La siepe naturalistica secondo Rita Gusella Rossetti

Oggi ospitiamo l’intervento di Rita Gusella Rossetti, tecnico per la progettazione del verde di Mestre, che ci parla della siepe naturalistica.

Siepi Parco

Erba che pare soffice velluto, siepe che pare un muro, nessuna zona d’ombra pericolosa dove oscure presenze possano tramare contro le nostre case sicure…quindi…invadenti luci anche di notte. 


Spesso i giardini di città sono il tipico riflesso del pensiero che il verde debba essere gestibile come tende e tappeti di casa e non riservare alcuna sorpresa.

Tutte queste esigenze umane creano spazi che ci disabituano alla natura piuttosto che farci sentire a lei vicini e complici, privandoci di una dimensione essenziale al nostro benessere fisico e psicologico. La scoperta, il mistero, l’osservazione dei cambiamenti stagionali.

La siepe naturalistica prevede una regola molto semplice… riprodurre in scala quello che si vede nei boschi planiziali e cioè: albero o arbusto arborescente spogliante, ai suoi piedi un arbusto da bacca più piccolo che a sua volta ai suoi piedi avrà una pianta erbacea perenne, e poi ancora bulbose e piccoli frutti.

Questo crea una varietà di possibilità di progettazione di colori e forme pressoché infinita.

Vi inoltro un piccolo progetto di siepe naturalistica pensata per un giardino di città (puoi scaricarlo da qui, è in PDF).

Se in molti giardini condominiali usassero questa semplice regola avrebbero spazi più belli rispetto a quelli che comunemente vediamo in giro e creerebbero ripari alla piccola fauna che così riuscirebbe a spostarsi agevolmente nel contesto urbano. 

Oltre a questo in ogni “vuoto urbano” si dovrebbero piantare alberi da frutto, come suggeriva il celeberrimo Pietro Porcinai  già negli anni ’60, in modo che animali e persone possano gratuitamente servirsene.

Tale tipo di progettazione incrementa la biodiversità e se tutti i condomini si dotassero di questo tipo di progettazione, l’insieme dei giardini creerebbe dei veri e propri “corridoi ecologici” urbani, così necessari per contrastare il cambiamento climatico e per arricchire l’ecosistema. 

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