Iris rizomatosi non barbati

Iris rizomatosi non barbati: Iris ensata
Iris rizomatosi non barbati: Iris ensata

Sulle sponde dei laghi o lungo i corsi d’acqua non è raro incontrare Iris di colore giallo, si tratta dell’iris d’acqua, nome scientifico Iris pseudacurus, è in grado di colonizzare ampie aree e di creare vistose macchie colorate. Questo Iris fa parte degli Iris rizomatosi non barbati, ma non è il solo. Andiamo a conoscere gli altri.

Quando si parla di Iris si apre un mondo fatto di sottogeneri, gruppi, specie, varietà, fiori dalle mille forme e dai tanti colori, con tante caratteristiche diverse tra loro ma tutti accomunati da una bellezza fiabesca.

Tra le tante suddivisioni troviamo gli Iris non barbati che rientrano tra il gruppo iris rizomatosi e per questo vengono definiti Iris rizomatosi non barbati. Il sottogruppo al quale appartengono gli Iris rizomatosi non barbati è Limniris. Andiamo a vederle da vicino

Le Iris Non Barbate (o  Apogon) fanno parte del Gruppo Iris rizomatose. Come facilmente intuibile si tratta di Iris sprovviste di “barba”, ossia di quei particolari peli che caratterizzano le specie barbate. Sono, in prevalenza, Iris acquatici o che comunque amano un terreno paludoso e umido ed un’esposizione soleggiata.

Nel grande e diversificato gruppo di iris senza barba, si trovano anche molte belle piante ornamentali.

Gli Iris non baarbati nelle loro numerose forme e specie crescono dalle aree meridionali della zona temperata fino ai bordi del gelido artico.

Le condizioni cambiano molto da specie in specie: ci sono Iris non barbati che fioriscono nell’acqua e altri che crescono bene solo in condizioni desertiche; molti che richiedono terreni acidi e alcuni che preferiscono alcalini.

G.H.M. Lawrence, nella classificazione provvisoriamente utilizzata dall’American Iris Society, divide la Sezione Iris non baarbati in tre sottosezioni: Sottosezione Foetidissima che conta una sola specie la Iris foetidissima; la Sottosezione Apogon con sedici specie; e la Sottosezione Evansia con undici specie.

L’Iris foetidissima cresce in Inghilterra e nell’Europa continentale. Tollera l’ombra completa si tratta dell’unico iris che viene coltivato, e sopravvive, praticamente in qualsiasi giardino.

Delle sedici specie della sottosezione Apogon, sole quattro sono ampiamente coltivate nei giardini: iris Sibiricae; iris Spuriae; iris Laevigatae e iris Hexagonae. Una quinta, l’iris Californicae, comprende piante di grande valore da giardino. Il “neo” è che si tratta di piante che tollerano solo una gamma limitata di terreno e di clima, pertanto la loro coltivazione è limitata a poche aree favorevoli e ai giardini di giardinieri preparati a soddisfare le loro particolari esigenze.

La coltivazione delle specie appartenenti alla Sottosezione Evansia è altrettanto limitata. Questo gruppo comprende anche le iris crestate.

Classificazione Botanica

Gli Iris non barbati comprendono diverse specie rizomatose del genere Iris (famiglia Iridaceae) e fanno parte sottogruppo Limniris. Molte specie sono note con il nome di giaggioli.

Principali Specie

Il sottogenere Limniris comprende iridi che crescono dai rizomi e sono senza barba. Sono originari del Nord America, Africa, Europa e Asia. Molte di queste piante si trovano nelle zone umide e la maggior parte delle specie richiede terreni ricchi di umidità, mentre altre tollerano anche terreni più secchi. Andiamo a vedere le principali specie di iris rizomatose non barbate.

Iris ensata

Iris ensata
Iris ensata – foto di LaitcheCC BY-SA 3.0

Si tratta del noto Iris giapponese di cui sono state ottenute più di 700 cultivar. E’ caratterizzato da un fogliame, alto da 60 cm a 90 cm, sottile e verticale. Produce fiori di 10-12 centimetri che si sviluppano al di sopra del fogliame con petali che pendono verso il basso di colore viola.

Si tratta di Iris acquatici che possono essere coltivati in terreni coperti da 3 o 5 cm di acqua anche se questa soluzione non è indispensabile, pertanto possono crescer anche in terreni non coperti da acqua purché si assicuri un’irrigazione profonda e frequente durante la primavera e durante la fioritura.

Iris pseudacorus

Iris pseudacorus
Iris pseudacorus

E’ il gigante del mondo dell’iride, forma enormi e produce vistosi fiori con un diametro di 10 cm e il cui colore va dal giallo brillante al crema. Dopo la fioritura si sviluppano dei frutti che in autunno si aprono lasciando cadere in acqua numerosi semi .

L’Iris pseudacorus vanta un’elevata efficacia depurativa dell’acqua, sia per il laghetto, ma anche per biopiscine o vasche per carpe. È inoltre anche efficace per l’assorbimento di metalli pesanti disciolti in acqua.

L’Iris setosa è originaria dell’Alaska e della Siberia. Si tratta di iris da suolo umido adatti per essere coltivati sui bordi di stagni e laghetti, anche su giardini rocciosi. Data la loro origine, sono piante molto resistenti alle basse temperature che nelle zone più calde vanno piantate in mezz’ombra. I fiori sono viola brillante.

Iris brevicaulis

Iris rizomatosi non barbate: Iris brevicaulis
Iris brevicaulis

Questa specie appartenente al sottogenere Limniris è originaria del Nord America. E’ caratterizzata da foglie lunghe verde brillante e lucide, da un lungo gambo a zig-zag con 3-6 fiori per gambo, generalmente nelle tonalità blu dal viola-blu, al lavanda, al viola-blu, al blu brillante al blu e pallido blu. Si tratta di una specie a crescita bassa le cui foglie sono tipicamente più alte dell’infiorescenza.

Iris foetidissima

Iris foetidissima
Iris foetidissima – foto di CalimoCC BY-SA 2.0

Si tratta dell’unica specie della serie Foetidissimae appartenente al gruppo delle Iris non barbate. E’ caratterizzata da un rizoma duro quasi legnoso, da un fogliame sempreverde e da fiori generalmente insignificanti. Alcune selezioni hanno fiori più attraenti e ben colorati, Viene anche chiamata Giaggiolo Puzzolente.

L’Iris Foetidissima si adatta a numerosi tipi di clima: continentale, mediterraneo, alpino. Sempreverde, resistente alle gelate, gradisce luoghi soleggiati o mezz’ombra.

I fiori, inodori e singoli, sono tipicamente viola tenue. Nel periodo di fioritura la pianta sviluppa un baccello per fiore contenente semi di colore arancio che in autunno, a fioritura terminata, si schiude e regala una seconda e piacevole caratteristica decorativa di questa specie. Fiorisce da marzo a maggio.

Iris graminea

Iris graminea
Iris graminea

Questa specie cresce in particolare nei pascoli e nei boschi prealpini, i luoghi ombrosi e freschi, in zona montano collinare. Preferisce terreni calcarei, anche non particolarmente ricchi d’acqua. Ha un aspetto molto singolare.

E’ caratterizzata da foglie lineari e piuttosto lunghe (arrivano a misurare fino a 30-60 cm), ripiegate longitudinalmente lungo il nervo mediano con le due metà che aderiscono, in particolare nella parte inferiore, allo stelo, a ricordare le pagine di un libro.

Il fiore è portato da un peduncolo, avvolto da una spata erbacea, sottile e trasparente. E’ di colore colore blu violaceo con sfumature bianche ai lati, con tre tepali interni, più piccoli en di colore viola più intenso, senza sfumature.

Iris sibirica

iris rizomatose non barbate: Iris sibirica
Iris sibirica

L’Iris sibirica presenta fiori blu violacei e occasionalmente bianchi ed è originaria dell’Italia, dell’Europa orientale del Lago Baikal, della Turchia e del Caucaso. Fiorisce dalla tarda primavera all’inizio dell’estate. Cresce nei prati umidi di collina e bassa montagna, ma in Friuli era molto diffusa anche nella bassa pianura, fino al litorale adriatico. E’ nota anche con il nome comune di Giaggiolo siberiano.

Iris sintenisii

Iris rizomatosi non barbati: Iris sintenisii
Iris sintenisii – foto di Michael WolfCC BY-SA 3.0

Questa specie è originaria dell’Italia meridionale, della penisola balcanica e della Turchia. E’ caratterizzata da fiori viola-blu intenso con sfumature bianche e venature viola. La pianta è praticamente impossibile da individuare nell’erba quando non è in fiore poiché le foglie sono del tutto simili all’erba. Questa specie è strettamente imparentata con l’Iris graminea ma in Italia hanno una distribuzione distinta: l’ Iris sintenisii è infatti presente solo nell’Italia meridionale.


Fioritura

Generalmente la fioritura avviene in primavera (verso aprilemaggio), ma può cambiare in base alla specie. ciò che accomuna tutte le specie è che i fiori sono di grande impatto visivo.

Consigli per la coltivazione degli Iris rizomatosi non barbati

Iris rizomatosi non barbati: Iris sintenisii
Iris sintenisii

Gli Irsi appartenenti a questo gruppo generalmente prediligono ambienti più umidi e possono essere tranquillamente messi a dimora vicino laghetti o piccoli corsi d’acqua. Ovviamente le cure colturali cambiano in base alla specie.

Coltivazione in vaso

Per la coltivazione in vaso si può utilizzare un terriccio universale miscelato con un terriccio per piante grasse, con aggiunta di sabbia.

Coltivazione in piena terra

I rizomi di Iris vanno leggermente affossati sul terreno, la parte superiore va dapprima ricoperta da un velo di terra e poi deve rimanere ben visibile.

Un rizoma troppo profondo rischia di compromettere la fioritura oltre che marcire. Il periodo per piantare i rizomi va da luglio a settembre e fino a ottobre nei climi temperati .

Temperatura

L’Iris è una pianta robusta non difficile da gestire e si adatta a una vasta gamma di climi. Le esigenze possono tuttavia cambiare a seconda della specie.

Durante l’inverno si può coprire il terreno con un po’ di corteccia, foglie o paglia per proteggere i rizomi e la base del cespo.

Luce

Iris giapponese
Iris giapponese

L’esposizione deve assicurare non meno di mezza giornata di sole, ci sono specie che tollerano anche l’ombra.

Terriccio

Gli iris acquatici crescono rigogliosi ai bordi degli stagni in fossati umidi.

Gli iris non barbati sono perfetti per crescere in giardini ai bordi di specchi d’acqua e ruscelli o, in alternativa, in un terreno mediamente più umido con esposizione semiombreggiata.

Annaffiatura

Iris rizomatosi non barbati: Iris pseudacorus
Iris pseudacorus

L’iris non necessita di annaffiature frequenti. In genere è sufficiente l’acqua piovana. Durante i periodi di siccità è sufficiente fornire un’irrigazione settimanale. In vaso è possibile lasciare asciugare la terra per 3-4 giorni prima annaffiare nuovamente.

Moltiplicazione

Per le specie rizomatose la moltiplicazione agamica avviene alla fine dell’estate per divisione dei rizomi. L’operazione si esegue su piante adulte di almeno 3-4 anni. Si rivela peraltro molto utile per evitare il soffocamento del cespo che invecchiando rischia di compromettere la fioritura.

I rizomi possono essere estratti dal terreno e divisi in tanti pezzi quanti sono “gli occhi” da cui nasceranno le nuove foglie. Si devono tagliare le vecchie foglie a circa metà della loro altezza e i rizomi vanno poi interrati nuovamente.

Concimazione

Per favorire lo sviluppo dell’iris si può fornire un fertilizzante leggero all’inizio della stagione di crescita che non abbia un alto contenuto di azoto che può provocare un’eccessiva crescita del fogliame (e anche delle radici).

Potatura

L’Iris non ha bisogno di essere potato o tagliato, anzi: lasciare le foglie indisturbate anche dopo la stagione di crescita consente alla pianta di ottenere più sostanze nutritive dalla fotosintesi e favorire lo sviluppo dell’anno successivo. Si possono però rimuovere le foglie e le parti morte e che non apportano alcun beneficio alla pianta. Prima dell’inverno, può rendersi necessario tagliare alla base il gambo del fiore. Se il fiore muore durante l’inverno e cade alla base della pianta, può infatti diffondere il marciume al rizoma causandone la morte.

Altri consigli per la cura

Iris rizomatosi non barbati
Iris rizomatosi non barbati

Al termine della fioritura è bene tagliare gli steli dei fiori ad una decina di centimetri dalla base. Le foglie possono essere tagliate durante l’estate se troppo fitte oppure con l’arrivo dell’autunno per sfoltire il cespo.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Alla base della pianta e fra le foglie possono annidiarsi gli afidi e trasmettere malattie, virus o debilitare la pianta e comprometterne la fioritura. Possono inoltre manifestarsi macchie fogliari nei periodi umidi e piovosi.
Eventuali ferite ai rizomi possono portare muffe e marciumi, in tal caso occorre togliere la parte danneggiata e trattare con fungicidi specifici.

Curiosità

Il nome del genere deriva dalla parola greca iris che significa arcobaleno

L’iris è sempre stato famoso per il profumo, dal tipico odore di violetta, che si può estrarre dai rizomi essiccati. Il processo di estrazione del profumo è molto complesso: la pianta arriva a maturità nell’arco di tre anni, allora può essere raccolta e i rizomi possono essere messi a seccare; L’essiccazione può durare anche tre anni per ottenere il massimo rendimento olfattivo.

Con 1000 Kg di rizoma fresco si ottengono 250Kg di prodotto essiccato e dopo macinazione e distillazione si otterranno 2 litri di olio essenziale dal caratteristico aroma sottile e intenso.

Tossicità  e/o Uso Erboristico


Gli Egizi estravano un olio aromatico dal’Iris usato in occasione di riti religiosi: nel suo trattato di medicina Dioscoride lo prescrive per trattare le ulcere, la tosse e la febbre. In epoca romana all’Iris vengono attribuite anche altre proprietà medicinali tra cui ringiovanire la pelle, e favorire il sonno. Plinio descrive ben 41 rimedi ottenuti con l’iris. Carlo Magno nomina 88 piante da coltivare nel suo regno alle quali erano riconosciute proprietà medicali, tra cui l’Iris.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Libri su Iris rizomatosi  non barbati

Beardless Irises: A Plant for Every Garden Situation di Kevin C. Vaughn

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