Strelitzia

Strelitzia
Strelitzia

Alzi la mano chi la chiama Sterlizia (io l’ho alzata)! Si perché si tratta dell’errore più diffuso per quel che riguarda questa pianta bellissima che, in realtà, si chiama Strelitzia. Tutti invece siamo concordi che sia una pianta davvero particolare, soprattutto sulla forma del suo fiore che ricorda un uccello tropicale, infatti è nota anche come Uccello del Paradiso.

La Strelitzia è un’erbacea perenne che fa parte della famiglia delle Strelitziaceae e che è originaria dell’Africa, sebbene oggi sia naturalizzata anche in alcune zone del Messico.

Ha un portamento a cespuglio, raggiunge al massimo i 2 metri di altezza ma ci sono specie che hanno una crescita molto contenuta e che sono perfette per la coltivazione in vaso, pertanto la Strelitzia si rivela un’ottima pianta d’appartamento.

Il genere comprende cinque specie perenni, sempreverdi, perfette per la coltivazione in serra o all’aperto ma solo nelle regioni a clima particolarmente mite.

La Strelitzia ha un apparato radicale carnoso, voluminoso e robusto, a volte rizomatoso. E’ una pianta praticamente senza fusto o in alcuni casi provvista di un falso fusto composto dalla base guainante dei piccioli delle foglie, molto vicine tra loro, con la grande lamina che può misurare anche oltre 30 cm lucida, di consistenza coriacea, verde scuro e di forma ovale-lanceolata.

I fiori, il vero pezzo forte della pianta, sono portati da scapi e sono generalmente più alti delle foglie, possono essere apicali o possono trovare all’interno dell’ascella della guaina fogliare. Sono molto particolari ed appariscenti, ricordano la forma di un uccello ed in modo particolare della Gru (Grus grus) in volo.

La fioritura può durare da ottobre a maggio inoltrato. La pianta entra in riposo vegetativo nei mesi di giugno-luglio.

Classificazione botanica

Strelitzia
Strelitzia

La Strelitzia, chiamata ormai comunemente col nome “Sterlizia”, appartiene alla famiglia delle Strelitziaceae


Principali specie

Il genere Strelitzia comprende cinque specie, vediamole

Strelitzia reginae

Strelitzia reginae
Strelitzia reginae

E’ una pianta sub-tropicale dal fiore molto particolare, tanto aggidicarle l’appellativo di Uccello del Paradiso (Bird of Paradise).

Si tratta indubbiamente della specie più nota e diffusa a scopo ornamentale, è originaria dell’Africa meridionale, è senza fusto, si presenta come un folto cespusglio di foglie lucide, coriacee, ovali, con un’evidente venatura centrale, la cui lunghezza è di circa 30-40 cm., di colore verde brillante con sfumature bluastre, portate da robusti piccioli lunghi anche 75 cm.

Nel periodo che va da ottobre a maggio, la brattea che si trova sugli steli fiorali, lunghi anche oltre un metro, si apre e lascia sbocciare in sequenza 5-6 fiori composti da sepali giallo-arancio e tre petali viola-azzurri (uno, il più corto, a forma di cappuccio; gli altri due sagittati e saldati). Può arrivare a amisurare fino a 90-120 cm.

Strelitzia nicolai

Strelitzia nicolai
Strelitzia nicolai – foto di ShineB ( CC BY-SA 3.0)

In termini di diffusione questa specie è molto probabilmente la seconda più diffusa dopo la Strelitzia reginae rispetto alla quale ha uno sviluppo maggiore e produce fiori dai colori meno sgargianti. Si tratta della specie che cresce di più, la sua altezza può superare gli 8 metri. Le foglie sono molto grandi e hanno la tendenza a sfaldarsi sotto il soffio del vento.

Strelitzia caudata

E’ nota come la strelitzia di montagna o la banana selvatica, è infatti simile a una banana. E’ originaria dell’Africa dove è diffusa nell’area che va dalle montagne Chimanimani dello Zimbabwe a sud fino al Mozambico, alle province settentrionali del Sud Africa ed Eswatini.

Strelitzia juncea

Strelitzia juncea
Strelitzia juncea

Questa specie è caratterizzata dalle foglie, diverse dal tutte le altre specie, che sono affusolate ed arrotolate, sembrano quasi dei tubi a sezione circolare. Ha una crescita contenuta e paragonabile a quella della Strelitzia reginae.

Strelitzia parvifolia

E’ una specie senza fusto con foglie dalla lamina non molto grande, portate da piccioli lunghi 1,2-1,5 metri, riunite in folti ciuffi che ricordano cespugli di giunco palustre. Nei mesi di aprile-maggio dalla brattea verde, portata alla sommità degli scapi fiorali, sbocciano fiori blu e il gialli.

Strelitzia augusta (sin. S. alba)

Questa specie presenta foglie verde scuro dalla forma oblunga, che possono arrivare a misurare anche due metri di lunghezza. Dall’ascella delle foglie più basse si origina il corto scapo che porta i fiori bianchi, racchiusi in una brattea spatiforme porpora scuro. Fiorisce da ottobre a novembre e può arrivare a misurare raggiungere i 5-6 metri.

Fioritura

Strelitzia
Strelitzia

Per vederla fiorire occorre attendere che abbia compiuto cinque anni. Nelle zone con estati calde e secche, la Strelitzia entra in uno stato di quiescenza e la fioritura va dall’autunno alla tarda primavera/inizio estate. Una volta che la fioritura ha inizio nei primi giorni di primavera, ogni pianta produce in successione fino a sei fiori. Ogni fiore ha una durata piuttosto lunga. La stessa pianta può fiorire più volte nella stessa stagione.

Consigli per la coltivazione della Strelitzia

La Strelitzia è abbastanza facile da coltivare ed ha una buona resistenza anche in condizioni ambientali non ottimali.

Per questo è una pianta da appartamento molto diffusa, soprattutto la specie reginae.

La Strelitzia non tollera climi con temperature estreme, pertanto non deve essere esposta a temperature che scendano al di sotto dei 10/12 gradi centigradi. In molte regioni d’Italia può essere coltivata solo in vaso proprio per via degli sbalzi di temperatura tra estate ed inverno. Nelle zone di mare, dove le escursioni termiche sono ridotte, si può coltivare anche in piena terra

Va posizionata in un luogo idoneo alle sue caratteristiche, con temperature miti e abbondante luce per tutto l’anno. L’ambiente deve essere anche umido. Per questo motivo si hanno eccellenti risultati nei giardini d’inverno e nelle serre. Anche la ventilazione deve essere buona.

Coltivazione in vaso

Strelitzia
Strelitzia

Se si sceglie di coltivare una Strelitzia in vaso, come pianta d’appartamento, si deve tenere presente quello che è l’habitat naturale di questa pianta ossia un ambiente tropicale, molto luminoso, caldo e  ricco di umidità. L

Se la si usa come piante da interni, si deve avere la premura di umidificare le foglie periodicamente per scongiurare il rischio che l’aria eccessivamente secca le danneggi.

La pianta va rinvasata ogni anno all’inizio della primavera, ogni anno, occorre rimuovere il terreno superficiale del contenitore, per uno spessore di circa 8 cm e sostituirlo con del nuovo substrato di coltivazione. Ogni due anni, al termine dell’inverno, è consigliato svasare la pianta dal vaso originario per ridurre leggermente l’apparato radicale, senza danneggiare le radici carnose più grandi e darle maggiore vigore.

Le Strelitzie coltivate in appartamento, in estate andrebbero spostate all’esterno. E’ bene aggiungere del drenaggio supplementare al terriccio abituale, per facilitare lo sgrondo dell’acqua dal vaso ed evitare i ristagni.

Coltivazione in piena terra

Nelle regioni a clima mite la Strelitzia può essere coltivata in piena terra altrimenti durante le inverno occorre portare a riparo la pianta. Per coltivare la Strelitzia in piena terra, occorre scegliere terreni ben drenati e collocarla in una zona del giardino ben soleggiata.

Coltivazione in terrazzo

La Strelitzia può essere coltivata in terrazzo, scegliete una buona esposizione che le consenta di ricevete la luce ed il calore del sole ma che sia a mezz’ombra.

Temperatura

Le temperature ideali per coltivare la Strelitzia sono comprese tra i 13 ed i 21 gradi, è importante che non scendano sotto i 5 gradi.

Luce

Uccello del Paradiso
Uccello del Paradiso

La Strelitzia richiede un’esposizione a mezz’ombra, con sole diretto al tramonto o all’alba. E’ importante che cresca in un luogo luminoso altrimenti si rischia una crescita stentata e una fioritura scarsa o assente.

Terriccio

La pianta si adatta ad un’ampia gamma di terreni purché ben drenati.

Annaffiatura

La Strelitzia ha una buona resistenza alla siccità e, una volta affrancata, non ha bisogno di frequenti innaffiature; se coltivata in vaso va irrigata solo solo quando la terra inizia a seccarsi in superficie.

Moltiplicazione

Strelitzia
Strelitzia

La pianta si può moltiplicare per semi o per divisione.

I semi, tossici, impiegano circa 1-2 mesi prima di germinare e lo sviluppo iniziale non è molto rapido, si attendere 4-5 anni per ottenere la prima fioritura. Prima di effettuare la semina, è necessario preparare i semi con cura.

Circa quindici giorni prima della semina, occorre rimuovere i peli, color arancio, che ricoprono i semi. Poi i semi vanno conservati in frigorifero, in un sacchetto con del terriccio. Si immergono i semi in acqua tiepida per alcune ore. Poi si grattano leggermente i semi per ridurne il rivestimento che li protegge, così da accelerarne la successiva germinazione. A questo punto si è pronti per la semina.

Se si opta per la divisione si deve procedere prelevando una pianta verso Giugno e dividendo una radice dall’intrecciato ammasso radicale con un coltello affilato e sterile, e trapiantandolo in un vaso con terriccio  umido, tenuto all’ombra per circa un anno.

Si deve usare del substrato da semina di buona qualità. Occorre mantenere la temperatura costante nel semenzaio, intorno ai 16/20°C. Il terriccio deve mantenersi umido e l’ambiente leggermente ventilato.

Concimazione

Strelitzia
Strelitzia

Per le piante coltivate in piena terra le concimazioni non sono necessarie e possono essere fatte solo occasionalmente, le Strelitzie coltivate in vaso dovrebbero essere eseguite almeno un paio di volte all’anno.

Potatura

Generalmente non è necessaria alcuna potatura. Per mantenere ordinata la pianta è sufficiente rimuovere, quasi alla base, le foglie secche o danneggiate ed i fiori dopo che sono appassiti.

Parassiti malattie

Un aspetto malandato, una crescita stentata e foglie avvizzite ed ingiallite possono essere provocati da marciume radicale. In tal caso occorre togliere la pianta dal vaso, eliminare le parti danneggiate.

La fusariosi si manifesta con macchie brune sulle infiorescenze, con forma irregolare e con la presenza di una sostanza gommosa.

Anche la cocciniglia farinosa o la muffa grigia sono nemici della pianta.

Curiosità

Il Re d’Inghilterra Giorgio III ereditò il Royal Botanic Kew Gardens nel 1772 e consenti alla consorte , appassionata di Botanica, di aiutarlo nella gestione e nella selezione delle piante.
Un anno dopo Sir Joseph Banks importò un esemplare di Strelitzia reginae dal Sud Africa. La regina Carlotta se ne innamorò, a tal punto da battezzare questa rarità esotica in base al suo nome di famiglia, Meclemburgo-Strelitz.

La Strelitzia è il fiore simbolo della città di Los Angeles. Alle Isole Hawaii, cresce in natura ed è parte integrante della cultura del popolo di queste terre. In lingua hawaiana, il suo nome, significa, “piccolo globo” ed è simbolo di magnificenza.

Tossicità

I semi della Strelitzia sono tossici

Linguaggio dei fiori

La pianta della Strelitzia nel linguaggio dei fiori simboleggia la fedeltà, l’amore e la premura. Questo la rende un perfetto regalo romantico molto apprezzato.

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