Coltivazione Indoor: da dove iniziare?

Coltivazione Indoor

Avete voglia di avviare una piccola coltivazione indoor dove poter curare le vostre piante preferite, ma non sapete da che parte iniziare?

Niente paura! Ecco una guida base – semplice ma approfondita – per imparare a gestire correttamente un giardino o un orto indoor e crescere piante ornamentali rigogliose o frutti prelibati per la vostra tavola.

Tra i vantaggi della coltivazione indoor c’è sicuramente l’opportunità di coltivare qualsiasi prodotto, indipendentemente dal luogo originario della pianta, perché al chiuso – con le apposite attrezzature – è possibile ricreare le condizioni ideali per avviare una coltivazione di qualsiasi tipo.

La guida base che abbiamo preparato illustra i principi chiave, le attrezzature fondamentali e i passi necessari per poter allestire una piccola coltivazione indoor in casa o in un ambiente chiuso dedicato, come un box, un garage o una piccola struttura di legno.

Generalmente chi decide di coltivare le piante in modo tradizionale, in casa o all’aperto, acquista una pianta adulta, già cresciuta dal vivaio, e ne continua lo sviluppo.

Una delle fasi più interessanti, affascinanti e coinvolgenti della coltivazione indoor (qui un’altra guida di approfondimento di Idroponica.it per coltivare al chiuso) – per i grandi ma anche per i più piccoli – è proprio nella fase di germinazione, quando si inizia appunto dai semi.

Senza dimenticare che coltivare una pianta partendo dal seme non è solo appassionante, ma anche piuttosto semplice. Basterà seguire, infatti, pochi e semplici accorgimenti.

Fasi di crescita delle piante partendo dal seme

Quando coltiviamo in casa, in giardino o sul balcone, solitamente – anche nei casi in cui partiamo dal seme – non pensiamo che la pianta possa avere esigenze particolari e specifiche a seconda della fase di crescita che attraversa. Inseriamo un seme all’interno di un panetto di terra e mettiamo tutto in un vaso.

Semplice, no? In realtà occorre tener presente – per evitare errori e quindi brutte sorprese – che tutte le piante hanno bisogni diversi a seconda della fase specifica di crescita e sviluppo che stanno attraversando.

Il seme si presenta come un piccolo guscio, che contiene il nutrimento indispensabile per formare le radici, sostenere il fusto e proteggere la struttura della pianta, la quale si svilupperà grazie alle nostre cure.

Per crescere e trasformarsi in pianta, i semi hanno bisogno di condizioni particolari, soprattutto di calore e umidità; al contrario, lasciandoli in un luogo asciutto e fresco, non riusciranno a schiudersi e a crescere. Tuttavia, i semi – anche trovandosi in luoghi non idonei al loro sviluppo – rimangono in vita per anni, anche se diminuiranno le loro possibilità di germinare.

La germinazione

Il fenomeno della germinazione si verifica quando il seme si attiva ed esce dal suo guscio. Affinché questo accada e dia inizio al processo è necessario che si verifichino due condizioni particolari:

  • la presenza dell’acqua, che dovrà essere assorbita dal seme per idratarsi e innescare il processo di crescita;
  • la presenza di calore; anche se ogni tipologia di pianta richiede una temperatura specifica per poter germogliare e svilupparsi correttamente, in linea generale il seme ha bisogno di caldo e umidità.

La maggior parte delle piante – come gli ortaggi comunemente coltivati o le piante aromatiche – necessita di pochi giorni per germogliare, ma ce ne sono alcune che richiedono, invece, diverse settimane.

Ma non è tutto, perché – affinché si attivi il processo di germinazione – è necessario seguire alcune semplici ma importantissime regole. Ad esempio, piantare i semi troppo in profondità potrebbe essere un ostacolo allo sviluppo del seme.

Nella maggior parte dei casi, è sufficiente coprire leggermente il seme con un sottile strato di terreno (o substrato alternativo), mentre in altri casi è possibile sistemarlo proprio sopra il terreno; questo varia da pianta a pianta ed è opportuno leggere attentamente le istruzioni riportate sulle confezioni dei semi.

L’importante è che i semi siano di alta qualità, meglio se biologici e non OGM, in modo da essere sicuri della loro riuscita.

Tra i fattori da considerare per una corretta germinazione – così come per le altre importanti fasi dello sviluppo e della crescita delle piante – c’è naturalmente l’acqua, elemento essenziale in ogni fase che va dosato e gestito. Una carenza d’acqua tenderà a far seccare il seme, troppa acqua – al contrario – lo annegherà rendendolo di fatto inattivo.

Quando il seme inizia a germogliare, attinge il nutrimento dal suo involucro e poi inizia a sviluppare le radici che tenderanno pian piano ad inserirsi nel terreno sottostante, dove cresceranno ulteriormente.

La fase di sviluppo

Nel momento in cui la piantina ha sviluppato le sue radici verso il basso per assorbire i nutrienti del suolo (o dalla soluzione nutritiva, nel caso in cui si decida di coltivare indoor con sistemi idroponici), ha bisogno di far crescere e sviluppare le sue foglie in modo da poter catturare la luce e produrre così l’energia di cui ha bisogno.

Durante la fase di crescita, le piante sviluppano tutte le parti della loro struttura: gambo, rami e foglie si allungano per raggiungere le aree più luminose.

In questa fase hanno bisogno di azoto (indicato con la lettera N sulle etichette delle confezioni dei prodotti) per produrre clorofilla, che permette alla pianta di assorbire energia dalla luce.

L’importanza delle radici

Le radici, nascoste dallo strato di terreno o di substrato, sono fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la salute della pianta. Assorbono l’aria, l’acqua e i nutrienti e li trasportano alle foglie per la fotosintesi (che è il fenomeno grazie al quale producono la loro energia per crescere).

Se le radici non dispongono di uno spazio adeguato per svilupparsi, la pianta tenderà a limitare la sua crescita e non riuscirà a raggiungere dimensioni ampie.

Ma come è possibile accorgersi se la nostra pianta ha bisogno di ulteriore spazio per crescere?

Se all’inizio si sviluppa correttamente e poi inizia a dare segni di malattia, potrebbe valer la pena travasare la pianta in un contenitore più ampio, per fornire alle radici uno spazio maggiore.

D’altro canto, anche un contenitore troppo grande potrebbe creare problemi, perché un vaso troppo grande – nel momento in cui viene innaffiato – comporta una quantità eccessiva di acqua (o di soluzione nutritiva composta sia da acqua che da nutrimenti) che le radici non riuscirebbero ad assorbire.

Capire le piante attraverso le foglie

Le foglie rappresentano una parte fondamentale, perché convertono la luce in energia utilizzabile e ci raccontano molto dello stato di salute della pianta.

Ad esempio, se le foglie diventano gialle, potrebbero aver bisogno di meno acqua o di una quantità maggiore di nutrienti. È consigliabile provare a erogare una quantità minore di acqua e se le foglie continuano ad ingiallire è opportuno aumentare la quantità di nutrienti.

Anche se le foglie diventano rigide o marroni, potrebbero aver bisogno di una maggiore quantità di acqua. Il terreno dovrebbe essere sempre sufficientemente umido e per controllare i livelli di umidità, è possibile utilizzare un termoigrometro, in modo da avere la situazione sotto controllo.

In linea generale, i fattori fondamentali per la salute e la crescita delle piante sono luce, acqua, aria, temperatura, umidità, suolo (o substrato) e sostanze nutritive.

La luce

Le piante impiegano la luce (nel caso della coltivazione indoor si parla della luce emessa dalle lampade a neon o led) per trasformare l’acqua, l’anidride carbonica e le sostanze nutritive in nutrimento utile durante il processo di fotosintesi clorofilliana. Quando c’è carenza di luce, la produzione dei nutrimenti rallenta e questo potrebbe comportare delle carenze importanti per lo sviluppo corretto della pianta. La luce incide sul processo di fontosintesie naturalmente influenza il ritmo di crescita.

Manipolando la quantità di luce fornita alla coltivazione indoor è possibile garantire uno sviluppo sano delle piante, ma è importante regolarla correttamente a seconda del periodo di crescita. Ad esempio, alcune piante hanno bisogno di luce diretta, per altre è sufficiente la luce indiretta, altre ancora riescono a crescere bene anche con una quantità minima di luce.

Nella coltivazione indoor, non essendoci la luce del sole, è necessario ricorrere alle apposite lampade progettate per produrre le specifiche lunghezze d’onda fondamentali per la crescita. È comunque importante ricordarsi di osservare le foglie per capire se la quantità di luce è sufficiente o meno.

L’acqua

Anche l’acqua – proprio come la luce – è un fattore fondamentale per poter alimentare il processo di fotosintesi clorofilliana. Per le piante coltivate al chiuso, in suolo, l’acqua è essenziale per consentire alle radici di trarre le sostanze nutritive dal terreno; mentre per quelle coltivate al chiuso con sistemi idroponici l’acqua di irrigazione è fondamentale perché veicola anche le sostanze nutritive disciolte.

Ma come e quanto annaffiare? Non esiste una regola unica per tutti, per questo è importante imparare ad osservare il terreno (o substrato) per capire se necessita di acqua o se invece quella erogata è fin troppa.

Se lo strato è ancora bagnato, non è necessario annaffiare ancora, perché l’acqua – una volta fornita – deve poter drenare sul fondo in modo da non stagnare. L’acqua stagnante porterebbe allo sviluppo di muffe oppure annegherebbe le radici della pianta, che hanno bisogno anche di aria per potersi sviluppare.

Tra le varie tipologie di sistemi di irrigazione troviamo due macro categorie: i sistemi che erogano dal basso e quelli che innaffiano dall’alto. Molto dipende dallo spazio a disposizione, dal tipo di pianta ma anche dalle preferenze personali.

In linea generale, l’irrigazione dal fondo è raccomandabile quando le radici delle piante sono particolarmente grandi.

Un altro aspetto importante da considerare è il drenaggio dell’acqua per evitare che ci siano ristagni pericolosi: è sufficiente prevedere – alla base della coltivazione e prima di disporre il terriccio o il substrato – uno strato di argilla espansa, che favorirà il deflusso corretto dell’acqua.

Se si decide di coltivare gli ortaggi, è consigliabile iniziare quando il terreno è bello asciutto, per poi irrigarlo successivamente con regolarità.

piantine in vaso con coltivazione indoor

Circolazione d’Aria

L’aria è fondamentale per garantire la salute delle piante. La corretta circolazione dell’aria, infatti, evita le muffe e l’insorgenza di malattie pericolose, inoltre aiuta l’acqua ad evaporare più velocemente, fattore fondamentale per l’indoor soprattutto se si decide di coltivare ortaggi.

Per garantire la giusta ventilazione potrebbe valer la pena inserire nella coltivazione indoor un ventilatore, ma non è detto sia necessario: se il terreno impiega tante ore per asciugarsi, è necessario migliorare il flusso d’aria e far asciugare le piante in tempi più brevi.

Per garantire un corretto flusso dell’aria è preferibile scegliere un ambiente di coltivazione che abbia una finestra o un’apertura, da utilizzare soprattutto durante i periodi più caldi per ottenere un corretto ricircolo.

La temperatura

La temperatura ideale è fondamentale per garantire alle piante il giusto livello di crescita: se troppo elevata o troppo bassa le piante potrebbero rallentare il loro sviluppo o inibire il processo di fotosintesi, che porta al progressivo avvizzimento della pianta.

In linea generale, la temperatura ottimale da raggiungere è quella in cui vivono bene e in salute la maggior parte delle piante, ovvero nell’intervallo che oscilla tra i 20 e i 26 gradi centrigradi.

Oltre alla temperatura dell’ambiente, è importante controllare anche quella dell’acqua di irrigazione, che dovrebbe essere sempre a temperatura ambiente in modo da non provocare alle piante uno shock termico.

Sistemare le piante vicino ad una fonte di calore è una modalità per garantire all’ambiente una temperatura adatta alla crescita, tuttavia il pericolo è che – specie in alcuni periodi – possa alzarsi troppo.

Per capire se la temperatura è eccessiva, basta controllare sistematicamente il terreno o il substrato: se dopo l’innaffiatura il terreno tende ad asciugarsi in poco tempo, vuol dire che la temperatura dell’ambiente è troppo alta e occorrerà regolare il radiatore diminuendo i gradi. In ogni caso, è possibile ricorrere ad un termometro in modo da non correre rischi e avere un riferimento preciso.

Umidità

La giusta umidità è un altro dei fattori importanti per la sopravvivenza e la salute delle piante. L’aria troppo secca, infatti, inaridisce le radici e impedisce loro di assorbire correttamente le sostanze nutritive.

Ricordiamo che – in linea generale – le piante coltivarte al chiuso raggiungono il loro meglio con un tasso di umidità del 40%.

Per aumentare l’umidità all’interno di una coltivazione indoor – qualora questa sia al di sotto dei livelli consigliati – è possibile ricorrere ad una serie di tecniche molto semplici:

  • avvicinare le piante tra loro in modo da creare un microclima nella zona circostante e aumentare così i livelli di umidità;
  • poggiare le piante sopra ad un vassoio piatto e largo riempito con dei ciottoli di ghiaia bagnati con una piccola quantità di acqua: questa favorirà l’aumento del tasso di umidità;
  • spruzzare con un nebulizzatore dell’acqua sopra alle foglie, stando attenti a non esagerare;
  • la soluzione più semplice e sicura è ricorrere ad un umidificatore, che garantisce un aumento controllato del tasso di umidità.

Al contrario, qualora i livelli di umidità dovessero superare il 60%, è necessario abbassarli per non incorrere in muffe e funghi pericolosi. Per farlo, è importante aumentare il flusso d’aria ricorrendo – ad esempio – ad un ventilatore o all’apertura più frequente delle finestre.

Ricordiamo comunque che molto dipende dalla tipologia di pianta che si desidera coltivare, perché ogni specie ha delle esigenze specifiche.

Suolo o substrato

Il suolo – o un substrato alternativo – è un altro degli elementi essenziali per la coltivazione delle piante indoor, perché è qui che svilupperanno le loro radici ed è proprio questo fattore che garantirà loro la possibilità di reggersi in piedi e crescere verso l’alto.

Sostanze nutritive

Proprio come tutti gli altri esseri viventi, anche le piante hanno bisogno di sostanze nutritive fondamentali per la fotosintesi e per sviluppare radici forti. Sarà importante gestire correttamente il nutrimento equilibrando correttamente i livelli di azoto, potassio e fosforo a seconda delle differenti fasi di crescita.

Terreno e fertilizzanti

Il terreno contiene sostanze nutritive, materia organica, acqua, aria e perfino organismi viventi, come batteri o funghi, fondamentali per poter garantire la salute e la crescita delle piante. Il miglior terreno è il terriccio biologico, perché è meno soggetto al rischio di parassiti e malattie.

Se, invece, si desidera coltivare senza terreno, è possibile ricorrere all’idroponica (oppure all’aeroponica, che sebbene offra risultati migliori e in tempi più brevi è un sistema più impegnativo) che prevede l’impiego di substrati vegetali di vario tipo, come fibra di cocco, oppure miscele di perlite, sabbia e argilla. In questo caso, però, poiché il substrato è privo di sostanze nutritive – a differenza del terreno – sarà poi importante fornire alla pianta una soluzione a base di acqua e sostanze nutritive per garantire alla pianta una corretta nutrizione.

In entrambi i casi occorrerà ricorrere ai fertilizzanti (anche biologici), una concentrazione di sostanze in grado di integrare e potenziare il nutrimento di cui le piante hanno bisogno per svilupparsi.

Come anticipato sopra, le piante hanno bisogno di integrare soprattutto azoto, fosforo e potassio, ma la loro combinazione e il loro equilibrio dipende sia dalla tipologia di pianta, sia dalla fase di crescita in cui si trovano. Per essere sicuri del dosaggio e dalla miscela ideale da fornire, è opportuno leggere sempre le indicazioni riportate sulla confezione.

coltivazione indoor

Strumenti indispensabili per coltivare indoor: consigli pratici

Gli strumenti fondamentali per avviare una coltivazione indoor variano a seconda della tipologia di tecnica che si sceglie: in terra, in idroponica o aeroponica.

Tuttavia, è possibile affermare che esistono degli accessori indispensabili indipendentemente dalla tecnica prescelta o dal tipo di pianta selezionato.

Per poter partire dai semi e piantarli affinché avvenga il processo di germinazione è fondamentale avere una piccola serra, dei cubi di lana di roccia (1 per ogni seme che si vuole germinare), uno stimolatore di radici (un prodotto che serve a velocizzare la crescita delle radici e a rafforzarle).

Serviranno poi delle luci a neon, delle lampadine a led e una resistenza scaldante per creare l’ambiente ideale per favorire la germinazione.

Per chi fosse alle prime armi – o ancora non fosse sicuro di acquistare i componenti separati – sono in commercio dei kit di germinazione già completi e pronti all’uso per poter iniziare con successo una coltivazione indoor ( vedi ad esempio Stewart Garden Propagator o Ghirlanda Gal16).

Per le fasi successive di sviluppo della pianta, sarà poi necessario disporre di un kit di illuminazione indoor composto da lampadine, alimentatore, porta lampade e timer per la programmazione degli impianti.

Naturalmente, come per ogni coltivazione, occorreranno dei vasi, del terriccio/substrato, in misuratore del ph, un correttore del ph e nutrimenti, sia per la fase di crescita che per quello della fioritura.

Sarà poi molto ultile, come anticipato sopra, un termometro-igrometro, che misuri quindi sia la temperatura che il tasso di umidità, un umidificatore e un ventilatore per regolare l’umidità e gestire la ventilazione.

Chi decidesse di coltivare al chiuso, ma non dispone di un’intera stanza da dedicare alle piante può acquistare una grow box e partire da li (Puoi vedere delle Grow Box complete cliccando qui).

Se si opta per la coltivazione indoor con la tecnica dell’idroponica, sarà indispensabile acquistare dell’argilla espansa e uno dei sistemi idroponici presenti in commercio. Esitono tante tipologie e modelli diversi, ma tra tutti quelli disponibili – soprattutto per chi inizia – è consigliabile optare per il sistema Atami, automatizzato, semplice da gestire e rapido da avviare.

La coltivazione indoor di base in semplici passaggi: dalla A alla Z

Qui di seguito forniamo le indicazioni di base per avviare una coltivazione indoor, tuttavia è necessario considerare che ogni pianta ha le sue esigenze e alcune delle indicazioni potrebbero variare leggermente.

Il processo di germinazione passo passo

Il primo passo da compiere – come visto sopra – è allestire l’area di germinazione e predisporre tutto l’occorrente. Bisogna innanzi tutto preparare una soluzione di 2,5 litri di acqua unita a 10 millilitri di stimolatore di radici e lasciare in ammollo nel liquido preparato i cubi di lana di roccia, per almeno 24 ore. Questo servirà ad abbassare il ph dei cubi, che tende per natura ad alzarsi.

Trascorse le 24 ore, occorre strizzare delicatamente tutti i cubi per eliminare l’acqua in eccesso e poi provvedere all’allestimento: prevedere un solo seme per ogni cubo sistemandolo nell’apposito buco presente sulla superficie, ad una profondità di circa ½ centimetro.

Una volta preparati tutti i cubi, occorre inserirli nella serretta, che dovrà avere una temperatura di circa 25 gradi centigradi e un tasso di umidità di circa l’80% (il livello di umidità dovrà scendere nelle fasi di sviluppo e fioritura).

A questo punto non resta che avvicinare alla piccola serra la lampada a neon e tenerla accesa per 24 ore al giorno fino a quando i semi non iniziano a germinare. Una volta spuntate le piantine, sarà necessario trasferirle dalla piccola serra alla coltivazione indoor vera e propria. Sarà, quindi, indispensabile avere vasi e terriccio/substrato, che dovrà essere pulito, privo di parassiti e possibilmente biologico.

Sistemare le piantine appena nate nella coltivazione indoor

La prima cosa da fare è versare il terriccio nei vasi, fare un buco al centro e sistemare in ogni vaso un seme germogliato con tutto il suo cubo di lana di roccia, a circa mezzo centrimetro di profondità nel terreno.

Qualora si opti per la coltivazione idroponica, occorrerà allestire il sistema idroponico: bisognerà predisporre la vasca inferiore, inserire la pompa all’interno della vasca, alloggiare la vasca superiore, mettere i vasi all’interno della vasca superiore, collegare la pompa e il tubo principale, riempire i vasi con dell’argilla espansa, collegare quindi la pompa al timer e alla corrente, quindi riempire il serbatoio di acqua e nutrimenti.

A questo punto, basterà sistemare i cubi di lana di roccia con i germogli appena nati all’interno dei vasi pieni di argilla e predisporre i gocciolatori in modo che possano irrigare correttamente i cubi di rockwool.

Allestire l’impianto di illuminazione

Fatto questo, bisogna provvedere l’allestimento dell’impianto di illuminazione. Le lampade più utilizzate per la coltivazione indoor sono quelle da 1000 W, 600 W e 400 W, la cui scelta dipende dalla grandenzza dell’area o della grow box. Naturalmente più lo spazio è ampio, maggiore è il wattaggio e la potenza che la lampada dovrà avere per poter garantire un’illuminazione uniforme e sufficiente.

Solo per fare un esempio, le lampade da 1000 watt sono ideali per le grow box da 1,2-1,5 metri, quelle da 600 watt per le grow box da 1-1/2 metri, mentre quelle di wattaggio inferiore si adattano bene per le micro grow box da 75 cm-1 metro.

Oltre al wattaggio, occorre fare attenzione anche alla distanza tra luci e piante per evitare di bruciare le foglie!

Per avere un’idea generale basta sapere che una lampada da 400 watt installata in alto, sul soffitto, dovrebbe trovarsi ad una distanza di circa 40-60 centimetri dalle foglie più alte, mentre una lampada da 600 watt dovrebbe essere installata a circa 60-80 centimetri.

Per avere la possibilità di cambiare facilmente la disposizione dei singoli elementi all’interno della grow box o della grow room, è opportuno prevedere dei contenitori mobili per le piante dotati di rotelle in modo che possano essere spostati e collocati diversamente a seconda delle esigenze.

Vediamo a questo punto come impostare il timer per l’illuminazione automatica. Nella fase di crescita delle piante è necessario attivare l’impianto di illuminazione per circa 18 ore al giorno, mentre si andrà a diminuire a 12 ore nelle fasi successive. Ricordiamo, però, che molto dipende dal tipo di pianta, pertanto occorrerà informarsi precedentemente presso il grow shop cui vi rivolgerete per l’acquisto dei semi.

La temperatura e l’umidità all’interno di una coltivazione al chiuso

Proprio come per l’illuminazione, anche la temperatura è un fattore fondamentale indipendentemente dal fatto che scegliamo di coltivare indoor in terra o in idroponica.

La temperatura ideale per lo sviluppo della pianta dovrebbe essere compresa tra i 21 e i 28 gradi e per essere certi di questo è necessario misurarla con un termometro-igrometro, che potrà monitorare anche l’umidità.

Qualora la temperatura forsse troppo alta, è possibile ricorrere ad un estrattore d’aria, in grado di aspirare l’aria calda presente all’interno dell’ambiente di coltivazione e portarla all’esterno, in modo da ripristinare le condizioni climatiche ideali.

Se, al contrario, la temperatura dovesse scendere troppo, è possibile impiegare una stufa elettrica dotata di termostato, che potrà entrare in funzione automaticamente nel momento in cui la temperatura dovesse scendere al di sotto del limite stabilito e impostato.

L’umidità è un altro elemento fondamentale per garantire un ambiente ideale per le piante indoor. Il tasso di umidità dovrebbe oscillare tra il 50 e il 60%. Se dovesse aumentare, è possibile – come indicato anche per le temperature troppo alte – ricorrere ad un aspiratore d’aria, che estraendo aria calda permette anche un abbassamento dell’umidità.

Se, al contrario, il tasso di umidità fosse troppo basso è possibile ricorrere ad un umidificatore adatto alle grow room, che crea vapore acqueo e aumenta l’umidità.

Per capire quale tipologia di aspiratore occorre acquistare, è fondamentale prima di tutto conoscere la portata necessaria. Per avere questo dato basta moltiplicare il volume della grow room (altezza X larghezza X profondità) per 75. Conoscendo la portata è possibile selezionare l’aspiratore più idoneo.

Qualità dell’acqua e ph in una coltivazione indoor

A questo punto non resta che controllare la qualità dell’acqua, i cui parametri da controllare sono tre: ph, conducibilità elettrica (EC) e temperatura. Da questi tre fattori dipende l’assorbimento delle sostanze nutritive fondamentali per la crescita e lo sviluppo delle piante.

Per controllare il ph è raccomandabile acquistare un apposito misuratore e verificare che si trovi nell’intervallo compreso tra 6,3 e 6,8 ph.

Nel caso in cui la soluzione dovesse risultare eccessivamente acida, potrà essere corretta con il ph+, un prodotto ad hoc a base di potassio carbonato per aumentare il ph delle soluzioni.

Se al contrario dovesse essere troppo basica, sarà importante ricorrere al ph-, un prodotto a base di acido fosforico fondamentale per ristabilizzarlo.

A questo punto, avete tutti gli strumenti per poter iniziare la coltivazione delle vostre piante indoor, ma è opportuno ricordare che ogni pianta ha delle esigenze specifiche, pertanto – a seconda della varietà che sceglierete di coltivare – sarà opportuno approfondire in maniera dettagliata le caratteristiche, le esigenze e le particolarità della varietà selezionata.

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