Echinacea

Echinacea
Echinacea

L’Echinacea è un genere di piante perenni originarie del Nord America e coltivate anche in Europa. Grazie alla loro grande adattabilità crescono spontaneamente sia nelle zone di pianura che ad alta quota arrivando ad oltre 1500 metri di altitudine.

Questa pianta è coltivata sia a scopo ornamentale che per le sue proprietà officinali, largamente sfruttate in campo fitoterapico.

Le Echinacee sono piante perenni ma vengono spesso coltivate con cicli poliennali. Nonostante si tratti di perenni, nei mesi invernali entrano in riposo vegetativo: la parte esterna dissecca completamente ed in primavera la pianta riparte con il ciclo naturale.

Sono caratterizzate da un apparato radicale fittonante in quasi tutte le specie e da fusti che nascono da rosette basali, con portamento eretto più o meno ramificato.

L’altezza dei fusti, sui quali sono distribuite le foglie, varia in base alla specie passando da pochi centimetri fino a circa 2 metri.

Le specie del genere presentano foglie verde chiaro, lanceolate o ellittiche, pubescenti, con margine intero o poco seghettato.

Il punto di forza dell’Echinacea sono i suoi fiori grandi e appariscenti, raccolti in capolini terminali e caratterizzati da un lungo peduncolo, hanno la forma di grandi margherite (la famiglia è la stessa).

Il colore dipende dalla specie, possono virare dal bianco-rosato al rosa purpureo. Ogni stelo porta un’unica grande infiorescenza.

Il frutto dell’Echinacea è chiamato achenio.

Classificazione botanica

L’Echinacea è un genere di piante perenni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae.

Principali specie

Al genere appartengono nove diverse specie. Quelle coltivate nelle nostre zone sono le seguenti.

Echinacea purpurea

Echinacea purpurea
Echinacea purpurea – foto di Diego DelsoCC BY-SA 3.0

Si tratta della specie più nota e diffusa. È originaria delle praterie umide, dei prati e dei boschi aperti degli Stati Uniti centrali e sud-orientali.

Misura un’altezza che varia da 60 a 180 centimetri.

Le radici sono fascicolate ed è caratterizzata da steli ramificati nella parte terminale. Le sue foglie sono grandi e ovali ed hanno il margine seghettato.

I fiori, che danno il nome alla specie, sono color porpora ed hanno un portamento pendente.

È una specie piuttosto semplice da coltivare, preferisce terreni medi, asciutti e ben drenati e ama una posizione in pieno sole o in ombra parziale.

Vanta una lunga fioritura ed è perfetta per le bordure.

Echinacea angustifolia

Echinacea angustifolia
Echinacea angustifolia – foto di Dy-eCC BY-SA 3.0

È la specie più piccola, non supera infatti i 50 centimetri di altezza.

È caratterizzata da un apparato radicale fittonante che scende nel terreno in profondità

Presenta foglie ricoperte di peli ispidi. I fiori sono relativamente corti e sono bianchi.

Echinacea pallida

Echinacea pallida
Echinacea pallida – foto di Oris2012CC BY-SA 3.0

L’Echinacea pallida misura dai 40 ai 90 centimetri di altezza.

Presenta un apparato radicale fittonante e produce fiori rosa tenue o bianchi con portamento ricadente.

È facile da coltivare in terreni medi e ben drenati, in pieno sole o in ombra parziale. Le foglie sono strette, di colore verde scuro

Fioritura

Echinacea purpurea
Echinacea purpurea


L’Echinacea fiorisce in estate, nei mesi che vanno da giugno a settembre.

Consigli per la coltivazione dell’Echinacea

L’Echinacea entra in riposo vegetativo in inverno e pertanto ha una buona resistenza al gelo.

Preferisce un’esposizione a mezz’ombra.

Non ha particolari esigenze in fatto di terreno anche se predilige suoli con le caratteristiche simili a quelli delle grandi praterie nordamericane: moderatamente fertili, ben drenati e tendenti al sabbioso.

Coltivazione in vaso

Se si vuole coltivare l’Echinacea ci si deve orientare su un vaso che abbia spazio sufficiente per l’apparato radicale. Meglio optare per fioriere considerando che anno dopo anno, la pianta tende ad espandersi in larghezza.

Coltivazione in piena terra

I semi possono essere seminati in una bordura per giardino tra aprile e maggio. È bene interrarli ad una profondità di circa due centimetri.

La distanza di impianto deve attestarsi sui 30-40 centimetri. Si può allestire un angolo di piante officinali.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso possono decorare terrazzi e balconi

Temperatura

L’Echinacea ha un’ottima tolleranza alle basse temperature.

Luce

Questa pianta preferisce un’esposizione al sole ma cresce bene anche in semi ombra, anche se in questo caso fiorirà meno.

Terriccio

Il terreno ideale per l’Echinacea è quello di medio impasto, che si abbastanza sciolto e fresco.

Per un ottimale sviluppo dell’apparato radicale vanno evitati i terreni compatti e asfittici, come quelli troppo argillosi

Annaffiatura

Echinacea
Echinacea – Foto di H. ZellCC BY-SA 3.0

Questa pianta soffre la siccità.

Durante la fase di germinazione, è opportuno mantenere costantemente umido il terreno.

Successivamente, l’Echinacea va irrigata regolarmente durante l’estate, in particolare nel primo anno di coltivazione. È bene irrigare poco ma spesso, per scongiurare il rischio che si formino ristagni idrici.

Moltiplicazione

L’Echinacea può essere moltiplicata attraverso la semina e la divisione dei cespi:

Moltiplicazione per seme

La propagazione da seme è la tecnica più diffusa.

La semina si esegue a fine inverno. Prima di piantare i semi, è bene tenerli immersi in acqua tiepida per 24 ore. Generalmente sono necessari 10-12 giorni per vedere le piantine spuntare dal terreno.

Nel corso del primo anno, le piantine sviluppano la rosetta basale di foglie, la fioritura avviene generalmente, dal secondo anno.

Moltiplicazione per divisione dei cespi

La divisione dei cespi si esegue a fine inverno sugli esemplari di almeno 3 anni.

Prima della ripresa vegetativa, si scalza la pianta dalla terra e si suddividono i giovani getti ingrossati in prossimità del colletto, con una porzione di apparato radicale.

Dopo la divisione, le nuove piante possono essere messe immediatamente a dimora.

Concimazione

Echinacea
Echinacea

L’Echinacea ama i terreni ricchi di sostanze nutritive, tuttavia non si deve esagerare con la concimazione, in quanto i suoi esili gambi crescerebbero troppo in fretta e, in caso di vento o forti piogge, potrebbero piegarsi.

Si può arricchire il terreno prima della semina in primavera e durante il periodo di fioritura con una concimazione organica di fondo.

Potatura

La pianta può essere potata subito dopo la fioritura, lasciando a quattro dita dal terreno.

Abbinamenti

Le Echinacee si abbinano molto bene con altre piante che hanno lo stesso periodo di fioritura, come le Monarda, Dalie, Cosmos, Echinops, Astilbe, Rudbeckia, Salvia.

Altri consigli per la cura

Per un buon svernamento in caso di temperature molto inferiori allo zero è sufficiente coprire il terreno con delle fronde o del pacciame. La pacciamatura si rivela utile anche per limitare la crescita delle erbe infestanti.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Echinacea
Echinacea

Una volta attecchita, l’Echinacea è una pianta piuttosto rustica, e difficilmente subisce attacchi da parte di parassiti e patogeni fungini.

Tuttavia è bene fare attenzione alle limacce, che si rivelano particolarmente dannose in primavera, divorando i germogli di Echinacea. Per questo, soprattutto in caso di primavere piovose, è consigliabile eliminare questi parassiti.

Curiosità

Linneo battezzò questo genere come Rudbeckia, in omaggio ad Olaus Rudbeck, botanico svedese del XVII secolo. Il genere è stato poi rinominato nel 1794 da Moench, con il nome di Echinacea che deriva dal greco echinos, ossia riccio.

Il riferimento al riccio è probabilmente da attribuire alla struttura dei semi che alla loro sommità hanno un margine con 4 denti appuntiti. C’è chi pensa invece che il riferimento al riccio sia dovuto alle brattee pungenti del capolino.

L’echinacea è stata utilizzata a livello terapeutico in Europa dal 1700.

Per le tribù Pellerossa dei nativi americani l’Echinacea era una pianta sacra e impiegata come rimedio naturale . Gli sciamani usavano le sue per curare gli avvelenamenti di serpenti e insetti.

Nell’uso moderno la tintura di Echinacea era tra i medicinali più venduti d’America. Era sfruttata come terapia per infezioni localizzate e sistemiche, per combattere i foruncoli, l’acne e le ulcere varicose, oltre che per curare raffreddori e influenze.

Tossicità  e/o uso erboristico

Echinacea
Echinacea

La specie di maggior interesse come pianta officinale è l’Echinacea purpurea, ma vengono utilizzate anche l’Echinacea angustifolia e l’Echinacea pallida.

L’Echinacea è largamente sfruttata in erboristeria ed in cosmetica. È antinfiammatoria, antisettica, antibatterica, cicatrizzante, stimolante del sistema immunitario e dei processi assimilativi ed escretivi.

Il principale utilizzo di questa pianta è rappresentato dalla tintura madre ottenuto dalle radici dell’Echinacea angustifolia o dalle parti aeree della Echinacea purpurea. Per la preparazione della tintura madre è meglio usare la pianta fresca, in quanto con l’essiccazione può perdere parte delle sue proprietà.

La raccolta delle radici si fa tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno, cioè quando la pianta è in riposo vegetativo. generalmente non si raccolgono le radici di piante giovani, ma solo di quelle con almeno 3 anni di vita, poiché sono più ricche di principi attivi.
Una volta tolta dalla terra, la radice va fatta essiccare al sole o in un luogo asciutto e ventilato. Quando è secca, si può tagliare a pezzettini e conservare in sacchetti di carta

I principi attivi dell’Echinacea sono numerosi, la pianta contiene Polifenoli, Polisaccaridi, Monosaccaridi, Terpeni, Alchilammidi.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei Fiori

Nel linguaggio dei fiori l’Echinacea simboleggia la forza e la salute. La sua azione aiuta il sistema immunitario a proteggere la salute.

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