Lentisco

Pistacia lentiscus
Lentisco

Se ce ne è uno nei paraggi non avrete difficoltà ad accorgevene, sarà il vostro olfatto ad avvisarvi della sua vicinanza perchè sarete avvolti da un intenso profumo di resina. E quando ne scoprirete le qualità, sicuramente farete sempre caso alla sua presenza, e, forse, deciderete addirittura di coltivarne uno nel vostro giardino. Stiamo parlando del Lentisco, una specie arbustiva sempreverde aromatica, tipica della nostra macchia mediterranea.

Lo troviamo allo stato selvatico soprattutto sulle isole maggiori, sulla costa ligure e nei versanti tirrenico e adriatico. E’ probabilmente l’arbusto coltivato più resistente alla siccità, andiamo a conoscerlo.

Il lentisco, noto anche come lentischio è una pianta cespugliosa e aromatica caratterizzata da foglie piccole di colore verde intenso. La chioma ha generalmente una fitta ramificazione di forma globosa. Tutta la pianta emana un intenso odore di resina. La corteccia è grigio cinerina, il legno è roseo.

La pianta raggiunge al massimo un’altezza di 3 o 4 metri. In estate produce frutti molto piccoli di colore rosso intenso di forma sferica con un diametro massimo di mezzo centimetro che maturano nei mesi autunnali assumendo poi un colore scuro, tendente al nero.

Si tratta di una specie dioica, con fiori femminili e fiori maschili divisi su piante differenti, tutti, dipendentemente dal sesso piccoli, rossastri, raccolti in infiorescenze a pannocchia.

Questa pianta è molto importante dal punto di vista forestale e per il recupero e l’evoluzione di aree degradate: in tempi rapidi riesce a ripristinare un ottimo grado di copertura vegetale dei terreni bruciati. Si tratta di un’ azione resa possibile anche per lo sviluppo orizzontale della pianta stessa.

A questo si aggiunga che, anche nel caso in cui i rami del Lentisco vengano distrutti dal fuoco, riescono a formare subito una nuova vegetazione grazie alla grande capacità pollonifera.

Il lentisco vanta inoltre proprietà pedogenetiche ed è in grado di migliorare il terreno dove è coltivato. Il terriccio presente sotto i cespugli di Lentisco è considerato un buon substrato per il giardinaggio.

Ma le proprietà del Lentisco non finiscono qua: la pianta è da sempre stata largamente impiegata negli ambienti rurali, dal tronco viene estratta la resina usata nella medicina popolare e recentemente rivalutata a scopi medici. Sono davvero tantissime le sue proprietà.

Il Lentisco è presente soprattutto lungo la fascia costiera, ma lo troviamo anche nelle zone interne, dal piano fino ai 600 metri sul livello del mare. Le zone preferite da questa pianta sono soprattutto quelle collinari e di pianura.


Nel nostro Paese cresce allo stato selvatico in particolare sulle isole maggiori, nella costa ligure e sui versanti tirrenico ed adriatico.

Classificazione botanica

Pistacia lentiscus
Lentisco

Il lentisco, nome scientifico Pistacia lentiscus è una specie del genere Pistacia appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae della quale fa parte anche il pistacchio (Pistacia vera).


Uno dei principali impieghi del Lentisco è proprio quello di essere utilizzato come portainnesti del pistacchio.

Fioritura

La a fioritura del Lentisco avviene nei periodi primaverili, da aprile a maggio. La fioritura non è significativa ma dopo la fioritura compaiono abbondanti bacche sferiche rosse molto decorative che poi diventano nere.

La pianta di lentisco è dioica, ossia ha i fiori maschili e femminili su piante diverse.


I fiori sono portati in pannocchie cilindriche.
L’impollinazione è anemofila, ossia operata dal vento.

Consigli per la coltivazione del Lentisco

Il Lentisco è un arbusto molto rustico, in grado di adattarsi alle condizioni ambientali più difficili, per questo motivo è tra le specie migliori da utilizzare nella riqualificazione ambientale di zone marginali, come le zone rocciose ed i pendii. Ma è la pianta perfetta anche per decorare terreni poveri.

Questa pianta ben si presta per essere coltivata in giardini mediterranei e giardini rocciosi.

Coltivazione in vaso

Nelle aree molto fredde il Lentisco può essere coltivato in un contenitore che deve però essere ampio e profondo, nella scelta del vaso tenete dunque conto di questi parametri. Sul fondo del vaso occorre creare uno strato drenante molto spesso, formato da ghiaia o argilla espansa.

Coltivazione in Piena Terra

Lentisco
Lentisco

Il trapianto in piena terra,può essere effettuato sia in autunno che all’inizio della primavera. Si deve scegliere una collocazione al sole o alla semi ombra.

Lentisco come pianta da siepe

Il Lentisco è un’ ottima pianta da siepe in clima mite e marino ed in terreni aridi.

E’ in grado di resistere bene alle potature drastiche ed è adatta anche per la creare siepi geometriche, per via della fitta ramificazione, la densa vegetazione e le dimensioni ridotte delle foglioline.

Temperatura

Il lentisco preferisce un clima mite ma sopporta anche i periodi prolungati di aridità. E’ però importante non esporre questo arbusto a periodi di freddo prolungato e a gelate brusche.

Nelle regioni con un inverni rigidi è consigliabile collocare la pianta in un luogo molto soleggiato.


Il vento non rappresenta invece un problema in quanto la pianta resiste bene anche alle raffiche violente.

Luce

Questa pianta ama il clima mediterraneo quindi preferisce un’esposizione al sole o alla semi ombra.

Terriccio

La rusticità del lentisco è confermata anche dalle esigenze relative al terreno. Pur vegetando bene sia nei terreni sciolti che in quelli rocciosi, preferisce un terreno ben sciolto, drenato e ricco di sostanze nutritive.

Annaffiatura

Lentisco
Lentisco

Il Lentisco inoltre non ha bisogno di grandi apporti idrici, escluso il primo anno dopo l’impianto. In periodi estremamente caldi e siccitosi, con le piante giovani, si può somministrare un’innaffiatura ogni 15-20 giorni.

Ricordiamo che si tratta di uno degli arbusti coltivati nella macchia mediterranea tra i più resistenti alla siccità.

Moltiplicazione

Il Lentisco si propaga principalmente dai semi, che vanno interrati nel periodo autunnale immediatamente dopo la raccolta.


Si deve rimuovere la polpa della bacca subito dopo la raccolta, e si devono immergere i semi in acqua. Così si potranno eliminare i semi galleggianti che difficilmente germoglieranno. L’immersione in acqua prima della semina aiuta inoltre il germogliamento.


La semina può essere fatta anche in primavera, impiegando semi puliti e conservati in frigo.


Il seme va collocato in un vasetto di piccole dimensioni, dove va lasciato fino a che non si avrà una pianta sufficientemente forte da poter essere trapiantata nel terreno.

Concimazione

Il Lentisco è poco esigente ma al momento dell’impianto può essere somministrato del fertilizzante blando.

Potatura

La potatura è necessaria solo nel caso il cui si coltivi la pianta come siepe o alberello. Altrimenti è sufficiente rimuovere periodicamente ramificazioni secche o danneggiate. La pianta dà il meglio di sé quando viene lasciata crescere in forma libera.

Abbinamenti con altre piante

Il lentisco si può abbinare con l’olivastro, il mirto, la fillirea, il corbezzolo, il leccio, la tamerice, il ginepro, l’alaterno, tutte piante con le quali forma macchie di arbusti lungo le coste, in particolari rocciose, del mediterraneo.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Per quel che concerne gli attacchi di parassiti, il lentisco può essere soggetto soprattutto alle infestazioni di afidi, soprattutto quelli che appartengono alla specie Aploneura lentisci, parassita specifico del lentisco.

Gli afidi si possono debellare con l’impiego di macerati naturali, quali quello d’ortica e l’infuso d’aglio.
Anche la cocciniglia, può attaccare la pianta e si può combattere con il macerato di felce.

Curiosità

Lentisco
Lentisco

In Abruzzo e in Molise il Lentisco viene chiamato stinge, stingio, stingi, o schino.

In passato si impiegava il suo legno per la produzione di un ottimo carbone o per svolgere piccoli lavori di falegnameria. Inoltre dalla ebollizione e dalla spremitura dei frutti si estraeva un olio impiegato per l’illuminazione e per l’alimentazione, il tannino presente nelle foglie veniva invece usato nella concia delle pelli.

La resina, nota come mastice di Chio, che fuoriesce da incisioni della corteccia e che a contatto con l’aria si rapprende e diventa mastice, è stata impiegata, come sostanza da masticare, per purificare l’alito e rassodare le gengive.

Oggi la pianta viene usata in erboristeria e nell’industria dei profumi. Ma della pianta si usano anche le bacche per aromatizzare le carni.

Il mastice ricavato dalla resina è usato come sostanza adesiva, e disciolto in un’essenza di trementina, produce una vernice ideale per dipinti a tempera ed a olio.

Le tracce degli impiegi del Lentisco si trovano nei classici greci e latini, dove sono chiari i riferimenti degli impieghi di questa pianta come diuretica, antinfiammatoria, antisettica e cicatrizzante. In Medio Oriente, veniva usata come disinfettante e antisettico.

La sua consistenza ‘gommosa’ era sfruttata per creare delle applicazioni da applicare sulle ferite, ma anche per favorire l’igiene orale.

In Sardegna, in particolare nelle aree agro-pastorali, con le foglie di Lentisco si preparavano degli impacchi per curare le ferite o per deodorare i piedi.

Le foglie più tenere, invece, venivano messe nelle scarpe sia per profumarle che per prevenire l’eccessiva sudorazione.

Tossicità  e/o Uso Erboristico

Frutti del Lentisco
Frutti Lentisco

Pur avendo perso gran parte della sua antica importanza, il lentisco è una specie che ha ancora una larga utilizzazione per molteplici scopi.

Il Lentisco vanta proprietà antinfiammatorie e antisettiche,per questo è ottimo contro gengiviti, piorrea e paradontosi.

In fitoterapia è dimostrato che il mastice di Chio è in grado di inibire la crescita di pericolosi batteri contaminanti del cibo, come la salmonella e gli stafilococchi. Inoltre è in grado di arrestare la proliferazione del batterio Helicobacter pylori, responsabile dell’ulcera.

L’olio di lentisco, estratto dalle drupe della pianta, ha caratteristiche molto simili a quelle dell’olio d’oliva e per questo nell’antichità veniva impiegato al posto di quest’ultimo.


L’olio di lentisco vanta anche proprietà lenitive sulla pelle.

L’ Olio essenziale di lentisco ha proprietà balsamiche, tonificanti e rinfrescanti, ed è usato nei diffusori d’essenze per purificare e profumare l’aria.

Risulta anche essere un ottimo rilassante e un valido antireumatico, è altresì noto per le sue proprietà antinfiammatorie, astringenti, sedative ed antisettiche delle mucose. Rappresenta quindi un ottimo rimedio naturale per le affezioni delle vie aree e urinarie.

Sull’isola greca di Chio viene preparato un liquore aromatico, il Mastìka, derivato dalla resina, che vanta proprietà digestive. Viene inoltre prodotto un dolce caramelloso noto come “sottomarino vaniglia”

In Sardegna, la resina viene invece impiegata nella produzione di un gin locale chiamato il Giniu.

Il lentisco è largamente impiegato in cosmetica, per preparare saponi, oli da bagno e oli da massaggio, creme nutrienti e idratanti per viso e corpo.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

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