Topinambur o Helianthus tuberosus

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Dalla fine dell’estate fino ai primi freddi lo possiamo ammirare fiorito, con gli allegri fiori giallo oro riuniti in gruppi che possono misurare fino tre metri d’altezza. A metà tra margherite e girasoli. Il topinambur, chiamato anche rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme o girasole del Canada, è una pianta largamente impiegata come ortaggio. Produce infatti un rizoma, gustosissimo che ha un delicato aroma di carciofo e nocciola e che vanta proprietà organolettiche. Andiamo a conoscerlo.

Il Topinambur è una specie erbacea perenne, simile che produce fiori gialli simili ad una margherita un po’ cresciuta o ad un girasole in miniatura. Ha un apparato radicale composto da radici ramificate provviste di rizomi tuberiferi. I tuberi sono di forma molto irregolare.

Le foglie sono picciolate, pubescenti, ruvide, le inferiori ovato-cordate, le altre ovate o lanceolate attenuate alla base, con apice acuto, opposte ed alterne con margine dentato.
I frutti sono acheni con 2 – 4 scaglie cigliate, caduche.

Non si può considerare una vera pianta spontanea del nostro territorio, ma piuttosto una sorta di infestante che ha colonizzato vaste aree incolte, i bordi delle strade o i campi abbandonati.

In Italia è ovunque presente preferisce terreni umidi e conquista terreni vicini a corsi d’acqua; ma si trova anche nei megaforbieti e nei popolamenti a felci. Preferisce i substrati sia calcarei che silicei con pH neutro.

Classificazione Botanica

Topinambur o Helianthus tuberosus

Il Topinambur, nome scientifico Helianthus tuberosus, è una specie erbacea tuberosa della famiglia delle Asteraceae del genere Helianthus, ovvero di quelli che comunemente chiamiamo girasoli..

Principali Varietà

Esistono due varietà di topinambur: una bianca, la si può trovare per la fine agosto, ed una rossiccia che si trova da ottobre a primavera.


Fioritura

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

La fioritura del Topinambur avviene nel periodo estate-autunno, a partire dal mese di agosto fino ad ottobre inoltrato. Dopo la fioritura la parte aerea della pianta dissecca, ma durante la primavera i rizomi produrranno nuovi getti.

Consigli per la coltivazione del Topinambur

L’Helianthus tuberosus è facile da coltivare, tant’è che cresce anche ai bordi delle strade abbandonata senza bisogno di cure. E’ in grado di sopportare molto sole e calore molto intensi ed ha una buona resistenza anche alle piogge eccessive e condizioni avverse.
Attira gli insetti impollinatori utili per il giardino e gli uccellini in inverno. La tecnica colturale è simile a quella della patata.

Coltivazione in vaso

Il Topinambur può essere coltivato anche in vaso sia per produrre tuberi che come pianta ornamentale. Nella scelta del vaso occorre considerare che sono necessari vasi che siano larghi e profondi  circa 40-50 cm. In ogni vaso si deve mettere un solo tubero, che sia rivolto con l’apice verso l’alto e coperto da almeno 10 cm di terriccio. Dopo l’impianto occorre annaffiare per favorire l’attecchimento e poi occorre annaffiare moderatamente quando il terreno è completamente asciutto, con maggiore frequenza in estate e facendo attenzione a non bagnare le foglie. Se le condizioni sono in estate-autunno si potrà godere anche della bella fioritura.

Coltivazione in piena terra

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Vista la tendenza ad essere una pianta infestante, il Topinambur deve essere collocato in un angolo a lui dedicato per scongiurare il rischio che occupi tutto lo spazio verde.

La semina può avvenire tra fine febbraio e maggio e viene raccolto a tutti gli effetti come un ortaggio invernale. Se si parte dai tuberi questi occorre interrare a fine inverno, con i germogli rivolti verso l’alto. E’ opportuno mantenere 50 centimetri tra le piante e distanziare le file in in base al metodo di lavorazione usato (manuale o meccanico). La profondità di semina deve essere tra i 10-15 centrimetri.
La raccolta del topinambur è del tutto simile a quella della patata: a partire dall’inizio dell’autunno si procede scavando i tuberi da sotto il fusto della pianta
Come tutte le colture dopo un certo periodo va effettuata una rotazione avendo cura di eliminare tutti i tuberi dell’area dove precedentemente si è coltivato.

Pianta da siepe

La pianta viene usata anche come siepe temporanea

Coltivazione in terrazzo

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Quando la pianta viene coltivata in vaso può essere sistemata nel terrazzo assicurandole le giuste condizioni come l’esposizione in pieno sole.

Temperatura

Il Topinambur predilige climi temperato-caldi, cresce bene dai 7 ai 28°C, ma resiste al gelo. I tuberi si possono lasciare nel terreno e raccolti quando necessario. Tutti i tuberi non raccolti cresceranno vigorosamente in primavera.

Luce

La pianta preferisce un’esposizione in pieno sole o a mezz’ombra.

Terriccio

La sua rusticità si evince anche dall’adattamento del terreno. Si adatta infatti a qualsiasi substrato, anche povero ma produce di più se coltivata in terreni ricchi e sciolti.

Annaffiatura

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Il Topinambur si accontenta delle acque piovane ma è comunque bene irrigarlo nei periodi di prolungata con cadenza minima di ogni 3  gironi meglio se nel primo mattino o dopo il tramonto del sole

Moltiplicazione

La propagazione del topinambur avviene per seme, mediante divisione dei tuberi o interramento di tuberi interi.

Moltiplicazione per seme

La semina si esegue interrando i semi a circa 15 cm di profondità in un letto umido. Durante il tempo necessario alla germogliazione occorre mantenere il terreno umido ma non fradicio.

Moltiplicazione per impianto dei tuberi

Per moltiplicare il Topinambur attraverso l’impianto dei tuberi, si deve procedere a fine inverno interrando i tuberi interi con l’apice rivolto verso l’alto in buche profonde sempre 15 cm distanti tra loro almeno 50 centimetri.

Moltiplicazione per divisione dei tuberi

La moltiplicazione per divisione dei tuberi va eseguita invece tagliando il tubero in più porzioni ognuna delle quali deve portare almeno un occhio o germoglio e qualche radice secondaria. Ogni porzione va poi interrata con l’occhio verso l’alto.

Concimazione

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Questa perenne non ha bisogno di vere e proprie concimazioni ma a al termine dell’inverno si deve somministrare sulla superficie del terreno del concime organico come il compost volto a stimolare la produzione dei nuovi germogli.

Potatura

Nel momento in cui arriva il gelo, la pianta perde la sua parte aerea, pertanto all’inizio dell’inverno o ad inizio primavera, si può procedere tagliando gli steli secchi fino a terra. I frutti sono ornamentali ed anche secchi fungono da nutrimento per gli uccellini in inverno, quindi si può evitare di rimuoverli.Si possono invere rimuovere le cime sfiorite, fino ad appena sopra il primo nodo che s’incontra aiuta la rifiorenza. Se si desidera mantenere la pianta bassa e compatta ad inizio estate la si può tagliare a metà dell’altezza raggiunta fino in quel momento.

Abbinamenti con altre piante

la sua natura infestante lo rende adatto come esemplare singolo non abbinato ad altre piante. La pianta è un ottimo diserbante, poiché la sua crescita così rapida e fitta impedisce la crescita alle altre.

Altri Consigli per la cura

La produzione di tuberi avviene a tarda estate, nel momento in cui diminuisce la luce. I rendimenti vanno da 1 – 2 kg per metro quadrato.

I tuberi devono essere dissotterrati, come si fa per le patate, non appena la pianta comincia ad appassire; se lasciati in terra, rifioriranno la primavera successiva espandendosi a macchia d’olio.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Il Topinambur è una pianta rustica e non teme gli attacchi degli afidi, della cocciniglia o di altri parassiti animale. Non è neppure una pianta soggetta al mal bianco o oidio e varie malattie fungine ma i suoi tuberi possono essere danneggiati fortemente dai roditori comuni come i topi.

Teme gli attacchi delle lumache, ma non quelli di altri animali selvatici, i tuberi si rompono facilmente e nel momento in cui vengono raccolti e perdono umidità rapidamente.

Curiosità

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Il Topinambur contiene l’inulina in abbondanza, un carboidrato simile all’amido che origina fruttosio anziché glucosio, per questo si rivela un alimento perfetto per  i diabetici e per chi sta seguendo diete ipocaloriche in quanto, se consumato crudo o cotto accompagnato da acqua a volontà, da sensazione di sazietà e ripulisce l’intestino.

I tuberi sono commestibili, possono essere consumati anche crudi e si prestano per diversi scopi culinari: possono essere cucinati come le patate, ma il sapore è più simile a quello del carciofo, possono essere utilizzati grattugiati in insalate fresche, oppure fritti come le patatine, o gratinati, e sono ottimi anche in salamoia; dopo il taglio, è consigliato l’uso del limone per prevenire l’inscurimento del prodotto.

Dal Topinambur si ottiene una farina che può sostituire altri farinacei per preparare il pane ed i dolci.

Il Topinambur pare sia stato ritrovato per la prima volta in Canada nel 1603 dal francese Samuel Champlain che, nel 1604 lo ha importato in Francia. Nel 1616 il naturalista e botanico Fabio Colonna, nella seconda edizione della sua opera “Ecpharais”, definisce questa pianta come “Flos solis farnesianus”: veniva infatti coltivata nel “Giardino Farnese” a Roma, dove era conosciuta con il nome volgare di Girasole articocco.

Il nome generico (Helianthus) deriva da due parole greche ”helios” che significa sole e ”anthos” cje significa fiore, ad indicare la tendenza di alcune piante di questo genere ad essere eliotropiche, ossia a girare sempre il capolino verso il sole. Il nome specifico (tuberosus) indica la pianta perenne, il cui organo di sopravvivenza è un tubero, da un anno al successivo.
Il binomio del nome scientifico attualmente accettato (Helianthus tuberosus) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.

Tossicità  e/o Uso Erboristico

Topinambur o Helianthus tuberosus
Topinambur o Helianthus tuberosus

Il Topinambur vanta proprietà erboristiche:  viene infatti usato per realizzare diversi integratori ricostituenti, per stimolare il sistema immunitario, per garantire la funzionalità dell’intestino, per rinforzare pelle e dei capelli.

Il tubero è ricco di vitamine A e B; il Lactobacillus che contiene si rivela utile per l’allattamento, è un buon energetico, è adatto nell’alimentazione degli anziani dei convalescenti e dei bambini. Il suo consumo è prezioso per chi soffre di cattiva digestione e stitichezza.

In cosmesi il Topinambur, può essere usato grattugiato e con aggiunta di olio di mandorle per praticare un peeling delicato e nutriente
Oltre che nell’alimentazione umana i tuberi, possono essere impiegati per l’alimentazione del bestiame, così come la parte verde degli steli delle foglie è utilizzabile come foraggio.

In cucina il tubero va consumato crudo dopo averlo ben lavato e spazzolato, si può mantenere la buccia o si può usare sbucciato.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

I fiori del Topinambur sono adatti anche come fiori recisi. Regalarli equivale a portare un messaggio di gioia e felicità, ma simboleggia anche un amore che perdura nel tempo proprio in virtù che si tratta di una pianta perenne. La sua caratteristica di essere eliotropica, rende questa pianta un simbolo di positività ed ottimismo.

Libri

Biology and Chemistry of Jerusalem Artichoke: Helianthus tuberosus L. di Stanley J. Kays , Stephen F. Nottingham (in inglese)

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