Parlare alle piante per farle crescere bene

 

Chi ama le piante, gli appassionati di giardinaggio e di botanica, coloro che hanno il pollice verde sostengono fermamente che parlare alle piante faccia bene. Su quali basi viene fatta questa affermazione?

Le piante davvero possono capirci? Le piante possono comunicare con noi?

In effetti sono tanti i pollici verdi che parlano alle loro piante così come parlerebbero ad un loro caro, ed in effetti generalmente chi ha il pollice verde è circondato da piante sane e vigorose creando anche un pò di invidia in chi si limita ad annaffiare regolarmente ma non ottiene gli stessi risultati.

Non si tratta solo di coincidenza, parlare alle piante rappresenta la strada giusta per farle crescere bene, e non lo dice un pollice verde ma lo dicono esperimenti e ricerche. La differenza sta nel fare le cose con amore e nel farle meccanicamente. Ma come fa la pianta ad accorgersi della differenza? Vediamolo insieme, resterete affascinati.

L’agricoltore messicano e le sue piante giganti

Intanto vi suggerisco di cercare informazioni sull’agricoltore messicano Don José Carmen Garcia Martinez che, negli anni Settanta, per sopperire alla problematica della sterilità del suolo, anziché affidarsi ai concimi si è affidato alla parola: ha parlato direttamente con la terra capace, secondo lui, di comunicare con l’uomo. Vi pare assurdo? Eppure tutti in Messico si rivolgono a lui, per tutti intendo agricoltori e chimici, agronomi e ingegneri. Tra i testimoni dei favolosi risultati frutto delle teorie dell’agricoltore abbiamo giornalisti, l’Università di Agronomia di Chapingo (Messico), che sotto la direzione del professor Nicolas Cerda, uno specialista in terreni, ha confrontato i risultati di Don Carmen con quelli ottenuti dai metodi dell’Università sui suoli confinanti, ingegneri del Ministero dell’Agricoltura che hanno analizzato l’acqua, i vegetali, i semi e soprattutto il terreno vulcanico dell’agricoltore non riscontrando nulla di particolare.

E se sono i risultati che contano e quelli di Don José Carmen Garcia Martinez sono davvero strabilianti: la terra ha reagito alle sue cure con ortaggi di dimensioni straordinarie, capaci di resistere alle malattie e il tutto con un utilizzo irrisorio di fertilizzante.

Il suo metodo consiste nel comprendere le piante e la natura in generale, e nel trattarle con dolcezza. Le piante sono dotate di vita e di intelligenza, quindi anche di sensibilità e reagiscono dunque anche di conseguenza. E’ importante creare affinità e compatibilità con le piante. Il fertilizzante migliore, secondo l’agricoltore, sarebbe la conversazione tra uomo e pianta.

Ed è proprio la conversazione che consente all’agricoltore di evitare pesticidi e di ridurre a pochissimi grammi per ettaro il fertilizzante, che permette una vigorosa crescita di ortaggi su terreni salini e di rendere le piante più resistenti a malattie e parassiti.

Le basi sulle quali parte la teoria (confermata da pratica e da risultati) dell’agricoltore è la convinzione che la vita delle piante è tale e quale a quella di ogni altro essere vivente e, pertanto, va rispettata e trattata come tale. Si deve partire dal presupposto che le piante sono in grado di capire e di percepire. Sono le piante stesse che insegnano a noi come coltivarle.

Ma parlare alle piante non serve solo a farle crescere grandi, sane e forti, si può anche evitare la siccità e attirare la pioggia. Come? Con le piante giuste piantate nel posto giusto.

Don José Carmen pianta alberi per attirare la pioggia, scegliendole accuratamente e piantandole lungo un tracciato poligonale. Il medesimo esperimento è stato condotto dall’Università di Chapingo, con la quale Don José Carmen ha trascorso un periodo di ricerca.

Questo è un estratto del rapporto ufficiale che riporta i risultati ottenuti:

«Zona situata nel deserto del Vizcaino dove non piove da sei anni: dopo aver disposto la piantagione seguendo le indicazioni di Don José Carmen Garcia Martinez, la pioggia ha iniziato a cadere a dirotto. Su un altro sito dove non pioveva da tre anni, ha cominciato a piovere intensamente ventiquattro ore dopo che l’ultimo albero era stato piantato. Per quanto riguarda la zona nello stato di Oaxaca, che racchiude le tre aree, ancora prima che la piantagione fosse completata ha iniziato a piovere abbondantemente come nelle altre due zone

E’ bene precisare che le precipitazioni misurate in ciascuna di queste aree hanno interessato una superficie di trenta chilometri attorno alle zone che sono state rimboschite seguendo le indicazioni di Don José Carmen.

Si tratta in effetti di eventi difficili da comprendere ma forse aprendo la nostra mente ed il nostro cuore e semplicemente parlando alle piante può, si, destabilizzare le nostre conoscenze scientifiche ma anche aprire nuovi orizzonti che potrebbero un domani, chissà, essere supportati anche dalla scienza.

Nel suo libro, “El hombre que habla con las plantas” (L’uomo che parla con le piante), l’agricoltore fornisce tantissimi consigli che potrebbero rivoluzionare il pianeta e la mentalità umana: porre l’amore al posto del profitto. Tra i consigli che Don José Carmen da nel libro citiamo

Coltivare senza utilizzo di pesticidi e raddoppiare la produzione agricola.

Utilizzare in modo efficace 500 volte in meno di fertilizzante per ettaro.

Creare piante non transgeniche e resistenti alle malattie.

Coltivare su terreni salini.

Come far piovere

Si tratta di consigli che potrebbero apparire come una sorta di magia nera ma alla fine si comprende che non si tratta altro che di amore, amore verso la natura, capacità di comprendere le esigenze della pianta partendo dal presupposto che la pianta possiede una forma di intelligenza e, con il canale giusto, si può dialogare con lei, capire le sue esigenze e trarre il massimo beneficio.

Ma le ricerche sui benefici del parlare alle piante sono anche altre.

La Mimosa e la memoria

Un  team di scienziati dell’Università Western Australia (Uwa)  ha rivelato che le piante possiedono una memoria a lungo termine e che manifestano dei processi mentali di alto livello, come la possibilità di percepire la paura e la felicità, la capacità di comunicare e quella di leggere il pensiero.

Sulla rivista Oecologia è stato pubblicato uno studio condotto dalla dottoressa Monica Gagliano, ecco l’esperimento.

Dei vasi di mimosa sono stati fatti cadere su della schiuma ammortizzante da un’altezza sufficiente tale da  traumatizzare le piante, ma senza danneggiarle. La scelta è ricaduta sulle piante di mimosa poiché esse chiudono le loro foglie se avvertono il pericolo, quindi si possono osservare la loro reazione agli stimoli.

I ricercatori si sono posti l’obiettivo di capire  se le piante fossero state in grado di comprendere che la caduta  non avrebbe arrecato alcun danno e di ricordare quell’evento per un periodo di tempo prolungato.

Dopo poche cadute le piante hanno smesso di reagire, hanno quindi capito ed imparato che quell’azione non era pericolosa. Per scongiurare i rischio che la mancata reazione non fosse dovuta a “stanchezza” i ricercatori hanno impiegato una differente sollecitazione alla quale le piante hanno reagito immediatamente.

Per un lasso di tempo pari a 28 giorni alcune piante sono state lasciate indisturbate e si ricordavano ancora, dopo 4 settimane, che la caduta non avrebbe recato danno.

In uno studio pubblicato nell’Oxford Journals nel 2012, la dottoressa Gagliano ha condotto recenti ricerche sul tema. la Gagliano ha spiegato le piante producono onde sonore con un processo chiamato ‘cavitazione’. E che avviene quando le piante sono disidratate e la colonna d’acqua è sollecitata, tuttavia: «I segnali acustici emessi dalle piante sono così numerosi che è sempre sembrato estremamente improbabile che ogni evento acustico sia attribuibile solamente alla cavitazione… e in effetti, recenti evidenze indicano adesso che le piante producono suoni indipendentemente dal processo della disidratazione e della relativa cavitazione».

Probabilmente le piante utilizzano un sistema alternativo al cervello per elaborare le informazioni.

L’Economist spiega a tal proposito  che le piante possiedono delle vie nervose ben costituite attraverso le quali possono trasmettere informazioni sotto forma di segnali elettrici.

La dracaena e la macchina della verità

Cleve Backster ha iniziato i suoi esperimenti con le piante di Dracaena.

Nel 1966 Cleve Backster fece una straordinaria scoperta che ha avviato tendenza di parlare alle  piante d’appartamento.

Backster era uno specialista nell’uso della macchina della verità nella Cia e ha sviluppato delle tecniche usate tutt’oggi  all’esercito e dalle agenzie governative degli Stati Uniti. Ha effettuato un esperimento su delle piante di dracaena descritto dettagliatamente nel suo libro La vita segreta delle piante.

Ha utilizzato due piante del genere dracaena e ha connesso una di queste alla macchina della verità. Ha fatto calpestare ad un collaboratore l’altra pianta. Dopo che era stata eseguita questa azione, l’indicatore dello strumento rilevava che la pianta che aveva assistito al pestaggio aveva provato paura.

Backster ha approfondito lo studio testando nuovamente la pianta che aveva mostrato la paura. Diverse persone entrarono nella stanza dove c’era la pianta, tra cui la persona che aveva calpestato quell’altra. La pianta riconobbe la persona e lo dimostrò dimostrando la sua paura solo con questa persona e no con le altre.

Backster ha inoltre scoperto che le piante provano felicità quando vengono annaffiate e che possono leggere il pensiero umano.

Lo comprese quando stava riflettendo su quale altro esperimento provare ancora e pensò di bruciare le foglie della pianta per registrarne la  reazione. Appena ebbe questo pensiero, l’indicatore segnalò una reazione di paura.

Gli esperimenti di Backster sono stati ripetuti da altri scienziati, tra cui lo scienziato russo Alexander Dubrov e da Marcel Vogel, che al tempo delle sue ricerche lavorava alla Ibm.

Cosa dedurre da questi esperimenti, da queste ricerche, da questi risultati? Semplice: bisogna parlare alle piante, bisogna saperle ascoltare e capire, bisogna creare con loro empatia. Concimi e acqua, location e temperatura sono tutti ingredienti che devono essere associati all’amore. Le piante capiscono, soffrono, provano paura, provano gioia, le piante ricordano…I risultati arriveranno, le piante vi ringrazieranno e anche voi ringrazierete loro perchè sapranno con il giusto amore, regalarvi tutte le emozioni che sono una fioritura sa dare. Se non è amore quello…

 

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