Jasminum grandiflorum (Gelsomino di Spagna o Gelsomino siciliano)

Jasminum grandiflorum
Jasminum grandiflorum – foto di KanagsCC BY-SA 3.0

Se si prova ad immaginare un giardino siciliano in piena estate è quasi impossibile non pensarlo con una pianta di Jasminum grandiflorum, la specie simbolo dell’estate della bella isola italiana. Il Jasminum grandiflorum è infatti anche noto come Gelsomino siciliano o Gelsomino di Spagna.

E’ originario della regione himalayana ed era già noto ed apprezzato dalle civiltà persiane, cinesi, arabe, indiane. Sono stati gli arabi ad introdurlo in Sicilia ed in ogni regione da essi conquistata.

Il Jasminum grandiflorum è un vero e proprio arbusto che produce numerossimi fusti. Nelle regioni a clima temperato-caldo può arrivare a misurare fino a sei metri di altezza mentre nelle regioni a clima più rigido non supera il metro di altezza. I rami sono verdi, senza peli e striati.

E’ caratterizzato da grandi fiori bianchi, rosati esternamente e profumatissimi. Produce foglie, opposte e lunghe da 5 a 12 cm, imparipennate con 5 a 11 foglioline.

Si tende a confonderlo con il Jasminum officinale in quanto entrambe le specie hanno la foglia composta de sette foglioline ma i fiori dell’officinale sono più piccoli ed hanno i petali arrotondati. Anche il portamento delle due specie è diverso: il Jasminum grandiflorum è una specie sempreverde che tende a formare una massa cespugliosa leggera con lunghi getti mentre il Jasminum officinale è una specie spogliante e si comporta da rampicante tendendo a salire in alto con movimento avvolgente.

Altra differenza tra le due specie è la rusticità: Jasminum grandiflorum è climaticamente delicata tanto che all’esterno sopravvive solo nel profondo sud ed al riparo da abbassamenti termici di fine gennaio mentre il Jasminum officinale è una specie più rustica e può essere coltivata anche al nord.

Anche i fiori delle due specie sono diversi: nel Jasminum grandiflorum hanno la corolla più grande ed il il pedicello più corto del fiore.


Classificazione Botanica

Jasminum grandiflorum – foto di ManavathaCC BY-SA 3.0

Il Jasminum grandiflorum è una specie appartenente al genere Jasminum della famiglia delle Oleaceae

Fioritura

La fioritura del Jasminum grandiflorum inizia a maggio e continua fino a settembre. Il profumo dei suoi fiori è particolarmente intenso e persistente e sono sufficienti pochi fiori per profumare terrazzi e giardini. I fiori sono bianchi ed a forma di stella.


Consigli per la coltivazione del Jasminum grandiflorum

Il Gelsomino siciliano è una pianta rampicante con una bassa rusticità, è adatta a climi miti, dove viene impiegata per la copertura delle pergole, dei muri e per le recinzioni.

E’ adatta anche per essere coltivata in vaso, anzi è proprio consigliabile questa opzione per la sua scarsa tolleranza al freddo.

Coltivazione in vaso

Il Jasminum grandiflorum è generalmente coltivato in vaso. E’ necessario trovare la giusta esposizione e scegliere un vaso adeguato in termini di grandezza. Si può mescolare del terriccio universale da giardino con torba e sabbia. Il rinvaso è annuale. Per favorire il drenaggio è necessario mettere nel fondo del vaso dell’argilla espansa

Coltivazione in piena terra

Il Gelsomino di Spagna va piantato in un terreno ricco, fresco e ben drenato, al riparo dal vento. Necessita di un’ esposizione soleggiata e calda e di temperature invernali non al di sotto dei 5°C. Per questo motivo la coltivazione in piena terra va fatta esclusivamente nelle zone a clima mite.

Pianta da siepe

Con il Jasminum grandiflorum non si può parlare di vere e proprie siepi ma di cespugli profumatissimi. Può essere altresì usato per la creazione di siepi rampicanti.

Coltivazione in terrazzo

Il Gelsomino siciliano è perfetto per decorare terrazzi e balconi. Se si fa arrampicare su un graticcio ha un effetto altamente scenografico.

Temperatura

Questa specie di Gelsomino è poco tollerante alle basse temperature. Preferisce i climi miti e non ama le temperature sotto i 5°C. Cresce bene nel sud Italia e in zone ben protette.

Luce

L’esposizione ideale per il Jasminum grandiflorum è quella al sole.

Jasminum grandiflorum
Jasminum grandiflorum – foto di Forest & Kim StarrCC BY 3.0


Terriccio

Il Jasminum grandiflorum richiede un terreno ricco, fresco e ben drenato. Non tollera i terreni con ph acido.

Annaffiatura

Il Gelsomino siciliano non ha bisogno di tanta acqua ma le irrigazioni alla pianta stimolano la crescita e la fioritura e per questo motivo sono raccomandate soprattutto in primavera ed in estate. Quando si irriga è necessario porre particolare attenzione ai ristagni di acqua.

Moltiplicazione

Per moltiplicare il Jasminum grandiflorum si possono impiegare diversi sistemi, ma la talea semilegnosa con piede da farsi in estate è la più diffusa.

La propagazione per propaggine viene fatta interrando  i rami più lunghi ed elastici a fine estate-inizio autunno e separandoli dalla pianta madre nel momento in cui hanno radicato, quindi dopo un anno circa.

La semina va eseguita sempre a fine estate-inizio autunno.

Nella moltiplicazione per talea, in autunno (nel mese di ottobre) si prelevano delle talee lunghe 10-15 cm , si eliminano le foglie poste più in basso e si immerge la parte tagliata in una polvere rizogena per favorire che le talee radichino. Si devono quindi mettere  in una composta di terriccio fertile e di sabbia grossolana creando, con una matita, dei buchi pari al numero delle talee. Si deve poi ricoprire il contenitore con un foglio di plastica trasparente e si deve mettere in un luogo ombreggiato a circa  18-21°C.

Quotidianamente la plastica va rimossa e si deve controllare l’umidità levando la condensa. Quando compaiono i primi germogli, significa che la talea ha radicato e si può togliere la plastica definitivamente. Il vaso va quindi messo in un luogo più luminoso. Quando le piantine sono abbastanza grandi, si devono trapiantare nel vaso definitivo e trattare come le piante adulte

Concimazione

Jasminum grandiflorum
Jasminum grandiflorum – foto di Srichakra Pranav CC BY-SA 3.0

La concimazione del Gelsomio siliciano è bimensile a partire dalla primavera e per tutta l’estate diluendo il concime nell’acqua dell’innaffiatura.

Potatura

Generalmente dopo  il rinvaso è consigliabile eseguire una leggera potatura per tenere la pianta in ordine. In autunno si possono sfoltire i cespugli che sono diventati troppo fitti.

Abbinamenti con altre piante

Nei giardini a clima mite, come nei giardini siciliani, il Jasminum grandiflorum può essere abbinato ad altre piante mediterranee.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Tra i nemici di questa pianta ci sono afidi e cocciniglie che si nutrono della linfa e che ricoprono le foglie di melata, una sostanza zuccherina che diventa il luogo perfetto per favorire lo sviluppo di malattie fungine come le fumaggini.

L’eccessiva umidità può portare allo sviluppo della la muffa grigia, che si può debellare con un fungicida appropriato.

In caso di presenza di afidi (pidocchi) si deve trattare la pianta con antiparassitari specifici

E’ necessario attenersi alle esigenze colturali della pianta rispettando soprattutto le necessità in fatto di temperature.

Curiosità

Jasminum grandiflorum
Jasminum grandiflorum – foto di Adityamadhav83CC BY-SA 4.0

I fiori di gelsomino siciliano sono usati per aromatizzare la granita e per produrre un’acqua profumata al gelsomino utilizzata per il “gelo di melone”. Con i boccioli del Jasminum grandiflorum, per gioco, i bambini preparavano la “sponsa” una composizione di fiori costruita raccogliendo la sera, i boccioli che stavano per aprirsi ed avendo cura di raccoglierli con il tubo corallino intero.

I boccioli erano pazientemente inseriti uno ad uno nell’infiorescenza secca della carota selvatica a cui con una forbicina veniva prima eliminato in ogni peduncolo l’ovario in cima. Nel giro di poche ore i fiori così infilati si aprivano e si otteneva un piccolo bouquet profumato con il gambo rigido da tenere in mano.

Il Jasminum grandiflorum è diventato il fiore emblematico della Tunisia

Per l’impiego in profumeria ed in erboristeria fino agli inizi del secolo scorso in Sicilia e Calabria veniva coltivata questa specie; la raccolta dei fiori era soprattutto un lavoro femminile con le donne che al tramonto e alle prime luci dell’alba passavano tra cespugli di gelsomino per raccoglierne i boccioli fiorali da cui estrarre l’essenza

Per ottenere un chilogrammo di essenza assoluta di gelsomino, si devono raccogliere circa sette milioni di fiori. Ciò significa che il gelsomino naturale è costoso, riservato ai profumi di lusso, la maggior parte dei quali preferisce impiegare una versione sintetica.

Il gelsomino, mescolato alla rosa, aveva fatto il grande successo del profumo Joy (1930), per il quale Jean Patou rivelò che occorrevano 10.600 fiori di gelsomino per produrre un’oncia di profumo.

I principi fragranti del gelsomino venivano estratti con la tecnica dell’enfleurage. Tuttavia, dalla fine del XIX secolo, questa antica tecnica è stata quasi completamente soppiantata da metodi di estrazione con solventi volatili.

Lo studio del metil jasmonato, isolato dall’olio essenziale di Jasminum grandiflorum, ha contribuito alla scoperta della struttura molecolare dei fitormoni di tipo jasmonato 7.

Tossicità  e/o uso erboristico

Per l’industria dei profumi, il Jasminum grandiflorum viene principalmente prodotto in India e in Egitto, ma anche su scala minore in Francia, Marocco e Italia.

L’olio essenziale che si ricava dai suoi petali è impiegato in profumeria ed erboristeria.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Il gelsomino ha un significato positivo, largamente impiegato nel linguaggio dell’amore e dei sentimenti.

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