Tiglio (Tilia)

Coltivazione Tiglio (Tilia)
Un grande Tiglio nel bel mezzo della piazza di un paese (Lucamato / CC BY-SA)

Il Tiglio (genere Tilia) è un albero dalla grande chioma che rientra nella famiglia degli alberi ideali per grandi giardini. Facile da coltivare, longevo e maestoso: il Tiglio è ampiamente utilizzato in parchi e viali cittadini, così come in giardini privati.

La sua grande chioma e l’inebriante profumo dei piccoli fiori, che numerosi si sviluppano sul finire della stagione primaverile, sono i suoi punti di forza. Non serve il pollice verde per riuscire a coltivare quest’albero a bassa manutenzione, ma importante è scegliere la specie o la varietà più adatta allo spazio che si intende completare, anche per sfruttare al meglio l’ombra offerta.

Mettere a dimora una specie di Tilia in un angolo decentrato del grande prato che circonda la tua casa è il punto di partenza per creare un vero e proprio salotto all’aria aperta. Sotto la sua grande chioma puoi sistemare un bel tavolino e delle sedie per sfruttare al meglio la fitta ombra, creando uno spazio dove rilassarsi per diverse ore durante l’estate.

Un albero a foglia caduca che può raggiungere i 30 metri di altezza. Non sempre è possibile coltivare il Tiglio nel giardino di casa, ma se ne hai la possibilità, in termini di spazio, non esitare.

Perché scegliere proprio il Tiglio?

Rispondere è facile:

  • è un albero ornamentale a bassa manutenzione e che si può coltivare in qualsiasi zona del nostro Paese;
  • grazie alla sua grande chioma e all’ampia zona di ombra garantita renderà il tuo giardino vivibile anche durante i giorni più caldi dell’estate;
  • è una pianta mellifera dalla copiosa fioritura;
  • i suoi fiori e le sue foglie hanno tantissime proprietà benefiche.

Classificazione botanica

Ecco la precisa classificazione botanica del Tiglio.

  • Dominio: Eukaryota;
  • Regno: Plantae;
  • Sottoregno: Tracheobionta;
  • Superdivisione: Spermatophyta;
  • Divisione: Magnoliophyta;
  • Classe: Magnoliopsida;
  • Sottoclasse: Dilleniidae;
  • Ordine: Malvales;
  • Famiglia: Tiliaceae;
  • Genere: Tilia.

Principali specie e varietà

Le specie maggiormente diffuse in Italia (spontanee) sono due: Tilia cordata e Tilia platyphyllos. Accanto a queste due troviamo altre specie, come la Tilia americana e le sue diverse varietà, che vengono ampiamente utilizzate per la coltivazione in grandi giardini.

Osserviamole più da vicino.

Tilia cordata (Tiglio selvatico)

È una specie spontanea originaria dell’Europa centrale che riesce a raggiungere un’altezza massima compresa tra i 20 e i 25 metri. Rientra nella categoria degli alberi a foglia caduca di grandi dimensioni che presentano una chioma globosa ornamentale.

La chioma, che si sviluppa su di un fusto molto robusto e ramificato fin dalla parte bassa, riesce ad espandersi fino a 12 metri di diametro. Il Tiglio selvatico può essere coltivato anche nel giardino casa, ma è importantissimo scegliere un punto distante dalla casa e da qualsiasi altro ostacolo artificiale presente.

La grande chioma e l’apparato radicale che tende ad espandersi notevolmente potrebbero causare non pochi problemi durante la crescita.

La fioritura di questa specie avviene a giugno, quando si sviluppano delle infiorescenze a corimbo formate da un numero variabile (5-12) di piccoli fiori gialli o bianchi molto profumati. Questi valorizzano non poco la chioma formata da foglie cuoriformi con margine seghettato.

Il Tiglio selvatico è una specie rustica: tollera temperature fino a -20°C. Una posizione soleggiata, un terreno neutro e qualche intervento di potatura per contenere lo sviluppo della chioma porteranno risultati straordinari.

È una pianta longeva e che ben sopporta l’inquinamento (è ampiamente utilizzata per la creazione di viali alberati in città). I suoi fiori sono una potente calamita per le api che producono un miele dalle ottime proprietà.

Coltivazione Tiglio selvatico (Tilia Cordata)
Tiglio selvatico in fiore (Tilia Cordata) (foto CC BY-SA 2.0)

Tilia platyphyllos (Tiglio nostrale)

Il Tiglio nostrale o nostrano è una specie (Tilia platyphyllos) originaria dell’Europa centrale. Cresce spontanea in boschi umidi di latifoglie e in Italia si trova in quasi tutte le regioni, sia in pianura che in zone fino a 1200 metri di altitudine.

È un albero a foglia caduca che può superare i 25 metri di altezza, ma che può essere tranquillamente coltivato in qualsiasi spazio verde dall’ampia superficie.

Ornamentale è la sua chioma dalla forma tondeggiante, composta da grandi foglie più scure sulla pagina superiore e chiare su quella inferiore, tra le quali si sviluppano infiorescenze con 3 o 5 fiori profumati con l’arrivo dell’estate. Tollera bene le basse temperature, la siccità e l’inquinamento atmosferico. Utilizzata per viali alberati, per creare ampie zone d’ombra in parchi pubblici e per completare qualsiasi tipologia di giardino privato.

Anche se il Tiglio nostrale è una specie a crescita rapida, con i giusti interventi di potatura è possibile conferire alla chioma un aspetto armonioso.

Coltivazione Tiglio nostrale o nostrano (Tilia platyphyllos)
Tilia platyphyllos (Antiope05411 / CC BY-SA)

Tilia × europaea (Tiglio europeo) e Tilia Americana (Tiglio Americano)

Fanno parte degli alberi che vantano una grande diffusione nel nostro Paese e solitamente utilizzati come elemento portante dei progetti di verde pubblico in città e per coltivazione in spazi privati.

Il Tiglio europeo è un ibrido naturale tra Tilia cordata e Tilia platyphyllos. È un albero di grandi dimensioni (altezza massima compresa tra i 25 e i 30 metri) con un tronco che può raggiungere tranquillamente un metro e mezzo di diametro.

Il Tiglio americano è un albero colonnare con foglie ovate o arrotondante e infiorescenze che contano fino a 15 fiori di colore giallo molto profumati.

Il periodo di fioritura è compreso tra giugno e luglio. Sono entrambi alberi dalle rustiche caratteristiche e che richiedono pochi accorgimenti colturali.

Coltivazione Tiglio europero
Tilia x europaea (Di Sten, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Fioritura

La fioritura del Tiglio annuncia la fine della scuola. Il dolce profumo dei tanti fiorellini che si sviluppano a partire dal mese di giugno è inebriante e annuncia l’arrivo della tanto attesa estate.

Tra i fitti rami e le tante foglie della grande chioma verde riescono a farsi spazio dei grappoli di bianchi fiorellini che attirano tantissimi insetti. Il Tiglio è una pianta mellifera che fornisce prezioso nettare per le api.

I fiori hanno un calice di 5 sepali e una corolla di 5 petali dal chiaro colore (bianco o giallognolo). Sono riuniti in gruppi di 3 o 5 su infiorescenze dai lunghi peduncoli. Sono graziosi e preziosi: i fiori del Tiglio sono utilizzati per la preparazione di ottimi infusi e tisane dalle benefiche proprietà.

Fioritura del Tiglio
Delicati nell’aspetto e profumatissimi: ecco i fiori del Tiglio (foto CC BY-SA 2.0)

Consigli per la coltivazione del Tiglio

Un grande albero dalla facile coltivazione, perfetto per parchi e giardini, ma che necessita di uno spazio adeguato alla sua taglia. Anche se è possibile contenere la sua crescita con precisi interventi di potatura, riesce comunque a raggiungere altezze considerevoli e il suo apparato radicale è molto forte ed esteso. Ecco perché è consigliato sempre “prendere le giuste misure” prima della messa a dimora definitiva.

Coltivazione in vaso

Coltivare in vaso un albero ornamentale di circa 25/30 metri potrebbe essere un po’, come dire, difficile. Il Tiglio è solitamente venduto in grandi vasi di plastica, ma nel minor tempo possibile deve essere sistemato in piena terra. Non è possibile continuare a tenerlo per tanto tempo nel contenitore, anche perché le radici necessitano di tanto spazio.

Coltivazione in piena terra

Quando piantare il Tiglio in giardino?

Dipende. Il periodo per procedere alla messa a dimora può variare in base alla pianta acquistata:

  • le specie di Tilia in contenitore, cioè gli esemplari acquistati in vaso in garden center, possono essere messi a dimora in giardino in qualsiasi momento dell’anno, evitando i mesi più caldi.
  • Gli alberelli in zolla devono essere necessariamente piantati quando tutte le foglie son cadute e quando i più giovani rami iniziano ad assumere una rossastra colorazione.

Dove piantare il Tiglio?

Occhio alle distanze!

È il Re delle piante ornamentali da ombra, quindi scegliere con cura il punto esatto del giardino dove sistemarlo definitivamente è di fondamentale importanza, sia per sfruttarne al meglio l’ombra, sia per garantire all’albero ottimali condizioni per crescere sano e robusto.

Ricordati di prendere bene le misure. Un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza e che sviluppa una chioma dal diametro di circa 12 metri è meglio tenerlo lontano dalla casa.

Il Tiglio non deve essere mai piantato ad una distanza inferiore a 8 metri dalla propria abitazione e a più di due metri da pavimentazioni esterne, ove presenti, per evitare sollevamenti a causa delle forti radici che necessitano di tanto spazio.

Ricorda anche di rispettare la distanza dal confine che segna la fine della tua proprietà. Una distanza di 3 metri dalla linea di confine può farti stare tranquillo, ma leggere attentamente il regolamento comunale è utile per evitare di violare speciali disposizioni previste dal comune di residenza.

Come piantare il Tiglio?

Per prima cosa… iniziare a scavare!

La buca dovrà essere ampia e profonda (circa 2 o 3 volte in più rispetto al pane di terra) e il terreno dovrà essere lavorato più volte per diventare più soffice. Mescolare dello stallatico maturo prima di procedere alla messa a dimora definita, per poi compattare con delicatezza il terreno e annaffiare abbondantemente.

Temperatura

Le specie di Tilia più conosciute e utilizzate per privata coltivazione o per abbellimento di spazi pubblici riescono a tollerare anche gli inverni più gelidi con temperature fino a -20°C.

E il caldo? Non è un problema intervenendo con regolari annaffiature. Lunghi periodi di siccità o gelate sono pericolose solo per gli esemplari più giovani, più sensibili alle base e alle alte temperature.

Luce

Il Tiglio è un albero che predilige un’esposizione in pieno sole. Riesce a crescere anche in zone del giardino dove i raggi del sole fanno più fatica ad arrivare, ma è meglio evitare zone di ombra totale (ad esempio, a Nord dietro la propria abitazione che fa da scudo contro il sole).

Terriccio

Stiamo descrivendo un albero che cresce spontaneo nei boschi di latifoglie di tutta Europa in zone di pianura e di collina (fino a 1400 metri sul livello del mare) e che riesce ad adattarsi con facilità a qualsiasi ambiente. Predilige un terreno equilibrato, fresco e con pH tendenzialmente acido. L’umidità costante del substrato di coltivazione (mai eccessiva) è un fattore importante per lo sviluppo dell’apparato radicale.

Annaffiatura

Gli esemplari più giovani richiedono annaffiature regolari e abbondanti per i primi anni, dalla primavera alla fine dell’autunno. Le piante adulte si accontentano dell’acqua piovana, ma durante lunghi periodi di siccità, specialmente in estate, programmare le annaffiature è molto importante.

Moltiplicazione

La moltiplicazione del Tiglio può avvenire per:

  • seme: la semina deve essere effettuata tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, sfruttando semenzai o vasi. Per accelerare il processo di germinazione è consigliato raccogliere i semi direttamente dalla pianta e metterli immediatamente a dimora in semenzaio.
  • Talea da pollone di ceppaia: è una tecnica che prevede l’utilizzo dei polloni che crescono alla base dell’albero. Quella della talea semilegnosa è la strada più semplice e veloce, perché la capacità di radicare dei polloni è elevata. Irrigazioni abbondanti durate la fase di radicazione favoriranno la crescita.

Concimazione

Il Tiglio non richiede grandi quantità di fertilizzante. Mescolare al terreno una buona quantità di sostanza organica prima della messa a dimora può bastare, ma non è vietato sfruttare l’azione di un concime universale a lenta cessione durante la fase di crescita attiva (il concime dovrà essere somministrato a fine febbraio).

Potatura

Tilia e potatura: binomio indissolubile.

Quando potare il Tiglio? La potatura di rinvigorimento deve essere fatta in primavera, intervenendo drasticamente, per spingere la pianta allo sviluppo di nuovi e forti ricacci. La potatura invernale è utile per eliminare i polloni che tendono a crescere alla base della pianta.

Come potare il Tiglio? Per conferire alla pianta la più armoniosa forma ad alberello, controllando anche la sua crescita, è necessario programmare specifiche potature fin da subito e non quando la pianta è ormai molto grande. La capitozzatura del Tiglio (da fare a fine febbraio) è l’unica tecnica per controllarne la crescita e ottenere una armoniosa chioma globosa ornamentale.

Invece, se desideri far crescere il Tiglio liberamente e mantenere solo in ordine la sua chioma, puoi tagliare rami secchi e danneggiati, ma anche quelli che si son spinti troppo in là, durante i primi giorni di primavera. Con questa potatura di mantenimento non condizionerai la crescita dell’albero, ottenendo ottimi risultati in termini di eleganza della chioma. Quando la pianta è troppo alta e non si ha esperienza per intervenire in sicurezza con i giusti attrezzi, è vivamente consigliato rivolgersi a professionisti del settore.

Consociazione

A quali piante abbinare il Tiglio? In un grande giardino si possono mettere a dimora tanti alberi dalle meravigliose caratteristiche ornamentali. Tutte le specie di Tilia possono essere affiancate ad altre specie e varietà dalle simili caratteristiche colturali quando si opta per una “crescita controllata” (con tagli cimali del fusto per favorire la crescita della chioma, cioè la capitozzatura). Però, le dimensioni del Tiglio, quando lasciato libero di svilupparsi, non sempre consentono la coltivazione di altri alberi nelle vicinanze.

Parassiti, malattie e altre avversità

Il Tiglio è una pianta abbastanza forte, ma diversi sono gli insetti e i funghi che possono causare qualche problema durante la coltivazione. Ecco quali sono le minacce più frequenti per tutte le specie del genere Tilia:

  • Larve di Eriogaster lanestris e di Phalera bucephala che si nutrono delle foglie.
  • Larve di Aegeria apiformis che attaccano il tronco scavando la corteccia.
  • Pyrrhocoris apterus: attacca le piante pungendo i getti più giovani.
  • Eriophyes tiliae: sia gli adulti che le neanidi attaccano la pagina inferiore delle foglie provocando delle escrescenze di colore scuro.
  • Tetranychus telarius: il Ragnetto giallo è una minaccia sia per le foglie, sia per i rami più giovani del Tiglio.
  • Gnomonia tiliae: fungo che provoca delle macchie di colore scure sulle foglie e sui rami più piccoli.
  • Pyrenochaeta pubescens: altro fungo che spesso attacca il Tiglio, in particolar modo la corteccia del tronco, provocando delle grandi pustole di colore scuro.
  • Cercospora macrospora: fungo che causa macchie sulle foglie con successivo imbrunimento e caduta.

In tutti questi casi è consigliato intervenire immediatamente con antiparassitari e fungicidi potenti per allontanare nel minor tempo possibile la minaccia e salvare la pianta.

Curiosità

Il nome Tiglio (Tilia) deriva dal greco “ptilon” (ala) per la caratteristica forma della brattea fogliacea.

Un albero sacro per molti popoli germanici, simbolo di longevità, e considerato sacro alla Dea Afrodite dal popolo greco, il cui legno è utilizzato per la realizzazione di mobili, tasti di pianoforti, fiammiferi e matite.

I fiori del Tiglio possono essere utilizzati in diverse ricette per aromatizzare dolci e sciroppi, ma anche per la preparazione di infusi e tisane.

Il Tiglio è un albero longevo e nel nostro Paese sono tanti gli esemplari di grandi dimensioni. Ecco i più “famosi”: nel cimitero di Macugnaga (Verbania) si trova un tiglio con una circonferenza di circa 833cm; nel comune di Malborghetto (UD) è coltivato un esemplare di 25m dichiarato “monumento vegetale”; nella piazza di Summonte (Avellino) si trova un Tiglio alto 34 metri e con un tronco che misura 8 metri di circonferenza.

Curiosità sul Tiglio e consigli di coltivazione
Il vecchio Tiglio a Macugnaga (Bramfab / CC BY-SA)

Uso erboristico

Le foglie e i fiori del Tiglio hanno proprietà rilassanti e ansiolitiche, grazie ad una discreta azione sedativa a livello cerebrale (il fitocomplesso di questa pianta riesce a legarsi ai recettori per le benzodiazepine che si trovano nel nostro cervello). Possono essere utilizzate per la preparazione di infusi e tisane utili per allontanare lo stress e per facilitare il sonno.

Gli effetti positivi sull’organismo sono molteplici: le mucillagini dei fiori di Tiglio favoriscono la secrezione del muco e sono utili per curare diversi disturbi delle vie respiratorie. Ottimo rimedio contro tosse e catarro.

Inoltre, nelle foglie è contenuta una sostanza che favorisce il processo di cicatrizzazione delle piccole ferite.

Anche il miele di Tiglio ha tante proprietà benefiche per l’organismo: azione rilassante e calmante, espettorante e azione protettiva per il fegato.

“Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Tossicità

Non ci sono particolari controindicazioni nell’utilizzo di questa pianta, se non per persone che soffrono di ipersensibilità o soffrono di particolari allergie al Tiglio.

Una parentesi deve essere aperta proprio in merito alle allergie. Il periodo di pollinazione è compreso tra maggio e fine luglio. I sintomi dell’allergia al Tiglio sono rinite e congiuntivite, che comportano lacrimazione e arrossamento degli occhi, congestione nasale e difficoltà a respirare. Nei casi più gravi si può presentare come crisi asmatica. In molti casi, utilizzando un antistaminico specifico (sempre dietro prescrizione medica) si riesce a contrastare l’allergia ed evitare tutti i fastidi a gola, naso e occhi, nonché di difficoltà respiratoria, che ne possono derivare.

Linguaggio dei fiori

Il Tiglio assume un significato ben preciso nel linguaggio dei fiori: è il simbolo della longevità.

Può essere anche considerato il simbolo dell’amore coniugale, facendo riferimento ad un’antica leggenda greca che narra del grande amore di due anziani coniugi, Bauci e Filemone, che mostrandosi benevoli con Zeus e Ermes, accogliendoli nella loro casa, furono trasformati in una Quercia e in Tiglio. In questo modo sopravvissero alla punizione inflitta a tutti gli altri uomini, vivendo per sempre vicini, l’una accanto all’altro.

Libri

“Species Differentiation in Tilia: A Genetic Approach: Basics, Concepts, Methods”, di Rajendra K.C., si presenta come un prezioso manuale per imparare a riconoscere, grazie a tante informazioni dettagliate, tutte le specie appartenenti al genere Tilia. Un’interessante lettura per conoscere al meglio questi “nobili alberi europei”.

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