Neoporteria

Neoporteria subgibbosa
Neoporteria subgibbosa- foto di Pato NovoaCC BY 2.0

Nel meraviglioso mondo delle piante grasse spicca la Neoporteria, si tratta di un “genere” di piccoli cactus, di origine andina dove cresce ad alta quota lungo la catena delle Ande. Più che un genere a sé stante, è oggi un sottogenere delle Eriosyce. Ma lasciamo la pagina perché il nome è comunemente utilizzato dagli appassionati.

E’ caratterizzata da un fusto a forma globulare, di colore verde scuro-grigiastro, che si sviluppa fino a diventare cilindrico, con coste diritte e rilievi da cui si dipartono ciuffi di spine quasi sempre molto lunghe e morbide.

All’apice della pianta spuntano fiori solitamente multipli, che possono essere rossi, rosa o gialli, a forma di tubo con molti petali appuntiti che si incurvano all’ fuori.

La pianta non supera quasi mai i 10 -12 centimetri di diametro.Le radici, come tutte le altre piante grasse sono corte, di tipo fascicolato e spesse poco più di un capello.

La Neoporteria produce fiori grandi, margheriformi e di svariati colori che virano dal rosa sfumato al rosso acceso e che cescono sulla sommità della pianta. La corolla è composta da lunghi petali ligulati che si incurvano verso l’esterno.

Alla fioritura seguono piccoli frutti oblunghi che seccando si aprono lasciando liberi piccolissimi semi scuri germinabili. I frutti si formano solo se la pianta viene impollinata.

Classificazione botanica

Il genere Neoporteria è oggi un sottogenere delle Eriosyce della famiglia delle Cactaceae.

Principali specie

Il genere conta diverse specie, eccone alcune:

Neoporteria gerocephala

Nota anche come Neoporteria nidus, si tratta di un cactus nano originario delle Ande.

E’ caratterizzata da un piccolo fusto sferico avvolto da una groviglio di spine setolose, bianche, grigie o nere, flessibili. A Maggio, produce fiori rossi o fucsia con vistose antere gialle.

Predilige il sole indiretto, un terreno povero e tendenzialmente sabbioso. Sono necessarie regolari annaffiature da somministrare dalla primavera fino al termine dell’estate. La concimazione si esegue in primavera e in autunno. In inverno va riparata all’interno, in luogo fresco e ventilato.

Neoporteria occulta

Neoporteria occulta
Neoporteria occulta – CactiLegacyCC BY-SA 4.0

Si tratta di una varietà con fusto e spine di colore viola scuro.

E’ caratterizzata da una radice tuberosa, e da un fusto con 8-10 coste.

Produce vistosi fiori setosi con petali bianchi, gialli aranciati o rosati e frutti rossi visibili in in verno.

Ama il pieno sole o la mezz’ombra ed un terreno ben drenato. Ha bisogno di regolari annaffiature durante i mesi estivi e di concimazioni ricche in potassio (K) in estate.

Neoporteria subgibbosa

Neoporteria subgibbosa
Neoporteria subgibbosa- foto di Pato NovoaCC BY 2.0

E’ un cactus generalmente solitario, che con la crescita si sviluppa in altezza e tende ad inclinarsi nel momento in cui raggiunge lunghezze notevoli.

Sono presenti diverse varianti: il colore delle spine oscilla dal dorato al marrone scuro e anche lo spessore può differenziarsi.

Il corpo è formato da costolature simili a tubercoli, il cui colore che può variare dal verde scuro al violaceo. Le areole sono grandi e lanose di colore biancastro.

Fiorisce a fine inverno regalando fiori imbutiformi sulle tonalità del rosa e del magenta.

Fioritura

La Neoperteria generalmente fiorisce in tarda primavera. Ma ci sono specie che fioriscono anche in autunno e, in rari casi, in inverno.

Consigli per la coltivazione della Neoperteria

La Neoporteria preferisce il sole indiretto rispetto a quello diretto ed un terreno povero e tendenzialmente sabbioso. E’ molto importante evitare l’umidità, soprattutto in inverno.

Coltivazione in vaso

Si tratta di un cactus di piccole dimensioni caratterizzato da una crescita molto lenta che raramente necessita di rinvaso. Il periodo ideale per il rinvaso è la primavera. Si può scegliere un vaso in plastica o in terracotta più largo che alto.

Nel momento il cui si effettua il rinvaso, è necessario porre particolare attenzione a non traumatizzare le delicate radici e a non rompere le spine. Una volta eseguito il rinvaso, la pianta ha bisogno di adattarsi al nuovo terreno e per questo motivo va lasciata riposare 2-3 giorni senza annaffiarla.

Coltivazione in piena terra

Neoporteria subgibbosa
Neoporteria subgibbosa- foto di Pato Novoa CC BY 2.0

La Neoporteria può essere coltivata anche all’aperto, soprattutto nei giardini rocciosi.

Si deve però tenere presente che tutte le piante appartenenti al genere temono il freddo e soprattutto il gelo, quindi in inverno è opportuno ripararle in un luogo dove la temperatura non scenda al di sotto dei 5°C.

Coltivazione in terrazzo

le piante allevate in vaso possono decorare terrazzi e balconi. Anche in questo caso è fondamentale rispettare le esigenze per quel che concerne luce e temperatura. Va protetta dai raggi del sole diretti.

Temperatura

La Neoporteria è una pianta delicata: sopporta bene temperature piuttosto basse (4-7°C), ma solo se l’umidità è scarsa. E’ necessario mantenere la pianta di qualche grado sopra lo O°C. In inverno, va riparata in modo opportuno oppure ricoverata al chiuso.

Luce

La pianta ha bisogno di essere collocata in una posizione che le consenta di godere di una buona luminosità, tuttavia è meglio filtrare la luce diretta del sole evitando il sole diretto e prefendo, invece, posizioni molto luminose ma con sole filtrato, sia in serra che all’aperto.

In casa, va posta in zone luminose ma lontano dai vetri delle finestre poiché si ustiona facilmente ai raggi filtrati del sole. Anche la pianta che vive all’aperto nei giardini rocciosi o in vaso deve essere protetta dai raggi diretti del sole in particolare nelle ore più calde dell’estate e quindi la si può collocare sotto le tettoie o in luoghi dove possa ricevere ombra dagli alberi ad alto fusto.

Terriccio

La Neoporteria cresce bene in terreni poveri e molto sabbiosi e drenanti. Si deve usare un terreno standard per cactacee con, eventualmente, l’aggiunta di un po’ di sabbia.

Annaffiatura

Le annaffiature devono essere poche ma regolari. La Neoporteria teme i ristagni idrici. Le singole annaffiature devono essere abbondanti ma rade durante il periodo vegetativo (primavera ed estate). In inverno vanno invece sospese del tutto.

Moltiplicazione

Neoporteria nigrihorrida
Neoporteria nigrihorrida- foto di Stan ShebsCC BY-SA 3.0

La Neoporteria si riproduce per semina. Raramente emette polloni, ma in quei casi possono essere utilizzati come talea.

Semina

La semina si esegue in primavera spargendo i semi in un terriccio specifico precedentemente bagnato. Vanno fatti dei piccoli buchi con la punta o uno stecchetto e in ognuno si pongono 3 semi, per essere certi che almeno uno di questi dia vita ad una nuova pianta. Il semenzaio dovrà essere ricoperto con un foglio di pellicola trasparente e va messo in un luogo molto luminoso ma non esposto ai raggi diretti del sole dove la temperatura ambientale non sia inferiore si ai 21-26°C. A temperature inferiori i semi non germinano. Nel momento in cui i semi germogliano, si distanziano le piante più forti e sviluppate e si eliminano quelle meno sviluppate

Propagazione per divisione

Se la pianta produce qualche pollone basale è sufficiente separarlo dalla pianta madre e trasferirlo in un piccolo vaso. Questa riproduzione agamica si esegue sempre in primavera.

Concimazione

Durante il periodo vegetativo è necessario fornire del fertilizzante specifico per piante succulente, che va diluito all’acqua di annaffiatura.

Abbinamenti con altre piante

La Neoperteria può essere abbinata ad altre piante grasse con le medesime esigenze colturali.

Altri consigli per la cura

Si deve usare un substrato formato da terriccio di foglie e sabbia. Ha una crescita lenta, quindi non necessita di essere rinvasate spesso. La moltiplicazione avviene tramite seme, in primavera.

Per contrastare il marciume delle radici è necessario fornire un buon drenaggio all’acqua delle annaffiature e svuotare il sottovaso. Per spolverare la pianta di tanto in tanto è sufficiente trattarla con il getto del fono mantenendosi a circa 20 cm di distanza. In alternativa la si può spennellare con un pennello morbido.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Tutte le specie di Neoperteria temono il marciume radicale provocato dai ristagni idrici nel terreno o nel sottovaso.

La pianta può inoltre subire l’attacco del Ragnetto rosso, un piccolo acaro che soffoca la pianta con le sue sottili ragnatele e che si presenta quando l’ambiente è eccessivamente secco. La Neoperteria soffre anche gli attacchi della cocciniglia che si palesa con ammassi biancastri tra le costolature e sulle spine della pianta.

Curiosità

Questa pianta è largamente apprezzata per i suoi fiori, molto belli ed ornamentali, che spiccano per le colorazioni sgargianti.

Non è considerato un genere autonomo: prima lo si considerava parte degli Echinocactus, adesso è stato fatto rientrare nel genere Eriosyce.

La Neoporteria chiamata anche Neoportria, porta il nome suo nome deriva da quello di Carlos E. Porter, il fondatore del giornale cileno di Storia naturale, il primo presidente della Società cilena di Entomologia e tra i tanti prestigiosi riconoscimenti anche membro onorario a vita della Facoltà internazionale di Scienze di Londra.

Tossicità  e/o uso erboristico

Questa pianta non è tossica né per l’uomo né per gli animali.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei fiori

Per comprendere il significato della Neoporteria è necessario rifarsi a quello dei cactus in generale, che rappresentano la resistenza alle avversità.

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  1. Ho 2 di queste piante,sono davvero belle,cominciano a fiorire alla fine di gennaio..chiaramente sono una appasionata di cactus!!!!

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