La collina delle Iris: intervista a Elena Perelli

foto dal sito “La collina delle iris

Provate a chiudere gli occhi e ad immaginare una collina color arcobaleno, dove fiori dalle forme fiabesche tappezzano il terreno. Ecco, questo posto esiste e nei mesi di aprile maggio si trasforma in uno spettacolo per gli occhi e per la mente.

Questo posto si trova nel Monferrato in uno degli scenari più belli del Piemonte.

Ma la cosa più bella di tutto questo è che la collina delle Iris, cosi è stato battezzato questo luogo, nasce dal progetto di una persona, Elena, che ci ha concesso questa intervista, ed è la dimostrazione di come una passione, nata cosi quasi per caso, possa rendere realizzabile qualsiasi idea.

Elena, da cosa nasce la tua passione per le Iris?

foto dal sito “La collina delle iris

Sin da quando ero bambina ho sempre visto questi fiori nel giardino di mia nonna e poi di mia mamma. Quando sono venuta a vivere in campagna, con un grande giardino a disposizione, me ne sono fatta dare un po’ di varietà dalla mia mamma e le ho messe a dimora nel mio giardino, ma le consideravo bei fiori come tanti altri.

Poi, nel 2010 lessi su “Vita in Campagna” un articolo che parlava di un ibridatore internazionale di iris, che risiedeva a pochi chilometri da casa mia.

Credo che la mia passione sia nata nel momento in cui ho potuto ammirare quelle file interminabili di fiori di ogni colore. Con il tempo, poi, la conoscenza con Augusto Bianco (titolare del vivaio Iride) si è trasformata in amicizia e molte delle cose, che oggi so in materia di iris, me le ha insegnate lui.

É difficile la coltivazione delle Iris?

foto dal sito “La collina delle iris

È necessario distinguere tra le iris barbate cosiddette “storiche” (vale a dire quelle che hanno tutti nei propri giardini, le iris della nonna, quelle che sono sopravvissute ad ogni avversità ed in condizioni impossibili) e le iris moderne. Come per le rose, le “antiche” sono più robuste, mentre le moderne sono soggette ad ogni sorta di malattia. Perché? Perché nella selezione degli ibridi si tende, purtroppo molto spesso, a selezionare la bellezza del fiore e non la robustezza della pianta.

E perché le iris della nonna non venivano né concimate né sottoposte a trattamenti con anticrittogamici e insetticidi, quindi quelle che sopravvivevano erano robustissime (la selezione naturale all’opera). Le iris di oggi sono “viziate” e quindi più delicate, ma non tutte le varietà lo sono. Molti ibridatori, soprattutto quelli più seri, danno la giusta importanza al vigore e alla robustezza della pianta.

La risposta giusta, quindi, sarebbe: dipende dalla varietà.

Quali condizioni richiedono (terreno, clima..etc)

foto dal sito “La collina delle iris

Le iris barbate sono poco esigenti in termini di terreno. Vi è una sola condizione, che per loro è fatale, i ristagni d’acqua.

L’esposizione su di un pendio oppure in aiuole rialzate in caso di terreno in piano sarebbero l’ideale per loro. Inoltre, necessitano di almeno 6 ore di sole al giorno, ma più ne prendono più abbondante sarà la loro fioritura.

Altra condizione quasi indispensabile sono alcuni mesi di freddo invernale. Nelle zone con inverni molto miti, però, possiamo rivolgerci alle iris rifiorenti, che non richiedono la vernalizzazione.

Le moderne iris barbate richiedono anche di essere concimate almeno una volta all’anno (preferibilmente dopo la fioritura, quando iniziano a sviluppare i rizomi nuovi, che fioriranno l’anno successivo) con concimi a bassissimo tenore di azoto. L’eccesso di questo componente, infatti, causa il marciume dei rizomi. Ottimi, invece, i concimi con elevati tenori di fosforo e potassio, nonché di altri oligoelementi.

Sarebbe consigliabile anche effettuare almeno un trattamento all’anno con un anticrittogamico rameico per prevenire (purtroppo non si può combattere) quella che è la malattia più comune (anche se non mortale) delle nostre iris: l’eterosporiosi o “macchie fogliari”.

L’ideale è sempre rimuovere le foglie secche e quelle attaccate dalla malattia e allontanarle dalle nostre amate piante, affinché le spore fungine non rimangano nel terreno.

L’anno scorso, sul gruppo collegato alla pagina Facebook (i cui link sono riportati più avanti), si è tenuto un “corso sulle iris” (in sostanza la pubblicazione di varie puntate, in cui si raccontava qualcosa su queste piante meravigliose).

Da questo corso è nata una guida interattiva in .PDF, (che può essere gratuitamente scaricata da Internet ) e nella quale vi sono anche molti consigli sulla coltivazione, sull’ibridazione e su molte altre curiosità, anche di carattere storico.

Ci sono gruppi o specie più difficili rispetto ad altri?

foto dal sito “La collina delle iris

Io, personalmente, mi occupo principalmente di iris barbate, ma coltivo anche alcune iris specie ed alcuni ibridi di arillate. Queste ultime sono incroci di iris barbate con iris arillate pure (che non potrebbero sopravvivere all’aperto nelle nostre condizioni climatiche, infatti vengono coltivate in serra).

Se parliamo, poi, di iris specie, qui il discorso si amplia notevolmente, perché ogni specie ha le proprie esigenze specifiche. L’iris japonica e l’iris foetidissima, per esempio, richiedono posizioni ombreggiate, le iris siberiane amano le pacciamature (letali per le iris barbate, che causano il marciume del rizoma), le iris pseudacorus e le iris lousiana amano il terreno sempre umido, mentre gli ibridi di arillate, di cui parlavamo prima, amano terreni in pendenza e climi estremamente siccitosi, soprattutto d’estate, quando le piogge estive possono causarne il marciume. Anche le condizioni per la coltivazione di molte di queste specie vengono trattate nella guida, di cui si parlava in precedenza.

Hai mai proceduto alle ibridazioni direttamente? Se si con quali risultati?

foto dal sito “La collina delle iris

Come già detto ho imparato molto da Augusto Bianco e lui ripeteva sempre che per ibridare servono tanta pazienza, tanto spazio e tanto tempo. Al momento mi mancano tutti, quindi, a parte qualche tentativo di far crescere alcuni semi, provenienti da capsule ibridate naturalmente (probabilmente da un’ape legnaiola di passaggio) non ho mai effettuato incroci intenzionali.

L’anno scorso a maggio avrei dovuto iniziare un “corso di ibridazione intensivo” presso il noto ibridatore internazionale Angelo Garanzini (altro caro amico conosciuto grazie a questi fiori meravigliosi), ma la pandemia ha sconvolto tutti i piani. Sarà per il 2022?

Quando e come è nata l’idea dello scambio di Iris?

foto dal sito “La collina delle iris

Come si può leggere nella sezione “La Storia” del mio sito nel 2018 ho dovuto togliere, diradare e rimettere a dimora molte varietà ormai troppo fitte (le iris dovrebbero essere divise al massimo ogni 3-4 anni, ovviamente in base alla loro prolificità) e non sapevo cosa fare dei rizomi in eccesso. Calcoliamo che un singolo rizoma di iris messo a dimora in estate può, se prolifico, essere diviso dopo 3 anni e se ne possono ricavare una ventina di rizomi pronti alla fioritura l’anno successivo.

Io tengo per me 3 rizomi per varietà (per non rischiare di perderla), ma che fare degli altri?

E così sono nati il sito e la pagina Facebook “La Collina delle Iris” a cui è collegato il gruppo “Iris Italia (foto-vendo-scambio-cerco)”. Ogni anno acquisisco nuove varietà per la mia collezione. L’anno scorso, per esempio, ne ho messe a dimora 130 nuove, di cui 45 acquistate e 85 scambiate con altri appassionati.

Quanti appassionati di iris hai conosciuto grazie allo scambio?

foto dal sito “La collina delle iris

Non saprei rispondere a questa domanda, ma sono davvero tantissimi. Internet, poi, permette di travalicare oceani e montagne e di essere in contatto con amanti delle iris di tutto il mondo. Quello che posso dire è che ho conosciuto persone meravigliose in questo ambiente: probabilmente l’amore per i fiori e per il bello crea un legame speciale tra chi li apprezza e, nei gruppi dedicati a questi meravigliosi fiori, si respira una gentilezza ormai rara da trovare. Gli scambi vengono effettuati quasi esclusivamente con residenti in Italia a causa dei costi di spedizione, ma mi è capitato di scambiare anche con l’Estonia.

Quante varietà di iris possiedi?

Ad agosto del 2020 ho messo a dimora le ultime varietà acquisite e ho raggiunto circa 800 varietà (avendo più rizomi per varietà, i cespi sono ormai più di 1800).

Quale è la tua specie e varietà preferita?

foto dal sito “La collina delle iris

Sicuramente le iris barbate sono le mie preferite, e tra loro il mio cuore batte forte per le nane e le nane in miniatura, che sono tra le prime a fiorire e a segnare l’arrivo della primavera e della stagione, nella quale la prima cosa da fare al mattino è alzarsi, prendere lo smartphone ed andare su in collina a vedere e fotografare le nuove fioriture del giorno.

Ed il colore?

In questo caso la risposta è facilissima: tutti. L’iris è così denominata in onore della dea personificazione dell’arcobaleno, quindi non è possibile – almeno per me – scegliere un colore: sono costretta ad amarli tutti.

Quanto tempo e quante energie dedichi alla tua passione?

Tempo tanto, energia infinita, fatica anche di più. Le mie iris sono tutte piantate in pendenza, quindi non è possibile utilizzare nessun macchinario per togliere le infestanti. Gli unici attrezzi ammessi sono ginocchia, mani, sarchiatore e tanta pazienza. Ma la fatica è ampiamente ripagata quando, nei 2-3 mesi di picco della fioritura, mi aggiro inebriata da tanta bellezza tra una varietà e l’altra, senza contare le iris rifiorenti, che tornano ad allietare la collina d’estate e, con maggiore frequenza, in autunno.

Economicamente è stato dispendioso realizzare quello che hai realizzato?

foto dal sito “La collina delle iris

Io ho avuto la fortuna, che la casa dove risiedo è circondata da 6.000 mq di bosco. Pian piano ho iniziato a disboscare la zona circostante la casa (rimuovendo così anche alberi d’alto fusto pericolosi per la casa stessa e per la strada adiacente) e a mettere a dimora le prime iris. Ogni anno pulisco un pezzetto di bosco in più e lo dedico a questi meravigliosi fiori. Quello che oggi è un bosco era anticamente una vigna, quindi sono presenti degli abbozzi di terrazzamenti, ideali per la coltivazione delle iris. Ogni anno acquisto nuove varietà e poi le scambio con gli amici negli anni successivi, quindi il costo non è stato eccessivo, anche se questi fiori non sono propriamente economici. È necessario, però, considerare, che un bulbo di narciso fiorirà più o meno tale e quale per anni, mentre un rizoma di iris, come già detto in precedenza, nel giro di 3 anni può trasformarsi in un magnifico cespo con 20 steli da fiore.

Cosa rappresentano per te questi fiori?

Una passione infinita. Un’occasione per conoscere altri amatori e di condividere con loro questa “ossessione”. In tempi non-Covid si organizzavano incontri tra amatori e ibridatori e, spero presto, potremo tornare a farlo.

Hai qualche aneddoto o episodio particolare da raccontare a proposito dei tuoi fiori (ad esempio una visita particolare etc)

foto dal sito “La collina delle iris

Ricordo con particolare piacere il primo “viaggio delle iris”, che mi ha portato nel 2018 a Firenze in occasione della premiazione dell’iris ‘Anima Cara’ di Angelo Garanzini, che ha vinto il 60° Concorso Internazionale dell’Iris, in compagnia di alcuni amici, ibridatori e non.

L’anno successivo, poi, è stato organizzato il primo “Iris Forum” a Rimini, presso l’albergo del vivaista e ibridatore Daniele Bilancioni. Una tre giorni di full immersion tra le iris con corsi tecnici tenuti dagli ibridatori stessi. Il tutto avrebbe poi dovuto ripetersi l’anno successivo a San Giorgio di Perlena in occasione della 1° Festa dell’Iris, organizzata da Nicola Luigi Michelon, ma purtroppo a causa della pandemia si è dovuta rimandare a data da destinarsi. Anche questa è stata un’occasione per conoscere nuovi cari amici, con i quali sono tuttora in contatto.

Concludo questa bella intervista con una riflessione: alla fine anche questo è stato un colpo di fulmine, di quelli che accadono quando incontri il grande amore, la tua fiamma gemella: lei ha visto queste file di fiori arcobaleno e se ne è perdutamente innamorata, il colpo di fulmine inziale si è tramutato in un amore profondo di quelli che si curano e si coltivano giorno per giorno. E’ qui che sta il segreto e la chiave di tutto: nell’amore in quello che si fa, quell’amore che ti fa creare dei capolavori, come è la Collina delle Iris.

Grazie Elena, per l’intervista, per le foto, per averci fatto fare parte di questa storia e per aver colorato un’intera collina con i colori dell’arcobaleno.

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