Stanhopea

Stanhopea
Stanhopea – foto di Stefano CC BY-NC-SA 2.0

Quando si parla di Orchidee si apre un mondo vero e proprio, un mondo di cui fa parte anche la Stanhopea. Il genere Stanhopea è nativo dell’America centrale e meridionale.

E’ caratterizzato da grandi foglie pieghettate e da fiori che hanno una struttura piuttosto complessa e particolari meccanismi di impollinazione. Molte specie hanno infiorescenze che si sviluppano verso il basso e ben si prestano a crescere in ceste appese.

I fiori hanno spesso profumi speziati, ed anche se sono di breve durata, ma ogni pianta è in grado di fiorire più volte durante l’anno.

Classificazione botanica

Stanhopea è un genere di Orchidee della sottofamiglia Epidendroideae, diffuso in America centrale e meridionale.

Principali specie

Il genere Stanhopea include circa 50 specie originarie del centro e sud America. Vediamone alcune

Stanhopea oculata

Stanhopea oculata
Stanhopea oculata– foto di Self-photographed CC BY-SA 3.0

Questa specie è originaria del Belize, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico e Nicarague. Cresce suglio alberi delle foreste umide o su dirupi rocciosi ad un’altidudine di 400 e 2000 metri. Si tratta di una specie epifita raramente terrestre. E’ caratterizzata da un’infiorescenza racemosa lunga 15-30 centrimentri, pendente dalla base dello pesudobulbo. E’ tra le specie più apprezzate per i grandi fiori profumati seppur di breve durata (solo 5-7 giorni)

Stanhopea rukeri

Stanhopea ruckeri
Stanhopea ruckeri– foto di Self-photographed CC BY-SA 3.0

Si tratta di una specie originaria dell Belize, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico e Nicarague. Cresce tra i 200 ed i 1400 metri di altitudine. Si tratta di una specie epifita caratterizzata da pseudobulbi ovoidi, leggermente compressi ai lati. I fiori hanno un diamtro che va dai 10 ai 14 centrimetri. E’ facile da coltivare e di rapida crescita.

Stanhopea tigrina

Stanhopea tigrina
Stanhopea tigrina– foto di Self-photographedCC BY-SA 3.0

E’ una specie un po’ complicata: è relativamente facile da coltivare, ma molto difficile ricreare le condizioni necessarie per stimolare la sua fioritura. E’ originaria del Messico. Cresce nei boschi fitti ed umidi ad un’altitudine di 1000-2000 metri. Si tratta di una specie epifita, simpodiale, composta da pseudobulbi che misurano fino a 5 centimetri di altezza, ognuno di cui porta una foglia di circa 15-30 centimetri di lunghezza.

Stanhopea costaricensis

Stanhopea costaricensis
Stanhopea costaricensis– foto di Self-photographedCC BY-SA 3.0

Si tratta di una specie diffusa nelle foreste tropicali dell’America centrale (Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama). In Costa Rica si ibrida con Stanhopea ecornuta originando la specie Stanhopea × fowlieana Jenny.

Fioritura


Una delle peculiarità del genere Stanhopea sta nell’emissione di molteplici fioriture nel corso dell’anno. I fiori hanno un profumo intenso ed una durata estremamente breve di soli pochi giorni.

Consigli per la coltivazione della Stanhopea

Stanhopea
Stanhopea – foto di Dick Hartley CC BY-SA 3.0

Questa Orchidea necessita di una posizione molto luminosa, ma non direttamente esposta ai raggi del sole. La temperatura ideale è compresa tra 11-16 °C d’inverno e 20-24 °C in estate. Se ci sono temperature più alte è necessario aumentare la circolazione dell’aria, l’ombra e l’umidità ambientale. Il rinvaso si esegue subito dopo la fioritura, in vasi grandi. La concimazione, regolare, va eseguita ogni 10 giorni, usando un prodotto specifico, all’interno dell’acqua d’irrigazione.

Coltivazione in vaso

I fiori della Stanhopea hanno un portamento ricadente, e la rendono quindi perfetta per essere coltivata in cestelli appesi. Dato che le fiorture migliori avvengono con grandi gruppi è bene usare grandi cestelli. Il rinvaso dovrebbe essere fatto subito dopo la fioritura estiva.

Coltivazione in piena terra

La coltivazione della Stanhopea è consigliata in contenitori o in serra temperata.

Coltivazione in terrazzo

La Stanhopea può decorare terrazzi e balconi, soprattutto quando viene allevata in contenitori appesi. Ovviamente si devono tenere in considerazione le esigenze colturali della pianta: temperatura ed esposizione.

Temperatura

Questa pianta teme il freddo, pertanto, in inverno è opportuno ripararla e collocarla in un ambiente con temperature non inferiori ai 15-20°C. Per stimolare la fioritura è bene tenere la Stanhopea a temperature attorno ai 15 16 °C.

Luce

Stanhopea – foto di Self-photographedCC BY-SA 3.0

La Stanhopea è molto esigente in termini di luce: non tollera la luce diretta del sole poichè le foglie sono suscettibili e possono rovinarsi. La luce per le orchidee è di particolare rilevanza.

Terriccio

Il substrato ideale per la Stanhopea è composto da corteccia di pino/abete di piccola/media pezzatura miscelata a sfagno.

Annaffiatura

Stanhopea
Stanhopea – foto di Chris ClowesCC BY 2.0

Come annaffiare queste orchidee? Durante l’estate le innaffiature devono essere abbondanti, il substrato deve essere mantenuto costantemente umido e le foglie devono essere vaporizzate più volte al giorno in particolare nei periodi più caldi. Durante l’autunno e l’inverno le innaffiature si possono diminuire e si possono sospendere nel momento in cui compaiono i nuovi getti in modo da stimolare la fioritura.

Moltiplicazione

La moltiplicazione della Stanhopea può essere eseguita dividendo i pseudobulbi in porzioni di 3-4. Ogni pseudobulbo deve essere dotato di radici vigorose per favorire il rapido sviluppo della nuova pianta.

Concimazione

La concimazione della Stanhopea deve avvenire ad intervalli regolari ogni 15/20 giorni con concime specifico.

Potatura

La pianta non necessita di potature, è sufficiente eliminare le foglie ed i fiori che via via diseccano.

Altri consigli per la cura

Le infiorescenze si sviluppano generalmente verso il basso, pertanto queste piante danno il meglio di sé quando sono allevate in cesti appesi, meglio se ad un’altezza sufficiente per permettere di essere annusate visto il profumo estremamente gradevole.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Stanhopea
Stanhopea – foto di Self-photographedCC BY-SA 3.0

La Stanhopea può risentire di un substrato poco drenato e di condizioni di coltivazione poco arieggiate che favoriscono la formazione del marciume radicale o del colletto. La pianta può inoltre essere attaccata dalla cocciniglia che può rovinarne i boccioli compromettendo la sua crescita e sviluppo. Per eliminare la cocciniglia si può impiegare un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o ci si può affidare ai numerosi prodotti antiparassitari specifici.

Curiosità

Il periodo tra 1700 e il 1800 in Inghilterra fu particolarmente importante per le Orchidee.
La grande passione per queste piante aveva contagiato nobili e collezionisti che erano disposti a spendere grandi cifre per finanziare massicce importazioni delle orchidee americane, saccheggiando, e quindi danneggiando, le foreste. Arrivarono anche alcune stanhopee ma era difficilissimo farle fiorire.

Dopo anni di insuccessi durante i quali le piante si sviluppavano bene ma non fiorivano, un giorno accadde che un vaso sfuggì dalle mani di uno di questi appassionati, cadde a terra e si ruppe. Fu così che venne scoperto che celato all’interno del vaso si trovava un apice fiorale che cresceva sviluppandosi verso il basso, finendo così per morire soffocato dentro al vaso.

Quell’incidente fu l’occasione per capire cha la caratteristica di questa pianta era di avere steli fiorali inferiormente al colletto e che ricadevano invece di salire. Un fenomeno che si chiama geotropismo negativo. Da allora le stanhopee vengono coltivate in cestelli sospesi e aperti, così da permettere l’uscita dei fiori lateralmente al contenitore, a volte anche dal fondo degli stessi.


Una caratteristica della stanhopea è l’intenso incredibile profumo dei suoi fiori, un profumo dolcissimo, intenso profumo, quasi palpabile, difficile da descrivere. In natura, in America, le api euglossine alla ricerca del nettare (che non troveranno) restano talmente inebriate dal profumo delle stanhopea da scivolare lungo il labello, raccogliendo così involontariamente il polline e portandolo di fiore in fiore. Sono in prevalenza i maschi di queste api ed essere attratti dal fragrante profumo. La natura in effetti è sorprendente: queste orchidee, per assicurarsi la fecondazione, si avvalgono di sostanze che come i feromoni del sesso richiamino i maschi delle api.


Questa pianta è poco conosciuta, non si trova dai fiorai o nei garden e non si trova perché il suo fiore carnoso, pesante e particolare (qualcuno vede una somiglianza con un uccello che sta per spiccare il volo) non è commerciabile, avvizzisce in breve tempo; anche se viene lasciato sulla pianta resta fresco solo due o tre giorni, per cui è ambita solo dai collezionisti.


La Stanhopea venne descritta per la prima volta nel 1829 da William Hooker, classificata e così battezzata in onore Philips Henry Stanhope, presidente della società Medico-Botanica di Londra. In natura normalmente vive sui tronchi degli alberi, ottenendo così anche il riparo dal sole.

Tossicità  e/o uso erboristico

La Stanhopea non è una pianta tossica né per l’uomo né per gli animali


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Il significato della Stanhopea nel linguaggio dei fiori è da ricercare in quello delle Orchidee che simboleggiano una sorta di ringraziamento per la concessione d’ amore. Si tratta di un fiore da donare a chi sappiamo di certo ricambierà questo nostro amore. In Oriente, in particolare in Cina, l’ Orchidea simboleggia la purezza dei bambini. E’ stata largamente usata come afrodisiaco per la preparazione di pozioni d’ amore.

Bibliografia

Chi volesse cimentarsi in qualche lettura su questa orchidea, può seguire i nostri consigli:

The Stanhopea Book di Rudolf Jenny

Archila, Fredy & Chiron, Guy. (2020). Stanhopea (Orchidaceae), its diversity in Guatemala, and a new species. 4. 157.

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