Brunsvigia

Brunsvigia bosmaniae
Brunsvigia bosmaniae-foto di Rachel SaundersCC BY-SA 3.0

La Brunsvigia è un’erbacea perenne, decidua, bulbosa, originaria dell’Africa sud-orientale e meridionale, dalla Tanzania alle Province del Capo del Sudafrica dove cresce in zone semi-aride ed in affioramenti rocciosi.

Si tratta di bulbi a crescita prevalentemente invernale e a dormienza estiva, che fioriscono generalmente a partire dall’inizio dell’autunno.

La maggior parte delle specie è caratterizzata da bulbi sotterranei che arrivano a misurare un diametro di un massimo di 20 cm.

Presenta foglie annuali che possono essere larghe o oblunghe.

Il numero delle foglie è generalmente di circa 4 per bulbo, ma varia in base alla specie: in alcune specie come la Brunsvigia radula, la comptonii e la namaquana, si contano solo un paio di foglie mentre la Brunsvigia josephinae ne produce fino a 20.

Le infiorescenze rappresentano il motivo principale che fa apprezzare queste succulente. Sono perfettamente sferiche, a ombrello e si sviluppano su uno stelo allungato.

I fiori sono a forma di imbuto e regalano colori brillanti: scarlatto, rosa, rosso. I fiori contano sei petali, fusi insieme alla base, sono profumati e melliferi. Attirano soprattutto falene, farfalle e piccoli uccelli solari. Dai fiori si formano i frutti, piccole capsule che contengono numerosi piccoli semi non dormienti.

Classificazione botanica

La Brunsvigia è un genere della famiglia delle Amaryllidaceae.

Principali specie

Il genere conta circa 20 specie, eccone alcune.

Brunsvigia josephinae

Brunsvigia josephinae
Brunsvigia josephinae-foto di Rachel SaundersCC BY-SA 3.0

Si tratta di una delle specie più appariscenti, a fine estate produce spettacolari capolini di 20 o più fiori di colore rosso rosato brillante che vengono portati su steli alti fino a 1,5 metri. I fiori sono di lunga durata. Gli enormi bulbi preferiscono crescere in cima al terreno o sul colletto appena sopra il livello del suolo. Questa pianta è ideale per i contenitori e le zone asciutte.

Brunsvigia grandiflora

Una specie che produce da 30 a 60 fiori di colore rosa che presentano una striscia scura su ogni petalo. È caratterizzata da spighe alte fino a 70 cm e fiorisce da gennaio a marzo.

Brunsvigia litoralis

Brunsvigia littoralis
Brunsvigia littoralis-foto di Erick Lux CC BY-NC-SA 2.0

Questa specie produce fino a 20-30 fiori rosso ruggine per ogni stelo che misura un’altezza di 1 metro. È piuttosto rara e simile a Brunsvigia josephinae ma con bulbi grandi la metà.

Brunsvigia gregaria

Brunsvigia gregaria
Brunsvigia gregaria- foto di Christiaan ViljoenCC BY 4.0

Si tratta di una delle specie più facili da coltivare e da far fiorire. Produce fiori rosso-rosa di varie tonalità che compaiono a fine estate. Le attraenti foglie glabre e prostrate sono la copertura ideale per i fiori quando vengono coltivati in vaso.

Brunsvigia bosmaniae

Brunsvigia bosmaniae
Brunsvigia bosmaniae-desertnaturalistCC BY 4.0

Può raggiungere i 20 cm di altezza ed è caratterizzata da 6 o 8 foglie di colore verde scuro, oblunghe, schiacciate al suolo, con margini rossi. I fiori sono da 20 a 70, di colore rosa pallido o intenso. Fiorisce da marzo a maggio.

Brunsvigia comptonii

Cresce fino a 12 cm e presenta fiori di colore rosa chiaro o intenso con venature scure e svasate verso l’alto.

Brunsvigia elandsmontana

Si tratta di una specie compatta che cresce fino a 20 cm di altezza. I bulbi hanno un diametro di circa 4 cm e conta 4-6 foglie di colore verde scuro. I fiori, da 6 a 18, di colore rosa brillante, e sono riuniti in un capolino compatto. Fiorisce da marzo a maggio.

Brunsvigia gariepensis

Si tratta di una una rara specie nana originaria delle montagne lungo il fiume Orange, vicino a Pela e Pofadder, nella Provincia del Capo settentrionale.

Fioritura

La Brunsvigia fiorisce generalmente in inverno, da gennaio a marzo regalando bellissimi fiori imbutiformi ma ci sono anche specie che fioriscono in primavera -estate. La fioritura avviene solo negli esemplari maturi.

Dopo la fioritura e in caso di impollinazione, i grossi capolini si staccano dal bulbo e spargono i semi dai baccelli cartacei.
Durante il periodo di fioritura nel loro habitat naturale, queste piante creano un paesaggio spettacolare fatto di colorate colonie fiorite che si estendono a perdita d’occhio.

Consigli per la coltivazione della Brunsvigia

 Brunsvigia bosmaniae
Brunsvigia bosmaniae-foto di Hendrik van ZijlCC BY-SA 4.0

La Brunsvigia ha esigenze colturali simili ai cactus, richiede quindi poca acqua

Coltivazione in vaso

È un’ottima pianta da contenitore e può essere coltivata in vasi piuttosto profondi, visto che le radici vanno in profondità (scegliete vasi alti almeno 40/50 cm).

La coltivazione in vaso si rivela utile soprattutto nei climi più freddi o dove lo spazio è limitato. Il vaso va riempito in un mix di terriccio, pomice e corteccia compostata.

Coltivazione in piena terra

È bene scegliere una posizione del giardino che garantisca alla pianta le adeguate ore di sole. Il terreno deve essere ben drenato.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso possono decorare terrazzi e balconi

Temperatura

Riesce a sopportare anche qualche grado sotto lo zero ma è necessario garantire un terreno ben drenato ed asciutto.

Luce

Ama una posizione in pieno sole, in un luogo che resti asciutto.

Terriccio

Si adatta ad una grande varietà di terreni ma preferisce quelli porosi, a pH leggermente acidi e ben drenati.

Annaffiatura

Durante la stagione di crescita, dall’autunno alla primavera, è necessario somministrare le adeguate irrigazioni. Va poi concesso un periodo di riposo, quando la pianta entra in dormienza, nascondendosi al sicuro sottoterra .

Moltiplicazione

La propagazione può essere fatta per divisione dei bulbi.

Concimazione

Non ha bisogno di frequenti concimazioni, è sufficiente diluire annualmente concime con l’acqua delle annaffiature.

Potatura

La Brunsvigia non richiede potature.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Il marciume radicale è sicuramente il nemico più temibile di questa pianta, scongiurabile con l’adeguato drenaggio.

Curiosità

Il nome Brunsvigia è stato pubblicato per la prima volta nel 1755 da Lorenz Heisters (1683-1758), un botanico e professore di medicina all’Università di Helmstädt.

Il genere prende il nome dalla Casa di Braunschweig, in particolare in onore del Duca di Brunswick che promosse lo studio delle piante.

Nella tradizione popolare, i bulbi di Brunsvigia venivano utilizzati per aumentare la precisione dei lanci dei dadi nelle previsioni.

Esiste un ibrido intergenetico x Amarygia, incrocio tra tra Amaryllis belladonna e Brunsvigia.

Tossicità e/o uso erboristico

Come tutte le Amaryllidaceae la Brunsvigia è ricca di alcaloidi che possono essere estremamente tossici. Gli infusi dei bulbi sono usati a scopo medicinale.


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

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