Trifoglio (Trifolium)

quadrifoglio

Trifolium  è un genere di piante erbacee appartenente alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), lo conosciamo con il nome di Trifoglio ad indicare la caratteristica forma della foglia, divisa in 3 o più foglioline.

Alzi la mano chi non ha cercato tra macchie di Trifogli la versione con 4 foglioline, il quadrifoglio che, lo sappiamo tutti, ha la nomea di portare fortuna (ai miei tempi chi ne trovava uno lo custodiva gelosamente tra le pagine del diario).

Il Trifoglio è originario del continente europeo, del Nordafrica e dell’Asia occidentale ed è oggi una delle piante più comuni e conosciute al mondo. Cresce e si trova in quantità nelle regioni temperate dell’emisfero boreale e in quelle montuose dei tropici, è diffuso  nei prati e nei pascoli

Si tratta di una pianta prevalentemente annuale  o biennale e in taluni casi  perenne.  Ha un’ altezza media di circa 30 cm.

Come molte altre piante  leguminose, il trifoglio ha fra le sue radici dei batteri simbionti in grado di  fissare l’azoto atmosferico; per questo motivo questa pianta viene impiegata nel processo di rotazione delle colture per aumentare la fertilità del suolo. Inoltre molte specie di Trifoglio sono molto ricche di proteine e vengono coltivate come foraggio per il bestiame.

E’ facile quindi intuire come il trifoglio sia una pianta molto importante per  il suolo e per le altre piante. Grazie alla sua presenza si possono ridurre le concimazioni chimiche, si può ridurre la frequenza di innaffiature, si dona una zona d’ombra al terreno, si contrasta la crescita delle erbacce.

Spesso il trifoglio viene confuso con l’Oxalis nota come acetosella, che è in reltà, una pianta infestante che non possiede le caratteristiche di azotofissatore.

Le due piante si distinguono dall’infiorescenza, diversa tra i due generi.

Trifolium repens albiflorum (bianco)
Trifolium repens – foto di Shotstars – Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento

Classificazione Botanica

Il Trifoglio è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose).

Principali Specie

Sono note circa 250 specie di Trifolium. Un curiosità è che i nomi delle varie specie (pratense, repens ecc) sono  dovuti al colore dei fiori.

Vediamo le specie più diffuse

Trifolium repens – Trifoglio bianco – Trifolium ladino.

Trifolium repens

Questa è fra tutte le specie, quella maggiormente diffusa al mondo. Vanta la caratteristica, che la distingue dalle altre specie, di  avere le foglie con delle striature bianche. La fioritura avviene nel periodo tra aprile ed ottobre.

Il Trifoglio bianco è originario del continente europeo, del Nordafrica e dell’Asia occidentale, è stato introdotto in tutto il mondo come coltivazione da pascolo ed è oggi molto comune anche nelle aree erbose di Nord America e Nuova Zelanda.

Lo si trova su prati erbosi, campi coltivati e tanti altri habitat. E’ una pianta che resite alla falciatura e prolifera su terreni con diversa dall’acidità, preferendo tuttavia suoli argillosi.

Il trifoglio bianco coltivato nei prati è diverso da quello che si trova spontaneo nei pascoli e nei terreni incolti, infatti per la coltura intensiva si impiega uno speciale ecotipo, noto col nome di ladino e corrispondente alla varietà botanica Trifolium repens var. gigantem.

Il Trifoglio bianco è un vero e proprio toccasana per la cura organica del prato grazie alla propria abilità azotofissante e alla capacità di eliminare le erbacce. L’azotofissazione naturale è inoltre in grado di ridurre l’assorbimento di azoto dal terreno ed aiuta a ridurre l’incidenza delle malattie dei prati che possono essere favorite dalla presenza di fertilizzanti sintetici.

Trifolium pratense –  Trifoglio rosso o violetto

Trifolium pratense

Il Trifolium pratense noto come Trifoglio dei prati, Trifoglio rosso o Trifoglio violetto è una pianta erbacea perenne, diffusa  dalle Americhe, all’Europa, alla Russia. In Italia ha un ciclo di vita che raramente supera i due anni.

La sua altezza arriva a misurare sino ai 30 cm. Ha un’ottima resistenza al freddo, e cresce fino ai 2600 m sul livello del mare. Ha una buona adattabilità ai terreni di montagna.

Il Trifolium pratense per tutto il ciclo vegetativo necessità di regolari apporti d’acqua ma non sopporta comunque i ristagni: nel caso di irrigazione è importante irrigare con piccoli quantitativi piuttosto regolarmente, piuttosto che fornirgli elevati apporti idrici che possono essere anche più dannosi della siccità.

E’ una pianta coltivata come foraggera; e si preferisce impiegarla nel ciclo della rotazione delle colture poiché Trifolium pratense ha attorno alle radici una sostanza in grado di fissare l’azoto atmosferico in ammonio, che disciolto nel suolo rappresenta la fonte principe di azoto per le piante.

In ogni regione esisto popolazioni locali (“ecotipi”) ben adattati alle condizioni d’ambiente particolari di quella zona.

Si tratta di un’ottima erba da foraggio, che nei secoli passati era definita “erba da latte” per i bovini .

Trifolium alpestre

Questa specie è caratterizzata  dal un fusto ascendente e legnoso con un unico capolino terminale dal quale tra maggio e agosto sboccia una corolla porpora globosa avvolta da due foglioline. La pianta è diffusa negli ambienti montani dell’Europa tra gli 800 e i 2000 m s.l.m.

Trifolium alpestre
Trifolium alpestre – foto di Andrea Moro, Dipartimento di Scienze della Vita, Università degli Studi di Trieste, CC BY-SA 4.0

Trifolium arvense

Trifolium arvense

Questa specie è diffusa nelle Americhe, in Europa, in Russia. In Italia ha un ciclo di vita che non supera i due anni.

Arriva ad un’altezza di circa 40 cm. Produce fiori possono bianchi, rosei o lilla.

Viene raccolta in estate anche se rispetto ad altre specie di Trifoglio questa è più rustica e, a volte, infestante.

Ha  proprietà diuretiche e antidiarroiche ma oggi viene raramente utilizzata per scopi curativi

Trifolium hybridum – Trifoglio ibrido

Trifolium hybridum

Il Trifolium hybridum in Italia è coltivato in ridotte zone del Veneto e in zone montane a piovosità elevata.

Il suo impiego è principalmente quello di pianta foraggera.

Assomiglia al Trifolium pratense per aspetto e per modalità di crescita. La pianta viene definita ‘perenne’ ma solo per il fatto che  non si comporta come una annuale. La produttività del trifoglio ibrido si protrae per un tempo massimo di 2-3 anni.


Fioritura

Trifolium fiore


Durante la fioritura che avviene, a seconda della specie, generalmente tra maggio ed agosto, il trifoglio si colora di sfumature brillanti e vivaci che, a seconda della varietà, vanno  dal rosso porpora, al bianco dal  rosa al viola intenso.

Consigli per la coltivazione del Trifoglio

In primis è opportuno fare una premessa che riguarda i benefici nella coltivazione di leguminose, la natura ha diversi sistemi per rendere il terreno fertile, uno di questi si avvale della  famiglia delle leguminose

In questa grande famiglia ci sono le  fave, i piselli, i fagioli, i ceci, la soia, le lenticchie, le arachidi,e anche il nostro  trifoglio, tutte piante capaci di arricchire il terreno di sostanze nutritive benefiche. Il trifoglio  tra le sue radici ospita dei batteri simbionti in grado di fissare l’azoto atmosferico; per questo è impiegato nel sistema di rotazione delle colture per migliorare la fertilità del suolo.

L’azoto, che fa parte dei  macroelementi essenziali alle piante, è indispensabile per lo sviluppo dei fusti e delle foglie e per la produzione di clorofilla.

Per questo è importante non rimuovere i trifogli dal terreno: sono loro che apportano i giusti nutrimenti di cui le piante hanno bisogno, evitando così anche l’uso di fertilizzanti chimici.

Il trifoglio così come le altre leguminose viene impiagato  in agricoltura anche per:

  • tenere il terreno a riposo tra le rotazioni della coltivazione
  • come concime vegetale
  • come pianta per consociazione

Il trifoglio ha una crescita rapida che va da 2 a15 giorni, lo si trova nei prati, ai bordi dei sentieri o nelle aiuole. Già dopo circa 48 ore la pianta comincia a germogliare, presentando due piccoli lobi, ai quali se ne aggiunge un terzo in  5-6 giorni.

Oltre le sue proprietà agricole il Trifoglio è anche una pianta ornamentale utilizzata per la formazione di tappeti erbosi (in tal caso si utilizzano soprattutto  le specie più cespitose e di taglia nana)

Trifolium

Coltivazione in Piena Terra

Il Trifoglio  è adattissimo per creare manti erbosi.

Prima di spargere i semi sull’area da coltivare a prato occorre mescolarli  al terriccio in quanto la semina deve  avvenire  in maniera uniforme, per garantire un risultato omogeneo. Si deve poi ricoprire tutto con  uno strato di terriccio e infine si annaffia.

Coltivazione in Vaso

Non è molto comune, ma nessuno vieta di coltivarlo in vaso, anche perché solitamente non ha un grande apparato radicale.
Se lo trovate in un vaso non estirpatelo, alla fine migliora il terreno ed è tutto sommato simpatico.

Temperatura

Dipende molto dalle specie e dagli ecotipi, esistono varietà estremamente resistenti al freddo, ed altre che non sopportano il caldo.

Terriccio

Il Trifolium predilige i terreni argillosi ma si adatta a quasi ogni tipo di suolo, purché non sia eccessivamente impregnato d’acqua.

Annaffiatura

Il Trifolium necessita di abbondanti innaffiature

Concimazione

Per ottenere un prato duraturo, e bello esteticamente è bene concimare il manto erboso utilizzando il terricciato in copertura, un fertilizzante organico, composto da letame maturo mescolato a terriccio, il cui scopo è dare sostanze nutritive alle piante, favorirne la crescita e il radicamento; in questo modo il prato può durare alcuni anni.

Abbinamenti con altre piante

Il Trifoglio può essere coltivato da solo oppure in unione con altre piante foraggere.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Il Trifoglio è poco soggetto alle malattie, tuttavia esistono alcune patologie dalle quali può essere afflitto. In particolar occorre fare particolare attenzione alla ruggine, una malattia che si manifesta con la presenza di macchie e pustole marrone-rossicce sulle foglie e che ha gravi effetti antiestetici. Inoltre il Trifoglio è sensibile alla sclerotinia.

Curiosità

Una leggenda narra che il Trifoglio per la particolare ripartizione fogliare è stato impiegato  da San Patrizio per spiegare il significato della Santissima Trinità agli irlandesi. Infatti nel Cristianesimo simboleggia la Trinità.

Il popolo dei Celti si convertì così al cristianesimo e il Trifoglio è stato eletto pianta simbolo della nazione.

Gli antichi Greci e gli Egizi usavano il trifoglio per sapere le previsioni del tempo: quando stava per piovere le sue foglie si rizzavano verso l’alto mentre, normalmente, sarebbero state aperte a ventaglio.

Il trifoglio è un antagonista dell’Ambrosia, una pianta infestante della famiglia delle Compositae in rapida diffusione in molte zone del nord Italia, per questo viene usato in aggiunta alle granaglie per il controllo della diffusione dell’Ambrosia nelle zone agricole

Si sa che il quadrifoglio (trifoglio in versione 3 foglie per un’anomalia genetica) porta fortuna: statisticamente è possibile trovare 1 quadrifoglio ogni 10.000 trifogli.

Il trifoglio  si diffuse in Europa, per rendere fertili terreni scarsamente produttivi e per questa sua caratteristica venne importato in Nord America, in Nuova Zelanda e infine in tutto il mondo. Il trifoglio è ricco di  calcio, di flavonoidi, di vitamine e di sali minerali, un thè fatto con le sue foglie e i suoi fiori essiccati, garantisce una buona digestione

Il latte ricavato da animali che hanno brucato il Trifoglio assume un gusto particolare, diverso dagli altri.

Tra i Celti, e più precisamente tra i Druidi, si riteneva che il Trifoglio fosse il cibo preferito dagli Elfi.

Il Trifolium repens non è solo un ottimo foraggio per il bestiame, ma è anche un prezioso alimento in cucina. E’ infatti utilizzato nelle di insalate e altre pietanze a base di ortaggi ma, essendo difficile da digerire crudo, è opportuno  cuocere le piante raccolte in acqua bollente per 5-10 minuti. Dai capolini e dai baccelli seccati si può  ricavare una farina molto nutriente, ma possono anche essere immersi in acqua per ricavarne una profumatissima tisana. La farina di trifoglio bianco, infine, può essere sparsa come condimento su alimenti già cotti.

Per essere utilizzate nelle zuppe, le foglie devono essere raccolte prima della fioritura. Anche le radici sono commestibili.

Tossicità  e/o uso erboristico

Il Trifoglio, lo avrete capito, ha davvero tantissime proprietà, alla pianta erano attribuite da greci, romani e druidi proprietà calmanti e disintossicanti, era inoltre considerato un ottimo rimedio contro il veleno. Anche la  moderna fitoterapia ha confermato molte delle proprietà attribuitegli dagli antichi, in particolare il trifolium pratense si dimostra un valido aiuto contro le affezioni respiratorie, i disturbi gastrici, le irritazioni della pelle inoltre contrasta l’effetto dei radicali liberi per la presenza di un’alta concentrazione di sostanze dall’azione isoflavonica (in particolare la biocianina).

Dal Trifoglio vengono estratti ormoni vegetali (fitormoni), in particolare estrogeni, capaci di rallentare l’invecchiamento di cute e mucose ed efficaci per contrastare i disturbi caratteristici delle donne in menopausa, come le vampate, la depressione, l’osteoporosi, le malattie cardiovascolari. Recentemente gli ormoni estratti dal trifoglio si sono rivelati utili anche contro l’ipertrofia prostatica.

La pianta  è ricca di estrogeni, aiuta anche le donne nei problemi mestruali e ai disturbi legati alla menopausa ed è così potente da essere considerato, in natura, il fitoestrogeno principale.

E’ controindicato nell’ipertensione, nell’ allattamento ed in gravidanza. Depura l’organismo a livello epatico e intestinale e da vigore ad una pelle spenta, invecchiata precocemente e disidratata. Oggi si trova sotto forma di  capsule e fiale da vendere in farmacia, un tempo invece, si usava sotto forma di  decotti e tisane.

 “Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Trifolium quadrifoglio

Linguaggio dei Fiori

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il trifoglio simboleggia la fertilità

E ora, vi lascio e vado a cercare nel prato se tra 10.000 Trifogli trovo quello con 4 foglie.

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