Aquilegia vulgaris

Aquilegia vulgaris
Aquilegia vulgaris

Delicata, elegante, sottile, leggera timida, la Aquilegia Vulgaris sembra una farfalla poggiata su di un fiore.

L’Aquilegia vulgaris è nota come aquilegia comune ma ha anche il romantico nome di cuffia della nonna perché nella forma ricorda quelle vecchie cuffie che potevamo ammirare nelle illustrazioni dei vecchi libri di favole.

E’ una specie originaria dell’Europa sfuggita ai giardini proprio come una farfalla e naturalizzata in alcune zone del Nord America orientale. Si tratta di una pianta erbacea perenne che raggiunge un’altezza di poco superiore al metro.

E’ caratterizzata da un fusto eretto, glabro o pubescente ramificato. Le foglie basali sono peduncolate e sono suddivise in tre elementi che nella forma ricordano un ventaglio con lobi arrotondati.

Ma sono i fiori ad essere molto particolari: hanno la forma di corno con uno sperone allungato molto evidente.

I fiori sono numerosi, penduli, sono generalmente di un bel colore azzurro-violetto, hanno gli stami lunghi fino al bordo dei petali o poco sporgenti, speroni ricurvi ad uncino. All’esterno si contano 5 petali più grandi spesso di colore diverso a formare una stella dall’alto potere decorativo. Il frutto multiploè un folliceto o polifollicolo, formato da 5 follicoli polispermi, di 15-25 mm, con stilo persistente

Classificazione Botanica

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia vulgaris

L’Aquilegia vulgaris è una specie del genere Aquilegia della famiglia delle Ranunculaceae.

Principali varietà e cultivar

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia vulgaris

In commercio sono disponibili diverse cultivar della specie, caratterizzate da fiori singoli o doppi e dallo sperone corto o senza sperone, in una varietà di colori che spazia dal blu al viola al bianco al rosa al rosso.

Tra le tante varietà citiamo la William guinnes caratterizzata da una corolla di colore blu viola scuro con sfumature rosa e bianche. Molto bella anche la varietà Alba che presenta fiori bianchi e la varietà Pink Cascade che produce fiori rosa chiaro.

Fioritura

Aquilegia vulgaris
Aquilegia vulgaris

L’Aquilegia vulgaris fiorisce durante la stagione primaverile nel periodo che va da aprile a giugno e si protrae fino al mese di agosto. La fioritura è prolungata ed i bellissimi fiori sono adatti al taglio.

Consigli per la coltivazione dell’Aquilegia vulgaris

Aquilegia vulgaris
Aquilegia vulgaris

Questa perenne si adatta facilmente ad un’ampia varietà di condizioni, tollera quindi bene sia il sole che la mezz’ombra ed ha un’ottima resistenza al calore molto intenso.

Si tratta di una pianta che attira gli insetti impollinatori utili per il giardino. E’ adatta per essere delimitare i confini, per essere inserita nei giardini rocciosi, per giardini all’ombra, per i giardini boschivi.

Coltivazione in vaso

Aquilegia Vulgaris – foto di Radomil CC BY-SA 3.0

L’A. vulgaris può essere coltivata in vaso. Si può creare un bel cespuglio scenografico piantando insieme 3 o 4 piantine di Aquilegia in un vaso del diametro di circa 30-25 .

Il rinvaso si esegue generalmente ogni due anni. Va rinvasata nel mese di aprile scegliendo un vaso sempre leggermente più ampio del precedente.

E’ importantissimo garantire alla pianta un ottimo drenaggio aggiungendo della sabbia grossolana al terreno di coltivazione.

Coltivazione in piena terra

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia Vulgaris – foto di Isidre blancCC BY-SA 4.0

La messa a dimora si esegue al termine dell’estate nel mese di Settembre o ad inizio primavera nel mese di marzo. La pianta è facilmente coltivabile in terreno che sia ben drenato con un’umidità media, che sia esposto in pieno sole o all’ombra parziale.

L’A. vulgaris può essere coltivata in una vasta gamma di terreni tranne quelli pesanti e scarsamente drenati ma se potesse scegliere preferirebbe i terreni organicamente ricchi e umidi e vorrebbe essere collocata in una zona con un’ombra da leggera a moderata

Pianta da siepe?

Non si può parlare di vera e propria siepe ma di cespuglio. Le piantine di Aquilegia vulgaris coltivate poco distanti una dall’altra possono creare dei bei cespugli colorati utili a ravvivare delle zone del giardino o del terrazzo.

Coltivazione in terrazzo

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia Vulgaris – foto di Radomil talkCC BY-SA 3.0

L’Aquilegia vulgaris può essere allevata in terrazzo, anche in questo caso sceglietele una collocazione adeguata che assicuri alla pianta un po’ d’ombra soprattutto nelle ore più calde.

Temperatura

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia Vulgaris – foto di Frank VincentzCC BY-SA 3.0

L’ Aquilegia comune vanta un’ottima resistenza alle basse temperature, tuttavia è consigliabile coprire le piante allevate in vaso con uno strato di tnt (tessuto non tessuto) nel periodo invernale, per evitare che il substrato di coltivazione geli.

Luce

Questa pianta richiede posizioni soleggiate o a mezz’ombra, ma non soffre eccessivamente le zone ombrose.

Terriccio

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia Vulgaris – foto di Frank VincentzCC BY-SA 3.0

Può essere coltivata in qualsiasi tipo di terreno compresi i terreni poveri ma preferisce i terreni organicamente ricchi e umidi. Molto importante è che il terreno sia ben drenato.

Annaffiatura

La pianta soffre i ristagni idrici ma ha bisogno di un terreno mantenuto costantemente umido. Quindi è bene l’acqua solo quando necessario evitando di inzuppare il terreno e limitare le annaffiature soprattutto quando la pianta è all’ombra.

Moltiplicazione

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia Vulgaris – foto di Felix Gertz CC BY-SA 3.0

L’ Aquilegia comune può essere propagata per divisione dei cespi o da seme.

Si tratta di una pianta che tende ad auto seminarsi liberamente nel giardino, quindi la si può lasciare libera di espandersi e ibridarsi per ottenere fiori di forme e colori nuovi. La semina si esegue in primavera o in autunno.

Per accelerare la germinazione, i semi vanno mantenuti in frigorifero per almeno quattro settimane, poi andranno posti per alcune ore in acqua, e solo dopo potranno essere seminati in un composto di sabbia e torba, che va mantenuto umido e fresco.

La divisione dei cespi si esegue ad inizio della primavera. Le nuove porzioni di piante si trapiantano in vasi singoli

Concimazione

Aquilegia Vulgaris var. Alba
Aquilegia Vulgaris var. Alba– foto di Frank VincentzCC BY-SA 3.0

Ogni 15-20 giorni, da aprile a luglio. occorre fornire del concime per piante da fiore sciolto nell’acqua di annaffiatura. Potatura la pianta con l’arrivo del gelo perde la parte aerea, quindi all’inizio dell’inverno o ad inizio primavera, è bene tagliare gli steli secchi radendoli fino a terra.

Per allungare la vita delle piante si possono togliere le cime sfiorite. Inoltre dopo la fioritura per incoraggiare una fioritura aggiuntiva è bene rimuovere i gambi fioriti

Altri consigli per la cura

Dopo alcuni anni se si assiste ad una diminuzione della fioritura ed a un abbassamento gli steli si abbassano, si devono dividere i cespi in primavera al risveglio vegetativo.

E’ opportuno rimuovere sempre i fiori sfioriti per aumentarne la longevità. Se non si rimuovono i semi la pianta madre avrà una vita di circa 5-6 anni, ma si riseminerà molto facilmente, naturalizzandosi. Occorre mantenere il terreno uniformemente umido dopo la fioritura per prolungare l’aspetto attraente del fogliame.

Parassiti, malattie ed altre avversità

La pianta può essere attaccata dagli afidi che si possono vedere ad occhio nudo. In caso di attacco si interviene utilizzando aficidi specifici che si possono reperire presso i centri specializzati in giardinaggio.

Gli attacchi di ruggine si palesano con la comparsa di piccole macchie necrotiche di colore rosso marroncino. Per debellarla si deve intervenire con prodotti specifici.

Curiosità

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia Vulgaris – foto di Frank Vincentz CC BY-SA 3.0

Il nome del genere Aquilegia probabilmente deriva dal latino “aquilegium” che significa recipiente d’acqua in riferimento alla presenza dei cinque speroni cavi nel fiore.

Secondo le credenze popolari, il nome deriverebbe da “aquila” poiché la sua estremità è ricurva come il becco e gli artigli del rapace il nome della specie, vulgaris indica invece che si tratta di una specie molto comune e largamente diffusa.

Il genere Aquilegia è protetto in Regione Campania dalla legge n. 40 del 1994 “Tutela della flora endemica e rara”

L’aquilegia venne rappresentata nei suoi quadri da Leonardo da Vinci con significati simbolici poiché era ritenuta una pianta androgina

Tossicità  e/o uso erboristico

Aquilegia Vulgaris
Aquilegia Vulgaris – foto di H. Zell CC BY-SA 3.0

Di questa pianta i fiori sono commestibili, sono ricchi di nettare, sono piacevolmente dolci, possono essere aggiunti alle insalate miste e vengono usati anche in infusione per preparare il tè.

Nella medicina tradizionale il seme è impiegato come antiparassitario per liberare i capelli di pidocchi. Il seme essiccato e tritato è usato per uccidere i parassiti esterni del corpo.

Nicholas Culpeper la raccomandava come rimedio per alleviare i dolori del parto. Nella moderna erboristeria è impiegata come astringente e diuretico. Diverse parti della pianta sono state impiegate in passato contro la diarrea, per aumentare la sudorazione, per aiutare durante il parto e per alleviare i reumatismi.

Nell’erboristeria tradizionale, l’Aquilegia era considerata sacra a Venere: si pensava che un mazzetto era in grado di suscitare l’affetto di una persona cara.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei fiori

L’aquilegia è il simbolo di amore puro e umile, di amore vero.

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