Gloxinia

Gloxinia perennis
Gloxinia perennis- foto di VinayarajCC BY-SA 4.0

Il genere Gloxinia comprende tre specie di erbe rizomatose tropicali originarie per lo più delle Ande del Sud America ma la specie Gloxinia erinoides si estende in America centrale fino al Costa Rica. La Gloxinia cresce nelle foreste, sulle rocce, lungo i corsi d’acqua e nei sottoboschi.

Si distingue dai generi affini per il fusto eretto, per le foglie opposte e per i rizomi scagliosi (tranne che per la specie Gloxinia xanthophylla).

Alla fine dell’estate la Gloxinia regala fiori che appaiono alle ascelle da brattee alternate o opposte, e che formano un racemo terminale. La corolla può essere tubolare o campanulata, ed i colori vanno dal bianco, al rosa, al viola. Il frutto è una capsula dotata di rostro ( sottile prolungamento a forma di becco) contenente numerosi piccoli semi.

La tassonomia del genere è piuttosto travagliata: per diverso tempo al genere Gloxinia apparteneva una sola specie, la Gloxinia perennis.
Nel corso del XIX secolo sono state poi aggiunte molte specie, poi redistribuite in altri generi: Monopyle e Sinningia, Mandirola e Seemannia, Gloxinella, Gloxiniopsis, Nomopyle e Sphaerorrhiza.

Ma, nonostante l’attuale classificazione, è facile cadere in errore: ad esempio la specie Sinningia speciosa, che oggi è inclusa nel genere Sinningia, è ancora chiamata comunemente “Glossinia”.

Classificazione botanica

La Gloxinia è un genere appartenente alla famiglia delle Gesneriaceae.

Attenzione che le varietà comunemente chiamata ‘Glossinia’, molto comuni in commercio, sono in realtà Sinningia speciosa.

Alla famiglia delle Gesneriaceae appartengono generi con varietà ornamentali tra cui: Aeschynanthus, Achimenes, Columnea, Gesneria, Sinningia, Streptocarpus (all’interno della quale c’è la Violetta africana).

Principali specie

Al genere Gloxinia appartengono tre specie: Gloxinia erinoides, Gloxinia perennis, e Gloxinia xanthophylla. Sono diverse tra loro, in particolare per quel che concerne le dimensioni di pianta e fiori ma tutte sono accomunate dal fatto di produrre fiori su un racemo e di avere i singoli fiori associati a brattee ridotte. Vediamole.

Gloxinia erinoides

Gloxinia erinoides
Gloxinia erinoides- foto di Kerry Woods CC BY-NC-ND 2.0

Questa specie si distingue per le piccole dimensioni, per l’insieme di foglie piuttosto piatte e da infiorescenze alte, ognuna con molti piccoli fiori.

È distribuita nel Sud America settentrionale, soprattutto sulle Ande, e a nord nell’America centrale fino al Costa Rica.

Si tratta di una specie variabile per il colore del fogliame che può essere verde rossastro o di un classico verde ma anche per la maculatura presente sulle foglie che può presentarsi con macchie grandi e uniformi o che può essere quasi assente.

Anche il colore dei fiori varia e può essere bianco o rosa-rosso.
Della specie esistono diverse cultivar:
– Gloxinia erinoides ‘Chapadas dos Guimarães’
– Gloxinia erinoides ‘Judy’,
– Gloxinia erinoides ‘Luziania’,
– Gloxinia erinoides ‘Teresina de Goiás’ ,
– Gloxinia erinoides ‘Polo Polo’,
– Gloxinia erinoides ‘Raso rosso’.

Gloxinia perennis

Gloxinia perennis
Gloxinia perennis- foto di HectonichusCC BY-SA 3.0

Cresce da rizomi ed è caratterizzata da un’infiorescenza terminale che può diventare piuttosto lunga. Generalmente presenta delle screziature lungo la sua lunghezza.

Si tratta di un raro esempio di “fiore di profumo”: alla base della corolla vengono prodotte delle gocce profumate che vengono raccolte dalle api maschio e usate per marcare le aree di sciame ed attirare le femmine.

Durante la raccolta del profumo le api effettuano l’impollinazione dei fiori.

Sebbene siano rare nelle Gesneriaceae, numerose orchidee utilizzano meccanismi simili per attirare gli impollinatori.

L’epiteto “perennis”, che significa “perenne”, aveva lo scopo di distinguere questa specie dall’annuale Martynia annua , in quanto inizialmente la Gloxinia perennis venne inserita nel genere Martynia .

Gloxinia xanthophylla

Questa specie presenta la tipica fioritura racemosa delle altre specie. È stata descritta per la prima volta da Eduard Friedrich Poeppig.

Gloxinia ‘Dragonsong’

Si tratta di un ibrido ottenuto dall’incrocio tra Gloxinia erinoides e Gloxinia perennis.

Fioritura

La Gloxinia fiorisce a fine estate.

I fiori, molto appariscenti, possono essere tubolari o campanulati e sono variamente colorati.

Per fiorire ha bisogno di almeno 14 ore di luce che si può indurre anche anche artificialmente.

Consigli per la coltivazione della Gloxinia

La Gloxinia può essere allevata in appartamento.

Fiorisce a fine estate e in inverno è dormiente e ridotta al rizoma sotterraneo.

Coltivazione in vaso

La crescita è piuttosto lenta quindi, ad ogni ripresa vegetativa, ci si può limitare a sostituire la terra, arricchendola con concimi a lento rilascio.

Coltivazione in piena terra

Le esigenze in fatto di temperatura non la rendono adatta per essere coltivata in piena terra.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso, durante la bella stagione, possono decorare terrazzi e balconi. Ma in inverno o comunque appena le temperature scendono, va riparata all’interno.

Temperatura

La Gloxinia predilige una temperatura che si attesta attorno ai 18°. Non tollera i climi rigidi e le temperature troppo basse.

Luce

Questa pianta ama la luce, quindi bisogna sceglierle una posizione in molto luminosa ma sempre evitando i raggi diretti del sole.

Garantendo dalle 12 alle14 ore di luce la fioritura sarà intensa e prolungata.

Terriccio

Il terriccio ideale per la Gloxinia è a basso contenuto di azoto e ricco di torba così da mantenere basso il pH.

Annaffiatura

Le annaffiature si regolano in base alla stagione: durante i mesi estivi sono più frequenti mentre in inverno sono decisamente più rade.

Il terreno va però mantenuto sempre umido e ben drenato. Si deve evitare di bagnare foglie e fiori che in quanto potrebbero marcire.

Moltiplicazione

Gloxinia perennis
Gloxinia perennis- foto di Vinayaraj CC BY-SA 4.0

La propagazione si può fare per seme o per talea.

La semina si esegue tra febbraio e marzo, la tale si esegue nei mesi estivi, preferibilmente tra giugno e luglio. È sufficiente tagliare delle foglie, inciderle e radicarle nel terreno.

Concimazione

Durante la fioritura si può somministrare settimanalmente del fertilizzante specifico diluito nell’acqua di irrigazione.

Potatura

Non occorre potare è sufficiente eliminare le foglie che via via diseccano

Parassiti, malattie ed altre avversità

Si tratta di una pianta piuttosto delicata che può facilmente essere attaccata da parassiti e malattie. Si deve anche considerare che errori di coltivazione si palesano molto facilmente.

Ad esempio l’ingiallimento del fogliame è indice di troppo concime o troppe annaffiature. L’arricciamento delle foglie indica l’esposizione alla luce diretta.

Se sulle lamine compaiono anelli di colore scuro probabilmente la pianta è stata attaccata dalla virosi del pomodoro. La muffa grigia è invece provocata ai ristagni idrici o dall’eccessiva umidità. La presenza di afidi si manifesta dalla presenza di una sostanza appiccicosa che attrae altri insetti.

Curiosità

Il nome del genere è un tributo a Benjamin Peter Gloxin, botanico tedesco.

Tossicità e/o uso erboristico

La Gloxinia non è una pianta tossica per cani e gatti.

Attenzione: Queste informazioni sono indicate a solo scopo divulgativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico, o altri esperti.”

Linguaggio dei fiori

Regalare questa pianta equivale a dire che si è rimasti positivamente colpiti dalla persona.

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