Frassino

Frassino
Frassino

Secondo alcuni si tratta del primo albero creato da Dio, i Celti lo considerano simbolo di rinascita, fonte della saggezza cosmica. E’ il Frassino, nome scientifico Fraxinus, uno degli alberi più diffusi delle regioni temperate dell’emisfero boreale. Le sue origini si collocano in Europa e nel Caucaso.

Nel nostro Bel Paese lo possiamo incontrare mentre passeggiamo nei boschi, praticamente in tutti boschi, dal piano fino a 1500 metri di altitudine: vicino ai corsi d’acqua, nei boschi ripariali, dove funge da tenuta per il terreno grazie al suo apparato radicale sviluppato orizzontalmente, nei nei boschi misti di pianura, di collina e di montagna.

Lo possiamo trovare vicino all’acero, all’olmo, alle querce, al faggio e all’abete rosso. Ma il Frassino si incontra anche in città, si tratta di una pianta dall’alto potere decorativo con un’ottima resistenza allo smog, che viene usato per realizzare alberature cittadine.

Le specie più diffuse in Italia sono:

  • il Fraxinus excelsior noto col nome comune di Frassino maggiore,
  • il Fraxinus ornus conosciuto come Orno o Orniello, impiegato per la produzione della manna e quindi definito anche Frassino da manna o Albero della manna,
  • il Fraxinus angustifolia chiamato anche Frassino meridionale.

Queste tre specie spontanee della flora italiana crescono sull’arco alpino.

Il frutto del frassino è chiamato samara. Si tratta di un frutto secco indeiscente e monospermo, fornito di un pericarpo espanso che compone una struttura membranacea denominata “ala”. Proprio tramite la sua “ala”, il frutto del frassino sfrutta il vento per diffondere il suo seme.

I fiori del Frassino sono a forma di pannocchie, solitamente apicali e ascellari. I fiori sono per lo più ermafroditi e profumati, hanno la forma di calice campanulato con quattro lacinie lanceolate e diseguali di colore verde-giallognolo. La corolla dei fiori ha petali di colore bianco e leggermente sfumati di rosa.

Questo imponente albero, che può vivere anche 250 anni, riveste un ruolo chiave dal punto di vista ecologico e paesaggistico: il suo legno è pregiatissimo, è caratterizzato da un bel colore bianco con venature, è elastico e resistente, non si deforma a contatto con gli agenti atmosferici

Le foreste impiantate per la produzione del legno usano esclusivamente individui maschili che producono un legno migliore in quanto non impiegano energia per fruttificare.

Con il legno di frassino si costruiscono manici per diversi attrezzi, gli alberi ed i timoni delle imbarcazioni, i pavimenti, i mobili, le parti di strumenti musicali, sci, mazze da golf, stecche da biliardo.

Classificazione Botanica

Frassino
Frassino

Il Frassino, nome scientifico Fraxinus, è un genere di piante spermatofite, dicotiledoni appartenenti alla famiglia Oleaceaeche.

Principali Specie

Il genere Frassino comprende oltre 60 specie di alberi o arbusti a foglie decidue, originarie delle zone temperate dell’emisfero settentrionale. Vediamo le tre specie diffuse in Italia allo stato spontaneo.

Il Fraxinus excelsior  (Frassino maggiore)

Fraxinus excelsior
Fraxinus excelsior

Questa specie è molto apprezzata per la sua forma, regolare e gradevole e per la colorazione che la chioma assume in autunno, quando diventa completamente gialla.

Si tratta di un albero che può raggiungere un’altezza di 40 metri. Ha una chioma inizialmente ovale che tende in seguito ad assumere una forma arrotondata, il fusto è diritto e slanciato.
Negli esemplari giovani la corteccia è verde-olivastra e liscia, nelle piante adulte, diventa densamente e finemente fessurata, le gemme sono vellutate e di colore nero.

Il Fraxinus excelsior produce foglie opposte, caduche formate da 7-15 foglioline con la lamina di forma lanceolate ed il margine seghettato.
La sua fioritura avviene da marzo ad aprile, in questo periodo compaiono i fiori riuniti in infiorescenze a forma di “pannocchia”.

Il frassino maggiore può essere usato come esemplare unico oppure, per la creazione di boschi, per alberare i viali, o con la funzione di schermi frangivento o per consolidare le pendici.

Fraxinus ornus – Orniello

Fraxinus ornus
Fraxinus ornus Robert Flogaus-Faust CC BY 4.0

Noto anche come orniello o come Fraxinus argentea questa specie cresce a latitudini inferiori rispetto al Fraxinus excelsior. Il Fraxinus ornus tollera la siccità, per questo cresce su terreni asciutti, pendii soleggiati e sovente è associato alla macchia mediterranea, cerro, roverella , carpino nero (Ostrya carpinifolia ), castagno e leccio (Quercus ilex). Produce un legno più scuro, più duro rispetto al frassino maggiore. Il Fraxinus ornus fornisce una buona produzione di manna.

Fraxinus angustifolia – Frassino meridionale

Fraxinus angustifolia
Fraxinus angustifolia

Il Fraxinus angustifolia cresce in Europa meridionale, dalla Penisola Iberica e dalla Francia fino al Caucaso. In Italia è presente in tutte le regioni.

Arriva a misurare i 25 metri di altezza, è caratterizzato da una chioma piuttosto densa e compatta, che si espande soprattutto in orizzontale. Il tronco ha una scorza bruno chiara screpolata in piccole placche quadrangolari.
Produce foglie decidue, opposte, picciolate, che arrivano a misurare 20 cm di lunghezza, con lama imparipennata con 5-13 segmenti lanceolati.

I fiori si sviluppano in brevi cime racemose durante l’inverno. Il frutto è una samara lanceolata.

Il Frassino meridionale produce un legno meno pregiato rispetto a quello del Frassino maggiore. E’ largamente utilizzato nell’arredo urbano, nei viali e nei parchi. In Sicilia (Madonie) ancora oggi sono presenti coltivazioni per la produzione della manna, che prevedono la pratica di incisioni lungo i tronchi nei mesi estivi.

Il liquido che fuoriesce si rapprende lungo il tronco oppure scorre fino al piede della pianta. Quando si rapprende lungo il tronco, forma i cannòli. Quando scorre fino al piede della pianta, viene definita “manna in sorte”.

Fioritura

Frassino maggiore
Frassino maggiore

La fioritura del Frassino avviene tra Aprile e Maggio, i fiori sono piccoli, nudi, possono essere ermafroditi, oppure solo maschili o solo femminili e si identificano per gli stami di color bruno rossiccio.

Consigli per la coltivazione del Frassino

Il Frassino va seminato nel mese di ottobre, all’interno di vasi arricchiti con apposita composta, con torba e sabbia. Corre aspettare con pazienza, un minimo di 18 mesi, per vedere i primi germogli. Si passa poi al trapianto delle piantine in vivaio per una coltivazione il cui tempo varia da tre ai quattro anni, per poi essere definitivamente messi a dimora.

Coltivazione in piena terra

Fraxinus angustifolia
Fraxinus angustifolia

Come tutti gli alberi decidui nelle regioni con clima invernale mite anche l’impianto del frassino può avvenire in autunno, mentre nelle regioni caratterizzate da inverni molto rigidi è consigliabile procedere alla fine dell’inverno.

Si deve lavorare a fondo la buca considerando che deve essere più larga e profonda del pane di terra che avvolge l’apparato radicale. Occorre porre sul fondo un po’ di sabbia per garantire il drenaggio dell’acqua, si aggiunge poi del concime e, infine, il terriccio.

Prima di estrarre la pianta dal vaso occorre annaffiarla, poi facendo la massima attenzione a non danneggiare le radici superficiali, si trasferisce la pianta nella buca. Si riempiono i vuoti e si compatta il terreno fino al colletto, infine si annaffia abbondantemente.

Frassino come pianta da siepe

Il Frassino per la sua rusticità e per la sua alta resistenza al vento è usato per la creazione di siepi frangivento.

Temperatura

Il Frassino è in grado di adattarsi a diverse condizioni climatiche, si tratta di una pianta molto resistente sia alle alte che alle basse temperature. Le gelate sono temute solo dagli esemplari più giovani. Solo gli esemplari giovani temono le gelate.

Luce

Il Frassino ama in modo particolare le posizioni in pieno sole, ma cresce senza problemi anche nelle posizioni in semi ombra.

Fraxinus ornus

Fraxinus ornus Jean-Pol GRANDMONT CC BY-SA 3.0

Terreno

Questo albero cresce in ogni tipo di terreno, ma preferisce i terreni ricchi, ben drenati e molto profondi, questo perché l’apparato radicale dei frassini tende ad allargarsi ed a spingersi in profondità.

Annaffiatura

Per gli esemplari giovani le irrigazioni sono molto importanti pertanto, a partire dalla primavera e per tutta estate, è importante annaffiare ogni volta il terreno risulta asciutto al tatto. Superata la fase di attecchimento, il Frassino diventa sempre più autonomo e tollera anche i periodi di siccità.

Moltiplicazione

Il Frassino comune si riproduce per seme e per innesto.

Per la semina si devono usare i semi raccolti dalle samare mature cadute dall’albero, in autunno o anche quelli della primavera successiva se sono stati fatti svernare in frigorifero.

I semi si mettono a germinare in un semenzaio all’aperto, con un substrato formato da torba e sabbia, e mantenuto sempre umido. I tempi di germinazione sono molto lunghi, possono volerci anche 2 anni dalla semina per vedere i primi germogli.

Concimazione

Per garantire una crescita ed uno sviluppo ottimale degli alberi giovani, è necessario apportare un maggior apporto di nutrienti. Quindi ogni mese occorre concimare con con un fertilizzante liquido ricco di azoto (N) e potassio (K).

Potatura

Il Frassino non necessita di particolari potature. E’ però importante eliminare i polloni che talvolta si sviluppano con molta forza forza verso l’alto.

Parassiti, malattie ed altre avversità

La più grave malattia alla quale può andare incontro il Frassino è il deperimento provocato da un patogeno chiamato Chalara fraxinea.

Le infezioni provocate dal Chalara fraxinea possono causare la morte delle piante di frassino sia negli ambienti dove crescono allo stato spontaneo che in quelli dove sono coltivate.

I danni che provoca sono ingenti sia sotto l’aspetto ecologico che sotto quello economico. Chalara fraxinea ha già attaccato il 90% dei frassini in Nord-Europa, soprattutto in Danimarca ed Inghilterra.

Chalara fraxinea pare essere, nella sua forma asessuata, Hymenoscyphus albidus, un fungo considerato non patogeno, originario del territorio europeo ma secondo alcuni potrebbe essere invece una mutazione del fungo Hymenoscyphus pseudoalbidus.

Ciò che è certo è che gli ospiti principali di questo patogeno sono il Frassino excelsior e il Frassino angustifolia, mentre risulta essere meno suscettibili alla malattia il Frassino ornus.

La sensibilità delle piante alla malattia pare essere legata a fattori climatici e genetici. Sono inoltre più suscettibili alla malattia i frassini che crescono in condizioni di eccessiva densità o in quelle di alta umidità di aria e suolo, nei pressi di corsi.

CLa halara fraxinea è in grado di colonizzare ogni organo aereo della pianta. I sintomi si possono palesare sulle foglie, sui germogli, sui rami e branche. Nella fase iniziale sui rami e sulle branche possono comparire piccole aree necrotiche dalle quali si ha fuoriuscita di essudati.

Curiosità

Il nome Fraxinus ha origine incerta. Secondo alcuni deriva dal greco “frasso” ossia ‘difendo’, ‘assiepo’, proprio ad indicare che la pianta ben si presta alla costruzioni di siepi. La specie, excelsior, comparativo di excelsus, si riferisce invece all’imponenza di questo albero che può arrivare a misurare anche 40 metri di altezza.


La manna è la linfa estratta dalla corteccia del frassino opportunamente incisa. La sua estrazione si esegue in modo particolare sul Fraxinus ornus (detto per questo anche frassino da manna).

Con gesti precisi si praticano delle piccole incisioni trasversali dalle quali sgorga lentamente un succo che inizialmente è di colore ceruleo e di sapore amaro (lagrima), e che a contatto con l’aria si schiarisce e assume un sapore dolce. Condensandosi, forma delle sorte di stalattiti di colore bianco molto profumati.


La manna contiene in media il 40-60% di mannitolo e viene per questo utilizzata come dolcificante,

Con i polloni si realizzato cerchi per botti e pali per la vite.

Il legno di frassino è un combustibile moto apprezzato per il suo elevato potere calorifico, arde infatti molto bene anche se piuttosto fresco perché contiene una sostanza molto infiammabile.

Per i berberi dell’Africa del Nord, è il primo albero creato da Dio.

Alla manna sono dedicate sagre tradizionali che sottolineano l’importanza della sua produzione per la popolazione locale.

Tossicità  e/o uso erboristico

Frassino

Le foglie di Frassino essicate, la corteccia ed i suoi semi contengono sostanze con proprietà febbrifughe, per la presenza di un glucoside, la frassina ed astringenti, ma anche toniche, lassative e sudorifere.

Nella medicina popolare le foglie sono impiegate come leggero diuretico, in caso di reumatismi e gotta.


Dalla linfa che fuoriesce dalle ferite viene estratta la manna , una sostanza impiegata anche come dolcificante dalle proprietà lassative indicata per bambini, anziani e diabetici.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei Fiori

Frassino maggiore
Frassino maggiore

Il Frassino simboleggia la fecondità in molte tradizioni. Per molti il Frassino è il supporto originale del mondo, ed è associato al mito della creazione. La sua struttura immensamente grande, dispiega le sue radici fino ai mondi infernali mentre i suoi rami arrivano a toccare le sfere celesti.

Il Frassino è simbolo di rinascita, di trasformazione e di iniziazione. Veniva infatti sovente impiegato dalle popolazioni druide nel corso di vari rituali e cerimonie.

Veniva anche associato a giovani guerrieri ai quali veniva affidata una lancia che sarebbe servita loro a superare una serie di prove. Il frassino era anche molto apprezzato per le sue proprietà magiche e miracolose.

Di certo straiarsi sotto un Frassino ed ammirare il cielo tra le sue foglie ed i suoi rami è sicuramente uno spettacolo magico.

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