Fior di Loto

Fior di Loto
Fior di Loto

“L’anima non procede in linea retta, e neppure cresce come una canna. L’anima si schiude, come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.”
(Khalil Gibran)

L’uomo è legato all’acqua da un fascino antico: già quando siamo nel grembo materno galleggiamo nell’acqua. Nella coltivazione delle piante acquatiche probabilmente c’è un desiderio di rinnovo di questo legame: il legame tra uomo ed acqua.

Tra le piante acquatiche il Fior di loto è indubbiamente quella che meglio si presta per il rinsaldo tra uomo ed acqua. É una pianta che emoziona, che meraviglia e che stupisce. Coltivarla è un’esperienza particolare, andiamo a scoprire il perché.

L’indole del Fior di Loto è vagabonda: si tratta di una pianta che cammina irrefrenabilmente, il profumo delle sue foglie crea la tipica atmosfera fiabesca.

Il fior di Loto, nome scientifico Nelumbo, nasce dal fango e si apre alla luce del sole. I suoi fiori sbocciano nell’acqua creando uno spettacolo incantevole. Il fiore conta oltre venti petali di colori che vanno dal rosa scuro al bianco passando per lo dai colori caldi: gradazioni di bianco, giallo, arancio, rosa, rosso.

Le varietà adatte ai nostri giardini sono frutto di ibridazioni. Chiunque può ibridare i fiori di loto: è molto facile ottenere ibridi spontanei per la generosità di questa pianta nel produrre semi. Ogni seme è un ibrido, magari simile alla pianta madre, ma mai identico ad essa.

Le foglie somigliano a piccoli ombrelli rovesciati. Sono vellutate e portate da piccioli lunghi anche 2 metri. Il diametro arriva a 70 centimetri.
Una delle peculiarità è l’idrorepellenza delle foglie che non si bagnano con l’acqua ma che la fanno scivolare via. I fiori sono meravigliosi ma non mancano di fascino nemmeno i frutti, piatti, che contengono i semi scuri, grandi come fagioli borlotti, portati da lunghi gambi. I frutti essiccati sono ricercati dai fiorai per la creazione di composizioni. In oriente i semi sono considerati una leccornia.

Differenza tra Fior di Loto e Ninfee

Spesso il Fior di Loto è confuso con le Ninfeee. Questa ambiguità molto probabilmente è dovuta all’origine del nome delle ninfee, che proviene dal termine arabo nenùfar, che significa appunto “loto di colore blu”. Le due piante appartegono però a due generi completamente diversi.

Sono in effetti molte le tradizioni e le culture che evochano la magnificenza del “loto blu”, in realtà non esiste un fior di loto di questo colore. Infatti il “loto blu del Nilo” è, in realtà, una splendida ninfea tropicale azzurra: Nymphaea caerulea; e il “loto blu dell’India” è un’altra incantevole ninfea azzurra: Nymphaea nouchali. Un altro motivo di fraintendimento può sorgere per via del nome di una terza ninfea: Nymphaea lotus, una straordinaria ninfea tropicale bianca a fioritura notturna.

Classificazione botanica

Fior di Loto
Fior di Loto

Il Fior di Loto, nome scientifico Nelumbo è genere di piante acquatiche appartenente alla famiglia delle Nelumbonaceae.

Principali specie

Del genere Nelumbo esistono solo due specie: Nelumbo lutea e la Nelumbo lucifera. Entrambe le specie sono rustiche, così come tutti gli ibridi che si trovano in commercio. Le rare varietà tropicali non si adattano invece ai nostri climi.

Nelumbo lutea

Nelumbo lutea
Nelumbo lutea- Foto di liz west CC BY 2.0

Questa specie, caratterizzata dai fiori bianco avorio, è originaria dell’America centro-meridionale dove è coltivata da secoli dalle popolazioni indigene per le sue proprietà sedative. Viene coltivata anche nel Nord America per il consumo alimentare dei semi e dei rizomi. Le foglie, di forma tondeggiante e completamente impermeabili, raggiungono i cinquanta centimetri di diametro e sono sorrette da steli alti anche fino a un metro sopra il livello dell’acqua.

Nelumbo nucifera

Nelumbo nucifera
Nelumbo nucifera

Si tratta del loto sacro. E’ una specie rustica originaria dell’Asia e dell’Australia. Fiorisce da metà giugno a fine agosto producendo incantevoli, grandi fiori rosa, delicatamente profumati, con la base dei petali giallo crema che scolorano nei tre giorni di apertura. La dimensione dei fiori è di 23 – 30 centimetri.

Le foglie misurano fino a 200 centimetri di altezza e 70 centimetri di diametro. La profondità dell’acqua può variare da 20 a 40 cm. Si tratta di una pianta di grande dimensione, che esprime il meglio di sé in grandi spazi. Può essere coltivata anche in un contenitore grande almeno 150 cm di diametro. Ha una crescita rapidissima.

Nelumbo ‘Night and Day’

Un ibrido creato dall’ibridatore Perry Slocum nel 1996. Si tratta di una varietà di media dimensione, adatta anche a spazi ridotti. Può essere coltivato in contenitore di diametro minimo 60 cm.

Il fiore è doppio con un numero di petali che va da 74 a oltre 83, di colore rosa scuro. Le dimensioni del fiore raggiungono i 20 cemtimetri.

Questa varietà è caratterizzata da foglie che misurano circa 45 cm di diametro. Raggiunge un’altezza di 150 cm sopra la superficie dell’acqua. Si colloca ad una profondità massima di 30 cm.

La fioritura è, abbondante, nei mesi di giugno, luglio e agosto. La peculiarità di questo ibrido è che il fiore si chiude solo la notte del primo giorno di fioritura, nei giorni successivi rimane aperto anche di notte. Per questo ben si presta all’uso come fiore reciso e può essere apprezzata la sua peculiarità collocandolo in luoghi del giardino frequentati anche di sera.

Nelumbo ‘Betsy’

Un Ibrido creato dall’ibridatore Perry Slocum negli anni 80. È dedicato a Betsy Ross, la sarta che cucì la prima bandiera americana a stelle e strisce. Ha dimensioni contenute ed è quindi adatto agli spazi ridotti. Può essere coltivato in contenitore a partire da un diametro di 50 cm.

La pianta raggiunge 70 – 80 centimetri dalla superficie dell’acqua e si colloca alla profondità massima di 30 cm. Le foglie misurano un diametro di 35 cm.

Fiorisce abbondantemente da metà giugno a inizio settembre producendo un fiore semplice e di colore rosa intenso che raggiunge la dimensione di 25 centimetri.

Fioritura

Nelumbo nucifera
Nelumbo nucifera

La fioritura del Fior di Loto va da metà giugno a metà settembre. i fiori si aprono per tre giorni di seguito. Tutti i Nelumbo sono a fioritura diurna escluso ‘Night and Day’ che rimane aperto anche di notte. l fascino dei fiori compensa la loro breve durata, che non supera i tre giorni.

Consigli per la coltivazione del Fior di Loto

Vive nelle acque stagnanti e melmose, adattandosi sia a pochi centimetri di acqua che a profondità che superano il metro. E’ largamente impiegato come pianta ornamentale per decorare stagni, vasche e laghetti, o coltivata in vasche idroponiche.


Come tutte le acquatiche è una pianta facile da coltivare: per svilupparsi al meglio deve avere spazio a disposizione, come un laghetto di una certa dimensione. Con le dovute attenzioni, può crescere e fiorire anche in recipienti piccoli come un secchio.

In giardino il Fior di Loto è spettacolare ma va collocato con attenzione, sia per la sua indole indisciplinata tendente “scappare”, che per l’imponenza della vegetazione di molte varietà.

Se inserito nel laghetto, è bene in primis considerare il suo contenimento che si può effettuare agevolmente con un contenitore adatto, o costruendo una barriera invalicabile che impedisca la fuoriuscita degli stoloni.

Se lasciato libero, il loto invade tutto il laghetto a discapito delle altre piante.

Il Fior di Loto richiede molte ore di completo irradiamento solare, preferisce un terreno molto pesante misto ad argilla e limo, ha bisogno di una copertura di 15–20 centimetri d’acqua, per potere mantenere le radici a temperatura calda e costante. Ci sono varietà rustiche che nella stagione invernale non serve proteggere.

Le due specie del genere Nelumbo nucifera e Nelumbo lutea sono rustiche, e resistono bene anche al freddo ed al gelo.

Coltivazione in vaso

Fior di Loto
Fior di Loto

Il Fior di Loto può essere coltivato in un vaso capiente alto almeno 40 centimetri e con diametro di 35 centimetri.

L’ampiezza del vaso varia in base alle dimensioni della varietà. È preferibile usare contenitori con forme arrotondate per agevolare il cammino degli stoloni.

Per praticità si distinguono i fior di loto in base all’altezza, dato che occorre per comprendere l’ampiezza del contenitore.

  • Nelumbo grandi – altezza pianta da 160 a 210 cm – contenitore 150 cm diametro
  • Fior di Loto medio-piccoli – altezza pianta da 90 a 150 cm – contenitore 80/100 cm diametro
  • nani – altezza pianta da 50 a 80 cm – contenitore 40/60 cm diametro

Le varietà nane possono essere coltivate in spazi più ridotti, ma se si costringono i fior di loto in contenitori troppo piccoli, si rischia di ottenere una scarsa fioritura.

Si prende una vaschetta rotonda da riempire con torba scura o con del terriccio argilloso specifico per laghetti artificiali. Occorre poi riempire la vaschetta fino all’orlo con dell’acqua tiepida. Si mette il tubero sulla superficie dell’acqua (dovrebbe galleggiare) e si cambia l’acqua ogni 4-7 giorni. Nel momento in cui il tubero avrà sviluppato parti verdi, lo si ancora al fondale avendo premura di non interrarlo (si può utilizzare un sasso per fissarlo al fondo). E’ possibile tentare la coltivazione del fiore di loto partendo dal seme.

Si deve preparare un secchiello con terra argillosa sul fondo, facendo in modo di avere circa 10 centimetri di terra e 10-15 centimetri di acqua. Va quindi scarnificato il seme e si mette nel secchio, spingendolo nella terra in modo che non galleggi. Il secchio va poi messo in pieno sole, all’esterno. Durante il primo anno di crescita della pianta potrebbe non svilupparsi a sufficienza, potrebbe quindi essere il caso di ritirare i secchielli in modo che non gelino durante l’inverno per poi rimetterli all’esterno nella primavera successiva.

Temperatura

Fior di Loto
Fior di Loto

Il Fior di Loto non teme il freddo invernale ed ama il caldo estivo. Per sbocciare ha bisogno di almeno un periodo di 60-90 giorni con temperature comprese tra 24 °- 30 °C e almeno 6 ore di luce solare diretta. Sarebbe quindi utile cominciare la coltivazione in primavera così da ottenere la prima fioritura entro la fine dell’estate.

Luce

Vuole il pieno sole: ne ha bisogno in ogni momento del suo ciclo vegetativo.

Terriccio

La base su cui piantare i rizomi è una buona terra con abbondante letame.

Moltiplicazione

La moltiplicazione del Fior di Loto si esegue per divisione dei tuberi esclusivamente nei mesi di marzo ed aprile. I tuberi sono molto fragili ed è necessario trattarli con estrema cautela. Vanno messi a dimora interrandoli leggermente in posizione orizzontale oppure adagiandoli sulla terra e fermandoli con un peso. Si può propagare anche con la semina primaverile che, in condizioni ottimali, darà la prima fioritura già dopo quattro mesi.

Potatura

Non necessita di interventi di potatura ma quando il cespo è troppo fitto può essere sfoltito eliminando le parti danneggiate e quelle più vecchie.

Concimazione

Fior di Loto
Fior di Loto – foto di Syed Sajidul IslamCC BY-SA 4.0

La concimazione del Fior di Loto è molto importante. Seppur si tratta di una pianta perenne, questa pianta acquatica rinnova completamente la vegetazione ad ogni stagione a partire dai tuberi. Ha quindi bisogno di un apporto di nutrienti ricco e completo. La concimazione si esegue nei mesi di marzo e giugno usando un concime a lenta cessione per piante da fiore arricchito di microelementi.

Abbinamenti con altre piante

Il Fior di Loto può essere abbinato ad altre piante acquatiche.

Altri consigli per la cura

La profondità dell’acqua deve essere sempre minima per permettere di sentire il calore del sole. Va da 20 fino ad un massimo di 40 centimetri. La profondità si misura dal punto in cui la pianta esce dal substrato alla superficie dell’acqua.

Parassiti, malattie ed altre avversità

É una pianta rustica non soggetta a malattie fungine che raramente viene attaccata dagli afidi. In caso di attacco si può intervenire con un antiparassitario.

Curiosità

Fior di Loto
Fior di Loto

I semi del Fior di Loto sono speciali. Molto longevi, ne sono stati trovati esemplari datati 500 anni in un lago prosciugato in Cina. Sessanta di quei semi hanno germogliato senza battere ciglio e dato origine a splendide e vitali piante, del tutto simili a quelle odierne. L’eccezionale durevolezza ha suscitato l’interesse del mondo della scienza che vuole capire se il merito di tale longevità va alla resistenza del tegumento o sia dovuta all’effetto degli enzimi riparatori. La risposta potrebbe aprire nuovi orizzonti nel tentativo di prolungare la vita di altri semi e, perché no, addirittura degli esseri umani.

I suoi particolari frutti, opportunamente essiccati, sono impiegati nelle composizioni floreali

Fiori, semi, foglie giovani e rizomi sono tutti commestibili. In Asia, i petali sono mangiati e le foglie sono usate come piatti. I rizomi sono utilizzati come condimento.

In Cina tutti gli anni viene festeggiata in autunno la luna. In questo giorno si mangia tradizionalmente la torta della luna, realizzata con pasta di semi di loto e rossi d’uovo di anatra salati.

Il loto è un cibo molto salutare, ricco di fibre, vitamina C, potassio, tiamina, riboflavina, vitamina B6, fosforo, rame e manganese e contiene pochi grassi. La casa del lusso italiana Loro Piana ha avviato un progetto con le popolazioni dell’Ille Lake in Birmania per realizzare un tessuto per sartoria ricavato dai gambi del fiore di loto. Per evitare l’essiccamento, il gambo va raccolto, rullato e filato entro 24 ore usando speciali tecniche delle popolazioni locali tramandate da secoli. Si potranno produrre massimo 50 metri al mese; il prezzo al pubblico è di circa 2 500 euro al metro.

Le foglie del fiore di loto hanno una struttura superficiale particolare che le rende estremamente idrofobiche e le mantiene costantemente pulite. Questa proprietà, attraverso la nanotecnologia sé usata per riprodurre per altri materiali come tessuti e vernici, denominati “effetto loto”.

La Nelumbo nucifera è il Loto indiano, si tratta di un fiore sacro per l’Induismo e il Buddhismo. E’ il fiore nazionale dell’India e del Vietnam. Il loto ha tutto un complesso e antichissimo simbolismo filosofico e religioso: il più noto è quello di rappresentazione dei centri energetici sottili nel corpo umano: i chakra. Il Fior di Loto è considerato anche simbolo di purezza, e questo probabilmente è dovuto al cosiddetto effetto loto, che è la capacità, osservata appunto nei fiori di loto, di mantenersi puliti.

Tossicità  e/o uso erboristico

Tutte la parti del Fior di loto sono commestibili. Nella cucina orientale si usano soprattutto i tuberi ed i semi come alimenti; mentre foglie, petali, steli e persino gli stami sono impiegati come complementi.

Il decotto della pianta intera, o delle radici, contenenti oli essenziali, tannini, nelumbina e zinco, ha proprietà antidiarroiche, febbrifughe, emollienti, catarrali e antitussigene. L’essiccazione della pianta, se bruciata come incensi su speciali bracieri, può provocare effetti allucinogeni.


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Fior di Loto

Il Fior di Loto rappresenta da sempre l’immortalità e la resurrezione.  La sua forma elegante e aperta viene associata ai concetti di fecondità e fertilità.

E’ un fiore che rappresenta l’immortalità e la resurrezione. Questo perché i popoli primitivi lo vedevano risorgere da corsi d’acqua inariditi dalla mancanza di pioggia e perché possiede semi molto duri e impermeabili che riescono a germinare anche dopo oltre 400 anni. I buddisti associano il fiore di loto alla purezza dell’anima e del corpo, simbolo di elevazione spirituale: le sue radici affondano nel fango ma questo non impedisce al fiore di restare puro ed incontaminato. I suoi petali e le sue foglie riescono a mantenersi puliti perché idrofobi, cioè trattengono le molecole d’acqua ma espellono le particelle esterne. La corolla si apre di giorno e si chiude si di notte ad indicare la rigenerazione e la forza vitale. Ma il fiore di loto rappresenta anche la fertilità, la fecondità e l’eleganza.

Il suo significato indica uno sviluppo spirituale ed una crescita interiore fino a giungere il simbolo dal distaccamento dal mondo materiale all’insegna della purezza. Nonostante cresca nelle paludi, nel fango e nelle acque stagnanti, nonostante le sue radici affondano nello sporco, nelle “lordure” della Terra, il fiore non viene intaccato da questo ma sboccia e mostra la sua bellezza senza contaminazioni. I suoi petali e le sue foglie riescono a mantenersi puliti.

Tutte queste particolarità hanno reso il fiore di loto sinonimo sacro dell’elevazione spirituale e della capacità di saper affrontare le difficoltà terrene rappresentate dal fango dove la pianta vive.

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