Eritronio (Erythronium)

L’eritronio, è una piccola pianta bulbosa perenne di modesta altezza (non supera alcune decine di centimetri) con un bulbo dalla curiosa forma acuminata, simile proprio al dente di cane. Fa parte delle piante acauli ossia senza fusto, ha solo un bulbo sotterraneo di forma cilindrico-conica di solito avvolto in una tunica membranosa.

In genere possiede solo due foglie radicali (o basali), picciolate a forma ovale-lanceolata e a disposizione opposta. Solitamente la lamina è maculata con macchie che a seconda della specie sono più chiare o più scure.

Erythronium dens canis

L’infiorescenza si compone da un unico fiore (più di uno nelle specie americane) portato alla sommità dello stelo (peduncolo scambiato per il fusto). I fiori dell’eritronio ricordano i fiori del giglio.

Nei boschi di Stabio l’eritronio tende a formare estese colonie davvero molto scenografiche. Questa pianta riesce in connubio con le Campanelline e la Scilla bifolia tra le foglie secche dell’autunno precedente. La sua precoce fioritura è l’annunciatrice della primavera.

L’unico Eritronio di origine europea, l’Erythronium  dens-canis, chiamato volgarmente anche “Dente di cane“, è, insieme ad alcune cultivar da esso derivate, la specie più facile da coltivare del genere Erythronium.

Classificazione botanica

Il genere Erythronium appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Questo genere è costituito da piccole erbacee di modesta altezza, una delle specie più rappresentative è l’Erythronium dens canis.

Principali specie

L’eritronio comprende circa 20-30 specie di piante perenni con fioritura primaverile. I gambi snelli portano fiori pendenti con tepali ricurvi nei toni crema, giallo, rosa e malva. Le specie sono native delle foreste e dei prati nelle regioni temperate dell’emisfero settentrionale.

Tra le specie più note ricordiamo:

Erythronium dens-canis

Erythronium dens-canis  Enrico Blasutto CC BY-SA 2.0

L’Erythronium dens-canis è l’unica specie presente in Italia,  soprattutto in Valtellina. La singolarità è rappresentata dal fatto che questa pianta, che è spontanea in tutta Europa, in qualche zona dell’Asia settentrionale e in Giappone, presenta la varietà sibiricum che vive solo in Siberia, esattamente sui monti Altai.

Sull’origine del nome non si hanno fonti certe.  Per alcuni è così chiamato perché nella forma selvatica i petali bianchi ricordano la dentatura di un cane, per altri il nome specifico ha invece origine dalla particolare forma del bulbo che, restringendosi in una punta acuta, ricorda il dente di un cane. Erythronium dens-canis ha dato origine a numerose varietà.

Tra le varietà più affascinanti  ricordiamo “Liliac Wonder”, dall’elegante fogliame marmorizzato e fiori porpora, simili a quelli del ciclamino. Ideale per fioriere su terrazzi e balconi, ma può trovare in commistione con altre bulbose nelle bordure. Altre varietà interessanti sono: “Pink perfection” a fiori rosa pallido; “Purple king” a fiori porpora carico; “Rose beauty” a fiori rosa scuro con foglie variegate.

Erythronium grandiflorum

l’Erythronium grandiflorum pfly CC BY-SA 2.0

Questa specie è caratterizzata dagli inconfondibili fiori gialli.

Erythronium revolutum

Questa specie  si distingue per le foglie macchiate di bianco e marrone, mentre i fiori, inizialmente bianchi con sfumature rosa, assumono successivamente una colore porpora. Tra le varietà più coltivate, la “White beauty” dai fiori bianchi, gialli al centro, con foglie macchiate.

Erythronium tuolumnense

Erythronium tuolumnense  Dominicus Johannes Bergsma CC BY-SA 4.0

Questa specie regala fiori gialli. È endemica della Sierra Nevada della contea di Tuolumne, in California; da 600 m lungo la Italian Bar Road fino a 1.000 m di altitudine alle sorgenti del Deer Creek.

Erythronium albidum

Erythronium albidum  Forest Service, Eastern Region public Domain

Questa specie è una  piccola pianta erbacea originaria dell’America del Nord orientale, dal sud del Quebec e dal sud del Manitoba fino alla Georgia e al Texas. Fiorisce tra la metà e la tarda primavera.

Erythronium americanum

Erythronium americanum  James St. John CC BY 2.0

Questa specie è originaria del Nord America e dimora in habitat boschivi. All’interno della sua gamma è una specie molto comune e diffusa, specialmente nell’America settentrionale orientale.

Erythronium helenae

Erythronium helenae  Stan Shebs CC BY-SA 3.0

È una specie endemica delle montagne costiere a nord della San Francisco Bay Area in California.

Prende il nome dal picco locale Mount Saint Helena, che forma il punto in cui si incontrano le contee di Napa, Sonoma e dei laghi. Cresce sulle pendici della montagna ad altitudini di 500-1200 m, spesso su terreni tortuosi.

Fioritura

La fioritura dell’ Erythronium è tipicamente primaverile nella maggioranza delle specie e va da marzo ad aprile.

Consigli per la coltivazione dell’ Erythronium

E’ una pianta facile da coltivare, necessita  di un clima fresco,  di terreno sempre umido, ma senza ristagni, sopporta anche brevi gelate e si può coltivare anche in vaso.

Coltivazione in vaso

E’ possibile ottenere successi molto soddisfacenti coltivando l’Erythronium in vaso. La fioritura ripagherà delle cure necessarie. Il terriccio ideale deve essere ricco e molto permeabile.

Coltivazione in piena terra

In giardino l’Erythronium va posizionato all’ombra, meglio se ai piedi di alberi a foglia caduca, così che possa beneficiare del sole durante  l’inverno e dell’ ombra durante la bella stagione.

Per garantire delle buone fioriture, la messa a dimora dei bulbi dell’Erythronium dovrebbe essere eseguita nel corso dell’autunno, procedendo con la loro sistemazione in un terreno ben drenato  e ricco di sostanze organiche. I bulbi devono essere piantati relativamente profondi a 8 cm ancora di  più per quelli grandi.

Temperatura

L’Erythronium  è abituato ad un clima piuttosto fresco. Generalmente non teme il freddo, anche perché in tarda primavera tende a perdere il fogliame e ad entrare in riposo vegetativo fino alla fine dell’inverno.

Luce

L’esposizione adatta per questa pianta è a mezz’ombra o al sole parziale solo la mattina.

Terriccio

Il terreno ideale è  soffice, ricco di humus, abbastanza fresco  e ben drenato, l’Erythronium non ama i terreni troppo compatti e che facilitano la formazione di ristagni d’acqua. E’ una pianta da sottobosco.

Erythronium dens-canis ‘Purple King’ Francine Riez CC BY-SA 3.0

Annaffiatura

A partire dalla primavera il terreno deve essere mantenuto sempre umido, ma evitando i ristagni d’acqua, mentre in inverno si possono ridurre le annaffiature fino a sospenderle per evitare che i bulbi possano presentare problemi o gelare, nel caso di temperature piuttosto rigide.

Moltiplicazione

La riproduzione dell’Erythronium avviene in estate per moltiplicazione (o divisione) dei bulbi che vanno interrati a circa 5-6 cm.

Questa pianta si può propagare anche per seme durante l’autunno ma si tratta di una propagazione estremamente lenta che però, in condizioni di sottobosco con umidità opportuna durante tutto l’anno, può dare vita a splendide colonie che rallegrano con i loro elegantissimi fiori nel mese di marzo.

Concimazione

Durante la primavera è consigliabile aggiungere all’acqua delle annaffiature del concime per piante fiorite ogni 15/20 giorni per fornire a queste piante tutto il nutrimento necessario. Di solito è necessario aggiungere periodicamente anche terriccio fibroso per migliorare i suoli troppo pesanti.

Potatura

Questa pianta non ha bisogno di potatura, occorre eliminare le foglie che via via seccano.

Erythronium dens-canis Enrico Blasutto CC BY-SA 2.0

Parassiti, malattie ed altre avversità

L’Erythronium è una bulbosa piuttosto rustica, tanto che in alcune zone cresce anche allo stato selvatico; può però venire attaccata dall’oidio.

La cattiva manutenzione può dare altri problemi, uno piuttosto comune è provocato dall’eccessiva quantità di acqua o da troppa umidità ambientale, che possono causare una rapida insorgenza di marciumi, molto dannosi per questa tipologia di piante. Qualora di dovesse notare  un’eccessiva umidità è possibile procedere con un trapianto del bulbo in terreno più adatto, che permette  un drenaggio maggiore.

Curiosità

In diverse zone l ’Erythronium viene utilizzato in cucina. Il bulbo è commestibile (essiccato e macinato fornisce della farina) così come le foglie che possono essere mangiate sia crude che cotte. Da alcune specie quindi è possibile ricavare dell’amido utilizzato per prodotti alimentari come la pasta.

Il nome specifico e quello volgare, si riferiscono alla forma del bulbo sotterraneo che ricorda un dente. Un altro modo per definire questa pianta è “Collostorto” e sembra essere dovuto all’aspetto del fiore che ha i petali rivoltati verso l’alto e lo scapo ripiegato verso il basso.

Altra interpretazione sul nome è quella che derivi da «rosso», seppur  i vari  Erythronium sono bianchi, gialli, crema-bianco, bianco sfumato in giallo, giallo vivo macchiato d’arancio, bianco con variegature arancio,crema e giallo o  giallo chiarissimo. Tutti i colori tranne il rosso quindi

Scientificamente si chiama Erythronium, ossia eritronio,  i francesi lo hanno soprannominato Violette dent du chien, gli inglesi Dog’stooth Violet e i tedeschi Hundzahn veilchen.

Questa pianta è molto impiegata per la composizione di  mazzetti decorativi.

Tossicità

L ’Erythronium non è una pianta tossica, anzi, è una pianta commestibile, consumata a crudo, insieme con altre insalate, o lessata; trattandosi di  una rarità in Ticino come in Svizzera è bene lasciarla dove cresce anche perché è una pianta protetta. Anzi, a proposito di questo, è il caso di regalare qualche bulbo al Pianeta, sotterrandolo nel bosco dove ci penserà Madre Natura a farlo propagare.

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