Come fare il rinvaso delle piante: consigli e tecniche

come fare il rinvaso delle piante
Il rinvaso può sembrare semplice, ma per effettuarlo nel migliore dei modi occorre seguire degli step precisi e avere tanta accortezza (foto CC0 1.0)

Tutte le piante da appartamento e quelle coltivate in vaso per abbellire balconi e terrazzi necessitano del rinvaso. È un’operazione importantissima, utile per assicurare alla pianta sempre lo spazio necessario per sviluppare al meglio l’apparato radicale e per ottenere giovamento dall’utilizzo di nuovo e più fresco terriccio.

Non esiste una regola ben precisa, cioè un termine entro il quale fare il rinvaso delle piante, ma tutto è direttamente riconducibile allo sviluppo della specie. Tuttavia, le radici che iniziano a fuoriuscire dai fori di drenaggio del vaso o la chioma che risulta essere troppo sviluppata rispetto al diametro del contenitore (in questo caso c’è il rischio di sbilanciamento e la pianta potrebbe cadere) sono i principali segnali che permettono di capire che è arrivato il momento di mettersi all’opera. Fare il rinvaso delle piante non significa solo spostarle da un vaso all’altro, ma è un’operazione molto importante per salvaguardare la loro salute, spingendole verso una vigorosa e sana crescita.

Il rinvaso, all’apparenza operazione semplice, può causare non pochi problemi alla pianta. Lo stress da rinvaso è cosa comune ed è proprio per questo motivo, cioè per il fatto che viene messo a dura prova l’adattamento della pianta, che è importantissimo eseguirlo con molta cautela.

Procediamo.

Quando fare il rinvaso delle piante?

Il momento migliore per effettuare il rinvaso, come detto in precedenza, non esiste. Tutto dipende dalla specifica situazione, cioè dallo stato di crescita della pianta. In linea generale è possibile affermare che il rinvaso può essere fatto in qualsiasi momento dell’anno (prediligendo per molte specie ornamentali da fiore le stagioni più calde), se c’è la certezza di non traumatizzare l’apparato radicale.

Come si fa avere questa certezza? In pratica, si può procedere solo quando si è sicuri di riuscire ad estrarre la pianta dal vaso con il pane di terra perfettamente intatto. In questo modo le radici non si danneggeranno e minori saranno i problemi nelle fasi successive. Se questa certezza non c’è, meglio aspettare il riposo vegetativo. Attenzione, quando si parla di riposo vegetativo si intende generalmente l’ultima fase dello stesso (fine inverno – inizio primavera) e non la fase centrale. Infatti, il rinvaso delle piante è sconsigliato farlo quando la pianta è in pieno riposo vegetativo (in questo caso le radici non riusciranno ad esplorare il nuovo substrato che resterà umido, con conseguente possibilità di sviluppo di marciumi radicali) e quando la pianta è già pronta a fiorire.

Concludiamo dicendo che il rinvaso delle piante è necessario dopo l’acquisto, poiché il vaso vivaistico è sempre un po’ troppo piccolo rispetto a quelle che sono le esigenze della pianta. Successivamente, il rinvaso va eseguito ogni anno per le piante giovani e ogni 2/3 anni in seguito.

Cosa serve per il rinvaso?

I segnali sono ben chiari? Bene, è giunto il momento di indossare i guanti da giardiniere e procedere. Ecco cosa serve:

Terriccio

Con il rinvaso si dona alla pianta una nuova casa, cioè un substrato più ricco e fresco. Le esigenze cambiano da specie a specie e il terriccio dovrà essere selezionato solo dopo aver ben chiare quelle che sono le caratteristiche dell’esemplare da rinvasare. Nella maggior parte dei casi è consigliato mescolare al terriccio della torba e creare sul fondo del vaso uno strato di sabbia o argilla espansa. Con la torba si rende il terriccio più morbido, con gli altri materiali si evitano i pericolosi ristagni idrici che potrebbero causare il marciume radicale.

Vaso

Quale vaso scegliere? I due campanelli di allarme prima descritti, che permettono di capire quando è il momento di fare il rinvaso, evidenziano anche la necessità di utilizzare un nuovo vaso di dimensioni maggiori. Il diametro e la profondità dovranno essere di poco superiori rispetto alle misure del vecchio vaso, a meno che non si sta rinvasando una pianta a crescita rapida (in questo caso “melius abundare quam deficere”).

Perché il vaso non deve essere mai troppo grande? Quando lo spazio a disposizione è davvero tanto, la pianta mai riuscirà ad occuparlo tutto, almeno a breve termine, con le sue radici. Proprio negli spazi vuoti si creerà tanta umidità e i ristagni diventeranno più probabili. Inoltre, troppo spazio giocherà a favore di un maggior sviluppo dell’apparato radicale a discapito della parte aerea che faticherà maggiormente a crescere.

Plastica o terracotta?

Con il vaso in terracotta minore sarà la probabilità di formazione di ristagni per l’acqua che tende ad evaporare anche dalle pareti. Inoltre, la terracotta riesce a dissipare maggiormente il calore.

Il vaso in plastica è sicuramente più maneggevole e leggero, ma non solo fa evaporare l’acqua soltanto dalla parte superiore, ma si riscalda tanto durante la stagione estiva.

Attrezzi da giardinaggio

Il rinvaso è un’operazione stressante per qualsiasi pianta e può essere molto faticoso per chi deve farlo, specialmente quando la pianta è di grandi dimensioni. Ecco perché è buona regola disporre di tutti gli attrezzi utili per un lavoro rapido e preciso, così da stressare il meno possibile la specie, ma anche più comodo per il giardiniere di turno. Ecco cosa serve:

Guanti: per evitare di sporcarsi, pungersi o ferirsi quando si lavora con piante dai rami spinosi o di grandi dimensioni. Quelli con il palmo in gomma sono utili anche per avere una presa più sicura.

Paletta con punta in metallo per svuotare velocemente il vecchio vaso dalla terra in eccesso.

Telo per procedere senza far disastri, evitando di sparpagliare la terra ovunque.

Spatola per pulire con cura l’apparato radicale senza danneggiarlo.

Cesoie, da utilizzare solo per cimare le radici nelle parti danneggiate e meno vitali (senza mai esagerare e farsi prendere troppo la mano).

Annaffiatoio per bagnare al meglio il substrato a operazione ultimata.

Per fare il rinvaso delle piante più grandi è consigliato farsi sempre aiutare, per evitare di danneggiarle e farsi male.

Come fare il rinvaso delle piante da appartamento

L’operazione può essere più o meno facile in base alle dimensioni della pianta. È facile capire che se l’esemplare ha raggiunto un’altezza considerevole o ha sviluppato una chioma molto folta e ampia, è meglio chiedere aiuto. Farsi assistere nelle fasi si spostamento del vaso e in quella di estrazione del pane di terra attaccato alle radici è utile per non danneggiare la pianta ed evitare di farsi male o fare pericolosi sforzi fisici. Una pianta più piccola creerà meno problemi: l’estrazione dal vaso sarà più veloce e basterà battere sulle pareti del vaso, poi capovolgerlo, per veder il pane di terra staccarsi e venir fuori.

Operazioni preliminari

Prima di estrarre la pianta dal vaso si consiglia di preparare la chioma, in particolar modo quando si tratta di una grande pianta. La parte aerea può subire anche gravi danni durante il rinvaso, quindi ripulire la chioma per migliorare la maneggevolezza generale è importantissimo per eseguire il rinvaso in modo agevole e sicuro.

È questo il momento giusto per:

  • Tagliare tutte le parti secche e danneggiate della pianta;
  • Ridurre la massa vegetativa per spingere la pianta, subito dopo la nuova messa a dimora, nello sviluppo di giovani getti.

Come fare con le piante grasse spinose?Non servono interventi di potatura, ma coprire la parte aerea con un telo (di nylon o iuta) o fogli di giornali è il modo giusto per proteggersi dalle parti ricche si spine.

In ogni caso, il giorno precedente all’operazione di rinvaso la pianta deve essere annaffiata per consentire alle radici di idratarsi e non rischiare rotture durante la fase di estrazione dal vecchio contenitore.

Come si procede

Il rinvaso può essere suddiviso in 5 fasi:

  • La prima cosa dare fare è battere sulle pareti del vaso per facilitare il distacco del pane di terra. Se il vaso è in plastica si può utilizzare anche qualsiasi oggetto robusto. Per provare se il risultato ottenuto è buono, afferrare la pianta dalla parte più bassa del fusto e tirarla delicatamente verso l’alto. Ci si accorge facilmente se con i colpetti iniziali si è riusciti a far staccare il pane di terra. In alcuni casi, prestando la massima attenzione, si può utilizzare un coltello dalla lunga lama o qualcosa di simile da far scivolare lungo le pareti per facilitare il distaccamento.
  • Quando si avverte una buona mobilità della parte inferiore, si può estrarre la zolla dal contenitore, appoggiando la pianta delicatamente su di un telo. Controllare le radici ed eliminare quelle danneggiate è importante per tutelare la salute della pianta. Può capitare di ritrovarsi davanti ad un pane di terra completamente abbracciato dalle radici. Quando l’apparato radicale ha fatto letteralmente il giro del vaso, si consiglia di praticare un taglio a croce sul fondo per inserirvi all’interno, specialmente quando il tutto appare molto compatto, del nuovo terriccio umido.
Esempio di radici che hanno occupato tutto lo spazio a disposizione e abbracciato il pane di terra (Di Javier Mediavilla Ezquibela – Opera propria, CC BY 2.5, Collegamento)
  • Prima di riempire il nuovo contenitore con del fresco terriccio è sempre consigliato creare uno strato inferiore di sabbia, cocci o argilla espansa per favorire il drenaggio dell’acqua. Uno strato di circa 2cm può bastare.
  • Coprire lo strato drenante con altri due centimetri di terriccio e sistemare la pianta con la sua zolla di terra. Il nuovo terriccio dovrà riempire tutti gli spazi tra la zolla e le pareti del vaso. Compattarlo delicatamente con le mani e aiutarsi con un bastoncino per eliminare possibili sacche d’aria.
  • Annaffiare abbondantemente.

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