Bacche di Goji (Lycium barbarum e Lycium chinense)

Bacche di Goji

L’elisir della giovinezza esiste e potete coltivarlo nel vostro giardino o nel vostro balcone. E’ sotto forma di gustose bacche, le Bacche di Goji, frutti del Lycium barbarum e del Lycium chinense, che vantano proprietà notevoli in grado di migliorare la nostra salute e mantenerci giovani.

La pianta delle Bacche di Goji (Lycium barbarum e Lycium chinense) è infatti chiamata anche “albero della giovinezza” ed i suoi frutti sono regolarmente consumati da popolazioni himalayane, mongole, tibetane, cinesi e giapponesi, notoriamente longeve, che coltivano questa pianta da secoli proprio per consumare le sue preziose bacche, che rappresentano uno dei cavalli di battaglia della medicina tradizionale orientale.

Le bacche di goji, come detto sopra, sono il frutto del Lycium barbarum e del Lycium chinense, due specie della famiglia delle Solanaceae (la stessa di patata, pomodoro, melanzana, tabacco, peperoncino e belladonna).

Sono bacche rosse leggermente allungate e contenenti diversi semini appiattiti.

Nella medicina tradizionale cinese sono chiamate Fructus Lycii (Frutto di Licia) ma sono note anche come “Red Diamonds” ovvero diamanti rossi proprio per la preziosa caratteristica di essere una potente risorsa contro l’invecchiamento.

Il fatto che possa crescere bene anche in un vaso, rende questa pianta molto appetibile.

Lycium chinense

Classificazione Botanica

Sia il Lycium barbarum che il  Lycium chinense, due distinte specie del genere Lycium, appartengono alla  Famiglia delle Solonaceae.

Principali Specie

Il Lycium ‘Chinense’ ed il Lycium ‘Barbarum’ sono molto simili fra di loro. Chi non è del mestiere non riesce facilmente a distinguere un esemplare di Lycium chinense da uno di Lycium barbatum. Vediamo le caratteristiche di ognuno.

Differenze tra Lycium ‘chinense’ ed il Lycium ‘barbarum’

Lycium barbarum
Lycium barbarum Andreas Rockstein CC BY-SA 2.0

Premettiamo che i frutti di entrambi gli alberi possiedono le proprietà officinali, anche se quelli del Lycium barbarum sono più efficaci.

Per la loro individuazione è bene considerare che il Lycium chinense possiede foglie molto più grandi e rotonde, ha uno sviluppo più vigoroso ed e’ più facile da riprodurre soprattutto per talea.

Lycium ‘chinense’, inoltre, ha un fiore con quattro sepali e non due  come il Lycium ‘Barbarum’  e produce frutti più piccoli e meno polposi rispetto a quelli del barbatum. Anche il colore dei frutti è diverso:  di colore arancione nel Lycium chinense, rosso nel Lycium barbarum .

La differenza principale è nel sapore dei frutti, amarognoli nel Lycium ‘chinense’, dolci e succosi  nel Lycium ‘barbarum’.

Le bacche del Lycium chinense rispetto alla bacche Lycium Barbarum  sono più piccole (quindi non si possono esiccare perché si perderebbe la poca polpa che hanno), sono più fragili e marciscono facilmente se colpite dalle intemperie.

Per tutti questi motivi, il Lycium chinense viene coltivato soprattutto a scopo ornamentale, mentre il Lycium Barbarum è la specie utilizzata per la produzione delle bacche di Goji.

Lycium ‘Chinense’

Il nome italiano è spina santa cinese , si tratta di una specie originaria della Cina, coltivata a scopo ornamentale e presente in quasi tutte le regioni dell’Italia settentrionale, in Lazio e in Calabria. Cresce in ambienti aridi, di solito presso gli abitati, al di sotto della fascia montana. Il periodo di fioritura è aprile-dicembre.

Lycium ‘Barbarum’

Il nome italiano è spina santa di Barberia, si tratta una specie originaria delle aree temperate della Cina, da noi coltivata a scopo ornamentale e talvolta presente anche allo stato subspontaneo. La distribuzione regionale è limitata ai dintorni di Trieste, dove la specie è rara. Cresce presso gli abitati, al di sotto della fascia montana inferiore.  Il nome generico fa riferimento alla Licia, una regione storica dell’Asia minore da cui derivano diverse specie; il nome specifico si riferisce alla Barberia, antica regione dell’Africa nord-occidentale Il periodo di fioritura è giugno-agosto.

Lycium barbarum
Lycium barbarum Sten Porse CC BY-SA 3.0

Fioritura

La fioritura avviene in estate nel periodo che va da giugno a settembre. I fiori, autofertili, nascono all’apice dei rametti dell’anno che crescono sui rami dell’anno precedente. Le corolle hanno forma a campana e con cinque petali uniti, di colore che vira dal lavanda al lilla pallido.

I fiori crescono in gruppi da uno a tre nelle ascelle delle foglie, hanno pedicelli lunghi da 1 a 2 cm. Ricordano i fiorellini delle patate.

Consigli per la coltivazione delle Bacche di Goji ( Lycium barbarum e Lycium chinense)

Le piante vanno messe a dimora in autunno o in marzo (se sono in vaso) e si  possono coltivare sia in piena terra che in contenitore.

La pianta è caducifoglia in inverno, ma è resistente alle basse temperature tanto  che viene coltivata all’aperto, in piena terra, anche in Alto Adige.

Dopo aver acquistato la pianta occorre effettuare un travaso, accertandosi che le radici della pianta siano umide. La pianta si può trasferire, in base alle sue dimensioni e allo spazio disponibile, in un vaso o in giardino.

 E’ bene considerare che  la pianta di Goji necessita di qualche anno d’età prima di cominciare a produrre i frutti e cresce molto lentamente. Meglio acquistarla già pronta a fruttificare.

Coltivazione in vaso

Lycium chinense

La pianta di Goji è un arbusto a rami ricadenti e può arrivare a misurare anche 2 o 3 metri. Occorre considerare  che avrà bisogno di spazio per sviluppare le radici e se deciderete di piantarla in vaso, questo dovrà avere le dimensioni adeguate (24 cm di diametro per pianta alta 40 cm).

 Per le piante coltivate in vaso, occorre ricoprire il fondo del vaso  con uno strato di palline di argilla espansa, così da favorire un maggiore mantenimento dell’umidità da parte del terreno. La pianta non ama i ristagni nel sottovaso. La messa a dimora si effettua durante i mesi primaverili mentre si dovrà provvedere alla potatura nei mesi che vanno da novembre a gennaio .

Lycium chinense Sambuca CC BY-SA 1.0

Coltivazione in piena terra

La pianta può essere coltivata anche  in  giardino, dove può creare anche delle belle e diversificate siepi.

Per la messa a dimora si deve fare una buca che possa contenere completamente il pane di terra in cui si trovano le radici e la base della pianta e appena terminato il trapianto si deve annaffiare subito.

Temperatura

Lycium barbarum e Lycium chinense resistono bene anche al freddo; Nel suo paese d’origine sono in grado di sopportare temperature che vanno dai +30° ai -15°.

Lycium barbarum

Luce

La pianta referisce posizioni in pieno sole. La luce favorisce la crescita, quindi è bene posizionarla dove ci sia esposizione solare, sia in vaso, in casa o sul balcone.

Terriccio

La pianta delle bacche  Goji preferisce un terreno sabbioso e ben drenato. Ad esempio si può pensare ad argilla e torba sono che  assicurano il mantenimento dell’umidità nel terreno e anche  la leggerezza che occorre alle radici.

Annaffiatura

Lycium barbarum

E’ bene evitare annaffiature eccessive, lasciando sempre che tra un’annaffiatura e l’altra il terreno resti asciutto per almeno due giorni, per questo è bene annaffiare  il substrato in profondità ogni 2-3 settimane . Se si coltiva la pianta in vaso , occorre prestare maggiore attenzione alle esigenze idriche e nutrizionali, e controllarepiù spesso l’eventuale sviluppo di parassiti.

Moltiplicazione

Lycium barbarum e Lycium chinense possono essere coltivate dai semi, ma occorrono almeno tre anni per portarli a produrre frutti.

I semi  vanno raccolti dai frutti  secca, immergendoli in acqua durante la notte. Al mattino si spremono i semi dalla polpa. I semi buoni affonderanno e la polpa galleggerà. Poi si asciugano i semi. I semi essiccati possono essere conservati in un luogo fresco e asciutto per futuri impianti o immediatamente piantati.

I semi provenienti da qualsiasi fonte germinano bene a temperatura ambiente. Se ne possono piantare due o tre semi in un piccolo vaso. I semi piantanti in primavera sono meglio coltivati in serra nei primi due anni e piantati nel terzo anno. Non produrranno frutti per almeno quattro anni.

Concimazione

La pianta di Bacche di Goji va concimata regolarmente per ottenere uno sviluppo rigoglioso : in primavera si può usare in aggiunta all’acqua delle annaffiature, ogni 20-25 giorni, un concime ricco in azoto e potassio, che favorisce  lo sviluppo della nuova vegetazione e dei fiori. A fine inverno si può miscelare al terreno attorno alla pianta una buona dose di concime organico o di concime chimico a lenta cessione

Lycium barbarum

Potatura

Lycium barbarum e Lycium chinense possono essere potate per rimuovere tutti i germogli di lunghezza superiore a un metro e per creare una pianta a cespuglio.

La potatura favorisce  la crescita dell’inizio dell’estate per avere un bel raccolto di bacche a fine estate.

La maggior parte delle varietà ha alcune spine che generalmente  si sviluppano sulla crescita del secondo anno. La potatura serve anche per ridurre le spine.

Altri consigli per la cura

Prima che le gemme ingrossino è consigliabile praticare un trattamento fungicida ad ampio spettro, per prevenire lo sviluppo di malattie fungine, che si dilagano facilmente con  l’elevata umidità ambientale.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Lycium barbarum e Lycium chinense sono generalmente privi di parassiti. Si sono presentate problematiche  con cavallette e muffa in polvere.

Curiosità

Lycium barbarum

Sono chiamate anche le bacche della longevita’  e già questo la dice lunga sulla preziosità di questi frutti che contengono carboidrati, proteine, grassi e fibra alimentare, 18 amminoacidi tra essenziali e non, 11 minerali fondamentali fra cui potassio e selenio, vitamine essenziali tra cui la C in quantità 40 volte più dell’arancia e quasi il doppio del kiwi, polisaccaridi e monosaccaridi, acidi grassi insaturi fra cui gli essenziali acido linoleico e alfa-linoleico, betasitosterolo e altri fitosteroli, caroteinoidi, flavonoidi, polifenoli, betaina e altro ancora.

Si tratta di un vero e proprio cocktail di componenti fondamentali per il benessere degli organismi che svolge un’ azione antiossidante, un’efficace attività adattogena, protettiva e immunostimolante.

Il Goji contiene i carotenoidi, fra i quali la luteina e zeaxantina che scongiurano il pericolo di degenerazione maculare e glaucoma, mentre il betacarotene previene l’invecchiamento cutaneo precoce.

Le bacche contengono anche  gli acidi grassi essenziali che mantengono in buona salute il sistema cardiocircolatorio, abbassando il  colesterolo LDL e la glicemia.

Il basso  indice glicemico (28), le rendono adatte anche  ai diabetici.

In Inghilterra vengono assunte sotto forma di tè, ma è diffuso anche il succo o il frutto disidratato, che assomiglia esteticamente all’uva sultanina.

Il nome goji è stato dato nel 1973 dall’etnobotanico nord-americano Bradley Dobos. Le bacche crescono spontaneamente nelle valli himalayane, nella Mongolia, nel Tibet, nelle province della Cina dello Xinjiang, dello Ningxia, e nella regione autonoma della Mongolia Interna. Sono coltivate da migliaia di anni, la più alta densità produttiva è  nelle terre attraversate dal fiume Huang He, dove con il passare del tempo le sedimentazioni dei suoi bacini alluvionali hanno dato origine a un terreno fertile.

Tossicità  e/o uso erboristico

Bacche di Goji

Le  bacche di Goji hanno  tantissime proprietà:  sono antinvecchiamento, stimolano le difese naturali dell’organismo, hanno proprietà antinfiammatorie, abbassano la pressione arteriosa, abbassa il tasso di colesterolo nel sangue, migliorano l’assimilazione del calcio, alleggeriscono il fegato, sono utili in caso di stanchezza, debolezza immunitaria, di ipertensione, di infezioni urinarie, di colesterolo in eccesso, prevengono i disturbi oculari.

Contengono Betaina Β-sitosterolo Ciperone  Germanio  Solavetivone  Fisalina Zeaxantina  Luteina,  la presenza di betaina e luteina rendono sconsigliabile l’assunzione delle bacche in gravidanza.

Le foglie della pianta sono ricche di flavonoidi, in particolare di rutina.

La medicina tradizionale cinese attribuisce alle bacche di goji,  alla corteccia, alle radici e alle foglie della pianta, diverse proprietà curative e preventive.  La pianta veniva già osannata nell’antico manuale di erboristeria Shennong Ben Cao Jing che la indicata come pianta curativa per diversi tipi di  mali ed efficace per fortificare muscoli e ossa e rallentare l’invecchiamento.

Uno studio condotto ad Hong Kong ha evidenziato come la zeaxantina contenuta nelle bacche di Goji sia ben assorbibile dall’organismo umano.

I possibili effetti collaterali sono considerati improbabili, eccetto per specifiche casistiche.

Segnaliamo la presenza dell’atropina, una sostanza velenosa contenuta in quantità minime nei frutti di varie specie della stessa famiglia

Le bacche di goji  si trovano essiccate o in concentrato miscelato con altri prodotti come succhi di frutta, yogurt, tè, merendine, barrette, marmellate. Hanno un sapore simile a quello del mirtillo, uva passa, lampone e fragola.

 “Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei Fiori

Sicuramente questa pianta simboleggia l’eterna giovinezza. Perfetta quindi per augurare salute, forzae longevità.

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