Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)

Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)
Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)

Lo conosciamo con il nome di finocchietto ma in realtà il suo nome scientifico è Foeniculum vulgare o, più semplicemente, Finocchio selvatico.

Si tratta di un’erbacea perenne aromatica originaria delle regioni mediterranee. In Italia cresce soprattutto lungo le zone costiere, dal piano ai 1.000 metri sul livello del mare. Lo si può incontrare negli angoli aridi, nei terreni sassosi, nelle zone assolate, in quelle zone rocciose, nei vecchi muri a secco.

La sua altezza va dai 40 centimetri al metro e mezzo.

Ha un rizoma biancastro e forma densi cespi di foglie pennatosette di colore verde brillante. Sono proprio le foglie il primo segno per identificare la pianta: ricordano il fieno, da cui il nome foeniculum, sono bislunghe e suddivise in lacinie sottilissime regolari e lineari.

Nei mesi estivi si formano fusti eretti, alti fino a un metro e mezzo, ramificati, che portano ombrelle di fiorellini gialli. Il frutto è un achenio ha una forma oblungo-ovata ed un intenso aroma. La peculiarità del Finocchio selvatico è proprio l’intenso aroma.

Si tratta di una pianta decorativa dalla primavera all’inverno, che attirerà le farfalle, soprattutto il Papilio Machaon, che depone le sue uova sulle piante di Finocchietto selvatico. Per i bruchi è fonte di prezioso nutrimento per crescere e raggiungere lo stadio di crisalide.

Classificazione botanica

Il Foeniculum vulgare o Finocchietto selvatico è una specie del genere Foeniculum della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere).

Principali varietà

Di questa specie se ne conoscono almeno due varietà: una dal sapore dolce, solitamente coltivata come ortaggio o per i semi aromatici, la seconda dal gusto amaro, più  selvatica.

Entrambe le varietà sono sfruttate in fitoterapia in modo simile.


Fioritura

Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)
Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)


La fioritura del Finocchietto selvatico avviene in estate nel periodo che va da giugno ad agosto.

Consigli per la coltivazione del Foeniculum vulgare

Il Finocchietto selvatico è facile da coltivare, non richiede molte attenzioni: richiede pieno sole e un terreno ben drenato e fertile. Tende a crescere in altezza ed a formare un cespuglio di foglie piumose che dapprima sono color bronzo porpora e poi man mano schiariscono.

È una coltura perenne e pertanto non è necessario riseminarla: all’arrivo dell’inverno si taglia alla radice e si attendono i nuovi getti in primavera.

Coltivazione in vaso

Il Foeniculum vulgare necessita di molto spazio, per questo è sconsigliata la coltivazione in vaso. Nel caso si voglia comunque coltivare in vaso, ci si deve orientare per contenitori molto grandi.

Coltivazione in piena terra

In orto è opportuno scegliere la zona più assolata. Si prepara il terreno adeguatamente lavorandolo con con vangature profonde volte a fare scorrere l’acqua in eccesso.

Si può incorporare al terreno del compost maturo. Il letto di semina va mantenuto fine e ben pianeggiato impiegando un rastrello.

La primavera è il periodo ideale per seminare questa pianta aromatica. In semenzaio si può anticipare la semina nel mese di febbraio piantando nei vasetti e poi trapiantando ad aprile. I semisi interrano ad un centimetro di profondità.

Pianta da siepe

Il Finocchio selvatico tende a formare un cespuglio perenne che può arrivare a misurare un metro di larghezza e due di altezza.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso possono decorare i terrazzi.

È bene scegliere un’esposizione a sud e spostare la pianta a mezz’ombra nei periodi più caldi o riparlarla con tende ombreggianti.

Nei periodi più freddi si può spostare invece la pianta nei punti più riparati del terrazzo.

Temperatura

Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)
Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)

Il Foeniculum vulgare è una pianta molto rustica che, pur preferendo un clima temperato-caldo, può essere coltivata anche in zone con inverni rigidi purché si scelga una posizione soleggiata ed un terreno permeabile. Durante l’inverno la pianta va protetta con un telo di tessuto non tessuto o con della pacciamatura.

Luce

Il Finocchietto selvatico ama il sole ma nelle ore estive più calde è bene porlo in una posizione in semi-ombra.

Terriccio

In natura cresce anche su suoli sabbiosi o ghiaiosi, ma rende di più se coltivato in un terreno con una buona presenza di sostanza organica.

Annaffiatura

Questa aromatica non tollera la troppa umidità, pertanto occorre moderare le irrigazioni. Spesso viene coltivato in zone aride, in questi casi è bene monitorare il livello di secchezza del suolo evitando che si asciughi completamente. Le annaffiature vanno somministrate la sera o la mattina presto, evitando le ore più soleggiate.

Moltiplicazione

La moltiplicazione più semplice di questa pianta è quella da seme. Nel momento in cui la pianta perde i semi, questi germogliano facilmente. Le piante adulte si possono propagare anche per divisione dei cespi, in primavera.

Concimazione

Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)
Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)

Per concimare il Finocchietto selvatico si può usare dello stallatico ben maturo che si zappetta al suolo tra l’autunno e l’inverno per arricchire il terreno. Al momento dell’impianto si fa la prima concimazione di fondo.

Potatura

In inverno la pianta va tagliata lasciando nel terreno la radice che può dar vita l’anno seguente ad una nuova coltivazione.

Altri consigli per la cura

È consigliabile tagliare le ombrelle quando i frutti sono quasi maturi e poi lasciarle essiccare all’ombra. Una volta secche vanno delicatamente battute.

La propagazione avviene per seme raccolto direttamente dalla pianta, è sufficiente recidere le ombrelle fiorali prima disperdano i loro semi. Si deve tenere presente che Il finocchietto selvatico si autosemina fino a diventare infestante.

La raccolta del fiore si fa appena il fiore è “aperto”, nel nostro Paese a partire dalla metà d’agosto fino a settembre inoltrato. E’ possibile impiegare il fiore fresco oppure lo si può essiccare all’aperto e alla luce, ma sempre lontano dai raggi diretti del sole che provocherebbero l’evaporazione degli olii essenziali.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)
Foeniculum vulgare (Finocchietto Selvatico)

Questa pianta può subire gli attacchi da parte degli afidi. In questi casi si interviene tagliando le parti colpite e trattando le altre. Il Finocchio selvatico può poi essere colpito da una serie di patologie fungine in particolare da quelle che partono dalla radice o dal suolo: ad esempio il marciume radicale e il marciume del colletto.

Monitorare l’umidità e prevenire i ristagni idrici consente di evitare il problema.

Curiosità

L’epiteto generico deriva dal nome latino del finocchio, che contiene la radice del termine foenum (fènum, fieno), in riferimento alle foglie sottili come quelle del fieno ed all’aroma.

L’epiteto specifico vulgaris (vulgàris) in latino vuol dire ‘molto comune, diffuso’, dal termine vulgus (vùlgus), volgo, plebe.

Dalla parola finocchio deriva l’antipatico termine infinocchiare, inteso come “truffare, imbrogliare” che ha origine dalla pratica di usare il finocchio come antipasto per ingannare il gusto del cliente nei confronti di un vino di scarsa qualità o di usare i suoi semi per alterare il gusto del vino imbottigliato.

Questa pianta contiene amidi, zuccheri, pectina, e, soprattutto nei semi, contiene un olio essenziale (anetolo) complesso e odoroso che facilita la digestione. Masticare i semi di finocchio dopo pranzo o usarli per una tisana ha effetti benefici. In cucina è largamente usato per il suo aroma che dà gusto a i brodi di pesce e pesce lesso, carni e sughi, pani e focacce, dolci e liquori casalinghi dalle proprietà stomachiche.

In cucina si possono sfruttare tutte le parti del finocchio: i fiori freschi o essiccati, i frutti o “diacheni”, le foglie ed i rametti. Questi ultimi nelle Marche si usano per cucinare i bombetti o per conciare le olive sotto sale con peperoncino e aglio.

Le foglie del finocchio selvatico sono uno degli ingredienti essenziali della “pasta con le sarde” in Sicilia.

I fiori si usano per aromatizzare le castagne bollite, i funghi al forno o in padella, le olive in salamoia e le carni di maiale, soprattutto la “porchetta” dell’Alto Lazio e dell’Umbria.

In Toscana il finocchio selvatico viene usato dare sapore e profumo ad un salame chiamato Finocchiona, dove il finocchio sostituisce il pepe nero.

In Puglia si usano i semi di finocchio per aromatizzare alcuni dolci e si usano anche nei tarallini.

Una pianta molto simile al finocchietto è l’aneto.

Tossicità  e/o uso erboristico

Il Foeniculum vulgare è largamente usato in fitoterapia dove vengono sfruttati i frutti secchi o l’olio essenziale.

Questa pianta contiene infatti: anetolo che le conferisce il particolare aroma, fencone, chetone anisico, dipinene, canfene, fellandrene, dipentene e acido metilcavicolo.

L’impiego principale, come per le piante simili anice verde e carvi, è quello carminativo, cioè aiuta a eliminare i gas intestinali e nel contempo ne previene la formazione. Pertanto è impiegato per chi ha difficoltà digestive, flatulenza o aerofagia o per ridurre il dolore della sindrome da colon irritabile.

Questa pianta è particolarmente indicata nell’allattamento in quanto è galattoforo, ossia aumenta la produzione del latte, e, nel contempo, previene le coliche d’aria nei bambini.

Oltre a questo al finocchio selvatico sono state riconosciute qualità di emmenagogo, diuretico, antiemetico, aromatico, antispasmodico, antinfiammatorio e di tonico epatico.

Generalmente si impiegano i frutti secchi in infuso, ma è si può trovare in commercio anche le bustine liofilizzate o l’olio essenziale.

È bene fare attenzione in quanto i principi attivi contenuti a dosi molto elevate possono arrivare ad avere effetti allucinogeni, ad esempio se concentrati nell’olio essenziale estratto dai semi.

Inoltre l’olio essenziale è allergizzante cutaneo e respiratorio e l’essenza pura può indurre spasmi del laringe e non va data in età pediatrica.

Usato anche come repellente per le zanzare.


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

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