Crinum

Crinum è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae, le quali vantano tropicali caratteristiche. Tropicali sì, ma non troppo. Le specie appartenenti a questo genere sono originarie delle regioni tropicali e subtropicali di Africa, Asia, isole dell’Oceano Indiano, America Centrale e Australia, ma non è difficile ritrovarle anche in affascinanti giardini del nostro Paese.

Il genere Crinum, che comprende piante bulbose, fu introdotto da Linneo nel 1737, ma ha subito numerose revisioni dalla data prima indicata ad oggi, perché tante sono state le nuove specie scoperte e descritte con dovizia di particolari.

In linea con quanto appena detto, possiamo citare Baker, che nel suo Handbook of the Amaryllidaceae suddivise il genere in tre subgeneri: il primo comprendeva le piante con tepali lineari e simmetrici, il secondo comprendeva le specie con tepali a linguetta e il terzo comprendente le specie con ampi tepali a forma di campana.

È difficile coltivare i Crinum? Sicuramente non possono essere definiti come piante dalla facile coltivazione, proprio per le loro caratteristiche tropicali. Con le cure giuste, però, è possibile ammirare da vicino la bellezza del fiore delle specie più resistenti, le quali possono essere coltivate anche nelle zone italiche dal mite clima. Appunto, tropicali sì, ma non troppo!

Descrizione generale

Osserviamo più da vicino le specie appartenenti al genere Crinum. I bulbi variano molto nelle dimensioni a seconda delle specie: dai 4cm possono anche raggiungere i 20cm e più. Tutti hanno un collo ben visibile che fuoriesce dal terreno, dal quale si sviluppano le lunghe foglie. Queste possono superare il metro di lunghezza, hanno un bel colore verde acceso, flessibili e sono disposte a rosetta.

L’infiorescenza si allunga al di sopra delle foglie dando la possibilità ai bellissimi fiori di farsi ammirare in tutto il loro splendore. Bianchi, rossi, rosa, con striature più o meno accentuate: i grandi fiori dei Crinum assicurano uno spettacolo sublime.

Una fioritura che avviene generalmente nel periodo estivo, ma alcune specie che naturalmente si sviluppano nelle foreste tropicali possono fiorire, in ottimali condizioni ambientali, anche più volte durante l’anno.

Foglie Crinum

Crinum, particolare delle foglie (Andrey Zharkikh CC BY 2.0)

Classificazione botanica

Dominio: Eukaryota;
Regno: Plantae;
Divisione: Magnoliophyta;
Classe: Liliopsida;
Ordine: Asparagales;
Famiglia: Amaryllidaceae;
Genere: Crinum.

Principali specie e varietà

Possiamo suddividere le tante specie di Crinum in 4 differenti gruppi:

  1. piante che vivono completamente immerse nell’acqua, come la specie Calamistratum, Thaianum e Natans.
  2. Sempreverdi o decidue che vivono con le radici immerse nell’acqua (anche limitatamente al periodo vegetativo): C. erubescens,  C. purpurascens, C.  jagus, C. americanum, C. asiaticum.
  3. Piante a sviluppo stagionale (estivo), che possiamo indicare come le specie più facili da coltivare: C. moorei, C. bulbispermum, C. macowani.
  4. Specie provenienti dalle regioni aride che presentano caratteristiche totalmente differenti dalle piante appartenenti ai primi due gruppi: C. lineare, C. boophanoides, C. delagoense.

Passiamo alla descrizione delle specie più conosciute.

Crinum Calamistratum

Bellissima specie acquatica dal bulbo allungato (10cm) del diametro di circa 3cm. È una delle specie maggiormente apprezzate in acquariologia e si presenta con foglie nastriformi molto lunghe. La pianta è molto appariscente e non è molto esigente. Sono poche le accortezze da prendere per far sviluppare al meglio tale specie in un acquario. Un pH7 assicura alla stessa ottimali condizioni di crescita. Il fondo, di almeno 8 cm, deve essere ricco di sostante nutritive.

È una pianta molto particolare, che sembra crescere maggiormente quando c’è un forte movimento dell’acqua.

Ha una crescita lenta quindi passano diversi medi prima che si formi un esemplare di bella presenza; inoltre ha una reazione negativa ad ogni trasferimento. Questa specie è indicata solo per acquari di un’altezza minima 50 cm. Solo negli esemplari molto robusti si è osservata la moltiplicazione vegetativa mediante bulbilli.

crinum calamistratum

Crinum calamistratum in acqua – by Daderot (Own work) [CC0], via Wikimedia Commons

Crinum thaianum

Pianta acquatica originaria delle Thailandia, con bulbo più grande della specie prima descritta. Le foglie del bulbo sono disposte a rosetta e possono raggiungere anche i 200cm di lunghezza. È una specie a rapida crescita, a differenza del Crinum Calamistratum, che ha una crescita molto lenta, e non necessita di tantissima luce per svilupparsi.

Il fondo deve essere ricco di sostanze nutritive, mentre la temperatura dell’acqua deve essere di circa 28°C. Anche se la pianta cresce in modo piuttosto disordinato ed è possibile intervenire con una potatura, si consiglia di limitarsi nell’effettuare tale operazione: il C. thaianum soffre eccessive e continue potature.

crinum thaianum

Crinum thaianum – By Ito Y, Barfod A [CC BY 4.0], via Wikimedia Commons

Crinum natans

Altra specie acquatica facilissima da coltivare, ma più difficile da reperire sul mercato di riferimento. È originaria dell’Africa Occidentale ed è molto apprezzata per le dimensioni: può superare il metro di altezza.

In natura si trovano due varietà di questa pianta: quella a foglia larga e quella a foglia sottile. Quest’ultima è più semplice da coltivare e richiede pochissime cure. Importante per questa specie è la temperatura: non deve mai scendere sotto i 24°C e mai salire oltre i 28°C. Come la prima specie che abbiamo descritto, anche il C. natans predilige le acque più mosse.

Meglio posizionarla dove ci sono acque mosse e vasche grandi così da dare modo alle foglie di fluttuare in superficie.

E’ preferibile  coltivarla in acqua a ph neutro e tenere.E’ possibile poter osservare in acquario fiori di questa pianta: dal peduncolo dell’infiorescenza si diramano fino a 5 fiori bianchi e profumati.

La sua adattabilità ad un range molto ampio di valori ed a luce di intensità media, la rendono una pianta adatta a neofiti.

crinum natans

Crinum natans in acqua –  Zaire [GFDL, CC BY-SA 3.0 or CC BY-SA 3.0 de], via Wikimedia Commons

Crinum asiaticum

Originaria delle regioni a sud della Cina è una tra le specie più grandi del genere di appartenenza. È ampiamente utilizzata per parchi e giardini, poiché straordinarie sono le sue caratteristiche ornamentali.

I suoi fiori sono molto profumati e sorretti da fusti che possono raggiungere i 200cm. Non è una pianta difficile da coltivare e cresce bene nelle zone costiere dove il clima è più mite. Resiste bene anche alle basse temperature e non ha esigenze particolari per quanto riguarda il terreno. In commercio è possibile trovare tante varietà, le quali si presentano come più delicate, ma spettacolari come piante ornamentali da coltivare in vaso.

Crinum asiaticum – Foto di Amada44 (CC BY 3.0)

Crinum americanum

Crinum americanum

Crinum americanum – foto di David J. Stang (CC BY-SA 4.0)

 

Originario del Nord America, dal Texas alla Carolina del Sud, del  Messico, Cuba, Giamaica e le Isole Cayman. I nomi comuni di questa specie includono giglio di palude  e crinum di palude. La specie cresce in piccoli gruppi in habitat  con acque ferme.

Ha fiori bianchi con  sei petali di circa 10 cm di diametro.

Crinum purpurascens

Crinum purpurascen

Crinum purpurascen – Valérie75, (CC BY-SA 3.0)

È una pianta acquatica con un bulbo piccolo, stretto, ovoide, con molte radici lunghe e fibrose. Produce almeno 20 foglie, immerse, sotto forma di nastri, membranosi, lunghi 90 cm e larghi da 3 a 5 cm.

Crinum erubescens

Crinum eburescens

Crinum eburescens – foto di Dick Culbert (CC BY 2.0)

Pianta perenne che cresce fino a 90 cm di altezza da un bulbo sotterraneo grande fino a 10 cm di diametro. Produce un grappolo di foglie a forma di cinghia lunghe fino a 90 cm e larghe 8 cm.

La pianta viene raccolta allo stato selvatico per uso medicinale locale. È coltivato come un ornamentale, apprezzato soprattutto per i suoi fiori.

Crinum jagus

Crinum jagus

Crinum jagus – foto di David J. Stang (CC BY-SA 4.0)

Il Crinum jagus è un tenero bulbo perenne  originario dell’Africa tropicale. Produce fiori bianchi che ricordano i  tulipani e che sbocciano a grappoli durante l’ estate in cima a gambi senza foglie, che di solito raggiungono un’altezza di 2-3 cm. Alcuni fiori profumano, altri hanno poco aroma.

Il nome del genere deriva dalla parola greca krinon che significa giglio. L’epiteto specifico significa gigante.

Può essere coltivata in Italia nel sud in luoghi temperati in grandi contenitori e poi portati al coperto in inverno.

 Crinum moorei

Il C. moorei è conosciuto anche come Giglio Natalizio ed è molto apprezzato per i suoi grandi fiori bianchi o rosati. È uno dei membri più grandi della famiglia, con un bulbo che può misurare anche 20 cm di diametro. Il Crinum moorei è solitamente piantato appena sotto la superficie del terreno e il suo collo è ben visibile.

Proprio dal collo si sviluppano le lunghe e piatte foglie di colore verde scuro, che possono tranquillamente raggiungere il metro di lunghezza. Sono disposte a rosetta e tra queste si sviluppa un lungo gambo che sorregge i bellissimi fiori bianchi o rosa. La fioritura di questa specie avviene in estate.

crinum moorei

Crinum moorei – (FarOutFlora CC BY-NC-ND 2.0)

Crinum campanulatum

Il Crinum campanulatum è una pianta perenne, resistente alle basse temperature che può essere grande o piccola, sempreverde o decidua, cresce principalmente durante l’estate (in acqua) e riposa durante l’inverno. Durante il riposo deve rimanere asciutta e sopporta basse temperature, si adatta quindi ai climi temperati italiani.

Lo stelo fiorale è lungo fino a 1 m.

Essendo originarie di zone temperate,  perdono le foglie col sopraggiungere del freddo e vanno riposte in un ambiente fresco e asciutto.

Va cresciuta in un vaso di argilla espansa (o altro materiale drenante) immersa in acqua o in un laghetto.

Crinum macowani

Meravigliosi sono i fiori di questa specie: bianchi, leggermente profumati e con striature rosa. Il C. macowani è facile da coltivare e cresce bene nelle zone più umide del giardino. Possiamo descrivere questa specie come un bulbo deciduo a crescita estiva e con radici carnose. Le foglie sono molto grandi: possono raggiungere e superare il metro di lunghezza ed avere una larghezza di 200mm.

Sono i fiori ad attirare l’attenzione: grandi gigli prodotti in ombrelle da 5 a 25 unità, i quali si sviluppano alla sommità di un alto fusto. Spesso questa specie viene confusa con il C. bulbispermum, ma c’è un metodo per distinguere le due piante senza sbagliare: basta osservare il colore delle antere, nere per il macowani.

Si tratta di una delle specie  più facile da coltivare. Richiede un terreno fresco, umifero e drenato.

crinum macowanii

Crinum macowanii –  foto di  Lokal_Profil [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Crinum bulbispermum

È una specie originaria del Sudafrica e che può essere coltivata come pianta ornamentale da giardino nelle regioni del Sud Italia dove il clima è più caldo. È molto resistente, ma mai deve essere negata una regolare irrigazione durante la stagione di crescita. Si sviluppa meglio in condizioni di elevata umidità.

Il C. bulbispermum è anche conosciuto come il Giglio del fiume Orange e può raggiungere anche il metro di altezza. Alla sommità di un alto stelo crescono i fiori grandi e bianchi, i quali sono graziosamente decorati da una leggera striatura rosa.

crinum bulbispermum

Fiore Crinum bulbispermum – C T Johansson (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Crinum delagoense

È una perenne bulbosa con foglie ampie, piatte e con i margini ricoperti da una sottile peluria. I fiori crescono in ombrelle e sono bianchi con sfumature rosa più o meno intense.

Copiosa la fioritura: ogni gambo può sostenere fino a 40 fiori. È una specie tropicale, ma che resiste bene anche alle basse temperature. Ecco perché all’inizio dell’articolo abbiamo descritto i Crinum come piante tropicali, ma non troppo. Tale specie necessita di un terreno sabbioso e ben drenante, totalmente diverso da quello richiesto dalle precedenti specie. Fondamentale è l’irrigazione durante le stagioni più calde.

crinum delagoense

Crinum delagoense –  (Daniel Hoherd CC BY-NC 2.0)

Crinum Boophanoides

Il Crinum boophanoides è originario dell’Angola, della Namibia e dell’ex Transvaal in Sud Africa. Le foglie sono distiche (ovvero presenti a coppie una da una parte e una dall’altra) di colore  verde chiaro

Si tratta di specie che ha bisogno di terreno molto drenante, quasi completamente composto di sabbia. Anche questi sono decidui e possono superare bene l’inverno nel loro vaso in una cantina fresca e asciutta.

Crinum  lineare

Altra specie proveniente dai climi piuttosto aridi, Il Crinum lineare è originario della provincia del Sudafrica, nella provincia del Capo Orientale, dove cresce in terreni sabbiosi. La pianta forma una piccola lampadina, delle dimensioni di una pallina da golf.  Le foglie sono strette, incanalate e di colore verde erba. Gli ombrelli portano da 4 a 14 fiori, bianchi con chiglie da rosa a rosa scuro, su un peduncolo alto da 8 a 24 pollici. Le antere sono nere.

 

Amarcrinum

Non una specie, ma uno spettacolare ibrido tra il Crinum moorei e l’ Amaryllis belladonna. È un ibrido molto conosciuto e apprezzato: sempreverde e dal fogliame appariscente.

I fiori sono imbutiformi e hanno lo stesso profumo dell’ Amaryllis belladonna. Richiede una posizione soleggiata e protezione durante la stagione invernale.

Ibrido amarcrinum

Amarcrinum –  (Dirk Wallace CC BY-NC-ND 2.0)

Altri ibridi

Oltre all’Amarcrinum possiamo ricordare altri due ibridi molto belli e diffusi : il Crinum x powelli, nelle varietà rosa e bianco, e l’Amacrinum howardii.

Fioritura

La fioritura dei Crinum avviene solitamente nella stagione estiva. I fiori di questa bulbosa, la cui forma ricorda quelli dei Gigli, sono molto apprezzati per la loro eleganza e per i delicati colori.

Bellissime ombrelle, sostenute da alti fusti, di grandi fiori bianchi, rosa o con sfumature di vario colore, tutti gradevolmente profumati.

Consigli per la coltivazione dei Crinum

Piante dalle tropicali origini, ma che possono essere tranquillamente coltivate, con le giuste accortezze, anche nel nostro Paese.

Coltivazione in vaso

I grandi bulbi dei Crinum devono essere sistemati in vaso molto grande, accuratamente riempito con terreno fertile, ad una profondità di circa 20cm. Il vaso da utilizzare deve essere abbastanza profondo e deve essere collocato in posizioni ben precise per sfruttare l’azione benevola dei raggi del sole e per proteggere alcune specie durante l’inverno.

La coltivazione in vaso dei Crinum è una delle tecniche migliori per tutelare queste piante. Alcune specie si identificano come rustiche, quindi come particolarmente resistenti, tante altre soffrono alle basse temperature. Coltivandole in vaso è possibile ritirarle in luoghi riparati durante la fredda stagione.

Il rinvaso non deve avvenire di frequente, poiché queste bulbose non amano essere disturbate.

Coltivazione in piena terra

Anche quando coltivati in piena terra i Crinum devono essere interrati tra marzo e aprile. Il terreno deve essere particolarmente ricco di sostanze organiche e ogni bulbo deve essere interrato ad una profondità di circa 30cm e ad una distanza di 40cm l’uno dall’altro. Infatti, hanno bisogno di grandi spazi per crescere e svilupparsi senza troppi ostacoli.

Sono piante tropicali, quindi si sviluppano meglio nelle regioni del Sud Italia, meno in quelle del Nord. La coltivazione in piena terra, per la creazione di spettacolari giardini acquatici (con le specie d’acqua) o di giardini dai piacevoli colori e profumi, è più difficile della coltivazione in vaso. Ricreare il perfetto habitat naturale non è impresa semplice.

Spesso i Crinum vengono utilizzati per bordure molto appariscenti e accostati ai bellissimi Agapanthus.

crinum coltivazione in piena terra

Non solo i fiori, ma anche le grandi foglie dei Crinum possono dare un contributo importante al giardino (Forest and Kim Starr CC BY 2.0)

Temperatura

Come detto, alcune specie sono molto resistenti, mentre altre possono avere seri problemi quando la temperatura scende troppo. Al di sotto dei 7 °C, quando la pianta è coltivata in vaso, si consiglia di spostarla in luogo riparato

Luce

I Crinum crescono bene in posizioni di esposizione totale alla luce del sole, ma anche in luoghi di mezz’ombra.
Perfetta è un’esposizione in zona parzialmente soleggiata (nelle ore meno calde della giornata) e ventilata.

Terriccio

Il terriccio ideale per i Crinum è ricco di materiale organico e leggero. Alcune specie crescono meglio in condizioni di elevata umidità del terreno, mentre altre prediligono un substrato drenante, per evitare il formarsi di ristagni di acqua.

Innaffiature

È consigliato annaffiare generosamente i Crinum durante la primavera e l’estate. La maggior parte delle specie teme la siccità, mentre tollerano terreni umidi. Ricordiamo che sono tante le specie che crescono lungo i corsi d’acqua.

Le irrigazioni devono essere ridotte nel periodo invernale, intervenendo solo durante un lungo periodo di siccità, al fine di mantenere umido il terreno. Il miglior sistema per innaffiare queste piante è un impianto a goccia, che è possibile sfruttare sia quando il Crinum è coltivato in vaso, sia quando coltivato in giardino.

Moltiplicazione

La moltiplicazione dei Crinum può avvenire per divisione dei bulbi o per seme.
La prima è sicuramente la modalità più semplice: il bulbo staccato deve essere fatto asciugare per qualche giorno. In seguito, deve essere interrato in un composto ricco di sostanza organica. La crescita è abbastanza lenta e possono passare diversi anni prima di poter ammirare la fioritura. Tale operazione deve essere portata a termine nella stagione primaverile.

Se si hanno dei semi di Crinum fateli germinare su terra, in primavera, a una temperatura di 18-20 °C. Le  piante così sbocciate  impiegano 4 o 5 anni prima di essere abbastanza vigorose da fiorire.

Concimazione

La concimazione del Crinum deve avvenire limitatamente al periodo della formazione dei fiori, somministrando alla pianta uno specifico concime liquido.

Potatura

Limitarsi ad eliminare solo le foglie secche e le parti più danneggiate della pianta.

Altri consigli per la cura

Per far fiorire i Crinum regolarmente ogni stagione si consiglia di non effettuare trapianti ravvicinati. Il substrato deve essere cambiato ogni 3-4 anni circa. Operando in questo modo, ogni anno sarà possibile godere di una preziosa fioritura.

Fioritura crinum

Con le giuste cure è possibile ottenere esemplari pronti a mostrarsi in tutta la loro bellezza (beautifulcataya CC BY-NC-ND 2.0)

Parassiti, malattie e altre avversità

Anche se la maggior parte delle specie di Crinum vivono in condizioni di elevata umidità, non sono piante che fanno registrare un alto numero di attacchi parassitari o malattie.

Gli unici pericoli sono rappresentati dagli afidi, dalla muffa, dal mal rosso e dai funghi. Per prevenire basta correggere l’esposizione alla luce e controllare costantemente il livello di umidità del terreno: umido sì, ma per le specie non acquatiche bisogna assolutamente evitare il formarsi di ristagni di acqua.

In caso di attacco è possibile intervenire con specifici prodotti antiparassitari e fungicidi.

Curiosità

Uno studio pubblicato sul Journal of Pharmacy and Pharmacology ha dimostrato che è possibile combattere la depressione con i fiori. Grazie ai principi attivi contenuti nei fiori dei Crinum e dei Cyranthus (simili ai Narcisi) è possibile bypassare la barriera emato-encefalica del cervello dei soggetti depressi. Viene sfruttata l’azione inibitoria degli alcaloidi dei fiori sulla glicoproteina-P. Si stanno muovendo i primi passi, ma sapere che con i fiori è possibile sconfiggere alcune malattie è straordinario.

L’origine del nome:

  • in greco: da Krinon, che significa giglio;
  • in latino: da Crinis, che indica la forma della cometa.

In entrambi i casi è richiamata la forma del fiore.

Tossicità

I Crinum contengono sostanze alcaloidi e tra tutte le specie è il Crinum asiaticum ad essere considerato più pericoloso, poiché alcune parti della pianta, se ingerite, possono risultare potenzialmente tossiche.

Linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori il Crinum ha significato di forza e purezza, proprio come tutte le piante con grandi fiori bianchi.

Dove acquistare bulbi e/o semi di Crinum

  • Amazon: bulbi e semi di Crinum
  • eBay: tanti bulbi di diverse specie e varietà

 

Articoli correlati che possono interessarti

L'hai trovato interessante? Allora votalo!
[Voti Totali: 1 Media: 5]
Ti è piaciuto? Allora Condividilo:
Share on Facebook
Facebook
0Share on Google+
Google+
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
12Email this to someone
email

Vuoi fare una domanda? Vuoi dire la tua?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Add your own review

Rating

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.