Cotoneaster

Cotoneaster
Cotoneaster

Le sue duecento specie vivono spontanee in un vasto areale esteso dall’Europa all’Estremo Oriente, si chiama Cotoneaster o Cotonastro.

L’Italia ospita almeno due delle circa 200 specie: Cotoneaster integerrimus e Cotoneaster nebrodensis che crescono sulle montagne di parecchie regioni del nord e del sud.

Le specie più ornamentali sono soprattutto di origine asiatica e hanno portamenti così diversi da poter soddisfare ogni tipo di esigenza.

Si tratta di una pianta che può presentarsi con un portamento prostrato o tappezzante o ricadente, che può essere nana, arbustiva ed anche arborea. Poi, sono molto variabili l’altezza e forma e colore dei frutti (pomi) che possono essere ovoidali, sferici, “a pera”, perlopiù rossi o arancione, ma anche neri.

Sicuramente lo abbiamo incontrato nei giardini o in città perchè è largamente usato per la realizzazione di siepi colorate di diverse forme. Generalmente è caratterizzato da foglie di piccole dimensioni di un colore verde deciso che in autunno virano poi al rosso.

Le sue dimensioni variano dai 25 centimetri fino ai 6 metri di altezza. Ha un fusto esile e semi legnosi. I fiori sono piccoli di color bianco ed ai fiori seguono delle bacche rosse che decorano per tutto il periodo invernale.

I Cotoneaster sono apprezzati proprio per l’oggettiva bellezza dei loro frutti autunnali, che rappresentano un’attrazione gastronomica per gli uccelli ed estetica per noi uomini.  Possono essere coltivati come esemplari isolati sul prato, nelle roccaglie, come  siepi, come bordure o per decorare scarpate o muri con i rami ricadenti. Si può coltivare anche in vaso di medie dimensioni.


Classificazione botanica

Cotoneaster
Cotoneaster

Il Cotoneaster è un genere che appartiene alla famiglia delle Rosacee.

Principali specie

Il genere comprende oltre duecento specie, che si differenziano in primis per la permanenza o meno delle foglie: si trovano Cotoneaster sempreverdi o a foglia caduca, e anche semicaduca che, in base al clima più o meno freddo, si possono spogliare o meno.

Alcune specie, in soprattutto quelle che perdono le foglie, tendono a colorarsi di una sfumatura rossastra nei mesi autunnali. Altra differenza tra le diverse specie è relativa al portamento, ci sono specie alte idonee a siepi, arbusti medi, coi rami a fontana, e specie basse, striscianti o tappezzanti.


Tra le varietà del Cotonastro citiamo le seguenti.

Cotoneaster bullatus

Si tratta di un arbusto a foglie caduche verdi, con fiori di colore rosato che sbocciano a primavera inoltrata e frutti di colore rosso vivo.

Cotoneaster horizzontalis

Cotoneaster horizzontalis
Cotoneaster horizzontalis – foto di peganumCC BY-SA 2.0

E’ un arbusto caratterizzato da foglie caduche e rami orizzontali, presenta foglie di un verde lucido che tendono a colorarsi di rosso durante i mesi di settembre e ottobre creando una tipica atmosfera autunnale. Fiorisce più tardivamente, solitamente nel mese di giugno e i frutti sono di un rosso più delicato. Il Cotoneaster Horizzontalis cresce generalmente in montagna e copre scarpate e rocce.

Cotoneaster salicifolia

Cotoneaster salicifolia
Cotoneaster salicifolia -foto di Sten PorseCC BY-SA 3.0

Si tratta della specie generalmente utilizza per realizzare siepi, è infatti una varietà sempreverde e presenta le foglie di forma più ovale. I suoi fiori sono bianchi e i frutti di colore rosso brillante. 

Cotoneaster adpressus

Cotoneaster adpressus
Cotoneaster adpressus – foto di Averater CC BY 4.0

Questa specie cisura un’altezza di 30-50 cm, è un arbusto a portamento espanso a foglie decidue, e fiorisce in in maggio-giugno regalando fiori bianco e rosa. Produce frutti rosso vivo

Cotoneaster microphyllus

Cotoneaster adpressus
Cotoneaster adpressus – foto di VinayarajCC BY-SA 4.0

Si tratta della specie ideale per coprire scarpate e muri. E’ un arbusto strisciante sempreverde alto 20-30 cm, caratterizzato da foglie ovate lucide, fiori bianchi in aprile-giugno e frutti sferici molto abbondanti, scarlatti.

Cotoneaster rotundifolius

Cotoneaster rotundifolius
Cotoneaster rotundifolius – foto di Krzysztof Ziarnek, KenraizCC BY-SA 4.0

Misura circa 1.5-2 metri di altezza, è un arbusto semisempreverde a portamento eretto con foglie ovali. Regala fiori rosa in giugno-luglio e frutti ovoidali-piriformi, rosso acceso, lungamente persistenti sui rami.


Cotoneaster simonsii

E’ un arbusto sempreverde a portamento eretto con foglie ovate verde scuro, fiori bianchi in giugno-luglio e frutti tondeggianti rosso-arancio, alto 2.3 metri.


Cotoneaster wardii

Cotoneaster wardii
Cotoneaster wardii – foto di Krzysztof Ziarnek, KenraizCC BY-SA 4.0

Misura 1.5-2.5 metri di altezza è un arbusto sempreverde a portamento espanso con foglie ovate lucide, fiori bianchi sfumati di rosa in giugno e frutti tondeggianti rosso-arancio che maturano in settembre.


Fioritura

Cotoneaster
Cotoneaster

Il Cotonastro fiorisce in primavera – inizio estate. Durante la fioritura la pianta si riempie di tanti boccioli rosa che, aprendosi, danno origine a fiorellini bianchi.

Da questi si formano le bacche, che permangono sulla pianta per quasi tutto l’inverno e sono molto ornamentali. I fiori sono a forma di stella e successivamente portano un frutto di colore rosso e solitamente di forma circolare.

Consigli per la coltivazione del Cotoneaster

Cotoneaster
Cotoneaster

Il Cotoneaster è piuttosto facile da coltivare e viene usato soprattutto per creare siepi basse o alte, ma anche nelle scarpate o negli angoli difficili, perché tende a strisciare o ricadere.

Le specie ricadenti, come il dammeri, oppure striscianti o prostrate, come Cotoneaster horizontalis e ilsalicifolius ‘Repens’, sono utili per tappezzare le scarpate ed i gradoni terrazzati, così come per fare da base alle chiome degli alberi e degli arbusti di grandi dimensioni. Ma possono anche svilupparsi sulle roccaglie e sui muri. Le specie sempreverdi Cotoneaster franchetii, Cotoneaster conspicuus e Cotoneaster lacteus, si usano nelle bordure arbustive o al margine delle boscaglie, considerando che le sempreverdi sono anche ottime frangivento.

Cotoneaster franchetii, Cotoneaster lacteus, Cotoneaster divaricatus e Cotoneaster frigidus si impiegano anche nelle siepi informali, abbinate ad altre specie decidue e sempreverdi.  Ci sono poi specie nane, come adpressus, microphyllus e buxifolius che sono adatte ai giardini rocciosi, e altre specie, come horizontalis e Cotoneaster microphyllus che sono perfette allevate sui muri con l’aiuto di piccoli supporti.

Si tratta di piante estremamente versatili, robuste e con un alto potere ornamentale che, a seconda del portamento, sono impiegate come tappezzanti, come arbusti o piccoli alberi, per formare siepi, in vaso, nei giardini rocciosi, su pendii e scarpate, e sono anche molto usati per la loro resistenza come arredo urbano in aiuole, parchi e spartitraffico.

Coltivazione in vaso

Il Cotonastro può essere allevato anche in vaso. Le piante in vaso necessitano di interventi idrici adeguati alla stagione ponendo particolarmente attenzione ad evitare ristagni che possano soffocare le radici.

Coltivazione in piena terra

Cotoneaster

La messa a dimora si fa in autunno o a fine inverno in terreno molto permeabile, che abbia un ottimo drenaggio.

Il terreno può essere sia acido che calcareo, soffice, misto a 1/5 di torba e a 1/5 di sabbia. Il Cotoneaster vanta un’ elevata resistenza alle basse temperature, è indifferente al pH e tollera qualsiasi tipo di terreno.

Nella fase iniziale della messa a dimora si deve, comunque, avere una certa cura. L’esposizione più indicata è al sole o anche in mezz’ombra, ma si deve evitare l’ombra perché ne risentono il portamento e la produzione di pomi. Una volta messa a dimora la pianta, non si devono avere ripensamenti, in quanto l’apparato radicale è piuttosto rado e fibroso e non ama essere trapiantato. 

Pianta da siepe

Il Cotoneaster viene spesso impiegato nei giardini per realizzare siepi colorate e di diverse forme. Generalmente le sue foglie sono di piccole dimensioni e di un verde deciso diventando poi rosse in autunno.

Coltivazione in terrazzo

Le piante allevate in vaso possono decorare terrazzi e balconi.

Temperatura

 Cotoneaster
Cotoneaster

Questa pianta regge bene a qualsiasi tipo di clima, anche alle gelate invernali, viene infatti coltivata anche in zone che prevedono temperature sotto lo zero in inverno. Non teme dunque gli sbalzi termici ma la temperatura ideale è di circa 15 gradi.

Luce

Il Cotoneaster non ha particolari esigenze e cresce sia in una posizione in pieno sole, sia in una a mezz’ ombra. L’ombra va invece evitata in quanto incide negativamente sia sulla fioritura che sul fogliame. 

Terriccio

Anche in termini di terreno, il Cotoneaster ha poche pretese. Tollera qualsiasi tipo di terreno, anche poco fertile o calcareo, purché ben drenato.

Annaffiatura

Questa pianta richiede annaffiature regolari nella stagione estiva, che vanno ridotte in quella invernale. Durante il primo anno devono essere irrigate con una certa regolarità.

Moltiplicazione

Cotoneaster
Cotoneaster

La propagazione si esegue soprattutto per talea, usando talee semi-legnose prelevate in autunno (sempreverdi) o in estate (decidui), e mettendole in contenitori chiusi riscaldati. Si può moltiplicare anche per propaggine interrando in autunno un rametto giovane dopo avergli praticato due incisioni.

Attraverso la semina la pianta si moltiplica generalmente in autunno, si prelevano i semi che si trovano all’interno dei frutti e si riportano nel terreno all’interno di contenitori. Si tratta di un tipo di propagazione facilitata anche dagli uccelli che trattengono i semi nel loro apparato digerente con la conseguente espulsione.

Concimazione

Il Cotoneaster necessita di concimazioni, in particolare durante la primavera e l’estate, è consigliabile concimare con torba e letame realizzando una pacciamatura di almeno 8 centimetri di terreno. E’ utile anche una concimazione autunnale impiegando un concime organico.

 Cotoneaster
Cotoneaster

Potatura

Le potature vanno ridotte allo stretto necessario, perché ogni eccesso rischia di ridurre la bellezza della fruttificazione abbondante per diversi anni. Deve inoltre essere realizzata da mani esperte in quanto un’ eccessiva riduzione di rami può provocare danni a lungo termine sia alla fioritura che alla produzione di frutti. La potatura è volta soprattutto ad ottenere simmetria.

Altri consigli per la cura

Il Cotoneaster è facile da coltivare necessita solo di una potatura limitata ai rami disordinati e secchi. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno purchè ben drenato e si può riprodurre per talea semilegnosa durante il periodo estivo oppure per talea legnosa in autunno.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Cotoneaster
Cotoneaster

I nemici di questa pianta sono afidi e cocciniglie che si possono combattere con i prodotti specifici. Da temere il marciume radicale che si sviluppa più facilmente in condizioni di eccessiva umidità e di scarso drenaggio del terreno. Anche il cosiddetto Mal del Piombo può colpire la pianta provocando una anormale colorazione delle foglie e causando la morte della pianta stessa.

Il Cotoneaster può essere attaccato da una una batteriosi pericolosa che colpisce diverse Rosacee, soprattutto in Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto nota come “colpo di fuoco batterico”, il cui nome scientifico è Erwinia amylovora. Si manifesta perlopiù sulle foglie, dove si osserva la formazione di un’area triangolare necrotica con il vertice diretto verso il picciolo; i fiori s’anneriscono e i frutti s’avvizziscono. L’unica difesa è la prevenzione, e le piante colpite devono essere distrutte.

Curiosità

 Cotoneaster
Cotoneaster

Questa pianta è molto apprezzata per i suoi piccoli frutti rossi che nel periodo invernale donano alla pianta un particolarissimo effetto decorativo.

Ci sono molte piante che possono decorare la stagione fredda con colori e frutti particolari. Ma moltissime hanno il “difetto” di essere adatte solo a terreni acidi mentre il Cotoneaster si adatta anche a terreni calcarei.

Nella famiglia delle Rosacee esiste una pianta molto simile al Cotoneaster, ed è la Pyracantha che produce fiori simili, foglie simili, bacche simili. Anche la coltivazione è simile. La differenza principale sta nel fatto che la pyracantha presenta spine piuttosto lunghe ed ha un portamento eretto, per cui viene utilizzata spesso per siepi alte e di confine. Il nome deriva dal greco ‘kydonia’ e ‘aster’, e significa ‘simile al cotogno’.

Effettivamente anche il termine italiano cotognastro ha all’incirca lo stesso significato e sottolinea la somiglianza di foglie e frutti con il melo cotogno, appunto. 

Tossicità  e/o uso erboristico

Il Cotognastro è molto amato dagli uccelli, le bacche non sono però commestibili e nell’uomo l’ingestione causi può provocare diversi disturbi compreso il mal di stomaco. Non sono comunque velenose.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Bibliografia

Cotoneaster di Alberto Giussani, Edagricole-New Business Media

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Se vuoi fare una domanda, falla pure sul gruppo FACEBOOK (clicca qui) 5 pensieri su “Cotoneaster

  1. Pianta robusta,necessita di poche attenzione,salvo una potatura di sfoltimento ottima per coprire muretti e scarpate

  2. Vorrei chiedere una informazione, potreste dirmi quali sono i sintomi che una bambina di 5 anni sente se dovesse ingerire alcune bacche rosse della pianta cotonaster?

    Grazie mille.

  3. sono davvero preoccupata per i miei cotonaster, le foglie sono tutte ingiallite (come secche ma non si staccano dai rami) cosa devo fare? Grazie mille Raffaella

  4. Salve, ho delle piantine di due/tre anni di cotoneaster, volevo chierervi il mese o periodo adatto per poterli estirpare e ripiantarli in altro posto. grazie della cortese risposta.

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