Arnica (Arnica montana)

Arnica montana
Arnica montana

In molti la conoscono sotto forma di antidolorifico ma andiamo a conoscerla sotto forma di pianta. L’Arnica è una pianta officinale che appartiene famiglia delle Asteraceae, è originaria del nord America ed diffusa allo stato spontaneo nei prati, nei sottoboschi, nei luoghi montani, nei  pascoli,  nelle  brughiere  e  sui  prati  aridi  delle  regioni  alpine,  compreso  il  Veneto  e  l’Emilia-Romagna  ad  un’altitudine  compresa  fra  i  500  ed  i  2200  metri  ed  anche  maggiore.

Si tratta di una pianta perenne che si presenta con una radice rizomatosa robusta e carnosa dalla quale si generano fusti cilindrici di colore verde scuro che arrivano a misurare circa 70 centimetri.

Le sue foglie sono di diverse forme e dimensioni. La lamina o pagina fogliare ha una forma lanceolata- ovata ed è ricca di ghiandole. I fiori somigliano a grandi margherite, con la corolla formata da petali giallo – arancio e con un bottone centrale della stessa tonalità o leggermente più scuro formato da numerosi stami.

Arnica montana
Arnica montana

I fiori dell’Arnica sono molto profumati e ricchi di oli essenziali.

I frutti sono acheni scuri generalmente cilindrici e sono provvisti di una struttura piumosa, leggera e di colore bianco che si chiama pappo e che favorisce la dispersione e la disseminazione nell’ambiente. Anche il Tarassaco  o a Stapelia, hanno questa struttura.

L’arnica gode del titolo di pianta medicinale dell’anno 2001 conferitole dall’Istituto di Storia della Medicina di Würzburg (Germania). E’ stata scelta per le diverse attività fitoterapiche: sia per le sue proprietà antinfiammatorie che per altri principi attivi che possiede. Questa pianta officinale in alcune aree potrebbe andare incontro al rischio di estinzione, per l’eccessiva raccolta praticata nei siti di crescita spontanea.

Classificazione botanica

L’ Arnica montana è una specie appartenente al genere Arnica della famiglia delle Asteraceae.

Fioritura

Arnica montana
Arnica montana

La  fioritura dell’Arnica Montana avviene  nel periodo compreso tra   giugno ad agosto. I fiori dell’Arnica ricordano grandi margherite, sono molto intensamente profumati e sono ricchi di oli essenziali.

Consigli per la coltivazione della Arnica Montana

L’Anica Montana ben si presta per essere coltivata in zone di montagna, tuttavia si possono incontrare delle difficoltà. Vediamole.

In primis la germinabilità del seme dell’Arnica non è omogenea; inoltre questa pianta richiede un suolo acido contenente sostanza organica poco decomposta. Si assiste inoltre ad un’alta mortalità delle piantine dovuta a cause ancora poco note o che sono forse da attribuire all’assenza di funghi micorrizici sulle radici, o ad alcuni parassiti. A questo si aggiunga che i semi disponibili sul mercato sementiero derivano spesso da popolazioni non selezionate dalle quali si sviluppano piante con pochi fiori.

Coltivazione in vaso

Arnica montana
Arnica montana

L’arnica Montana viene coltivata soprattutto a scopo fitoterapico, ma è molto apprezza anche per la bellezza dei suoi fiori persistenti e profumati. Per questo viene allevata in vaso anche a scopo ornamentale esattamente come la margherita che le somiglia parecchio.

Nella scelta del vaso occorre optare per un contenitore largo e profondo profondo così da consentire un regolare sviluppo delle radici ed una crescita armoniosa della parte aerea. Il terriccio idoneo deve essere mediamente sabbioso e acido ed arricchito anche con compost per garantire una rigogliosa fioritura. Le annaffiature devono essere eseguito almeno 2 volte a settimana soprattutto nei periodi più caldi dell’anno. Occorre sempre rimuovere i fiori appassiti per permettere alla pianta l’emissione di fiori nuovi.

Le radici delle piante di Arnica allevate in vaso tendono, in poco tempo, ad occupare tutto lo spazio disponibile e per questo è bene rinvasare almeno ogni 2 anni per favorire lo sviluppo della pianta e la fioritura. Il vaso deve essere ovviamente più grande del precedente ed il terriccio va sostituito in toto.

Per favorire lo sgrondo dell’acqua delle annaffiature e scongiurare il rischio di ristagni di acqua che causerebbero il marciume radicale, si consiglia di stratificare sul fondo del vaso della ghiaia grossolana.

Coltivazione in piena terra

Arnica montana
Arnica montana

Le piante di Arnica si mettono a dimora in primavera o ad inizio autunno in buche che distano circa 30 cm e che andranno annaffiate abbondantemente.

Si prepara il  terreno  con un’aratura  a  media  profondità  (20-30  cm),  alla quale seguiranno lavorazioni  successive  così da  ottenere  un  substrato  adatto all’insediamento ed allo sviluppo delle piantine. Se  il  suolo  ha sufficiente sostanza  organica  e sufficienti  elementi  nutritivi  si  può  evitare di concimare. Generalmente si tende di evitare la semina diretta per via dell’elevato costo del seme, tuttavia per  la  produzione  delle  piantine di Arnica si utilizzano le cassette  da  semenzaio  o vassoi alveolati di plastica o polistirolo. 

Il  terriccio  deve  avere  una  reazione acida o subacida e si deve garantire il drenaggio con l’eventuale aggiunta di sabbia  quarzifera.  Le  distanze  da rispettare  variano da 40-50 cm fra le file a 15-25-30-40 cm sulla fila. L’arnica montana è una  pianta  medicinale,  pertanto per eliminare le  erbe  infestanti  si  deve procedere meccanicamente. Nel momento  del  trapianto è importante irrigare per  far  attecchire  le  piante. 

Temperatura

Arnica montana
Arnica montana

L’arnica è una pianta molto elastica in tema di clima: il suo areale è molto ampio,  come  pure  l’altitudine  di crescita.

Preferisce i climi di  montagna  in  quanto non subisce i danni del freddo invernale.

Luce

Questa pianta officinale preferisce i luoghi luminosi e soleggiati ma teme il caldo eccessivo dell’estate e per questo motivo è preferibile piantarla in luoghi semiombrosi o al riparo di alberi ad alto fusto.

Terriccio

Pur crescendo bene in qualsiasi tipo di terreno, l’arnica preferisce quello sciolto, ben drenato, con pH leggermente acido e ricco  in  sostanza organica.

Annaffiatura

Arnica
Arnica

Nel corso della sua prima estate l’Arnica va annaffiata regolarmente se il clima è secco, le estati successive sopporterà bene la siccità a patto che il terreno rimanga fresco

Moltiplicazione

L’arnica montana si moltiplica per seme o per talea del rizoma.

Moltiplicazione per seme

La semina si esegue direttamente a dimora in primavera – estate ed in semenzaio protetto in autunno. Il terreno deve essere soffice, fresco e ricco di sostanza organica. Si pongono i semi a pochi centimetri di profondità e a 2 cm di distanza tra loro. Fino alla germinazione occorre mantenere il terreno sempre umido ma non inzuppato d’acqua.

Moltiplicazione per divisione del rizoma

In questo tipo di propagazione si divide il rizoma in più parti che portano radici secondarie usando un coltello ben affilato e disinfettato . Le talee di rizoma vanno trattate con l’ormone radicante e vanno piantate in buche  che siano il doppio della talea.

Concimazione

Arnica
Arnica

L’Arnica montana va concimata nel momento in cui si esegue il trapianto e poi una volta l’anno prima della ripresa vegetativa interrando ai piedi dei cespi del concime stallatico maturo.

Potatura

L’Arnica non richiede potatura, a meno che non si voglia ridurre il volume della chioma per esigenze ornamentali. In tal caso è bene intervenire durante il riposo o dopo la fioritura, riducendo di un terzo la vegetazione dell’anno precedente e lasciando i rami più forti e sani.

Altri consigli per la cura dell’Arnica

I fiori dell’Arnica montana sono ricchi di essenze benefiche e vanno raccolti nel mese di luglio. Vanno prima  riuniti in mazzetti e poi messi ad essiccare in un luogo ombroso e conservati successivamente in sacchetti di carta o barattoli di vetro.

Per evitare il soffocamento delle piante di Arnica occorre eliminare le erbe infestanti.

Parassiti malattie e altre avversità

L’Arnica montana è una pianta rustica che si difende dai parassiti come afidi e cocciniglia con  il suo profumo intenso. I suoi germogli più teneri però sono un richiamo per lumache e chiocciole che riescono a divorarli in brevissimo tempo compromettendone seriamente lo sviluppo. Per tenere lontane le lumache si può intervenire cospargendo ai piedi dell’Arnica un po’ di cenere del camino oppure con delle trappole biologiche.

Gli  insetti  che  attaccano  l’Arnica  sono soprattutto  due  ditteri:  Tephritis  arnicae  L.  che  attacca i capolini e la Melanagromyza arnicarum Hering che attacca gli steli. Il parassita  più  temibile  è  invece la  T.  arnicae  che  deposita  le  uova  all’interno  dei  fiori  tubulosi ancora chiusi, dalle uova si sviluppano poi le larve che distruggono l’ovario fino ad erodere il ricettacolo.

L’arnica viene anche colpita da diversi tipi di oidio e da  una  carie  (Entyloma arnicale, Tilletiaceae), che lesiona le foglie. Per contrastare  l’oidio  si  può  ricorrere  allo  zolfo  o  agli  antioidici  di  sintesi.

Curiosità

L’arnica anticamente era nota con il nome di Tabacco di montagna, perché le foglie essiccate venivano consumate come tabacco da naso

In passato l’Arnica veniva utilizzata come veleno.

Tossicità e uso erboristico

Fiori essiccati
Fiori essiccati

La pianta di Arnica viene utilizzata a scopo fitoterapico per le sue proprietà medicamentose: è impiegata nella cura di traumi e contusioni sotto forma di pomata o infusi.

Vengono utilizzate con successo preparazioni a base di Arnica per curare affezioni della pelle, o come antisettico orale, nella piorrea alveolare, nella faringite cronica, nelle flebiti e nelle foruncolosi. Gli impacchi con compresse imbevute di Arnica sono ottimi nel trattamento delle emorroidi e danno un gran sollievo in caso di punture di insetti

L’Arnica se ingerita è tossica e può provocare paralisi e tachicardia, fino ad un collasso cardiocircolatorio.

In caso di ingestione occorre trattare con carbone vegetale e bere per diluire la concentrazione e ovviamente rivolgersi immediatamente al medico.

“ Attenzione: le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico”

Linguaggio dei fiori

Il significato principale dell’Arnica nel linguaggio dei fiori è “ritorno disperato”, ma in realtà questa pianta è stata utilizzata nei secoli per indicare tutta una serie di sentimenti diversi e contrastanti.

Esprime la fine del dolore ed il ritorno dell’amato. Simboleggia la fedeltà e la felicità amorosa: due significati correlati alla sua resistenza fisica. I suoi fiori gialli,noti anche come “erba dello starnuto”, rappresentano la liberazione ed il recupero, la rigenerazione ed il perdono. Regalare dei fiori di arnica ad una persona equivale a inviare un messaggio di un ritorno di fiamma o dichiarare la fine di un rancore, il ritorno della serenità.

L’Arnica è quindi perfetta come richiesta di riappacificazione.

Libri

Ecco alcune letture su questa preziosa pianta officinale.

Arnica. Un rimedio efficace per ferite, ecchimosi ed ematomi, infiammazioni, disturbi della circolazione di Angeline Bauer e René Prummel

Arnica: The remedy that should be in every home di Phyllis Speight

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