Cumino

Cumino Cuminum cyminum
Cumino – Cuminum cyminum – foto di Herbolario AlliumCC BY 2.0

È noto come Cumino o come Cumino romano ma il suo nome scientifico è Cuminum cyminum. Si tratta di una pianta erbacea annuale originaria del bacino del Mediterraneo e che si è in seguito diffusa anche nel continente americano.

Il Cumino è una pianta erbacea caratterizzata da un fusto eretto, sottile e ramificato che misura un’altezza di circa 20-30 centimetri. Presenta foglie lunghe 5–10 centimetri, disposte a pettine.

Produce piccoli fiori di colore bianco o rosa, e disposti ad ombrella. Il frutto è un achenio che contiene un singolo seme simile a quelli del finocchio e dell’anice verde, ma sono più piccolo e di colore scuro.

Il Cumino non va confuso con il carvi, che ha frutti simili ma con un aroma completamente diverso.

Il Carum carvi è infatti un’altra spezia caratterizzata anch’essa da un’ infiorescenza ad ombrello ma, rispetto a ques’ultimo, il Cuminum cyminum è più piccante, ha un colore più chiaro ed ha semi più grandi rispetto. Addirittura in molte lingue europee non vien fatta distinzione tra cumino e carvi ed in alcuni vecchi libri di cucina il coriandolo macinato è considerato e definito la stessa spezia del cumino macinato.

Inoltre, il Bunium persicum e la Nigella sativa vengono entrambi erroneamente chiamati cumino nero, confondendo ulteriormente le idee.

Classificazione botanica

Il Cumino, nome scientifico Cuminum cyminum, è una specie del genere Cuminum della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae).

Fioritura

La fioritura del Cuminum cyminum avviene in tarda primavera, quando la pianta regala piccoli fiori riuniti in infiorescenze ad ombrella portate sulle estremità apicali dei rametti.

Il colore va dal bianco al rosa pallido. Alla fioritura seguono i frutti.

Consigli per la coltivazione del Cumino

Cumino Cuminum cyminum
Cumino Cuminum cyminum – foto di manuel m. v. CC BY 2.0

Il Cumino vive bene in pieno sole in posizioni riparate dai venti.

Viene coltivato prevalentemente nei climi mediterranei poiché ha bisogno di un’estate lunga e calda, che duri 3-4 mesi, con temperature diurne che si attestano attorno ai 30 °C.

Coltivazione in vaso

Il Cumino può essere coltivato anche in vaso.

Coltivazione in piena terra

La messa a dimora va effettuata quando il periodo delle gelate notturne è del tutto scongiurato.

La semina si può invece fare in piena terra in primavera nelle zone miti ed in semenzaio protetto nelle regioni  settentrionali.

Meglio ammorbidire i semi per un giorno in acqua tiepida. Si interrano poi ad una profondità di circa 5 cm, mantenendo una distanza di 30 centimetri sulle file e 50 centimetri tra le file. Si compatta il terreno sui semi e si irriga. Dopo 20-25 giorni dalla semina generalmente la pianta germoglia. Si procede quindi con il diradamento eliminando le piantine più fragili e trapiantando quelle più sane e rigogliose

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso possono essere allevati in terrazzi e balconi. Sotto l’aspetto decorativo questa pianta non è certo interessante ma se si crea un angolo di aromatiche è perfetta anche per il terrazzo.

Temperatura

Il Cuminum cyminum necessita di temperature che si attestano attorno ai 30 gradi. Per questo, per avere una buona fioritura e quindi una buona quantità di semi, lo si può coltivare in zone dove il caldo estivo persiste per almeno 4 mesi. 

È anche resistente al freddo dell’inverno ma non deve essere troppo nevoso.

Luce

Questa pianta ama un’esposizione in pieno sole.

Terriccio

In fatto di terreno, il Cumino non ha particolari esigenze, è infatti in grado di crescere anche in terreni sabbiosi e sciolti.

Ma per ottenere una buona produzione dei semi, è consigliabile coltivarlo in un substrato di medio impasto ben drenato, formato da  terriccio misto a una buona dose di sabbia.

Annaffiatura

Cumino Cuminum cyminum
Cumino Cuminum cyminum – foto di Vahe Martirosyan CC BY 2.0

Il Cumino tollera la siccità, tuttavia è bene irrigarlo regolarmente ma non abbondantemente per tutto il periodo di crescita diminuendo via via le somministrazioni fino ad arrivare ad annaffiare solo in caso di estate particolarmente siccitosa o eccessivamente calda.

Moltiplicazione

Il Cumino si riproduce per seme in primavera scegliendo appezzamenti di terreno in cui sono state precedentemente coltivate le leguminose.

Meglio ammorbidire i semi per un giorno in acqua tiepida.

Si interrano ad una profondità di circa 5 cm, si compatta il terreno e si annaffia.

Si mantiene il terriccio sempre umido fino alla comparsa dei teneri germogli che generalmente fanno capolino dopo 20-25 giorni dalla semina.

La semina si può invece fare in piena terra in primavera nelle zone miti ed in semenzaio protetto nelle regioni  settentrionali.

Concimazione

Prima della semina è bene concimare con dello stallatico.

Abbinamenti con altre piante

Il cumino può essere consociato con cavoli, rape, cetrioli e patate mentre è sconsigliabile consociarlo con il finocchio.

Altri consigli per la cura

Nelle zone caratterizzate da un clima particolarmente freddo è preferibile seminare il cumino verso maggio.

Nelle zone a clima mite si può seminare in primavera.

La coltivazione del Cumino non richiede cure particolari se non le operazioni di diradamento delle piantine, la sarchiatura del terreno e l’irrigazione in caso di siccità persistente.

L’epoca di raccolta va da luglio a settembre in base alla zona di coltivazione: le ombrelle vanno raccolte nel momento in cui iniziano ad ingiallire, prima che giungano a completa maturazione e disperdano buona parte dei semi.

Per completare la maturazione subito dopo la raccolta si espongono i frutti capovolti al sole per qualche giorno avendo cura di porre un telo sotto di loro dove cadranno i semi.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Si tratta di una pianta molto rustica che raramente viene attaccata dai comuni parassiti come afidi e cocciniglia.

Le sue foglie sono particolarmente apprezzate dalle lumache.

Tra le varie malattie fungine il Cumino è suscettibile al mal bianco o oidio, ed al Pythium, un fungo che causa il marciume delle radici e danni al fogliame se il terreno non è ben drenato.

Curiosità

La parola “cumino” deriva dall’arabo Kamūn. Si tratta di una spezia originaria della Siria, dove cresce in terreni caldi e aridi. I suoi semi sono stati ritrovati in alcuni antichi siti archeologici siriani.

Alcuni collegano la parola Cumino con la città Persiana di Kerman dove era prodotta la maggior parte del cumino nell’antica Persia. Per i persiani, l’espressione “portare cumino a Kerman”, significa fare una cosa inutile. Kerman, chiamata nel luogo anche “Kermun”, si sarebbe tramutata in “Kumun” e poi in “Cumin” nei linguaggi europei.

Il cumino è menzionato nella Bibbian nell’Antico Testamento e nel Nuovo Testamento.

Era noto anche nell’antica Grecia e nell’antica Roma. I greci tenevano il cumino a tavola, in un suo apposito contenitore esattamente come noi oggi facciamo con il pepe.

Nel il Medioevo si pensava che il cumino frenasse i polli, e gli amanti, dallo scappare . Si supponeva portare dei semi di cumino durante le proprie nozze avrebbe garantito una vita felice.

Il cumino è anche considerato d’aiuto nella cura del raffreddore, se aggiunto al latte caldo.

Nell’Asia del sud, il tè di cumino (semi essiccati e bolliti nell’acqua), è impiegato per distinguere il gonfiore di stomaco dovuto ai gas, da una vera gravidanza

Tossicità  e/o uso erboristico

Cumino Cuminum cyminum
Cumino Cuminum cyminum – foto di Tanvir Anjum Adib CC BY-SA 4.0

I semi del Cumino sono usati nella cucina turca, greca, nordafricana, messicana e indiana.

Il particolare profumo e l’aroma forte del cumino sono dovuti ai suoi olii essenziali. In erboristeria, il cumino è usato come stimolante, carminativo, e antimicrobico. I suoi semi sono considerati benefici per il sistema digestivo.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Libri su Cumino

Herbal and aromatic plants – Cuminum cyminum (ZEERA) di Himadri Panda

Cumin (Cuminum cyminum): Production and Processing di M Kafi

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