Palme da Giardino

palme

Le si vedono ovunque e soprattutto sono le protagoniste, assieme ad acque turchesi ed a spiagge bianche, delle cartoline della vacanza perfetta. Capaci di impreziosire un giardino, bellissime nei parchi di antiche ville, molto decorative e per questo molto utilizzate.

Sono loro, le palme, alberi o arbusti che appartengono  alla famiglia delle Arecaceae (chiamate aanche Palmae). Le palme sono  uno dei principali gruppi botanici di interesse ornamentale la loro diffusione interessa tutto il nostro Bel Paese.

A seconda della zona cambiano le varietà che si possono trovare: quindi nel Centro-Sud e sulle coste sono diffuse  le varietà meno rustiche(usate anche come esemplari da interno). In altre zone si trovano svariate specie sempre molto decorative capaci, utilizzandola giusta protezione, di resistere anche agli inverni più rigidi.

Nelle grande e bella famiglia delle palme sono stati classificati ben 200 generi e 3000 specie differenti, che provengono esclusivamente dalle zone tropicali e subtropicali del pianeta, qui allo stato spontaneo  sono diffuse in Asia, Africa e nel continente americano.

Ma chi intende dare  al proprio giardino quell’aspetto esotico ed affascinante che solo le palme sanno dare, allora dovrà considerare alcuni importanti fattori:

La location

palme

La palma deve avere il suo spazio per crescere, quindi è opportuno evitare cespugli o altre piante troppo vicine. Per le tipologie che sono destinate a crescere in altezza occorre dedicare una posizione dominante da dare loro modo e maniera di innalzarsi verso il cielo.

Il luogo deve essere soleggiato (facendo attenzione alle varietà che non amano la luce diretta) e riparato dai venti freddi.

Le radici vanno protette con un’abbondante pacciamatura di materiale vegetale. Molto importante proteggere la  base della chioma il fulcro dal quale ha origine tutta la nuova vegetazione. Le foglie devono essere portate verso l’alto, legate fra loro ma lasciando molto lasco, così da dare lo spazio che occorre loro per la corretta  circolazione dell’aria e per la  crescita. Partendo dal basso vanno avvolte  con tessuto non tessuto (TNT) .

L’umidità

Quello che da davvero noia alle palme è il freddo umido, occorre quindi evitare la troppa umidità iniziando a drenare efficientemente.

Quando la pianta viene messa a dimora occorre preparare una  buca che sia profonda almeno 40-50 cm più del vaso, si tratta di uno spazio che per metà sarà occupato da argilla espansa o ghiaia in modo  da favorire il drenaggio  e da nuovo terriccio per incentivare lo sviluppo delle radici.

Il terreno deve essere ricco ma ben drenato e composto da  5 parti di terriccio da giardinaggio mescolato con 4 di letame maturo e 1 di sabbia a granulometria grossa.

L’epoca di trapianto sbagliata è importantissima, almeno quanto la tecnica di messa a dimora e l’esposizione.

Entrambe sono fondamentali per il  corretto sviluppo dell’apparato radicale. Le radici delle palme sono infatti fragili e nella fase di trapianto si possono danneggiare soprattutto  quando la pianta non ha ancora fatto presa sul terreno. La pianta va messa a dimora nel periodo che va dalla  fine di maggio a giugno, al massimo in agosto.

Tra le palme da giardino più adatte ai nostri climi troviamo:

Butia capitata

Nota come palma del Brasile, è originaria di questo paese e dell’ Uruguay. Si tratta di una palma molto elegante e ben adattata a questo clima, che è capace di resistere fino a –15°C. si tratta della palma  a foglia pennata maggiormente diffusa nei giardini dei grandi laghi italiani. La sua altezza varia dai tre ai sei metri. Ha foglie molto molto grandi:  la lunghezza arriva fino a 200 cm.

Palma Butia capitata

Butia capitata – foto di Moxfyre, GFDL

Trachicarpus fortunei

Questa palma originaria delle regioni meridionali della Cina è la specie più diffusa al nord e nelle zone interne perché è in grado di resistere fino a temperature di –18°C. E’ una pianta piuttosto  robusta che si presta bene nei parchi anche vicino ad altre piante in quanto non teme la mezz’ombra . Ha foglie che superano i 70 cm.  La fioritura avviene a fine primavera a inizio estate con la produzione di  dense pannocchie che virano dal verde al crema al giallo all’arancio portate dalle piante femmina.

Trachycarpus fortunei

Trachycarpus fortunei – foto di Costa2, CC BY-SA 2.5

La palma di San Pietro

Chamaerops humilis, è conosciuta anche con il nome di Palma di San Pietro o palma nana, è capace di resistere in buona parte del nostro paese. La troviamo infatti sull’Appennino centrale, in versanti ben esposti, a 600 metri di quota, dove non mancano mai le nevicate. In queste occasioni si effettua un buon rincalzo di terricciato e paglia al piede. In natura raggiunge un’altezza di circa un metro, coltivata anche il doppio, mentre i soggetti di taglia elevata arriva anche 6 metri.

Chamaerops humilis

Chamaerops humilis

Phoenix canariensis

Detta anche Palma delle Canarie, fino a poco tempo fa comunissima qui in Italia, prima dell’arrivo del Punteruolo Rosso che l’ha decimata.
Si tratta di una specie meno resistente al freddo (sopporta infatti solo – 6°C), ma è molto apprezzata per le sue  grandi foglie pennate appena decombenti che formano un ventaglio molto scenografico. Ha una crescita lenta nei primi anni di sviluppo, che recupera poi dopo raggiungendo un’altezza che supera i  15 metri.

Phoenix canariensis

Phoenix canariensis – foto di Luigi936, CC BY-SA 4.0

Palma nana – Cycas revoluta

(Tecnicamente non è una palma, ma ci assomiglia parecchio) La cycas revoluta, una delle piante più antiche della terra, è una pianta sempreverde molto longeve adatta al giardino oltre che  all’appartamento. E’ originaria dell’Asia e sviluppa un fusto corto, tozzo, legnoso, ricoperto da scaglie brune; all’apice del fusto eccola corona formata da eleganti e lunghe foglie pennate, rigide, di colore verde scuro. La sua crescita è molto lenta, e gli esemplari adulti possono arrivare a misurare  200-300 cm di altezza. Si tratta di una pianta capace di donare al vostro giardino un aspetto esotico, inoltre sviluppa  anche una particole fioritura.

cycas

cycas

Dypsis

Ha il fusto eretto, le fronde allungate, arcuate, portate da un lungo picciolo rigido e fiori che sbocciano in lunghi grappoli arcuati e che sono di colore bianco o giallastro. A seconda delle varietà ci sono delle differenze:  Dypsis decaryi ha particolare forma a fiaccola; Dypsis lutescens ha fusti molto sottili, simili a bambù, spesso torti o arcuati, sviluppati in piccoli gruppi.

Le varietà di palme Dypsis hanno necessità di essere coltivate in luogo soleggiato, o anche parzialmente ombreggiato; non temono il freddo, e, per brevi periodi, possono sopportare gelate di lieve entità. Non sopportano la luce diretta del sole, soprattutto nelle ore più calde della giornata; quindi occorre  scegliere una posizione che sia riparata.

Dypsis lutescens

Dypsis lutescens – foto di scott.zona, (CC BY-NC 2.0)

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