Come concimare le Orchidee

come concimare le Orchidee

Piante eleganti e delicate: scopriamo insieme come concimare le Orchidee (foto Maja Dumat CC BY 2.0)

In questo articolo affronteremo il tema della concimazione perfetta per le Orchidee, in modo da rendere ancor più completo il quadro sulla coltivazione di queste meravigliose piante epifite.

Le Orchidee si caratterizzano per le loro radici aeree, che consentono alla pianta di crescere senza la necessità di un forte ancoraggio al suolo. Questa loro peculiarità non è da sottovalutare, specialmente quando si parla di nutrimento e delle corrette tecniche di fertilizzazione.

Sicuramente non rientrano nella categoria delle piante più facili da coltivare, poiché diverse sono le tecniche colturali da osservare per ottenere una bella fioritura e una pianta sana, ma le esigenze nutritive non sono tante.

Proprio perché piante epifite, riescono a svilupparsi grazie alle sostanze nutritive presenti sul terreno, sul tronco degli alberi e grazie al grande aiuto della pioggia. Ovviamente, quando si parla di coltivazione domestica delle Orchidee le cose cambiano ed è necessario valutare bene diversi fattori prima di procedere alla somministrazione del concime perfetto nelle giuste dosi.

È cosa certa che le Orchidee coltivate in vaso richiedono maggiori attenzioni e anche le esigenze nutritive sono diverse.

Perché? La risposta è semplice: la pianta tende ad esaurire in breve tempo le sostanze nutritive presenti nel substrato del contenitore. Per questo motivo è opportuno intervenire con regolarità, somministrando dosi ben precise di concime, per aiutare la pianta nel suo sviluppo.

Gli elementi nutritivi richiesti sono diversi e tutti hanno un ruolo di fondamentale importanza, specialmente nel periodo di crescita attiva (periodo vegetativo). Solo assicurando il giusto apporto di tali elementi si potrà notare uno sviluppo continuo dell’apparato radicale e fioriture in grado di far innamorare.

Vediamo insieme quale concime utilizzare per la coltivazione delle Orchidee e come somministralo alla pianta, seguendo le diverse fasi della crescita, la tipologia di coltivazione e scegliendo il miglior prodotto.

Come concimare le Orchidee coltivate in vaso?

Abbiamo accennato, seppur brevemente, alle diverse esigenze di queste piante epifite in base alla tipologia di coltivazione.

Siamo tutti d’accordo: le esigenze cambiano quando le Orchidee sono coltivate in vaso. Questo non significa procedere alle fertilizzazioni senza criterio e somministrando alla pianta grandi quantitativi di concime.

Stiamo sempre parlando di piante che si accontentano di poco, per questo è meglio garantire solo lo stretto necessario.

Le Orchidee sono piante molto delicate, utilizzate maggiormente come piante ornamentali da tenere in casa, all’interno di piccoli vasi.

Come procedere? Tutto dipende dal tipo di terriccio utilizzato e dalla sua composizione:

  • se la pianta è stata messa a dimora in un substrato di solo bark, cioè una miscela di cortecce tritate (Abete, Larice e Pino) a pH acido (soluzione più gettonata per questo tipo di coltivazione), le fertilizzazioni dovranno essere più abbondanti e frequenti.
  • In caso di substrato composto in parti uguali da torba e corteccia, le concimazioni potranno essere effettuate rispettando un calendario diverso e con maggiori limiti per quanto riguarda anche la quantità di prodotto da utilizzare.
  • Se nel substrato è presente muschio o sfagno, le concimazioni dovranno essere ulteriormente ridimensionate, nei tempi e nelle quantità. Le radici riusciranno a trarre nutrimento proprio dalla decomposizione dei principali composti vegetali presenti nella miscela utilizzata per la messa a dimora.

Quanto appena detto per far capire due cose:

  1. le Orchidee coltivate in vaso hanno bisogno di maggiori cure (abbiamo già detto questo, ma è meglio ripeterlo e sottolineare il concetto più volte);
  2. il substrato gioca un ruolo di fondamentale importanza, quindi mai dare per scontati i tempi di intervento e mai pensare che le stesse dosi di concime sono idonee alla coltivazione di tutte le Orchidee.
come concimare le orchidee coltivate in vaso

Meravigliosa Orchidea coltivata in vaso

Che concime dare alle Orchidee?

Veniamo al punto: quale concime utilizzare per le Orchidee? Il breve cenno fatto in precedenza alle sostanze nutritive possiamo ora ampliarlo. Per una perfetta coltivazione e per ammirare una pianta sempre forte, capace di sorprendere con fiori dalla rara bellezza, è necessario calcolare bene:

Elementi nutritivi: macroelementi e elementi essenziali

Per concimare le Orchidee è utile sfruttare l’azione di un prodotto composto da precise percentuali di macroelementi:

  • azoto (N): importantissimo per la sintesi delle proteine e della clorofilla. Favorisce la crescita vegetativa, essendo valido supporto per radici, pseudobulbi e foglie.
    Utilizzare un concime con dosi di azoto troppo alte potrebbe portare ad uno sviluppo fogliare maggiore, a scapito della fioritura. Una carenza di azoto, invece, si manifesta con foglie deboli, che ingialliscono velocemente e che seccano in breve tempo. L’azoto si suddivide in tre diverse forme: azoto nitrico, ammoniacale e ureico.
    Parlando di come concimare le Orchidee, si prende come punto di riferimento l’azoto nitrico, cioè quello assorbito dalle piante.
    Per essere più precisi: nel terreno sono presenti dei batteri che riescono a trasformare l’azoto ureico in ammoniacale e poi in nitrico. Questo vale per la maggior parte delle piante, ma per le Orchidee le cose cambiano, poiché piante epifite e che non sempre possono contare sull’azione dei batteri di cui prima.
    Infatti, nel corso della loro evoluzione, tutte le piante epifite si sono evolute in modo tale da assorbire direttamente l’azoto ureico. Importante, quando si sceglie il miglior prodotto per le Orchidee coltivate in casa, è leggere bene i valori indicati: meglio un prodotto con più alte percentuali di azoto ureico.
  • Fosforo (P): contribuisce alla formazione degli steli floreali, dei fiori e dei semi. In pratica, alla sua importante azione di regolare i processi di divisione cellulare, si aggiunge anche quella di controllo dell’intensità della fotosintesi.
    Una carenza di potassio può, oltre che limitare la crescita e la produzione di fiori, rendere la pianta più debole e maggiormente soggetta ad attacchi di organismi infestanti.
  • Potassio (K): utile per mantenere l’equilibrio idrico, per la sintesi proteica e per velocizzare il processo di divisione cellulare. Come per il fosforo, una carenza di potassio può indebolire la pianta e renderla bersaglio facile di parassiti e malattie.

Un buon concime per Orchidee deve contenere anche elementi essenziali: magnesio, ferro, rame, molibdeno, manganese, zinco, calcio, zolfo e boro.

Importantissimo è il nitrato di calcio, poiché le piante possono assorbire questo elemento essenziale (calcio) solo attraverso la somministrazione di questo specifico composto inorganico. Per concimare le Orchidee in modo corretto è opportuno alternare il nitrato di calcio agli altri concimi utilizzati a seconda della specifica fase di sviluppo della pianta.

Ecco le “dritte” di Giancarlo Pozzi, grande esperto nella coltivazione di Orchidee e famoso ibridatore italiano:

Le giuste percentuali

La somministrazione di fertilizzanti dipende anche dallo specifico scopo che si intende perseguire. In questo caso:

  • concime con più alte percentuali di fosforo e potassio (e minori di azoto) è utile per favorire la fioritura e per veder crescere vere e proprie gemme di immenso valore alla sommità degli steli.
    La formula magica è questa: 10:30:20 (N;P;K;). È possibile aprire anche una piccola parentesi per essere ancor più precisi: è bene utilizzare un concime con percentuali NPK 10 10 30 oppure un 3-3-5 o 3-4-5 durante la maturazione dei bulbi;
    un concime con percentuali N P K 10 30 10, 3-5-3 o 3-5-4 durante la formazione degli steli.
  • Un concime più ricco di azoto è consigliato per rafforzare l’apparato radicale, gli steli e le foglie.
    In questo caso la formula migliore è la seguente: 30:10:10 o 5-4-3(N:P:K)

Quindi, durante la ripresa vegetativa è buona regola utilizzare un fertilizzante con formula 30:10:10; nel periodo della fioritura un prodotto con formula 10:30:20; e durante le altre stagioni dell’anno?

Possono essere utilizzati concimi equilibrati (formula bilanciata 20:20:20, 18:18:18, 5-5-5 o 8-8-8), da somministrare con meno frequenza alla pianta.

Dosi: meglio non esagerare! Nel caso di concimi con alte percentuali di azoto, fosforo e potassio, un grammo per litro di acqua, ogni due o tre annaffiature può bastare. Si può procedere anche a fertilizzazione più frequente, cioè ad ogni annaffiatura, ma in tal caso meglio sciogliere 1 grammo di concime in 3 o 4 litri di acqua.

In tutti gli altri casi, seguire le indicazioni riportate sulla confezione, ma sempre abbassando leggermente il dosaggio.

Tipologie di concimi per Orchidee

È possibile concimare le Orchidee con specifici prodotti per piante da fiore (tutti gli altri presentano percentuali troppo alte di microelementi) da somministrare per via radicale o fogliare. Entrambe le soluzioni sono da prendere in considerazione, anche se si consiglia sempre di utilizzare i primi, che da molteplici analisi risultano essere più efficaci. Ovviamente, il tutto dipende dalla tipologia di coltivazione.

I concimi fogliari sono ad elevata solubilità ed alto assorbimento, poiché le quantità di sostanze che la pianta riesce ad assorbire sono inferiori rispetto a quelle assorbite con concimazione radicale.

I concimi somministrati per via radicale devono essere sempre sciolti in acqua con percentuali molto basse: 1gr/litro, per interventi mensili.

Sono sempre disponibili in due diverse forme: liquidi o in polvere. Anche in questo caso è possibile dare un consiglio: meglio quelli liquidi, che a differenza degli altri sono già pronti all’utilizzo (basta solo miscelarli all’acqua utilizzata per le annaffiature).

I concimi per Orchidee in polvere sono meno pratici, poiché si corre sempre il rischio di non diluire perfettamente la polvere. In questo caso il rischio di bruciature per l’apparato radicale è molto alto.

Ovviamente, come detto già in precedenza, la quantità del fertilizzante scelto e la frequenza degli interventi dipendono direttamente dalla tipologia di substrato.

Come concimare le Orchidee: la giusta tecnica

Prima di concimare l’Orchidea, procedere con normale bagnatura del terreno. In questo modo le radici, già bagnate, riusciranno ad assorbire al meglio le sostanze nutritive contenute nel fertilizzante, eliminando il rischio di bruciature.

Inoltre, procedendo in questo modo si evita una eccessiva concentrazione di sali minerali nel terreno. Importantissimo, dato che in questo caso la concimazione equivale ad una seconda bagnatura, dopo aver diluito il prodotto in acqua, somministrare solo una piccola quantità di liquido da versare alla base della pianta.

Solitamente viene diluito 1gr di concime in un litro o poco più di acqua, ma non tutta deve essere utilizzata. Come capire quando il liquido (acqua + concime) è sufficiente per una corretta concimazione?

Quando l’acqua comincia ad uscire dai fori di drenaggio del vaso può bastare.

Affrontando il tema del come innaffiare le Orchidee, abbiamo già visto che il miglior modo per farlo è quello per immersione. Anche per quanto le riguarda le concimazioni vale la stessa regola. Vediamo come procedere:

  1. procurarsi un contenitore più profondo e più ampio del vaso in cui è coltivata la pianta.
  2. Riempirlo con acqua tiepida, aggiungendo il concime specifico.
  3. Dopo aver mescolato bene, è possibile immergere il vaso, in modo tale da far arrivare l’acqua appena sopra il bordo.
  4. 15 minuti possono bastare!
  5. Ultimo passaggio: far scolare bene l’acqua dal vaso.

Una semplicissima operazione, alla quale sommare altri piccoli interventi, ad esempio somministrando del concime liquido anche per via fogliare, sfruttando le regolari nebulizzazioni.

La tecnica per immersione è meglio non utilizzarla durante i periodi più freddi dell’anno. Infatti, procedendo in questo modo, l’acqua penetra in modo perfetto in ogni parte del substrato e i tempi di asciugatura dello stesso si allungheranno. Se a questi fattori vengono sommate temperature non proprio calde, il rischio di marciume radicale diventa molto alto.

Un consiglio: dopo un certo numero di concimazioni (4/5), procedere con annaffiatura senza fertilizzante. In questo modo si risciacqua il substrato, abbassando la concentrazione salina.

Cosa fare in caso di marciume radicale?

Quando le radici risultano essere particolarmente danneggiate a causa di errati interventi di annaffiatura, la concimazione per via fogliare diventerà la principale fonte di nutrimento dell’Orchidea. Procedere, nebulizzando direttamente il concime, sempre diluito in acqua, con interventi settimanali.

Come comportarsi quando l’Orchidea è coltivata a radice nuda?

Come nel caso precedente, la concimazione tramite nebulizzazione è l’unica strada percorribile. Meglio non esagerare con le dosi e procedere con le specifiche nebulizzazioni ogni 7/8 giorni.

L’importanza della luce e dell’acqua per le Orchidee

Abbiamo fornito tutte le necessarie informazioni per mettere da parte ogni dubbio sul come concimare le Orchidee, ma desideriamo aggiungere ancora qualcosa. Il giusto concime, anche se somministrato alla pianta in modo regolare, nelle dosi perfette e seguendo ogni specifico passaggio, non basta a mantenere la pianta in salute e portarla verso una bellissima fioritura.

Prima di procedere alle normali fertilizzazioni è sempre opportuno regolarizzare le annaffiature e assicurare all’Orchidea la giusta esposizione.

Perché? Concentriamoci principalmente sull’acqua: è questo il principale mezzo utilizzato dalla pianta per assorbire le sostanze nutritive. Quindi, se la pianta non riceve le giuste dosi di acqua, con regolarità, non riuscirà ad assorbire quanto occorre per il suo sviluppo. Viceversa, se la quantità di acqua somministrata è di molto superiore al suo fabbisogno, non sarà assorbita dalla pianta, così come i micro e macroelementi contenuti nel concime diluito nella stessa.

E la luce? Se l’Orchidea non è illuminata perfettamente dai raggi del sole o da artificiale luce (date una lettura ai consigli della guida Di quanta luce hanno bisogno le Orchidee”) non riesce a compiere la fotosintesi, quindi non sarà neanche in grado di assorbire l’acqua e le sostanze nutritive.

È tutto collegato:

  • durante le calde stagioni le piante hanno bisogno di maggiore luce perché lavorano di più (fase di crescita attiva). Di conseguenza necessitano di maggiore quantità di acqua (elementi nutritivi).
  • Nelle stagioni più fredde il ritmo di lavoro della pianta rallenta. Le annaffiature dovranno essere meno frequenti e meno abbondanti, così come le concimazioni.
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