Bosso

Con il Bosso è possibile creare delle precise siepi per ogni giardino. La specie Sempervirens è quella maggiormente diffusa e coltivata in Italia e in Europa.

Il Bosso (genere Buxus) è un arbusto sempreverde che si fa notare per le sue particolari caratteristiche nella grande famiglia delle piante ornamentali per il giardino. La corteccia scura e rugosa e la bellissima chioma compatta di foglioline dal colore verde intenso e dalla forma ovata non passano di certo inosservate.

Non mancano piccoli fiori profumati e dalle delicate tonalità che si affacciano a fatica tra le tantissime foglie durante il periodo primaverile. Solitamente viene coltivato con lo scopo di creare delle bellissime siepi, ma non è raro ammirarlo, nelle sue più svariate forme ottenute con precisi interventi di potatura, anche come pianta singola.

Si presenta come il perfetto alberello da inserire nel proprio giardino per valorizzarlo con eleganza, ma il Bosso può essere anche coltivato in vaso. Le varietà nane sono molto apprezzate e possono essere utilizzate per creare delle bellissime sfere di colore verde per decorare balconi e terrazzi di ogni dimensione.

Stiamo descrivendo la pianta Regina di ogni spazio aperto: un arbusto sempreverde e dalla lenta crescita, il più utilizzato per dar vita a siepi che possono essere descritte come artistiche strutture botaniche. Il Bosso è un po’ come un grande blocco di marmo: può essere scolpito per ottenere le più belle forme, che tali rimarranno a lungo per la lenta crescita della pianta. Non c’è niente di meglio per decorare giardini privati e pubblici di ogni dimensione.

Classificazione botanica

Dominio: Eukaryota;
Regno: Plantae;
Divisione: Magnoliophyta;
Classe: Magnoliopsida;
Ordine: Euphorbiales;
Famiglia: Buxaceae;
Genere: Buxus.

Principali specie

Sono più di 100 le specie appartenenti al genere Buxus e circa il doppio sono le cultivar ampiamente utilizzate sia per la coltivazione in piena terra, che per la coltivazione in vaso.

Tra le tante specie, solo due vantano una maggiore diffusione: sono quelle che normalmente ritroviamo nei giardini del nostro Paese. Osserviamole più da vicino.

Buxus sempervirens

È la specie ornamentale più conosciuta (tantissime sono le varietà coltivate alle nostre latitudini) che può raggiungere anche i 3 metri d’altezza. È normalmente utilizzata per creare bordure, siepi di grandi o medie dimensioni, ma anche per abbellire terrazzi quando coltivata come singolo alberello in vaso. Un rustico arbusto dal portamento eretto che si caratterizza per una chioma molto compatta di piccole foglie rotonde e per uno sviluppo lento (circa 10cm ogni anno). La specie sempervirens, così come le altre, sopporta bene anche intensivi interventi di potatura: è facilissimo trasformarne la chioma in vere e proprie sagome di piccole o grandi dimensioni. Fiorisce nel periodo primaverile e resiste bene anche alle basse temperature.

Possiamo tranquillamente definire il Bosso sempervirens come l’arbusto da siepe per eccellenza: sono secoli che la sua eleganza (nelle più svariate forme e dimensioni) rende meravigliosi giardini privati o grandi parchi pubblici. È sempre un piacere per i giardinieri, data la sua incredibile resistenza ai tagli, prendersi cura di questa pianta, ideale per creare delle meravigliose opere d’arte naturali. Normalmente la potatura avviene solo una volta durante l’anno, ma è possibile intervenire anche più volte (in questo caso con potature più delicate). Il Buxus sempervirens è molto apprezzato anche per la facilità di coltivazione: non è una pianta esigente, basta solo controllare le annaffiature e provvedere ad una messa a dimora in luoghi con ottima esposizione e in un terriccio soffice.

Tante sono le varietà che vantano grande diffusione: Buxus sempervires Rotundifolia; B. sempervirens Wisley Blue; B. sempervirens Elegantissima; Sempervirens Lace; B. sempervirens Marginata; B. sempervirens Latifolia Maculata; Buxus sempervirens Prostrata.

coltivazione Bosso (buxus sempervirens)

Uno straordinario alberello a spirale di Buxus sempervirens (foto Colour your Life CC BY-NC-ND 2.0)

Buxus balearica

Specie che solitamente non supera i 2,5 metri di altezza, sviluppandosi in larghezza per un massimo di 2 metri. La crescita è lenta e sono necessari circa 15/20 anni per raggiungere il massimo sviluppo. Si adatta perfettamente alle condizioni climatiche del nostro Paese e può essere utilizzata per valorizzare giardini in zone costiere, interne o montane. Non teme le basse temperature e non ha particolari pretese per quanto riguarda il terriccio, anche se sono da preferire substrati sabbiosi e argillosi (con pH che può essere acido, alcanino o neutro) per avere sempre un perfetto drenaggio dell’acqua. Anche se si presenta come un arbusto dalle rustiche caratteristiche, è sempre bene collocarlo in luoghi abbastanza riparati.

coltivazione buxus balearica

Buxus balearica lasciata crescere in modo “selvaggio”. Anche senza particolari interventi di potatura il Bosso riesce a riempire bene qualsiasi angolo del giardino (Natuur12 [CC BY 4.0], from Wikimedia Commons)

Fioritura

Il Bosso fiorisce in primavera, producendo piccoli fiorellini di colore giallo e dal delicato profumo. Non sono i fiori che rendono tale pianta così apprezzata dagli amanti dei giardini dall’eleganza tipicamente inglese (o frutto dell’estro francese), ma è la facilità di coltivazione e il fatto di poter giocare con le forme, intervenendo con potature mirate, a renderla tanto seducente. Cespuglio, siepe o piccolo alberello da coltivare in vaso: la spettacolarità del Bosso non può essere raggiunta facilmente da nessuna altra pianta. Poi, i piccoli fiorellini primaverili sono un valore aggiunto: “la ciliegina sulla torta”!

Consigli per la coltivazione del Bosso

Le specie più diffuse e maggiormente utilizzate nel nostro Paese per abbellire gli spazi esterni sono facili da coltivare. Sono rustiche e non necessitano di particolari cure. Basta davvero poco per ottenere spettacolari alberelli con la chioma a sfera o siepi dalle precise linee geometriche o… con il Bosso spazio alla fantasia!

Scopriamo le migliori tecniche di coltivazione.

Coltivazione in vaso

Il Bosso riesce adattarsi con disarmante facilità anche alla coltivazione in vaso. È consigliato utilizzare un contenitore in terracotta di medie dimensioni, sul fondo del quale creare uno strato di materiale drenante (l’argilla espansa, pomice o simili materiali possono andare bene). Il terriccio per riempire il vaso dovrà essere soffice e ricco di sostanza organica.

Sono diverse le varietà di Bosso nano da utilizzare per abbellire piccoli balconi o più ampi terrazzi (esempio, il Buxus pumila), per le quali è consigliato di prestare la massima attenzione per quanto riguarda le annaffiature. Il Bosso ha radici delicate e superficiali ed è facilissimo danneggiarle con quantità di acqua eccessive. Anche i lunghi periodi di siccità sono pericolosissimi. Con la coltivazione in vaso sono richiesti più interventi e maggiori attenzioni: ad esempio, le piante sistemate sotto tettoie e in altri luoghi riparati, di tanto in tanto amano essere bagnate dalla pioggia. Quindi, il consiglio è quello di spostarle per brevi periodi in zone più aperte (quando il clima non è particolarmente gelido), per poi essere ricollocate nella posizione scelta in precedenza.

Ecco un metodo efficace per proteggere il Bosso coltivato in vaso dalle basse temperature: il contenitore nel quale è stato messo a dimora dovrà essere inserito in un altro vaso più grande (magari anche più curato dal punto di vista dell’estetica). Nel poco spazio tra un vaso e l’altro si potrà inserire del pacciame che farà da isolante. In questo modo l’apparato radicale sarà al sicuro.

Bosso in vaso

Bosso coltivato in vaso (Buxus sempervirens) (foto dutchbaby CC BY-NC-ND 2.0)

Coltivazione in piena terra

La messa a dimora del Buxus ornamentale deve avvenire nel periodo autunnale, lasciando alla pianta il tempo necessario (tutto l’inverno) per irrobustire le radici. Per prima cosa si consiglia di lavorare bene il terreno, rendendolo il più soffice possibile (l’apparato radicale è delicato e necessita di tanta aria). Le radici dovranno essere leggermente tagliate (e bagnate), così come i getti, per stimolare la pianta alla crescita. La buca dovrà avere profondità di circa 20/30cm e dovrà essere più larga di 15/20cm rispetto al pane di terra. Meglio non addossare più esemplari di Bosso, poiché le radici si sviluppano vicino alla superficie. Una volta sistemato nella buca, riempire lo spazio con il terriccio già presente e uno specifico terriccio per bossi.

La specie Buxus sempervires è la più utilizzata per creare delle eleganti siepi o bordure ben definite, proprio perché si presenta con una chioma compatta e facilissima da modellare. Le forbici potranno essere guidate dalla mano della fantasia, per creare forme geometriche (cubi, piramidi, parallelepipedi, sfere), ma anche per dar vita a sagome di ogni genere (anche di animali o altro). Il Bosso si presta bene a qualsiasi botanica creazione. Non a caso è la pianta più utilizzata per decorare i più grandi e più famosi giardini pubblici europei ed italiani, ma anche per dare un tocco di raffinata magia alle storiche ville che sorgono nei posti più incantevoli della nostra penisola.

Pianta da siepe

È impossibile non ammirare, con occhi spalancati al limite, l’eleganza di una siepe creata con il Bosso. L’unica pianta in grado di garantire un effetto straordinario sia per la pienezza data dalla folta chioma, sia perché può essere modellata per girare attorno ad aiuole o per fare da precisa linea perimetrale a qualsiasi altro elemento del giardino. Solitamente il Bosso viene utilizzato per siepi basse e dense.

siepe con il Bosso

Il Bosso è la pianta perfetta per siepi di ogni forma e dimensione (Sailko [CC BY 3.0], da Wikimedia Commons)

Coltivazione in terrazzo

Non esiste giardino senza almeno un piccolo esemplare di Buxus sempervires, così come non esistono grandi terrazzi arredati con stile e abbelliti con questa pianta sistemata in un grande vaso. Non importa lo stile della casa o dell’arredamento scelto per gli spazi outdoor, perché giocando con le forme della chioma del Bosso è possibile creare sempre una perfetta armonia tra tutti gli elementi naturali e artificiali presenti. Sul terrazzo è preferibile scegliere un angolo più riparato.

Temperatura

Non abbiate paura: il Bosso può essere tranquillamente coltivato in tutte le regioni del nostro Paese. Sopporta bene le basse temperature (è consigliato posizionare la pianta in luoghi più riparati solo quando coltivata in vaso) e il caldo.

Luce

La perfetta esposizione è in zone semi ombreggiate, anche se è possibile mettere a dimora la pianta anche in luoghi dove è maggiore la luce del sole. All’ombra la crescita sarà più lenta e si possono incontrare maggiori difficoltà nella coltivazione (più frequenti le malattie fungine in caso di eccessiva umidità del terreno), ma non è impossibile ottenere esemplari belli e forti.

Terriccio

Il Bosso si adatta con facilità a diverse tipologie di terreno, anche se è da preferire una composizione soffice e ricca di sostanza organica. Un terriccio con maggiore quantità di calcare è perfetto per coltivare questo spettacolare arbusto sempreverde.

Annaffiatura

Gli interventi dovranno essere sempre regolari, senza mai esagerare con le quantità di acqua. Però, la situazione cambia a seconda della tipologia di coltivazione:

  • in piena terra: sono sufficienti le piogge, ma è bene intervenire quando la siccità sembra non voler cessare.
  • In vaso: le annaffiature dovranno essere più frequenti e regolari, evitando gli eccessi e i ristagni che possono causare il marciume radicale e pericolosi attacchi da parte di funghi.

Moltiplicazione

Il metodo più semplice per ottenere una sicura riproduzione del Bosso è la moltiplicazione per talea. Rami di circa 10 centimetri dovranno essere tagliati nel periodo primaverile o estivo, ripuliti dalle foglioline nella parte inferiore e trattati con specifici prodotti per favorirne la radicazione. Le talee dovranno essere sistemate in un soffice substrato.

Concimazione

Non sono necessari tanti interventi di fertilizzazione, anzi in molti casi si può addirittura evitare di somministrare qualsiasi concime al Bosso. Tuttavia, per ottenere un fogliame vigoroso e lucido è possibile arricchire il substrato con dello stallatico maturo (operazione da effettuare alla fine dell’inverno). In alternativa si può procedere con la somministrazione di concime organico a lento rilascio ogni 3 mesi circa. In primavera, per favorire la formazione di nuove foglie e per spingere la pianta alla produzione di un gran numero fiori, si può utilizzare un concime liquido ricco di azoto e potassio.

Per le specie coltivate in vaso un concime liquido e specifico per il Bosso è quello che ci vuole per stimolare la crescita delle radici e assicurare un sicuro e controllato apporto di sostanze nutritive.

Potatura

Come detto in precedenza, con il Bosso è possibile dare libero sfogo alla propria fantasia per giocare con le più svariate forme da dare alla chioma. Il periodo migliore per intervenire è la fine del mese di agosto, per concedere alla pianta il tempo necessario per ritrovare vigore prima dell’arrivo del freddo inverno. Si consiglia sempre di potare il Bosso in giornate non troppo soleggiate, perché le foglioline tagliate possono scurirsi e seccare (i raggi diretti del sole estivo hanno un effetto negativo sui punti di taglio).

Avete intenzione di creare una singola piramide, una grande sfera o dimostrare ai vicini la vostra bravura nella scultura botanica? Non abbiate paura e procedete: le specie del genere Buxus tollerano bene anche le più intense potature. Per riuscire a realizzare bellissime sagome, geometriche e non, si può sfruttare l’aiuto di piccoli telai realizzati con sottili fili metallici: basterà seguire le linee del filo per ottenere facilmente un eccellente risultato, senza la paura di sbagliare.

potatura Bosso

Con il Bosso è possibile divertirsi per creare vere e proprie opere d’arte (Di JmxJoaomaximo on Flickr – Trabalho própriohttps://www.flickr.com/photos/joaomaximo/214299348/, CC BY 2.0, Collegamento)

Consociazioni

Il Buxus sempervires può essere affiancato a piante da fiore di piccola taglia o con bulbose primaverili. Una siepe mantenuta sempre ad una bassa altezza può fare da cornice a qualsiasi aiuola di colorate piante, fungendo anche da naturale protezione.

Parassiti, malattie e altre avversità

Il Bosso è una pianta molto resistente, ma può essere attaccata anche da funghi e parassiti che possono causare seri problemi.

Malattie fungine

Tra i principali nemici delle specie appartenenti al genere Buxus possiamo menzionare il fungo Cylindrocladium buxicola, che porta al disseccamento della chioma. Ci si accorge dell’attacco perché sulle foglie appaiono delle macchie rotondeggianti di colore scuro alle estremità e più chiare nella parte centrale. In breve tempo la foglia seccherà e cadrà: bastano pochi giorni per un disseccamento diffuso su tutta la chioma del Bosso. Raramente il fungo attacca i rami, ma non è mai da escludere anche un imbrunimento iniziale degli stessi, che poi si trasformerà in un pericolo per tutto il fogliame. Il Cylindrocladium buxicola solitamente attacca le piante nel periodo primaverile o in autunno, quando l’umidità del suolo è più elevata.

Cosa fare? In caso di attacco utilizzare degli specifici fungicidi, già quando la pianta mostra i primi sintomi della malattia. Aspettare può essere molto pericoloso.

Prevenire è meglio che curare: prestare la massima attenzione alle annaffiature e scegliere per il Bosso una posizione con esposizione ottimale sono aspetti importantissimi da non sottovalutare per evitare un pericoloso attacco da parte di questo fungo. Durante la potatura è obbligatorio utilizzare degli attrezzi disinfettati. Se la malattia è ormai arrivata ad uno stadio che non è più possibile controllare (non c’è più rimedio), si consiglia di eliminare l’esemplare malato bruciandolo (l’unico modo per salvare quelli vicini).

vedi anche Georgofili

Piralide del Bosso

La Cydalima perspectalis può apparire come una innocua farfallina, ma per il Bosso è un nemico temuto. Un insetto piccolo e dai colori chiari che ama particolarmente la specie Sempervirens (anche la varietà Rotundifolia). Ci si accorge che è in corso un attacco quando la siepe appare poco folta e senza vigore nelle sue singole parti. La Cydalima perspectalis depone le uova sulla pagina inferiore delle foglie e le larve, conosciute anche come bruchi del bosso, cominceranno ben presto a danneggiare la pianta (iniziano la loro opera distruttiva nel periodo primaverile). In poco tempo le più folte siepi appariranno scheletriche e vicine al definitivo deperimento.

Cosa fare? È davvero difficile contrastare un attacco in corso e gli esperti consigliano di portare a termine due diversi interventi, utilizzando una soluzione insetticida a base di Bacillus thuringiensis. Tra il primo trattamento e il secondo dovranno passare almeno 10 giorni. La soluzione dovrà essere spruzzata abbondantemente sulla chioma, cercando di raggiungere ogni singola fogliolina. È sconsigliato utilizzare prodotti chimici molto potenti da subito e per un solo intervento: se ci si accorge rapidamente dell’attacco è bene eseguire due abbondanti nebulizzazioni del prodotto prima citato.

malattie bosso

Piralide del Bosso (la farfallina Cydalima perspectalis) (Syrio [CC BY-SA 4.0], from Wikimedia Commons)

bruco del bosso

Il Bruco del Bosso (Cydalima perspectalis) (böhringer friedrich [CC BY-SA 2.5], da Wikimedia Commons)

Parassiti

Tra i più comuni parassiti che possono creare problemi al Bosso troviamo:

  • Cocciniglia: attacca il fusto e la parte inferiore delle foglie, succhiandone la linfa e indebolendo la pianta che potrà anche essere attaccata da funghi più pericolosi;
  • Psilla: un insetto che è solito pungere le foglie provocandone l’accartocciamento.
  • Ragnetto rosso: attacca le foglie sia sulla pagina superiore, che su quella inferiore, causando una perdita di colore. Le accese tonalità del verde lasciano il posto al grigio.

In tutti questi casi è possibile ricorrere a specifici prodotti antiparassitari da utilizzare nelle prime fasi dell’attacco. Per prevenire si può effettuare un trattamento con un insetticida ad ampio spettro alla fine dell’inverno.

Carenze

Quando le foglie cominciano a perdere il loro naturale colore verde brillante non è sempre detto che sia in corso un attacco da parte di qualche parassita, poiché la pianta potrebbe avere una carenza di ferro. Basterà somministrare al Bosso un qualsiasi prodotto (concime) ricco di ferro ai primi sintomi di ingiallimento fogliare.

Curiosità

Le origini del nome botanico del Bosso (Buxus) derivano dal greco “puxus” (piccola scatola). Il riferimento trae origine dall’uso che veniva fatto del legno di questo arbusto per creare contenitori di piccole dimensioni. Il pregiato legno era anche utilizzato per la produzione di oggetti di uso comune, come pettini, tavolette per scrivere, flauti e statue sacre.

Nell’Antica Grecia era considerata pianta sacra alla Dea Cibele e al Dio degli inferi Ade, perché simbolo della vita che continua (è una pianta sempreverde) anche nelle tenebre infernali. Era anche il simbolo di fermezza, solidità e perseveranza, grazie alla sua straordinaria capacità di adattarsi a diverse condizioni climatiche.

Il Bosso è stato utilizzato come arbusto ornamentale nei giardini di grandi ville dai Romani, promotori della potatura geometrica. Inoltre, era una pianta che per le popolazioni che ci hanno preceduto aveva anche un grande potere: piantato davanti la porta di casa era in grado di allontanare spiriti maligni e streghe.

Dobbiamo riconoscere un grande merito ai giardinieri francesi: sono stati loro a creare per primi le più complesse forme, le parterre de broderie, sfruttando la chioma del Bosso per valorizzare grandi giardini dallo stile barocco. Anche noi italiani ci siamo difesi bene, riuscendo a creare delle vere e proprie sculture in meravigliosi giardini rinascimentali.

Tossicità

Anche se a prima vista si presenta come un arbusto innocuo, mai sottovalutare la pericolosità del Bosso. Ingerire qualsiasi parte del Buxus è pericolosissimo: la bussina, potente alcaloide, può provocare seri danni all’apparato digestivo.

Linguaggio dei fiori

Qual è il significato del Bosso nel linguaggio dei fiori? È simbolo dell’immortalità e non a caso si trova anche in molti cimiteri, insieme ai Cipressi, come pianta utilizzata per decorare i viali.

Articoli correlati che possono interessarti

L'hai trovato interessante? Votalo, e dicci come migliorarlo nei commenti
[Voti Totali: 2 Media: 5]
oppure sentiti libero di Condividerlo
Share on Facebook
Facebook
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
0Email this to someone
email

Vuoi fare una domanda? Vuoi dire la tua?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.