodi più caldi le foglie vanno nebulizzate proprio per mantenerle costantemente umide.

Durante l’estate è preferibile spostate la Fatshedera all’aperto, esposta in buona luce, meglio se in posizione leggermente ombreggiata.

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Fioritura

La  Fatshedera fiorisce in producendo fiori  riuniti a grappoli di colore verde chiaro. I fiori della Fatshedera sono sterili ossia non producono semi.

Concimazione

dalla primavera e per tutta l’estate occorre concimare la pianta ogni due settimane utilizzando  un fertilizzante liquido che va somministrato con  l’acqua di irrigazione. Il concime ideale deve possedere azoto (N), fosforo (P), potassio (K) magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo).

Potatura

Se si preferisce  che la pianta abbia  un portamento cespuglioso allora, alla ripresa vegetativa, si devono cimare gli apici della pianta; se invece si preferisce  il portamento rampicante la si deve lasciare così com’è

Le foglie della xFatshedera vanno pulite o con un panno bagnato (che sia morbido) o facendo una doccia alla pianta ma avendo cura di riparare il terreno ed evitare che si inzuppi.

Moltiplicazione

La Fatshedera non produce semi fertili, e la propagazione avviene tramite il prelievo di talee semilegnose, da farsi durante l’estate.

Ecco la procedura della moltiplicazione per talea.

in primavera o in estate vanno prelevate delle talee lunghe 15-20 cm.

Le talee vanno scelte da piante robuste e sane e si tagliano subito  sotto il nodo. Il taglio deve essere fatto  in senso obliquo con lame affilate e disinfettate

Le foglie più basse vanno eliminate e le talee vanno poi interrate in un  compost  di torba e sabbia in parti uguali.

Si deve poi ricoprire il contenitore con un foglio di plastica trasparente e lo si deve riporre in  luogo ombreggiato ad una temperatura compresa tra i 15-18°C . il terriccio deve avere sempre una certa umidità che si mantiene annaffiando ma avendo cura di non bagnare le talee.

Quotidianamente dalla plastica va rimossa la condensa.

Quando compaiono i primi germogli allora significa che le talee hanno radicato. Allora  va tolta la plastica e il contenitore si sposta in una location più luminosa. Quando le  talee sono abbastanza robuste si trapiantano e si trattano  come le piante adulte.

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Consigli

E’ consigliabile la coltura nelle cassette a riserva ‘acqua che consentono alle pianta di assorbire la necessaria umidità senza costringere le radici a vivere in terreno eccessivamente bagnato che potrebbe provocare l’asfissia  delle radici. I terreni più adatti sono il terriccio universale e la normale terra per piante da appartamento. Il rinvaso si esegue all’inizio dell’inverno oppure in primavera.

 

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Parassiti e malattie

La Fatshedera non è molto soggetta alle malattie, tuttavia è possibile che se ne manifesti qualcuna. Tra i più comuni disturbi troviamo quelli legati alla poca luce ed alle poche annaffiature. Anche la cocciniglia può colpire la pianta e si manifesta con la presenza di macchie brune sulle foglie che si possono togliere con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o lavando la pianta con acqua e sapone e risciacquandola abbondantemente .

Curiosità

Il nome scientifico di questa pianta, Fatshedera, è dovuto all’unione delle due piante che hanno dato origine a questo ibrido: la Fatsia japonica e l’Hedra halix, come l’edera, simboleggia l’amicizia costante e l’amore che non conosce distacco.

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