Lilium (Giglio)

giglio asiatico

giglio asiatico

Classificazione botanica

Il lilium (giglio) è un genere di piante che appartiene alla famiglia delle Liliaceae.
Si tratta di un genere originario dell’Europa, dell’Asia e del Nord America.

Caratteristiche generali

E’ una bulbosa perenne molto rustica, coltivata in ogni ambiente climatico. Le altezze variano dagli 80 cm ai 2 metri. I fiori sono  imbutiformi, con petali a volte retroflessi e di grandi dimensioni e sono riuniti in infiorescenze terminali lasse e fioriscono in estate. Le foglie sono lanceolate nella rosetta basale e assumono altre fogge sullo stelo fiorale.

Principali specie

In natura troviamo le specie del genere Lilium, i veri gigli, in tutti i continenti dell’emisfero boreale. Per la loro coltivazione, assolutamente non difficoltosa, occorre rispettare quelle che sono le esigenze climatiche della zona di provenienza.
Le specie sono circa 110, vediamo quelle che più facilmente si trovano in commercio in Italia

Le specie più comuni di Lilium

Lilium auratum
Una specie rustica che proviene dall’Estremo Oriente, in particolare dal Giappone, dove viene chiamata Yamayuri , ossia ‘Giglio che cresce sulla montagna’. Questa specie è diffusa sul vulcano Fujiyama, la montagna simbolo del Giappone centrale. Sono note due forme principali: quella più frequentemente coltivata, chiamata L. auratum ‘Platyphillum’ (pianta alta, vigorosa) e la meno nota L. auratum ‘Praecox’ (più precoce, e piuttosto bassa).
Nel suo habitat la forma ‘Platyphillum’ raggiunge da 1 a 2 m di altezza, ma ci sono esemplari che arrivano ad un’altezza di 3 m. Le foglie raggiungono una larghezza di 5 cm e una lunghezza di 20 cm e sorgono lungo lo stelo sotto l’infiorescenza, che può avere anche 25 fiori. Nella coltivazione in Europa è tutto molto più modesto sia per quel che concerne le dimensioni che per quel che concerne il numero dei fiori che tuttavia mantengono la notevole grandezza ( diametro di 20-25 cm), sono molto profumati e si schiudono in piena estate.
Le piante della forma ‘Praecox’ sono più basse rispetto a quelle ‘Platyphillum’, ma i fiori sono altrettanto grandi e vistosi.
In Asia si trovano in commercio numerose altre forme che differiscono dalle colorazioni, come ‘Pictum’, ‘Rubovittatum’, ‘Rubrum’, ‘Tricolor’, ‘Virginale’.

Lilium bulbiferum (Giglio di San Giovanni)
Questo giglio è molto diffuso nell’Europa centrale e meridionale in zone collinari, sui Pirenei, nei Balcani. E’caratterizzato da fiori di colore arancione-rosso rivolti verso l’alto. Il nome deriva dalla sua capacità di produrre piccoli bulbilli alla base delle foglie sulla parte superiore dello stelo. Questi bulbilli al momento della senescenza si staccano e vengono trasportati dal vento anche in zone molto lontane dove germogliano e dove danno vita a nuovi individui. Lo stelo supera il metro di altezza e può portare fino a 20 fiori. Questo giglio è molto rustico e cresce bene in zone soleggiate in collina o in montagna. In Italia la fioritura avviene alla fine di maggio o nel mese di giugno.

lilium candidum

lilium candidum

Lilium candidum (Giglio della Madonna, Giglio di Sant’ Antonio o di San Giuseppe)
Questa specie è originaria del Mediterraneo orientale e naturalizzata in molte zone dell’Europa del Sud e del Medio Oriente fino all’Afghanistan. I bulbi si compongono di scaglie carnose senza involucro. E’ il giglio più noto e più venerato d’ Europa. Nei primi dipinti di bulbose a Creta è raffigurata questa pianta che era il fiore di Afrodite. Lilium candidum era considerato anche nell’Antica Roma l’emblema delle dee Venere e Diana, e veniva molto impiegato durante cerimonie e feste. Nell’era cristiana il suo fiore è divenuto il simbolo della purezza della Vergine (è chiamato anche il Giglio della Madonna).

Lilium henryi
Questo giglio è originario della Cina centrale. Il suo stelo può superare i due metri di altezza. E’ una pianta robusta, con poche esigenze, con un lungo ciclo vegetativo.
La fioritura del Lilium henryi è relativamente tardiva, in Italia centrale generalmente avviene tra luglio e la fine di agosto.

Lilium martagon
Il giglio martagone è una specie europea, spontanea in zone collinari e montuose. Cresce in particolare nelle radure, nelle brughiere di altitudine, nei prati montani anche su substrato calcareo. Normalmente le piante raggiungono un’altezza che va da 40 a 100 cm.

Lilium regale

Questa specie è originaria della Cina. E’ stata introdotta in Europa nel 1912 ed ha subito conquistato i giardinieri per la sua bellezza, per il profumo e per la facilità di coltivazione.
La pianta può raggiungere un’altezza di 120-150 cm e in condizioni favorevoli può arrivare anche a 2 metri. Le infiorescenza hanno numerosi fiori anche fino a trenta negli esemplari molto grandi. I fiori sono grandi di colore bianco o giallo crema all’interno e rosa-violacei all’esterno e sono a forma di un lungo imbuto, con i tepali che arrivano fino a 15 cm. La forma ‘Albus’ ha fiori completamente bianchi. I fiori sono molto profumati.

Lilium speciosum

Questo fiore è ben descritto nel suo nome, “speciosum” significa infatti molto bello, superbo,splendido, brillante, vistoso.
Questa specie è originaria dell’Estremo oriente, dal Giappone alla Cina e nel Nord di Taiwan.

Lilium tigrinum (Lilium lanciflorum)

Il nome di questa specie è stato rettificato da Lilium tigrinum a Lilium lancifolium dai botanici qualche decennio fa. Però tra i vivaisti il nome tigrinum resta il più utilizzato. Il nome corretto sarebbe lancifolium, perché questo venne proposto dal naturalista svedese Carl Peter Thunberg nel 1794 ben sedici anni prima di tigrinum dell’inglese John Gawler

Per fare ben comprendere le incertezze legate a questo giglio, occorre precisare che da molti è considerato un antico ibrido e non una specie.

Il Lilium tigrinum è diffuso in Cina, Corea e in Giappone, qui è noto come Oni-Yuri ossia “Giglio Demone”.Ancora oggi in estremo Oriente i bulbi di questo giglio vengono consumati e le piante fanno parte della medicina tradizionale. Anche in Occidente rappresentano rimedi nella medicina omeopatica. Il polline è velenoso per l’uomo e tutte le parti della pianta sono molto velenose per i gatti.

lilium bulliferum

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Altre specie
In commercio si possono trovare delle specie di Lilium meno note, ma comunque semplici da coltivate.

Lilium canadense -è originario del Canada e del Nord degli Stati Uniti d’America, il nome volgare è Meadow Lily, ha fino a venti fiori penduli, portati su pedicelli orizzontali, con tepali parzialmente retroflessi che formano una campana aperta del diametro fino a 10 cm, di colore giallo limone con macchiette porpora.

Lilium cernuum – è originario dell’Estremo Oriente (in Cina ), ha fiori che raggiungono un diametro massimo di 3 cm, penduli, a forma di turbante, di colore rosa. Esiste una forma bianco puro, denominata L. cernuum’Candidum’, originaria delle Diamond Mountains in Corea.

Lilium chalcedonicum – è originario della Grecia, viene definito anche Martagon rosso. I suoi fiori sono di un rosso lucido a forma di turbante turco.

Lilium columbianum – è originario dell’Ovest degli Stati Uniti d’America, qui è chiamato anche Oregon Lily o Columbia Tiger. E’ caratterizzato da fiori a forma di turbante turco di una tonalità che va dal giallo intenso all’ arancione scuro. Fiorisce verso la fine della primavera o all’inizio dell’estate.

Lilium concolor – è originario della Cina Centrale, qui è definito Stella della Mattina ed è anche originario del Giappone, dove è conosciuto come Giglio Principessa. I suoi piccoli fiori hanno un diametro di ca. 4 cm, che fanno parte di infiorescenze composte da 2 a 10 fiori di colore rosso scarlatto.

Lilium davidii – è originario della Cina Occidentale. In Italia generalmente fiorisce nella seconda metà di Giugno.
Lilium duchartrei – è originario della Cina Occidentale, si tratta di una specie che ha la particolare abitudine di avere una crescita in senso orizzontale per 20 o più centimetri sotto terra prima di emergere con uno stelo alto, che generalmente non supera i 100 cm.

lilium

Lilium formosanum – è originario di Taiwan ed è caratterizzato da fiori pendenti, a forma di imbuto, completamente bianchi e con le punte dei tepali leggermente retroflesse.

Lilium hansonii – è originario della Corea e delle isole vicine

Lilium humboldtii –è originario della Sierra Nevada negli Stati Uniti d’America, è una specie tipica delle foreste rade.

Lilium japonicum – è originario del Giappone dove viene chiamato sasa-yuri, (ossia bambù erboso), poiché spesso si trova proprio in mezzo a macchie di bambù.

Lilium leichtlinii – è originario del Giappone, e porta il nome del famoso giardiniere tedesco Max Leichtlin, che lo ha introdotto nella coltivazione in Europa nel 1867.

Lilium longiflorum – è originario delle isole meridionali del Giappone. Si tratta di una specie semirustica che si trova in numerose varietà e che è stata usata per incroci grazie ai quali si sono ottenute molte delle cultivar prodotte in massa per rifornire il mercato dei fiori recisi.

Lilium monadelphum – originario del Caucaso deve essere messo a dimora in autunno e per tale ragione viene trattato nell’altra parte di questo libro (leggi).

Lilium nepalense – è originario della regione himalayana del Nepal e dell’India Settentrionale, è una specie molto vistosa nonostante i grandi fiori siano penduli.

Lilium pardalinum – è originario dell’Ovest degli Stati Uniti d’America, dall’Oregon fino alla California,.

Lilium parryi – è originario delle montagne della California e dell’Arizona negli Stati Uniti d’America

Lilium parvum – è originario delle montagne dell’Ovest degli Stati Uniti d’America, del Cascade Range in Oregon e della Sierra Nevada in California.

Lilium philadelphicum – è originario dei pendii orientali delle Rocky Mountains. Si tratta di una specie molto vistosa, i colori delle corolle ispirano diversi nomi agli americani.

Lilium polyphyllum – è originario dell’Afganistan, della regione himalayana fino all’India, dove vive tra i 2000 e 4000 metri di altitudine e può raggiungere l’altezza di 2,4 metri.

Lilium pumilum (o tenuiflorum) – è originario della Corea del Nord, della Manciuria e della Mongolia.

Lilium pyrenaicum – è originario delle montagne tra la Francia e la Spagna, ma anche dei Balcani, della Turchia e del Caucaso.

Lilium superbum – è originario dell’Est e del Centro degli Stati Uniti d’America

Lilium wallichianum – è originario della zona prehimalayana del Nepal, del Bhutan e del Nord-Est dell’India.

lilium monadelphum

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Consigli su Come Coltivare i Lilium

Tranne qualche rara eccezione i bulbi di Lilium devono essere piantati in profondità (se piantati in vaso devono essere piantati almeno al doppio dell’altezza dei bulbi). La distanza tra loro di pende anche dall’altezza delle piante e deve prevedere l’ingombro dato dall’inarcamento degli steli.
tra le piante geofite a fioritura estiva i Lilium sono le più facili da coltivare e con pochi accorgimenti anche giardinieri poco esperti possono ottenere ottimi risultati. Sono importanti la buona qualità dei bulbi che devono essere privi di contaminazioni fungine, con le singole scaglie belle turgide.
I Lilium si prestano molto bene alla coltivazione in vaso. Solitamente si piantano almeno tre bulbi della stessa specie/cultivar vicino per creare un insieme più ricco ma anche una sola pianta ha un ottimo effetto decorativo.

Tipo di terreno
Il substrato per tutti i Lilium deve essere ricco, mediamente umido durante il ciclo vegetativo e piuttosto acido o neutro per evitare danni dalla carenza di ferro.

Concime
E’ raccomandata prima della fioritura ed a fioritura ultimata la fertilizzazione con un concime complesso per piante fiorite. Con la giusta nutrizione dopo la fioritura si ottengono piante decorative e sane, che ingialliranno solamente al momento del naturale termine del ciclo vegetativo.

Potatura
Quando le piante sono quasi completamente secche si possono tagliare a ca. 15 cm dalla superficie del suolo. La rimanenza dello stelo può essere rimossa con uno strappo secco nel momento in cui il bulbo entra in totale dormienza.

Moltiplicazione
La propagazione dei Lilium può essere effettuata sia agamicamente con la separazione dei bulbi moltiplicatisi e dissotterrati a fine del ciclo vegetativo, o piantando i bulbilli che sono prodotti da alcune specie e cultivar lungo lo stelo sotto la superficie del terreno o alle ascelle delle foglie o separando le scaglie ed immergendole in un substrato appena inumidito per indurre la formazione di bulbetti di soccorso alla base delle scaglie. Questi ultimi devono essere piantati in maniera simile ai bulbilli ascellari. Servono tre o quattro anni per avere bulbi abbastanza grandi per dare vita a piante capaci di fiorire.

Parassiti e malattie
Ci sono diverse malattie e parassiti che possono intaccare queste piante. Nei bulbi possono svilupparsi funghi del genere Penicillium. Occorre evitare sbalzi termici nei contenitori nei quali durante l’inverno i bulbi vengono preservati circondati da un materiale inerte, come vermiculite, torba o trucioli.
Si possono inoltre manifestare attacchi di Botrytis elliptica e B. cinerea. la proliferazione dei Botrytis è legata all’umidità dell’aria, occorre dunque essere parsimoniosi nelle annaffiature delle giovani piante ed assicurare a quelle in pieno sviluppo una corretta circolazione dell’aria.

Le limacce possono danneggiare le giovani piante di Lilium, occorre prevenire controllando spesso la microfauna presente sul lato inferiore di pietre e mattoni nelle vicinanze delle aiuole e sul fondo dei vasi.
Altri danni sono fatti dai nematodi che si possono controllare evitando l’umidità permanentemente molto alta del suolo, praticando dei cicli di annaffiature che lascino quasi essiccare il suolo prima di una nuova copiosa somministrazione d’acqua.

I gigli possono essere attaccati dagli afidi, che possono essere veicoli di malattie virali che indeboliscono lo sviluppo delle piante.

In Italia il pericolo più grave per i Lilium coltivati all’aperto è rappresentato dal coleottero Lilioceris lilii che, se non controllato per tempo, può causare gravi danni al fogliame.

lilium rosa

lilium rosa

Curiosità

Il lilium è il fiore che più si avvicina alla rosa sia per quel che concerne la profumazione che per il significato. Il giglio stilizzato è tutt’oggi il simbolo di Firenze.
Alcune specie di vengono coltivate anche per le proprietà medicinali, a tal fine si utilizzano queste parti:

  • Il bulbo. il suo decotto ha proprietà diuretiche ed espettoranti; viene inoltre utilizzato per cataplasmi emollienti e risolventi su scottature e paterecci; Con l’infuso si fanno impacchi, lavande e gargarismi
  • I petali dei fiori hanno proprietà astringenti detergenti, e curativi degli eczemi; si utilizzano per trattare piaghe e scottature
  • Il profumo ha proprietà rilassanti.

Linguaggio dei fiori

Il Giglio è considerato il più antico fiore usato a scopo ornamentale, lo ritroviamo nell’iconografia e nelle tradizioni di diverse civiltà e culti. Negli imperi egiziano e assiro il Giglio era l’emblema della sovranità reale e dell’innocenza verginale delle ragazze avviate al matrimonio. Presso i Greci e i Romani il Giglio era il simbolo del l’amore sublime e della procreazione.

Nell’iconografia cristiana il Giglio viene associato alla Madonna, all’Arcangelo Gabriele e a Sant’Antonio di Padova. E’ protagonista di diverse leggende, in una si narra che Maria scelse Giuseppe perché lo vide con un Giglio . Il giglio è dunque simbolo di purezza, si castità, di fierezza e di nobiltà d’animo.

Ecco il significato delle più importanti varietà di Giglio

  • Giglio Bianco indica verginità, purezza, maestà.
  • Giglio della Valle indica dolcezza, ritorno alla felicità.
  • Giglio degli Inca indica devozione.
  • Giglio Dorato è simbolo di perseveranza.
  • Giglio Giallo è simbolo di nobiltà.
  • Giglio Martagone è simbolo di verginità mistica.
  • Giglio Rosa è simbolo di vanità.

Dove Acquistare i  bulbi di Lilium

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Nel linguaggio dei fiori il lilium significa purezza. Il fresco vento estivo degli anni più dolci lascia presto il posto al vento più freddo e tagliente della realtà. Dall’alto di una torre ricoperta di canditi fiori una ragazza guardava le bianche nuvole e sperava...
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3 pensieri su “Lilium (Giglio)

  1. ciao sono laura ed ho dei lilium piantati in vasi sul terrazzo.
    > durante l'estate sono fioriti con dei fiori stupendi. ora vorrei
    > sapere come devo trattarli per l'inverno! le foglie sono quasi tutte
    > gialle, cosa faccio? taglio gli steli e li lascio nei vasi? devo
    > cambiarli anche di vaso? e possono continuare a star nel terrazzo?
    > grazie grazie mille 🙂
    >

    • io personalmente tagli gli steli
      e li lascio nel vaso sino alla primavera
      quando concimo e innaffio di nuovo.

      Dei miei amici tolgono i bulbi, li conservano e poi li ripiantano in primavera.

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