Mirto (Myrtus Communis)

Myrtus communis
Un grande esemplare di Mirto durante la fioritura. Il Myrtus communis fiorisce durante le stagioni più calde (Di Giancarlo Dessì (Posted by –gian_d – Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Cettolini” di Cagliari, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Il Mirto (Myrtus Communis) è una pianta aromatica sempreverde che cresce spontanea anche in Italia. Tipica della macchia mediterranea: si sviluppa solitamente in zone costiere, ma non è raro trovarla anche a poco più di 500 metri sul livello del mare.

La specie di riferimento ha un portamento arbustivo, con rami sottili che crescono in modo molto fitto, ma può svilupparsi anche come albero e raggiungere i 2 metri di altezza (in diversi casi può anche superarli).

Gli esemplari più giovani di Mirto Comune hanno una corteccia di colore rossastro, che assumerà tonalità abbastanza scure di grigio con il passare del tempo.

La specie che ci apprestiamo a descrivere, senza tralasciare i più importanti accorgimenti colturali (sì, il Myrtus Communis può essere tranquillamente coltivato anche nel giardino di casa quando si possono sfruttare condizioni climatiche ottimali durante tutto l’anno), era molto conosciuta e apprezzata già nell’antichità.

Oggi, invece, quando si parla di Mirto si pensa subito alla Sardegna, regione meravigliosa dove questa pianta valorizza la flora locale, in ragion del fatto che i più famosi liquori, ottenuti dalle bacche, sono prodotti proprio qui. Ma è diffuso su tutto il Mediterraneo,

Le proprietà aromatiche della pianta sono straordinarie e non poteva essere altrimenti, dato che anche il nome, che deriva dal greco “myron”, significa “essenza profumata”.

Il Mirto è facile da coltivare e il risultato finale, seguendo le indicazioni che daremo a breve, non potrà che essere sorprendente: un rigoglioso cespuglio pronto ad incantare con una bellissima fioritura e coccolare tutti con il suo intenso profumo.

Possiamo definire questa specie come pianta ornamentale? Certo, dato che si presta ad una coltivazione in piena terra, ma anche in vasi di grandi dimensioni. Il giardino non sarà più lo stesso con una pianta di Mirto comune.

Classificazione botanica

Dominio: Eukaryota;
Regno: Plantae;
Divisione: Magnoliophyta;
Classe: Magnoliopsida;
Sottoclasse: Rosidae;
Ordine: Myrtales;
Famiglia: Myrtaceae;
Genere: Myrtus;
Specie: Myrtus Communis.

Principali varietà

Diverse sono le varietà di Myrtus communis e tra le tante possiamo menzionare le più diffuse:

  • Myrtus Communis Variegata: una delle più utilizzate per valorizzare giardini di ogni genere. È facile da riconoscere: le foglie hanno sfumature di colore giallo sui bordi.
  • Myrtus Bullata: conosciuta anche come Mirto Rosso, può tranquillamente superare i 2 metri di altezza.
  • M. Communis Luma: ibrido dalle importanti dimensioni e che può essere coltivato come alberello in grandi spazi.
  • Myrtus communis Tarentina: cresce spontanea nelle più calde regioni italiane, mantenendo un portamento arbustivo compatto. Ha foglie piccole e che emanano un dolce e forte profumo.
  • Myrtus Compacta: forse è la varietà con le foglie dall’aroma più intenso: devono essere utilizzare con moderazione in cucina.
Myrtus communis Tarentina
Fioritura Myrtus communis tarentina (Krzysztof Golik [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons)

Fioritura

Il Mirto fiorisce abbondantemente durante la primavera e in estate, ma in condizioni climatiche favorevoli può produrre fiori piccoli (circa 3cm) e bianchi anche in autunno.

Il profumo è davvero forte, ma gradevole.

Dopo la fioritura la pianta produrrà preziosi frutti, cioè delle bacche commestibili di colore violaceo che raggiungeranno la completa maturazione in inverno. Il mirto comune è una delle piante officinali dalla più bella fioritura.

Bellissimi i piccoli fiori del Mirto
Fioritura Myrtus communis (CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Consigli per la coltivazione del Mirto

Definire il Myrtus communis come una specie dal grande fascino e dalla selvaggia eleganza non è per niente sbagliato. Caratteristiche che lo rendono perfetto per valorizzare qualsiasi giardino, anche quelli in cui regna la massima precisione e un maniacale ordine botanico.

Con il suo portamento cespuglioso e disordinato (è sempre possibile intervenire con specifiche potature per donare alla chioma un aspetto più preciso) riesce a donare un pizzico di dinamismo a qualsiasi ambiente, rendendolo ancor più suggestivo.

Coltivare il Mirto è davvero semplice e con i consigli che seguono è facilissimo ottenere ottimi risultati.

Coltivazione in vaso

Immaginare una pianta con tali caratteristiche in vaso è difficile, ma non è per niente impossibile coltivarla anche in questo modo, con lo scopo di abbellire grandi terrazzi o qualsiasi angolo esterno quando si ha poco spazio a disposizione. La coltivazione in vaso è particolarmente consigliata in tutte quelle zone dove l’inverno è caratterizzato da temperature abbastanza basse. Basterà spostare la pianta in un luogo più riparato per tutelarla anche durante i mesi più freddi.

Si consiglia di scegliere una delle varietà più piccole di Mirto, così da poter controllare al meglio il suo sviluppo. Il vaso da scegliere dovrà essere alto e con un buon diametro, così da offrire alla pianta tutto lo spazio necessario per far sviluppare senza ostacoli le sue radici. Solo quando avrà occupato tutto lo spazio a disposizione si dovrà effettuare il rinvaso, scegliendo un vaso più grande e intervenendo all’inizio della primavera o alla fine dell’estate.

Un terriccio universale di buona qualità può andar bene, ma è importante creare uno strato inferiore di argilla espansa o simil materiale per evitare i ristagni di acqua.

Coltivazione in piena terra

Il periodo migliore per la messa a dimora è la primavera o la fine dell’estate, per garantire al Mirto condizioni non estreme e un primo periodo di adattamento al suo nuovo habitat.

Prima di procedere è consigliato lavorare molto bene il terreno in profondità, rendendolo più soffice per lasciar libere le radici di svilupparsi senza problemi e ostacoli. Una volta scavata la buca si può utilizzare del concime granulare a lento rilascio ricco di azoto, per dare alla pianta tutto il supporto necessario nelle prime fasi della crescita.

In giardino è possibile creare delle vere e proprie siepi di Mirto, posizionando le piante a circa 40/60cm di distanza le une dalle altre, o sistemarlo in un punto ben preciso e lasciarlo libero di crescere come arbusto o alberello.

Coltivazione mirto in piena terra in giardino
Un grande albero di Myrtus communis ( Herbolario Allium: www.alliumherbal.com CC BY 2.0 )

Temperatura

Il Myrtus communis è una specie abbastanza rustica e che riesce ad adattarsi a diverse condizioni climatiche. Tollera benissimo le più alte temperature e riesce a sopportane anche brevi periodi di freddo intenso. Tuttavia, alcuni problemi potrebbero sorgere quando le temperature si assestano per lungo tempo al di sotto dello zero. In zone costiere non dovrebbero mai esserci problemi per una coltivazione in piena terra.

Luce

Un’esposizione in pieno sole è quello che serve per veder la pianta crescere rigogliosa e con tanti fiori che porteranno bacche dalle incredibili proprietà. Cresce bene anche in condizioni di ombra parziale.

Terriccio

Un substrato con PH neutro o leggermente acido è perfetto per coltivare il Mirto in giardino. I terreni poco drenati non sono per niente adatti: i ristagni di acqua sono pericolosissimi per la pianta.

Annaffiatura

Questa specie, tipica della macchia mediterranea, tollera anche brevi periodi di siccità, ma non deve essere mai lasciata a secco per troppo tempo. Annaffiature regolari (ogni 8/10 giorni circa) sono fondamentali soprattutto durante l’estate, intervenendo solo quando il terreno si è completamente asciugato negli strati superficiali.

Moltiplicazione

Come si riproduce il Myrtus communis? La moltiplicazione può avvenire per seme o per talea. Ecco come fare:

  • Moltiplicazione per seme: è semplice, ma bisognerà aspettare tanto tempo prima di poter ammirare una pianta rigogliosa e pronta a produrre un buon numero di bacche.
    Questa tecnica deve essere portata avanti nel periodo invernale, seminando le bacche subito dopo averle raccolte per sfruttare un più forte potere di germinazione.
    Le stesse devono essere interrate a circa 2/5cm di profondità in semenzai riempiti con terriccio leggero e sabbia.
    La vaschetta utilizzata dove essere tenuta al riparo dal freddo, per poi procedere alla messa a dimora definitiva durante l’autunno successivo.
  • Moltiplicazione per talea: è la tecnica migliore per ottenere delle bellissime e grandi piante di Mirto in soli 24 mesi.
    Come fare? Prelevare rami senza fiori di circa 20cm dalla pianta madre e interrarli in un mix di torba e sabbia (un substrato leggero e soffice è utile per una più rapida radicazione) da mantenere sempre umido.
    Il contenitore utilizzato deve essere posizionato in un luogo soleggiato e con un buon riparo. L’anno successivo, all’inizio della primavera, sarà possibile procedere alla messa a dimora definitiva in vaso o in piena terra.

Concimazione

Il Mirto non necessita di particolari interventi di concimazione, ma per uno sviluppo più rapido e rigoglioso è possibile utilizzare, in primavera e per una sola volta, un concime granulare a lento rilascio ricco di azoto e potassio. Non è per nulla errato sfruttare sostanze organiche per apportare maggior nutrimento alla pianta.

Potatura

Selvaggia è la bellezza del Mirto! Non sono necessari tanti interventi di potatura, perché uno sviluppo leggermente disordinato è quello che ci vuole per valorizzare questa straordinaria pianta.

Invece, per dare una forma più ordinata alla chioma o per ottenere un piccolo alberello è opportuno avere qualche accortezza in più, procedendo con una mirata operazione per sfoltire i rami e raddrizzarli nel modo desiderato. Interventi da fare alla fine dell’inverno e con l’aiuto di sostegni appositi.

Eliminare le parti secche e danneggiate non può che essere un vantaggio per la pianta, che immediatamente concentrerà tutte le sue forze sullo sviluppo dei rami più giovani.

potatura mirto
Se si desidera una pianta ordinata è bene intervenire in modo mirato per donare al selvaggio Myrtus communis la forma desiderata (CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Consociazioni

Il Miro comune è così bello che può essere tranquillamente affiancato alle più spettacolari piante utilizzate per abbellire giardini privati e parchi pubblici. L’importante è affiancarlo a specie con caratteristiche ed esigenze di coltivazione simili.

Parassiti, malattie e altre avversità

La specie che abbiamo preso in esame è abbastanza resistente alle malattie, ma non è del tutto immune da:

  • afidi;
  • cocciniglie;
  • oidio.

In questi casi è consigliato ricorrere al più presto a specifici prodotti antiparassitari e antifungini per proteggere la pianta.

Curiosità

Il più vecchio esemplare di Myrtus communis si trova nell’Orto botanico di Pisa (Orto del Mirto).

Il Mirto è una delle prime specie vegetali a crescere in zone colpite da incendi.

Nella Roma Antica la pianta era utilizzata per creare delle corone poste sul capo degli sposi come augurio per una felice vita coniugale. Anche nell’Antico Testamento c’è un riferimento a queste particolari corone, donate alle giovani donne in procinto di sposarsi. Nel Medioevo la pianta era considerata come il simbolo della fedeltà e dell’amore eterno, mentre oggi, in alcuni Paesi europei, è ancora utilizzata per completare i bouquet delle spose.

Leggende

Tanti sono i racconti sul Mirto e diversi sono i significati dati alla pianta nel corso dei secoli. Non poche anche le leggende su questa bellissima pianta della macchia mediterranea:

  • si narra che Venere, appena nata dalla spuma del mare, trovò rifugio dagli sguardi indiscreti degli uomini proprio dietro un grande cespuglio di Mirto.
  • Un’altra leggenda narra che una giovane guerriera fu uccisa dal suo avversario, dopo una gara. Il corpo senza vita della vittoriosa fanciulla fu trasformato dalla Dea Atena in una pianta di Mirto e da quel momento, la corona intrecciata con i rami della pianta fu utilizzata come simbolo di vittoria e adagiata sul capo di chi vinceva qualsiasi competizione.
  • C’è anche un’antica leggenda legata al mondo dell’Antica Roma: si narra che proprio grazie alla forza purificatrice delle fronde mirto, Romani e Sabini si riconciliarono dopo il Ratto delle Sabine.
  • Secondo Plinio coltivare il Mirto in un luogo pubblico era un modo per onorare la Dea Venere e per simboleggiare pace dove non c’è stato mai spargimento di sangue.

Tossicità e uso erboristico

Conosciuta oggi principalmente come ingrediente (le bacche) per il famoso liquore dalle proprietà digestive, questa pianta è stata in passato sfruttata per molteplici scopi. Oltre che per produrre distillati, le bacche venivano utilizzate anche per la produzione di inchiostro.

Inoltre, il mirtolo (olio essenziale ricco di mirtenolo, geraniolo e canfene) è ampiamente utilizzato per le proprietà antinfiammatorie, astringenti e antisettiche (spesso utilizzato contro catarro e bronchite). Gli estratti della pianta vengono anche utilizzati per creme cosmetiche. Secondo la medicina popolare, il mirto avrebbe proprietà curative per cistiti e spasmi viscerali.

Le foglie sono utilizzate in cucina per insaporire piatti della tradizione mediterranea a base di carne e pesce: ad esempio, in Sardegna, sono sfruttare per profumare il maialino al forno.

Frutti del Mirto
Le bacche del Myrtus Communis (CC BY-SA 3.0, Collegamento)

 “Attenzione: le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Il Mirto è il simbolo dell’amore, della poesia, della femminilità e della verginità.

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