Bardana(Arctium lappa)

Bardana(Arctium lappa )
Bardana(Arctium lappa )

La Bardana, nome scientifico Arctium lappa, è un’asteracea biennale che senz’altro abbiamo spesso incontrato nelle passeggiate in campagna, si tratta di un’erba officinale biennale diffusa allo stato spontaneo in tutte le zone montane e nelle campagne, la ritroviamo soprattutto in ambienti ruderali, nelle radure boschive, ai bordi dei campi coltivati e negli incolti, lungo le siepi e gli argini dei fiumi. E’ nota anche con il nome di Bardana Maggiore.

Il portamento è cespuglioso con una radice fittonante carnosa, dall’apparato radicale si sviluppano lunghi steli erbacei la cui altezza supera anche i 2 metri ricoperti da grandi foglie cuoriformi, pelose e verdi.

Durante il periodo della fioritura sugli steli profondamente solcati alla base appaiono racemi di fiori tubulosi rosa- violaceo riuniti in racemi. I fiori sono avvolti da una simil capsula formata da particolari brattee uncinate che, a maturazione, cadono al suolo e nel momento in cui si aprono liberano dei semi grigiastri e oblunghi denominati acheni.

La Bardana nel primo anno emette le sole foglie basali, ed il secondo anno lo scapo fiorale. E’ una pianta che vanta tantissime proprietà e per questo è sfruttata, nelle radici, nelle foglie e nei semi, in campo officinale.

Arctium lappa
Bardana(Arctium lappa )

Classificazione botanica

La Arctium lappa, nome scientifico della Bardana, è una pianta biennale o perenne che appartiene alla famiglia delle Asteraceae, al genere Arctium.

Varietà di Bardana

Per questa specie è riconosciuta una sola varietà che non presente in Italia, è la Arctium lappa subsp. platylepis

Fioritura

La Bardana fiorisce in estate nel periodo compreso tra luglio e settembre Consigli per la coltivazione della Bardana (Arctium lappa)

La Arctium lappa allo stato spontaneo è a volte infestante e non presenta particolari problemi di adattamento. Preferisce il terreno umido, calcareo soffice, con pH neutro, ricco di sostanza organica e ben drenato.

Coltivazione in piena terra

Bardana(Arctium lappa )
Arctium lappa

La messa a dimora dell’ Arctium lappa può essere fatta al termine del mese di marzo o ai primi giorni di aprile, usando una normale trapiantatrice. C’è da premettere che la semina diretta non è consigliata per la scarsa reperibilità di seme e per la sua bassa capacita di germinazione che si attesta attorno al 40-50% e che costringerebbe ad utilizzarne dosi elevate rischiando di avere numerose fallanze in campo. Per la semina diretta servono generalmente 6-8 kg/ha di seme.

Il terreno va preparato lavorandolo in profondità, operazione necessaria soprattutto se non è sciolto. Se non si intende effettuare un’aratura troppo profonda, l’aratura può essere accoppiata ad una ripuntatura in grado di smuovere ed arieggiare il terreno senza ribaltamento.

Generalmente a questo segue un’estirpatura e una o due erpicature. Poco prima della semina o del trapianto si può eseguire una fresatura per affinare il terreno.

Per avere una migliore germinabilità si può trattare il seme con la tecnica della vernalizzazione, che consiste nella conservazione del materiale in frigorifero, ad una temperatura di 5°C per tre mesi.

A partire dal mese di febbraio si preparano le piantine in serra, in semenzaio o utilizzando dei dei contenitori alveolari, e distribuendo 3-4 semi per opercolo. In via indicativa con 1,5 kg di seme si possono preparare 60-80 m2 di semenzaio, idonei per un ettaro di coltura.

Per la germinazione, occorrono temperature di 20-23 °C per i primi 10-15 giorni, poi le temperature possono scendere fino a 15-18 °C. In contenitori si ottengono piantine con apparato radicale fascicolato che tende poi a diventare fittonante, componendo 2-3 rami radicali principali.

Bardana
Bardana(Arctium lappa )

Luce

Arctium lappa predilige i luoghi soleggiati, ama gli ambienti luminosi e esposti ai raggi diretti del sole.

Terriccio

Per la coltivazione della Bardana è bene orientarsi per terreni di medio impasto, tendenzialmente sciolti o tali da non osteggiare lo sviluppo della radice. I terreni compatti causano un’eccessiva ramificazione della radice, aumentando la sua fibrosità.

Possono inoltre ostacolare le operazioni di raccolta. I ristagni idrici possono causare marciumi a livello del colletto, quindi è bene optare per terreni drenanti.

Annaffiatura

La Bardana si accontenta delle acque piovane e va annaffiata solo durante la messa a dimora o nei periodi di prolungata siccità.

Moltiplicazione

L’Arctium lappa si propaga per seme. La semina si effettua in semenzaio protetto alla fine dell’inverno. La temperatura ideale per la germinazione dei semi deve essere di  20°C . Dopo circa due mesi dalla semina faranno la loro comparsa le nuove piantine e solo nel momento in cui avranno emesso la quarta fogliolina potranno essere messe a dimora definitiva

Concimazione

Prima dell’impianto occorre lavorare a fondo il terreno e arricchirlo con letame maturo. La radice di bardana assorbe ed accumula molto potassio, sotto forma di sali di carbonato e solfato, quindi nei terreni poveri di questo elemento occorre assicurarne l’apporto e la disponibilità.

Parassiti malattie

Questa pianta officinale non teme i parassiti animali né le malattie fungine. Soffre il marciume delle radici in caso il terreno non è ben drenato.

Non necessita di trattamenti e va liberata dalle erbe infestanti nel momento in cui le piante non sono ancora ben sviluppate

Tuttavia puà subire l’attacco di afidi e di alcuni parassiti: l’agente fungino Rhizoctoniasolani colonizza le porzioni basali del fusto e crea aree necrotiche fino ad attaccare le radici. L’eccessiva umidità del terreno favorisce questo agente. Si possono verificare attacchi di Pythium e Sympiezomialewisii.

In estate è possibile che la Bardana subisca l’attacco di insetti che possono defogliare la pianta, compromettendone l’attività fotosintetica e la resa.

Bardana(Arctium lappa )
Bardana(Arctium lappa )

Curiosità

La radice di Bardana è ricca di amido ed inulina, sostanze che tendono a trattenere l’umidità, pertanto è fondamentale il processo di essiccazione va effettuato con cura per scongiurare il rischio che in fase di conservazione si sviluppino muffe ed alterazioni a scapito della qualità del prodotto.

Il termine arctium deriva dal greco arktos, orso, probabilmente alludendo alla generale villosità della pinta e all’aspetto ispido degli involucri dei capolini. Lappa, deriva dal celtico lapp, che significa mano, a ricordare la caratteristica della pianta che tende ad aggrapparsi quasi come una mano agli abiti di chi le passa accanto. Un’altra versione è la derivazione dal latino lape, mucillagine, per la polpa vischiosa delle radici.

La Bardana ha vissuto vicende alterne nel corso della storia, è stata disprezzata come pianta infestante, e poi raccomandata come trattamento per una innumerevole varietà di malattie.


Gli antichi medici cinesi la consideravano un rimedio per raffreddori, influenza, infezioni faringee e polmonite; i guaritori ayurvedici della tradizione indiana la impiegavano per le analoghe motivazioni.
La badessa ed erborista medioevale Hildegard Von Bingen la usava nel trattamento dei tutmori maligni.


Nel XIV secolo, in Europa le foglie di Bardana venivano polverizzate nel vino e impiegate come trattamento per la lebbra.


Nicholas Culpeper, erborista inglese, nel XVII secolo ne raccomandava l’uso in un modo molto curioso, in caso di prolasso uterino, prescriveva di posare la Bardana in cima al capo per risollevare l’utero.


Nel corso degli anni gli erboristi europei hanno prescritto la radice di Bardana per patologie come febbre, cancro, eczema, psoriasi, acene, forfora, gotta tricofizia, infezioni cutanee, sifilide, gonorrea e problemi associati al parto.


La Bardana apparve in uno dei primi erbari stampati del medioevo, l’Herbarium Apulei, dove veniva raffigurata in tutta la grandezza delle sue foglie e definita “erba elefantina”.
I medici eclettici americani la prescrivevano per le infezioni dell’apparato urinario, diturbi renali, artrite e infezioni cutanee.

Georges de Mestral, agli inizi degli anni 1950, di ritorno da un passeggiata in campagna si accorse di avere fiori di Bardana attaccati alla giacca, incuriosito li analizzo al microscopio e scoprì gli uncini che gli diedero l’idea per realizzare il velcro, lo sfruttatissimo metodo di chiusura composto da due strisce.

Raccolta

Della Bardana si raccolgono le foglie e le radici. Le foglie vengono raccolte in primavera, vanno fatte essiccare all’aria in luoghi ombrosi e poi si conservano in sacchetti di carta.

Per raccogliere le radici occorre attendere l’autunno, quando saranno grosse e carnose.

La raccolta delle radici viene effettuata nell’autunno del 1° anno, quando la pianta, entra in riposo vegetativo. Prima si interviene attraverso una sfalciatura della parte aerea e portandola fuori dal campo. Più il terreno e compatto, più difficoltosa è l’operazione di raccolta. In ogni caso la raccolta va poi completata manualmente, raccogliendo le radici e sottoponendole ad una prima pulizia grossolana dalla terra.

Poi le radici vanno lavate, lasciate asciugare al sole per qualche ora, tagliate grossolanamente (pezzi da 5-15 cm) ed avviate all’essiccatoio.

La temperatura di essiccazione si aggira attorno ai 40-45 °C. Le rese sono le seguenti: 15-20 t/ha di prodotto corrispondono a 5-6 t/ha di radici secche con 10 – 12% di umidità.

Le foglie possono invece essere raccolte verso la fine dell’estate e successivamente fatte essiccare. In questo caso si possono avere produzioni di 20-30 t/ha di fresco e 5 t/ha di secco.

Bardana
Bardana

Tossicità uso erboristico

La Bardana ha molte proprietà, contiene sali minerali, lignina, arctiina, inulina, mucillagini, derivati di acidi di caffeina e di acido tarassinico. La parte più usata è la radice, che viene impiegata in erboristeria, dove viene venduta per la preparazione di tisane, complementi ed integratori alimentari, nel settore farmaceutico e cosmetico.

La pianta vanta un alto contenuto di olio essenziale e sali minerali, per questo è particolarmente indicata per depurare la pelle e liberarla dalle impurità.

Ma a questa pianta officinale sono riconosciute proprietà diuretiche e funzione depurative del sangue, viene usata per combattere le infezioni del fegato e delle vie biliari, vanta ha proprietà antibiotiche contro batteri gram+ e funghi patogeni e svolge un’ azione ipoglicemizzante per il suo elevato contenuto in inulina (fino al 45%), un polisaccaride di riserva contenuto nella radice che non viene assorbito dall’organismo, per questo utilizzata per rallentare la digestione dei carboidrati, ridurre l’assorbimento del glucosio e controllare condizioni di iperglicemia.

In passato veniva utilizzata come antidoto naturale contro il veleno dei serpenti.

Nella Medicina Tradizionale Cinese si impiegano soprattutto i semi e dei frutti come droga vegetale adatta a “rinfrescare” e a disperdere il vento e il calore.

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico

Linguaggio dei fiori

La Bardana nel linguaggio dei fiori assume il significato di persona riservata.

Libri sulla Bardana (Arctium lappa)

Ecco alcune letture su questa pianta officinale, solo una è in vesione italiana.

Burdock: Natural Herbal Living Magazine October 2016 Di di Stephany Hoffelt, Nina Katz , Gina Gibbons , Amanda Klenner

Riconoscere e cucinare le buone erbe. Di Adolfo Rosati

Beneficios de la bardana para la salud: La planta que debes urgentemente conocer di Apollinaire Dschoutezo

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