Come fare un buon drenaggio alle piante per evitare il marciume radicale

drenaggio per piante

Terriccio drenante per piante, come fare un buon drenaggio

Chi ha una o più piante coltivate in vaso, ma non solo, ha sicuramente sentito parlare del drenaggio. Un buon drenaggio per piante, un terriccio drenante per piante è indispensabile per scongiurare il rischio che la pianta incorra nel temuto marciume radicale.

Vediamo nel dettaglio come fare un buon drenaggio per piante e che cosa provoca il non farlo.

Che cos’è il marciume radicale?

Quasi sempre presente tra le possibili problematiche delle piante coltivate in vaso, il marciume radicale è una tra le più frequenti cause di insuccesso legate alla coltivazione.

Si tratta di una patologia che solitamente colpisce le radici ma che può attaccare anche il colletto della pianta. E’ provocato per lo più dal ristagno idrico che si verifica nei vasi senza fori sul fondo, da un accumulo nei sottovasi di annaffiature troppo abbondanti, da un terriccio inadeguato, dalla mancanza di un buon drenaggio soprattutto nelle piante più sensibili a questo problema.

Il marciume radicale si palesa attraverso l’avvizzimento progressivo di tutta la pianta che si presenta afflosciata e sofferente anche se la terra è bagnata.

Se la pianta soffre di marciume radicale avviene un lento e progressivo disseccamento che presenta sintomi contradditori perché, seppur lentamente, gli apici continuano a produrre nuove foglie, mentre foglie vecchie presentano alcune macchie scure.

Buon drenaggio per piante

Come si evita il marciume radicale

Per evitare il marciume radicale nelle piante in vaso, è fondamentale una corretta annaffiatura ed è altrettanto importante effettuare un buon drenaggio per piante. Per corretta annaffiatura si intende un’irrigazione che garantisca il necessario apporto idrico alla pianta ma che, nel contempo, non ristagni perché ciò si tradurrebbe nel “soffocare” la pianta.

Quindi: fornire alla pianta solo l’acqua di cui ha davvero bisogno e favorire il drenaggio.

Il marciume radicale si evita in primis con la  prevenzione e poi con un terricco drenante per piante, indispensabile per fare un buon drenaggio.

Per prevenire è sufficiente seguire poche e semplici regole:

  • Usare vasi con fori sul fondo (controllare sempre che i fori siano aperti)
  • Dopo circa 15 minuti dall’innaffiatura, tempo necessario affinché il terriccio assorba un po’ di acqua, svuotare i sottovasi
  • Usare sempre il terriccio adatto per la specie coltivata, che contenga una adeguata dose materiale drenante come sabbia o ghiaino (ne parleremo dopo), in particolare modo per le piante sensibili, seguendo sempre i consigli di coltivazione per ogni specie e varietà.

Mettere sul fondo del vaso uno strato di materiale drenante con diametro grossolano non è buona idea, occupa spazio importante che dovrebbero occupare le radici, e non drena a sufficiente.
Quindi evitate di mettere, ghiaia, pezzi di vaso o argilla in fondo al vaso. Non serve.

Il drenaggio: cos’è e perché è importante

drenaggio per piante

In natura, molte piante, ad esempio le specie alpine, crescono in situazioni in cui l’acqua defluisce con molta facilità e con estrema velocità.

Ad esempio perché sono su pareti scoscese e perché ci sono molti spazi aerei attorno alle radici. Si tratta di un drenaggio perfetto che consente alla pianta di ossigenarsi e che evita il marciume alle radici.

Nella coltivazione in vaso, dobbiamo fornire condizioni simili a quelle garantite in natura e creare un mix che sia in grado sia fornire l’apporto idrico necessario alla pianta sia scaricare (ossia drenare) l’acqua in eccesso in modo rapido.

Areazione e drenaggio

Le radici non solo assorbono acqua, ma hanno anche bisogno di ossigeno. Quindi più spesso è il film d’acqua attorno alla pianta, più tempo impiega la pianta a diffondere l’ ossigeno alla radice, che quindi diventa “ affamata” di ossigeno.

Senza ossigeno, le radici non possono metabolizzare e svolgere le loro funzioni  una delle quali è quella di assorbire l’acqua. Questo spiega il perché i sintomi delle piante innaffiate troppo o non annaffiate a sufficienza sono gli stessi: se la pianta è troppo irrigata, anche se nel vaso c’è molta acqua  le radici non possono “berla” perché sono a corto di ossigeno.

Per comprendere il legame tra ossigenazione e drenaggio prendiamo d’esempio le specie alpine che rientrano tra quelle piante che richiedono un alto grado di aerazione. Se si decide di coltivarle occorre produrre un mix molto drenante, che assicuri adeguati aerei nel mezzo.

La percentuale del volume di un terreno che contiene aria dopo che è stato saturo e poi lasciato drenare si chiama Air Filled Porosity (AFP): compressione della massa del suolo che determina una riduzione della sua porosità e permeabilità e che produce alterazioni gravi e permanenti della sua struttura.

Per la maggior parte delle piante, il valore AFP è compreso tra il 10% e il 20%; per le specie alpine è più alto

Quindi, quando diciamo che una pianta ha bisogno di un buon drenaggio, significa che la pianta ha bisogno di una buona aerazione (che viene creata dal buon drenaggio).

Quali fattori influenzano il drenaggio?

Sono diversi fattori che influenzano il drenaggio e comprenderli può aiutare a fare un drenaggio adeguato

  • La dimensione dei pori – I pori sono gli spazi tra le parti solide del terreno e contengono l’aria e l’acqua richieste dalla pianta per la crescita. I pori hanno dimensioni molto variabili. Dimensioni, modo in cui sono raggruppati determinano la velocità di movimento dell’acqua attraverso il terriccio e anche quanta aria e quanta acqua vengono trattenute. Si tratta di valori modificabili  aggiungendo il materiale drenante.
    Il risultato dipenderà dal tipo e dalla quantità  di materiale drenante aggiunto, dalle dimensioni delle particelle e dalla proporzione tra pori grandi e pori piccoli.
    I pori piccoli (micropori) pori trattengono maggiormente l’acqua rispetto a quelli di grandi dimensioni (macropori), l’acqua trattenuta non lascia quindi spazio all’aria, mentre quelli grandi  tendono a drenare gran parte dell’ acqua in uscita fornendo al suo posto aria.
    Ne consegue che le sabbie fini non sono adatte come drenaggio in quanto le particelle fini cadono semplicemente negli spazi aerei più grandi, ostruendoli e provocando un drenaggio più scarso.
    Quindi è opportuno orientarsi per un materiale di drenaggio a  granulomentria grossa,  ossia composto per la maggior parte di materiale con granulometria di diametro superiore a 1,6 mm.
  • La quantità di materiale utilizzato: Se si aggiunge una piccola quantità di materiale questo non aiuterà il drenaggio.
    Affinché il materiale drenante funzioni come mezzo di drenaggio, occorre superare quella che è chiamata la percentuale di soglia creando quindi nuovi macropori che drenano efficacemente  e forniscono aerazione.
    Per prendere d’esempio sempre le specie alpine che necessinano di un’eccellente aereazione, considerate che la maggior parte dei coltivatori alpini usa tra il 30% e il 50% (in volume) di materiale drenante per raggiungere questo obiettivo.

Come creare un drenaggio efficiente

Che strategia adottare per garantire un ottimo drenaggio alle nostre piante? Il modus operandi  dipende principalmente dalla destinazione finale della pianta, se in vaso o in terra.

Si deve fare il drenaggio per le piante coltivate in piena terra?

In linea di massima la risposta è no perché inserire ghiaia, sabbia, sassi o altri materiali grossolani sul fondo della buca ostacolerebbe il drenaggio anziché  facilitarlo e creerebbe un vero e proprio sistema di ritenzione idrica.

Creando due strati di terreno a tessitura diversa (uno fine e uno grossolano) si impedirebbe all’acqua di fluire agilmente dall’alto verso il basso. L’acqua saturerebbe lo strato superiore prima di giungere allo strato drenante.

Pertanto l’inserimento di  materiali di granulometria e tessitura differenti come fondo, ha senso solo se è presente un sistema di tubi drenanti  in grado di portare via l’acqua che va ad accumularsi nello strato ad alta granulometria.

Il tipo di terreno e la pendenza, sono elementi che influiscono sul drenaggio dello stesso, per questo è fondamentale scegliere le colture in base al tipo di terreno.

terriccio drenante

Come drenare le piante coltivate in vaso

In fase di rinvaso della pianta, è sufficiente aggiungere al terriccio uno dei materiali drenanti a disposizione.

Il vecchio sistema di aggiungere uno strato di sabbia o altro materiale sul fondo di una vaso “per favorire il drenaggio” sembra non passare mai di moda, nonostante la scienza smentisca la sua efficacia. Pare infatti sia meglio concentrarsi sul substrato di coltivazione rendendolo drenante con sabbia, lapillo, perlite o altri inerti soprattutto per contenitori da coltivazione o piccoli vasi.

E’ bene invece spargere dell’argilla espansa sul fondo solo nel caso di grandi fioriere dove l’acqua viene convogliata in un solo punto. o per evitare di far uscire le radici dal vaso.

Se si ha  necessità di filtrare la terra, si può utilizzare un TNT tra lo strato drenante e il substrato di coltivazione.

I materiali drenanti per evitare ristagni idrici

Abbiamo quindi visto che per evitare i marciumi radicali è fondamentale l’utilizzo del materiale drenante. E’ però altresì fondamentale usare il materiale drenante adatto. Vediamo quali sono le caratteristiche che devono possedere i materiali drenanti.

Optando per materiali drenanti sterili si ha la garanzia di una resa perfetta funzionalità senza rischi di cali di efficienza nel tempo, i materiali drenanti sterili scongiurano attacchi di muffe, funghi o insetti.

Una caratteristiche del materiale drenante è la capacità di trattenere acqua, così che possa, oltre che drenare, fungere da riserva idrica per la pianta nel caso di bisogno.

Vediamo ora i materiali drenanti più diffusi

Ghiaia o ghiaino

Si tratta del materiale drenante più noto. Ghiaia ha diverse dimensioni. Ma anche un peso elevato che può rendere difficile la movimentazione dei vasi.

ghiaia per piante
per gentile concessione di Geosim&Nature

Argilla espansa

Deriva da materiali privi di calcare. L’argilla espansa è leggera, pratica da usare e performante. Molto comune la trovi anche nei supermercati, in sacchi o buste. Si presenta sotto forma di palline di varie dimensioni.

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Lapillo vulcanico

Rappresenta un’ottima alternativa all’argilla espansa, ha una granulometria che va da pochi millimetri a 3 cm. Anche se si tratta di materiale ricco di sali minerali, lo si può utilizzare senza temere modifiche al terreno in quanto i Sali minerali contenuti si sciolgono con estrema lentezza.

Lapillo vulcanico per piante
Lapillo vulcanico, per gentile concessione di Geosism & Nature

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Pietra pomice

E’ una pietra vulcanica, molto leggera che vanta una struttura alveolare particolarmente drenante.

pomice per piante

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Perlite

La perlite è leggerissima, vanta proprietà termo isolanti e capacità di ritenzione idrica.  Non contiene alcun elemento che rischierebbe di alterare il pH del substrato. Però da  asciutta libera delle polveri che potrebbero infastidire, quindi nel maneggiarla è opportuno usare una mascherina.

Ragesoss CC BY-SA 1.0

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Come si usano i materiali drenanti

Generalmente i materiali drenanti sono minerali che possono essere impiegati in due diversi modi:

  • Essere miscelati al terreno per evitare che si compatti e soffochi le radici provocando, appunto, il marciume radicale.
    La funzione dei materiali drenanti dunque è quella di mantenere l’areazione creando molti spazi aerei attorno alle radici.
    E’ la soluzione consigliata e quella più efficace.
  • Essere posti sul fondo del vaso per creare uno strato drenante. In tal caso, indipendentemente dal tipo di materiale scelto, sarebbe opportuno porre sopra di esso un tessuto non tessuto per separare la terra del vaso dallo strato drenante

Qualora si decida di seguire il modus operandi di molti ossia di mettere uno strato di sabbia o altro grosso materiale sul fondo dei vasi  per favorire il  drenaggio è bene mettere uno strato solo e non creare più strati perché  il drenaggio sarebbe ostacolato e l’acqua tenderebbe ad accumularsi tra i due strati.

Concludendo, per avere delle piante sane e per evitare i ristagni idrici, causa del marciume radicale occorre seguire queste fondamentali regole:

  • fornire alla pianta le adeguate annaffiature
  • usare sempre il terreno adatto per la specie coltivata, che assicuri la giusta areazione e quindi il giusto drenaggio
  • miscelare, se è il caso, il materiale drenante al terreno
  • usare il vaso adatto

Con questi accorgimenti scongiureremo il rischio di marciume radicale.

Dove acquistare materiale drenante per le piante

Un ottimo fornitore italiano di materiali drenanti è GeoSim&Nature

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