La potatura

E’ una cura di base per la vita di una pianta: può aiutarla a mantenere la forma, migliorare e aumentare la sua crescita o far si che abbia più foglie, fiori e frutti. E, molto più importante, può arrivare a curare un esemplare malato. Il segreto sta nell’eseguirla bene e soprattutto al momento opportuno.

LE REGOLE D’ORO

– Assicurarsi delle necessità di potatura di ogni esemplare; ognuno ha un suo momento preciso.

– Non esitare a potare una pianta se cresce in altezza e non si allarga allo stesso modo, o se una rampicante possiede pochi rami e sottili, senza getti laterali.

– Cercare di mantenere la forma e la struttura naturale della pianta: la miglior potatura è quella che si nota appena.

– Cercare di mantenere l’equilibrio tra le radici e la parte aerea: se è possibile, potare entrambe le parti.

– Eliminare le parti morte; sono una fonte di infezione per gli esemplari sani.

– Tagliare i rami che si ostacolano a vicenda o che crescono verso l’interno: possono causare danni o trasformarsi in un punto di accesso per parassiti e malattie.

– Usare utensili di qualità, ben puliti e adeguati alla dimensione di ogni esemplare.

TRE TECNICHE DI POTATURA PER INTERNI


SPUNTARE

E’ la potatura propriamente detta; si tratta di eliminare le estremità dei rami per limitare la loro crescita o per ringiovanire un esemplare che possiede i rami danneggiati o vecchi. QUALI ESEMPLARI: ficus benjamina, pothos, monstera, schefflera. COME: tagliare due terzi di ogni ramo. Farlo con una forbice da potatura o con un coltello ben affilato e ben pulito. QUANDO: sempre che un esemplare presenti rami e foglie avvizzite. Se si tratta di un esemplare in fiore, farlo soltanto quando è terminata la fioritura. Gli esemplari da foglia perenne si possono potare alla fine della primavera se stanno crescendo molto e in modo disordinato o al termine dell’inverno, soltanto prima che cominciano a spuntare i nuovi rami.

CIMARE

Consiste nell’eliminare le estremità dei rami giovani e teneri per favorire una crescita più frondosa e uniforme. Inoltre, alleggerendo la pianta da un accesso di foglie si permetterà all’aria di circolare tra i rami. QUALI ESEMPLARI: ipoestes, fior di vetro, pilea. COME: tagliare le estremità di ogni ramo con l’aiuto degli indici e del pollice, tirando: ogni volta che si taglia uno stelo, ramificherà e ne verranno fuori due. QUANDO: quando la pianta sta crescendo e sempre che si voglia limitare la sua crescita o renderla più frondosa.

SBOCCIOLARE

E’ il nome che si usa per indicare l’eliminazione sistematica dei fiori avvizziti. Oltre che a mantenere il buon aspetto della pianta, evita la diffusione di malattie e stimola la produzione di un maggior numero di fiori. Nelle piante più piccole, i fiori avvizziti si possono tagliare con le dita o con una piccola forbice. QUALI ESEMPLARI: azalea, columnea, violetta africana, spatifillo. COME: afferrare i fiori con le dita, si staccano con facilità. In alcuni casi come le bromeliacee, occorre tagliare il fiore con un coltello ben affilato, in quanto cresce a partire da un grosso fusto. QUANDO: nel caso in cui un esemplare presenti fiori avvizziti o secchi, eliminarli per permettere agli altri fiori in buono stato di durare di più e di avere maggior rigore. Una volta finita la fioritura, approfittare per procedere a una buona potatura dell’esemplare. In questo modo crescerà con più forza e rigore.

MOLTO IMPORTANTE

In tutti i casi e con qualsiasi tipo di esemplari, i tagli devono essere puliti. Non lasciare bordi rotti o sfilacciati, in quanto i tessuti finiran no per morire e imputridirsi. Inoltre , tutti gli utensili devono essere mantenuti puliti e ben affilati.


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