Santolina

santolina

Santolina

La Santolina è un arbusto rustico, sempreverde, aromatico, molto diffuso lungo le coste europee, è originaria probabilmente dell’area mediterranea ed è presente in quasi tutta  Italia, dove viene coltivata a scopo ornamentale e dove è spesso inselvatichita.

Cresce nei luoghi aridi e sassosi, dal piano ai 1000 metri.

La Santolina è una pianta sufrutice: forma dei grossi cespi che, se non vengono potati, possono superare 1 m di diametro, con rami lignificati alla base

Presenta fusti lanosi, eretti e sottili ricoperti da foglie persistenti di colore grigio-verde, che, a seconda delle varietà, sono settate o filiformi, e che  emanano un gradevole profumo. Può raggiungere i 30-60 cm di altezza, espandendosi per 80-90 cm in larghezza.
Alla fine di giugno regala  un’abbondante fioritura gialla, molto particolare per i tanti capolini senza di petali, che ricordano quasi dei bottoni sulfurei portati su singoli steli.

Classificazione botanica

La Santolina appartiene alla famiglia delle Asteraceae, genere Santolina

Principali specie

Tra le diverse specie ricordiamo:

Santolina chamaecyparissus

Santolina chamaecyparissus

Santolina chamaecyparissus – Stan Shebs CC BY-SA 3.0

Questa specie è alta circa 35 cm, è l’ ideale per abbellire i giardini rocciosi e si presta anche per la coltivazione in vaso; è maggiormente diffusa nei giardini; si riconosce facilmente per le foglioline persistenti, minute, tipicamente aromatiche e di colore grigio argenteo

Santolina rosmarinifolia

Santolina rosmarinifolia

Santolina rosmarinifolia  BotBln CC.BY-SA 3.0

Questa specie  durante l’ estate assume una colorazione biancastra. Gli esemplari adulti possono raggiungere anche i 5 metri di altezza dando origine a bellissimi arbusti tondeggianti. Ha un  portamento eretto e cespuglioso, regala un´abbondante fioritura di color giallo; le foglie sono piccole, lucide e molto aromatiche

Santolina pinnata

Questa specie ha un aspetto tondeggiante e con foglie gialle.

Fioritura

La Santolina regala una fioritura persistente che perdura e si rinnova continuamente per tutta l’estate, periodo favorevole per la raccolta, l’essiccazione e la conservazione.

Consigli per la coltivazione della Santolina

Questa pianta è coltivata a scopo ornamentale sia in vaso che in giardino per il suo fogliame decorativo e profumato. Le sue radici sono inoltre utilissime come contenimento alle scarpate. E’ un arbusto di poche pretese.

Coltivazione in vaso

Le radici della Santolina coltivata in vaso tendono ad espandersi, pertanto è consigliabile procedere con il rinvaso, utilizzando un contenitore più ampio del precedente. Si tratta di un’ operazione che va eseguita durante la  primavera.

Coltivazione in piena terra

Ideale come pianta da bordura, per il fogliame molto decorativo, la Santolina viene impiegata anche nella creazione di  aiuole di piante aromatiche, anche se le foglie profumate non sono comunemente presenti nella  nostra penisola.

Si può anche utilizzare per formare siepi basse, infatti un tempo era impiegata per la creazione dei parterre nei giardini all’italiana e nei giardini arabi.

Santolina insularis

Santolina insularis – foto di Max.oppo  CC BY-SA 3.0

La Santolina è una pianta da siepe?

La Santolina è la pianta ideale per i giardini rocciosi e per realizzare delle siepi basse, si tratta infatti di una pianta dall’aspetto di un folto cespuglio tondeggiante

Temperatura

La Santolina si adatta bene a qualsiasi tipo di clima.

E’ una pianta molto rustica: riesce a sopportare le alte temperature così come sopporta le basse, anche se laddove la temperatura scende sotto ai -15°C è consigliabile proteggere la pianta pacciamando il piede e il cespo con uno strato abbondante di paglia.

Occorre fare attenzione però alle nevicate abbondanti: essendo una suffruticosa, potrebbero spezzarsi i rami sotto il peso della coltre di neve.

E’ in grado si sopportare bene anche la salsedine.

Nel caso in cui il  gelo dovesse bruciacchiare qualche ramo, è sufficiente aspettare la primavera per veder spuntare dal colletto qualche nuovo germoglio.

Luce

Le santoline hanno bisogno di essere messe a dimora in luoghi molto luminosi e soleggiati.

Terriccio

Le Santoline  preferiscono terreni sciolti, che siano ben drenati, sabbiosi, meglio se calcarei; Ma generalmente si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, visto le loro pochissime esigenze: riescono a vivere bene anche nei suoli argillosi e in quelli aridi e magri.

Annaffiatura

La Santolina non ha bisogno di particolari annaffiature, è quindi opportuno intervenire solo dopo lunghi periodi di siccità.

Durante l’estate sono sufficienti sporadiche annaffiature, ogni 10-15 giorni, per il resto dell’anno questa pianta si  accontenta della pioggia.

Durante l’inverno occorre sospendere totalmente  le annaffiature per le piante coltivate in piena terra e annaffiare una volta al mese solo  quelle in vaso.

Moltiplicazione

La Santolina si propaga per seme, per talea o per divisione dei cespi.

Moltiplicazione per seme

La semina si può eseguire in semenzaio protetto alla fine dell’inverno o direttamente in piena terra a fine di aprile.

Moltiplicazione per talea

in estate di prelevano le talee di parti apicali  e poi si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali fino alla comparsa di nuovi germogli. Quando le piante sono abbastanza forti e vigorose possono essere allevate in vasi singoli o direttamente in piena terra.

Moltiplicazione per divisione dei cespi

La moltiplicazione mediante divisone dei cespi va fatta esclusivamente nel periodo primaverile avendo l’accortezza di conservare intatte le radici.

Quando le nuove piantine sono abbastanza sviluppate, vengono trapiantate in vasi singoli o in piena terra, in posizione ben soleggiata e in substrato ben drenato.

Concimazione

le santoline vanno concimate ogni 20 giorni con un fertilizzante liquido specifico per piante da fiore diluito all’acqua delle annaffiature oppure distribuendo , ogni 3- 4, ai piedi dei cespugli un concime granulare a lento rilascio.

Potatura

La Santolina è una perenne suffruticosa e con l’accrescimento tende ad aprirsi ed a perdere compattezza.

Dopo la fioritura è quindi consigliabile potare il cespuglio per stimolare la produzione di getti basali e conferirle nuovamente rotondità e pienezza.

Durante la primavera occorre recidere i rami secchi e danneggiati e cimare i fusti fiorali per favorire l’emissione di nuovi getti, l’incespimento e la compattezza dell’arbusto.

Altri consigli per la cura

Come substrato si può utilizzare qualsiasi tipo di terreno, purché permeabile. Si moltiplica per talee erbacee o semilegnose da interrarsi a primavera inoltrata o in autunno.

Le piantine preparate in vivaio si trasferiscono a dimora a fine inverno o all’inizio della primavera. Per le piante in vaso si consiglia di rinvasare in primavera, utilizzando un vaso leggermente più ampio del precedente.

Tagliare i rametti a inizio estate quando sono in piena fioritura e farli essiccare in luogo ombroso e ventilato.

Conservare al riparo dalla luce e dall’umidità.

Di solito si accontenta delle precipitazioni atmosferiche, tuttavia in caso di siccità si consiglia di annaffiare la santolina ogni quindici giorni.

Nella stagione invernale non si dovrà effettuare nessun apporto d’acqua se la pianta dimora in terra, mentre per quella in vaso è sufficiente un’annaffiatura mensile.

Parassiti, malattie ed altre avversità

In generale le piante di santolina non vengono attaccate da parassiti o da malattie, anche se è possibile che gli afidi attacchino le infiorescenze.

Santolina

Santolina

Curiosità

Pianta originaria dell’Europa.

Viene impiegata nei giardini sia per creare fitte bordure, sia come pianta cespugliosa solitaria o a gruppi sulle scogliere e sulle scarpate sassose.

La Santolina possiede proprietà digestive, antispasmodiche, tonico-stimolanti e antisettiche.

In alcuni casi viene utilizzata anche contro le punture di insetti Anticamente veniva utilizzata per profumare gli armadi e tenere lontane le tarme, e come repellente per gli insetti.

Le sue foglie e i suoi rametti, una volta essiccati, si possono conservare per molti mesi in un contenitore di vetro. I suoi nomi comuni sono Santolina, Crespolina.

Tossicità/Utilizzo erboristico

(Avvertenza Importante: prima dell’uso, fatevi consigliare da un dottore esperto)

La Santolina possiede proprietà digestive, antispasmodiche, tonico-stimolanti, antisettiche (infuso o decotto). Per uso esterno come antipruriginoso in caso di punture di insetti.

Dal punto di vista culinario è presente in numerose ricette.

L’olio essenziale ricavato dai fiori della santolina si applica  sulla pelle per alleviare i sintomi di natura nervosa.
Per un effetto calmante esistono gocce dell’olio essenziale nel diffusore di essenze.

Si tratta di una pianta davvero benefica, tuttavia esistono delle raccomandazioni riguardo al suo uso interno per cui, prima di iniziare ad assumerla è necessario il parere di un esperto.

La santolina combatte la presenza in casa di insetti. I rametti nella biancheria, oltre a profumare, allontanano le tarme e l’olio essenziale nel diffusore non è gradito dalle zanzare ed da altri insetti.

Inoltre allontana i cosiddetti pesciolini d’argento (Lepisma saccharina) che si trovano tra i libri.

 

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