Corbezzolo (Arbutus unedo)

Corbezzolo (Arbutus unedo)
Corbezzolo (Arbutus unedo)

Ammetto candidamente che quando sento parlare del Corbezzolo o quando ne incontro uno, mi viene in mente il grande Totò in una delle sue esclamazioni più note “Corbezzoli!!” ed è inevitabile, per me, da sempre appassionata dei suoi film, sorridere.

Il Corbezzolo è una pianta che vanta una storia millenaria, una pianta che colora l’autunno svelando un mix di colori e profumi inebriante e sorprendente. Andiamo a scoprirlo.

Il Corbezzolo, nome scientifico Arbutus unedo, è un albero da frutto sempreverde tra i più tenaci e resistenti e tra i più amati dalla tradizione contadina, è anche molto longevo, può infatti vivere diversi secoli.

Si tratta di una specie selvatica, tipica della vegetazione della macchia mediterranea, che può facilmente essere coltivata nei giardini come cespuglio o come albero.

Indipendentemente dal tipo di coltivazione che si sceglierà, cespuglio o albero, il Corbezzolo regalerà colore e ornerà egregiamente il giardino. Contemporaneamente è in grado di ospitare fiori e frutti maturi, regalando nello stesso momento ben tre colori: rosso dei frutti, il bianco dei fiori e il verde delle foglie esattamente come i colori della bandiera italiana. Come si fa a non amarlo?

Il Corbezzolo è diffuso nei paesi del Mediterraneo occidentale e sulle coste meridionali dell’Irlanda.

La sua presenza allo stato spontaneo, che va dal piano agli 800 metri di altitudine con una predilezione per le zone costiere, è soprattutto come arbusto cespuglioso, zeppo di polloni, che non supera i 2 metri d’altezza. Se invece viene coltivato ad albero può raggiungere dimensioni elevate, sia nell’altezza che può arrivare ad 8 metri, che nel volume del tronco.

In Italia il Corbezzolo cresce spontaneo nel centro-sud, soprattutto nel sottobosco di pinete litoranee e leccete; lo si trova con altri arbusti come il lentisco (Pistacia lentiscus), il leccio (Quercus ilex), la Phillyrea (Phillyrea angustifolia), l’erica arborea e il mirto (Myrtus communis), alberi della tipica macchia mediterranea.

Si trova facilmente nelle macchie e nei boschi delle zone costiere dove forma dei veri e propri boschetti.

La diffusione del corbezzolo è stata agevolata anche dall’uomo che ama coltivarlo sia per i suoi frutti eduli che per l’alto potere decorativo della pianta. Il corbezzolo, inoltre, vanta la capacità di emettere rapidamente vigorosi polloni dopo il passaggio del fuoco quindi ha una certa importanza forestale e viene ampliamene usato nei rimboschimenti per scopi ambientali, protettivi e antierosivi.

Corbezzolo
Corbezzolo


I frutti del corbezzolo vengono chiamati corbezzole o albatre.

Il tronco del Corbezzolo è molto robusto ha una forma sinuosa ed è molto ramificato. Il suo sviluppo può avvenire con più branche principali che partono dal terreno oppure con un corto tronco principale che si dirama successivamente. Il corbezzolo ha una chioma molto densa di forma tondeggiante ed irregolare di un bel colore verde carico, il tronco è corto, eretto, sinuoso e densamente ramificato e misurare da 1 a 8 metri di altezza.

Le foglie, alterne, sono lucide e di colore verde scuro sulla superficie superiore, mentre nella superficie inferiore sono opache e verdi più chiare.

I fiori, ermafroditi e riuniti in piccoli racemi penduli di colore bianco crema o rosato, compaiono da ottobre a marzo nella parte terminale dei rami. Nell’autunno dell’anno successivo danno origine agli interessanti frutti costituiti da bacche rotonde, del diametro di circa 2cm., carnose, di un bel rosso – arancio, che diventano di colore rosso scuro una volta maturi.

La corteccia del fusto,e delle ramificazioni principali è bruno-rossiccio, rugosa e fessurata. Il colore con il passare del tempo si sfalda in sottili placche allungate.
Il corbezzolo ed i suoi frutti hanno tantissime proprietà benefiche, da secoli impiegate in fitoterapia.

Classificazione Botanica

Corbezzolo (Arbutus unedo)
Corbezzolo (Arbutus unedo)

Il corbezzolo , nome scientifico Arbutus unedo appartiene al genere Arbutus alla famiglia delle Ericaceae.

Fioritura

Fiori Corbezzolo
Fiori Corbezzolo

Le peculiarità più emblematiche del corbezzolo sono indubbiamente la fioritura e la fruttificazione. Nel periodo autunno-inverno sulla stessa pianta convivono beati i fiori appena nati e molto profumati ed i frutti già maturi. Un vero spettacolo per gli occhi che possono ammirare la pianta con ben tre colorazioni: rosso dei frutti, bianco dei fiori, verde delle foglie.

La fioritura del corbezzolo è prolungata: inizia in autunno e dura per buona parte dell’inverno. Dai fiori si generano i frutti, che maturano nell’autunno dell’anno successivo.

I fiori del corbezzolo sono ermafroditi e crescono nella parte terminale dei rami. Sono riuniti in piccoli racemi penduli di colore bianco crema o rosato.
Ogni infiorescenza è composta da piccoli fiori (il numero può variare da 5 a 35).

La forma del fiore del Corbezzolo è inconfondibile: una corolla ristretta all’orlo e rigonfia nel mezzo come un otre, che termina con cinque piccoli denti rivolti verso l’esterno.

I fiori del corbezzolo sono ricchi di nettare e sono quindi amatissimi e visitatissimi dalle api. Dai fiori si ricava dunque l’ultimo miele della stagione, un miele pregiato caratterizzato da un sapore particolare, amarognolo e aromatico. Il miele del corbezzolo è prezioso anche perché non è cosi scontato che le api siano ancora attive al momento della fioritura e non tutti gli anni è quindi possibile produrlo.


I frutti, chiamati corbezzole, sono delle bacche rotonde carnose, con la caratteristica superficie granulosa e tubercolata di circa 2 centimetri di diametro. Il colore è dapprima giallastro, poi vira all’arancione, e infine, a piena maturazione, diventa rosso scuro.

Consigli per la coltivazione del Corbezzolo

Corbezzolo
Corbezzolo

Coltivare il corbezzolo nel frutteto o in giardino può dare grandi soddisfazioni, sia per il valore ornamentale che per la ricca produzione di frutti.
Si tratta di una pianta piuttosto rustica, che non necessita di grandi cure colturali. E’ resistente alla siccità, e tollera il freddo, fino a circa -10/-15 °C, non è facile preda di molti parassiti. Cresce in terreni sub-acidi, anche rocciosi.

Fiorendo in autunno inverno, fruttifica solo nelle zone a clima mite dove le api possono impollinare, come nell’Italia meridionale.

Coltivazione in piena terra

Per la coltivazione in piena terra si possono acquistare piante adulte cresciute in vivaio. In tal caso, se si acquistano piante a radice nuda, i periodi per la messa a dimora sono l’autunno e la fine dell’inverno. Se la pianta si trova in vaso, con il pane di terra, è opportuno attendere l’inizio della primavera. L’albero del Corbezzolo è molto longevo e sviluppa una densa chioma pertanto è bene mantenere una distanza di almeno 5 metri dagli altri alberi.

Al momento della messa a dimora per ottenere un suolo più acido è opportuno ammendare la terra dell’impianto con torba per piante acidofile e letame maturo. In questo modo si garantisce alle giovani piante un ambiente ideale per i primi anni di crescita

Corbezzolo, pianta da siepe?

Il corbezzolo cresce anche come cespuglio quindi è possibile creare delle siepi informali.

Temperatura

E’ una pianta che resiste bene al gelo, anche a temperature sotto lo zero ma per crescere rigogliosa e fruttificare necessita di un clima mite, quello tipico delle zone costiere.

Arbutus unedo
Arbutus unedo

Luce

L’esposizione ideale è il pieno sole, ma riparata dai venti, questo per favorire il lavoro d’impollinazione delle api.

Terriccio

Il corbezzolo predilige i terreni sub-acidi e non ama quelli calcarei.

Annaffiatura

E’ necessario annaffiare solo il primo anno, soprattutto se l’albero è stato piantato in primavera.
Durante l’estate si deve mantenere la terra sempre ben umida. Si dovrebbe quindi innaffiare con regolarità, almeno una volta a settimana.

Una volta cresciuto, il Corbezzolo non avrà più l’esigenza di essere annaffiato.


Per migliorare l’umidità del terreno si può usare, inoltre, la pacciamatura naturale utile anche a mantenere la zona di coltivazione libera dalle erbe infestanti

Moltiplicazione

La moltiplicazione del Corbezzolo può avvenire per seme, per talea, per margotta o propaggine. Si tratta di una pianta che si riproduce facilmente sia per seme che per talea.

La riproduzione per seme si esegue verso la fine dell’inverno usando un miscuglio di sabbia e torba. Occorre mantenere il terriccio sempre umido e collocare i contenitori in luoghi riparati e luminosi.
La moltiplicazione per talea si esegue invece in inverno. Le nuove piantine di corbezzoli si trapiantano in piena terra dopo circa due anni.

Concimazione

Arbutus unedo
Arbutus unedo

La concimazione del Corbezzolo è importante, ma non deve essere eccessiva. Una volta l’anno, preferibilmente in autunno-inverno, occorre ammendare attorno alla pianta del compost domestico o dell’humus di lombrico.

Potatura

La potatura dell’albero è volta soprattutto a contenere la chioma e arieggiarla, eliminando parti secche o danneggiate dal tempo.
Per conferire all’albero un aspetto più ordinato, è molto importante eseguire la potatura di formazione, con la quale si imprime la forma di allevamento. Le piante acquistate in vaso sono generalmente già impostate ad alberello o a cespuglio.


Se si decide di crescere il corbezzolo ad albero, è fondamentale la periodica eliminazione dei polloni basali.

Abbinamenti con altre piante

Lentisco, Leccio, Phillirea, Erica arborea, Mirto sono alberi della macchia mediterranea che ben si abbinano con il Corbezzolo, perfetto allevato con piante tipiche del giardino mediterraneo.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Corbezzolo (Arbutus unedo)
Corbezzolo (Arbutus unedo)

Il Corbezzolo ha un’ottima rusticità, che non soffre in modo particolare di attacchi da parte di parassiti.
Nemici della pianta sono gli afidi neri in primavera controllabili con i macerati naturali (aglio e ortica) e con il sapone di Marsiglia.

Anche la cocciniglia può rappresentare un pericolo in quanto predilige gli alberi con foglie coriacee. Per prevenirne l’attacco in modo naturale si può usare il macerato di felce.

Curiosità

Corbezzolo
Corbezzolo

La farfalla del corbezzolo (Charaxes jasius), in fase larvale, si nutre esclusivamente delle foglie della pianta del corbezzolo, da adulta preferisce invece i frutti maturi, di cui succhia i liquidi zuccherini; da queste abitudini deriva il suo nome.

Il corbezzolo vanta numerose proprietà: il suo legno è eccellente per il riscaldamento e per i lavori di falegnameria, la corteccia è ricca di tannini, usati per la produzione di coloranti naturali e la concia delle pelli; le foglie contengono principi attivi come l’arbutina (o arbutoside) con azione antibatterica e antinfiammatoria (idrochinone).

Con le foglie fresche si preparano infusi, decotti e tisane.
Il miele di corbezzolo è eccellente per curare in maniera naturale le affezioni del cavo orale.
I frutti contengono fino a 400 mg di vitamina C e molti polifenoli che vantano proprietà antiossidanti.

In diverse regioni italiane, il corbezzolo è soprattutto destinato a una lunga conservazione come composte, marmellate, sotto spirito con la grappa, per farne dei canditi.

La pianta viene largamente utilizzata a scopo ornamentale in parchi e giardini per il colore rosso intenso dei propri frutti presenti sulla pianta contemporaneamente ai bei grappoli di fiori bianchi ed anche per il denso e lucido fogliame.

Nello stemma della Provincia di Ancona è rappresentato un ramoscello di corbezzolo con due frutti.

La città di Madrid ha come simbolo un’orsa poggiata su di un albero di Corbezzolo; a Madrid sono piantati alberi di questa specie nel Parco del Retiro ed anche in altri giardini.

Per la sua colorazione il Corbezzolo è chiamato anche “albero Italia”. Un tempo veniva impiegato per abbellire le zone dove sorgono monumenti ai caduti.

Tossicità  e/o uso erboristico

Arbutus unedo
Arbutus unedo

Le foglie di Corbezzolo possono essere usate in decotto ed assumere proprietà diuretiche, astringenti e antisettiche. I frutti hanno effetto antidiarroico. ma contengono un alcaloide che, in persone particolarmente sensibili può provocare inconvenienti solitamente non gravi. Questi effetti erano noti agli antichi che ne consigliano un uso moderato, il nome deriva infatti dalla contrazione di unum edo, ossia: (ne) mangio uno (solo).


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei Fiori

I romani attribuivano al Corbezzolo poteri magici.

Virgilio, nell’Eneide, scrive che sulle tombe i parenti del defunto erano soliti depositare rami di corbezzolo.

Il significato di questa pianta è la stima ma per me questa pianta sarà sempre legata al grande Principe della risata “corbezzoli!!”

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