Albero dei Fazzoletti (Davidia involucrata )

Davidia involucrata

La natura riesce sempre a stupire e ad incantare. E a volte basta davvero poco per assistere a spettacoli uasi commoventi. Tipo stare sotto un albero di Davidia involucrata, ad esempio.

La  Davidia involucrata è nota anche come Albero dei Fazzoletti, lo spettacolo lo regala quando i suoi petali bianchi cadono a terra, con una leggiadria tale che ricordano tanti fazzoletti bianchi.

É una pianta decidua ad alto fusto originaria del sud della Cina; ha grandi foglie lunghe circa 10-20 cm e larghe 7-15 cm a forma di cuore con  margine seghettato e nella pagina superiore sono verde brillante e in quella inferiore vede più chiaro. Per i meno esperti a prima vista può essere confusa con la foglia del Tiglio.

La sua altezza può raggiungere i  20 metri, il  portamento è espanso e, negli esemplari più vecchi, i rami della larga possono essere ricadenti, fino ad arrivare a sfiorare terra.

La sua fioritura  è molto generosa, tanto che la pianta assume un colore bianco verdastro che la fa distinguere anche da lontano. Seppur i  veri fiori sono piccoli e insignificanti il  calice che li porta è formato da due brattee in posizione opposta. La brattea di dimensioni maggiori riproduce esattamente ogni dettaglio delle foglie tranne il colore che è bianco.

La fioritura è generosa e meravigliosa, ma la vera magia della Davidia è nella sfioritura. Le brattee nel momento del loro massimo turgore cadono a terra delicatamente con intervalli regolari. Un tappeto bianco si forma così alla base della pianta.

Le bellissime brattee bianche assorbono raggi UV e attraggono insetti impollinatori. Inoltre, rivolte verso il basso, proteggono il polline da piogge violente. La funzione “seduttiva” delle brattee è una delle tante strategie attuate dai vegetali per la sopravvivenza.

I frutti sono delle noci molto dure di colore grigio-bruno e tendono a raggrinzirsi. Ogni frutto contiene mediamente 4-6 semi e matura a Settembre-Ottobre.

Le radici sono carnose, massicce fittonanti  e, anche se presentano poche diramazioni , ancorano saldamente la pianta al suolo, rendendo complessi i trapianti di piante adulte e ben radicate.

La corteccia è grigia e sia nel tronco che nei rami più vecchi tende a fessurarsi.

La Davidia involucrata è perfetta per il  giardino per la sua rusticità ma solo per chi ha la pazienza di attendere, la fioritura avviene solo  dopo una decina di  anni.

Davidia involucrata

Classificazione botanica

La Davidia Involucrata è una pianta appartenente alla famiglia delle Cornaceae, genere Davidia ed l’unica specie del genere.  

Principali specie

Al genere Davidia appartiene la sola specie involucrata ma ci  sono sottospecie differenti:

  • Davidia involucrata var. vilmoriniana, con foglie totalmente glabre
  • Davidia involucrata var. involucrata, con una leggera pelosità fogliare.

Le due sottospecie hanno un diverso numero di cromosomi e, se incrociate tra di loro, producono piante sterili. Per questo motivo alcuni botanici le trattano come due specie distinte.

Una varietà selezionata nei vivai è la  Davidia involucrata ‘Sonoma’.
La pianta da giovane ha un aspetto più compatto e colonnare della specie tipo, l’albero adulto è di dimensioni più ridotte, ma questo costituisce un vantaggio per essere collocato nei giardini.

Fioritura

La Davidia involucrata nei mesi di Maggio-Giugno regala una fioritura generosa dove fiori insignificanti sono abbracciati da lunghe brattee bianche, che ricordano a fazzoletti attaccati all’albero.

Consigli per la coltivazione della Davidia involucrata

La Davidia è una pianta molto rustica che non richiede molte attenzioni e che non ha particolari esigenze. E’ una pianta longeva: può superare il secolo di età, è poco soggetta ad attacchi da parte di patogeni e resiste bene all’inquinamento atmosferico.

Sopporta bene le basse temperature, ama i terreni umidi e non ha bisogno di interventi di potatura regolari.

Per quel che concerne l’esposizione ai raggi del sole l’Albero dei fazzoletti  riesce a svilupparsi bene anche con poca luce. Sia l’esposizione in pieno sole, che quella a mezz’ombra consentono un corretto sviluppo ed un’abbondante fioritura.

L’Albero dei Fazzoletti è ideale sia come pianta da ombra, che come pianta ornamentale.

In Italia può tranquillamente crescere ovunque, comprese le Valli del Nord, che in inverno registrano temperature minime  di gran lunga sotto gli zero gradi centigradi .

Davidia involucrata

Coltivazione in piena terra

La messa a dimora della Davidia involucrata può avvenire sia in spazi di grandi dimensioni che  in un giardino.

Temperatura

Preferisce il clima temperato ma resiste anche alle temperature rigide purché non prolungate.

Luce

E’ bene collocare la pianta in una zona semiombreggiata.

Terriccio

La Davidia involucrata ama i  terreni freschi, ben drenati e fertili.

Annaffiatura

I giovani esemplari di Davidia richiedono annaffiature abbondanti e frequenti, soprattutto durante i primi periodi. Gli esemplari adulti si accontentano delle ì piogge. Se si verifica un lungo periodo di siccità è meglio annaffiare la pianta.

Moltiplicazione

L’Albero dei fazzoletti si può moltiplicare tramite seme, talea o attraverso il prelievo delle propaggini.

La semina deve essere fatta ad  ottobre, ed è fondamentale che il terriccio venga tenuto ben umido senza creare ristagni idrici. I semi hanno una germinabilità circa pari al 50%. Con le piante ottenute da seme si dovranno aspettare 7-9 anni per vedere la prima fioritura.

La propagazione per  talea si esegue  recidendo il ramo scelto in estate e ponendolo in un terriccio fatto di terra fertile, sabbia, e mantenuto al giusto livello di umidità. Quando  la pianta produce un apparato radicale autonomo, si può mettere a dimora in piena terra. La propagazione per propaggine si fa interrando un ramo.

Concimazione

La concimazione  va fatta  durante la primavera impiegando del comune concime organico e maturo da disporre alla base della pianta.

Potatura

La potatura è atta solo ad eliminare eventuali rami secchi, infestati o a scopo contenitivo per ridurre le dimensioni della chioma.

Davidia involucrata

Altri consigli per la cura

Meglio non acquistare piante giovani di consistenza ancora erbacea perché in questa fase le piante sono molto delicate e è facile perderle. La nuova cultivar ‘Sonoma’ è un po’ più rustica, ma attualmente è difficile da reperire.

Parassiti, malattie ed altre avversità

La Davidia involucrata ha una buona rusticità e difficilmente si ammala.

Curiosità

Il  nome Albero dei fazzoletti è dovuto al curioso fiore, formato da un’infiorescenza globosa, due grandi brattee alla base di colore bianco crema che ricordano i fazzoletti soprattutto nel momento in cui si staccano dalla pianta e cadono a terra.

Nel mondo anglosassone la pianta è nota anche con i nomi di albero dei fantasmi (ghost tree) o albero delle colombe (dove tree).

Il nome latino è invece un tributo a Padre Armando David, il missionario francese che per primo descrisse l’albero dai meravigliosi fiori bianchi che cresceva spontaneamente nella montagne della Cina Occidentale.

Successivamente, Augustine Henry individuò un secondo esemplare (anch’esso che cresceva solitario) nella regione centrale di Yangtse Ichang, in Cina.

Nel 1897 un missionario inviò in Francia, 37 semi di questa pianta, dai quali tuttavia nacque una sola pianta che fiorì, per la prima volta, nel 1906. Alcuni sostengono che i primi semi furono spediti in Europa dal botanico Ernest Wilson in 1901.

Pur essendo passato più di un secolo dalla sua introduzione e prima fioritura, la Davidia rimane ancora una pianta poco conosciuta e poco utilizzata, pur essendo particolarmente attraente.

L’Albero dei Fazzoletti è, a tutt’oggi, una pianta poco conosciuta e diffusa, sebbene possegga tutti i requisiti  per essere un’ottima pianta ornamentale per grandi giardini o parchi pubblici, anche per via della facilità di coltivazione.

Almeno un paio di esemplari si possono trovare nei Giardini di Villa Taranto, a Verbania, in Piemonte, sulle rive del Lago Maggiore.

A Settembre del 2016 a Casale Monferrato è stato inaugurato il Vivaio Eternot, un “monumento” ideato dall’artista Gea Casolaro in memoria  dei morti di amianto della Eternit e non solo. Si tratta di un parco con decine di piantine di Davidia Involucrata.

Grazie anche alle cure dell’associazione Oda e degli studenti degli istituti agrari Luparia e Balbo di Casale, coadiuvati dall’Afeva, il vivaio produrrà durevolmente piante di Davidia, che manterranno viva la memoria e sosterranno la lotta contro la strage di uomini e donne morti per asbestosi dopo aver lavorato o semplicemente essere entrati in contatto con le polveri di amianto.

I fazzoletti, intrisi delle nostre lacrime, voleranno lontano e svilupperanno profonde radici di giustizia

Linguaggio dei fiori

Non è noto il significato legato alla Davidia Involucrata ma si può pensare che il fazzoletto bianco sia il simbolo del pianto ma anche di un segno di pace, di resa, di alleanza.

Davidia involucrata

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