Centranthus ruber

Centranthus ruber-foto di Andrea MoroCC BY-SA 4.0

Probabilmente i più la conoscono con il nome Valeriana Rossa, o Valeriana rubra, è la Centranthus ruber una pianta tipica delle zone a clima mediterraneo. Somiglia alla Valeriana officinalis e, seppur meno potente di quest’ultima, viene largamente usata per le sue proprietà sedative.

Si presenta come un cespuglio perenne, spesso coltivato come annuale, è una pianta erbacea glauca, talvolta arbustiva, la cui altezza può arrivare anche a 150 centimetri. Perde le foglie in inverno.

E’ caratterizzata da foglie grigio-blu, quasi lucide, ovali o ovali-lanceolate, lunghe circa dieci centimetri, le inferiori con picciolo, le superiori sessili, talvolta verticillate. Produce numerosi piccoli fiori sono, tubolosi e riuniti in cime di colore rosso dalla diversa intensità. Il nettare presente in fondo al lungo sperone del fiore è un prezioso e ricercato cibo da molte specie di farfalle, che riescono a raggiungerlo con la loro spirotromba.

La Centranthus ruber è diffusa in tutte le regioni d’Italia, prevalentemente nelle regioni del centro-sud e nelle isole ma raggiunge anche i versanti meridionali delle Alpi. Cresce su rupi e muri in luoghi caldi e assolati, generalmente su substrati calcarei, dal livello del mare a 1200 metri circa.

E’ sovente coltivata come pianta ornamentale per la bellezza dei suoi fiori. Si tratta di una pianta estremamente facile da coltivare, apprezzata per la sua capacità di fiorire anche in terreni poveri e senza irrigazione supplementare.

Classificazione Botanica

Centranthus ruber-foto di Andrea MoroCC BY-SA 4.0

Centranthus ruber, nome comune valeriana rossa (Valeriana rubra) è una specie del genere Centranthus della famiglia delle Valerianacee.

Principali Varietà e Cultivar

Tra le principali varietà troviamo la Centranthus ruber Albus che produce fiori bianchi e la Centranthus ruber Coccineus che produce fiori rossastri, più scarlatti.

Fioritura

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La fioritura della Centranthus ruber avviene nel periodo estivo e autunnale generalmente nel periodo che va da aprile ad ottobre. La pianta, durante questo periodo, produce piccoli e numerosi fiori a forma di stella, profumati, con la corolla formata da un tubo conico, rosea,porporina o bianca. I fiori sono portati in corimbi composti da una pannocchia terminale e sono muniti di sperone lungo il doppio dell’ovario.

La fioritura si prolunga per alcune settimane, regalando vistose macchie d colore; con l’arrivo dei freddi le foglie ed i fusti disseccano e durante l’inverno i centranthus ruber perdono la parte aerea, che rinizierà lo sviluppo in primavera

Consigli per la coltivazione del Centranthus ruber

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la coltivazione del Centranthus ruber è piuttosto semplice e può avvenire sia in vaso che in piena terra. La pianta ha una buona rusticità.

Coltivazione in vaso

La Centranthus ruber è una pianta facile da coltivare anche in vaso, anche in tal caso occorre assicurare una posizione sempre esposta al pieno sole e contenitori abbastanza capienti e soprattutto profondi. Il vaso deve contenere un terreno preferibilmente calcareo e ben drenato che va annaffiato almeno una volta a settimana senza eccedere.

Il rinvaso si esegue in primavera prima della ripresa vegetativa. La pianta si travasa in un vaso più grande del precedente con del nuovo terriccio sempre ben drenato.

Coltivazione in piena terra

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La messa a dimora in piena terra si esegue nel periodo di marzo-aprile o in autunno piantando le piante in buche distanti tra loro circa 30 – 60 centimetri. Ha bisogno di un terreno ben drenato ed asciutto, ed è adatta anche a terreni calcarei e ciottolosi. Nei climi miti è sempreverde, nei climi freddi perde le foglie in inverno.

Pianta da siepe

La pianta ha un aspetto cespuglioso e può quindi essere usata per creare delle piccole siepi divisorie in giardino.

Coltivazione in terrazzo

Il vaso può essere collocato anche in terrazzo e sul davanzale.

Temperatura

La Centranthus ruber non teme il freddo. Nei climi miti (nel sud italia o nelle zone riparate costiere) si comporta da sempreverde, nei climi rigidi perde le foglie in inverno che poi rispuntano in primavera.

Luce

Centranthus ruber-foto di Andrea MoroCC BY-SA 4.0

La Valeriana rossa preferisce una posizione in pieno sole ma cresce bene anche in penombra, va messa a dimora in luogo molto luminoso, anche in semi ombra ma garantendole alcune ore di luce solare diretta al giorno per assicurare una buona fioritura.

Se coltivate in ombra non cresce in modo rigoglioso e può risentirne la fioritura.

Terriccio

Questa pianta possiede ottime caratteristiche di resistenza e rusticità e non richiede particolari cure culturali, la si può coltivare nella comune terra da giardino, purché si tratti di un substrato ben drenato e asciutto. Teme infatti il ristagno idrico, che può portare la pianta alla morte molto rapidamente.

Annaffiatura

Centranthus ruber-foto di Andrea MoroCC BY-SA 4.0

La Centranthus ruber non necessita di annaffiature regolari, tranne in caso di prolungata siccità. Generalmente si accontenta dell’acqua piovana; solo nel caso in cui ci si verifichi un periodo siccitoso molto lungo occorre intervenire con la fornitura d’acqua, avendo l’accortezza di evitare di inzuppare troppo il terreno.

Moltiplicazione

La moltiplicazione della Valeriana rossa può essere fatta per seme nella stagione primaverile, seminando direttamente a terra, senza dover predisporre un semenzaio dove far germogliare le nuove piantine.

In realtà possono essere seminate in ogni periodo dell’anno. Germogliano rapidamente con una temperatura di 20°C, con temperature più basse la germinazione è lunga e irregolare. L’ideale è comunque seminare in primavera.
Per un miglior risultato usa un buon compost e copri i semi con sabbia fine.

La moltiplicazione può avvenire anche per divisione dei cespi in autunno, da mettere direttamente a dimora, data la grande rusticità e resistenza di questa pianta.

Concimazione

Questa pianta non necessita di concimazioni particolari

Potatura

Per favorire l’incespimento e l’irrobustimento dell’apparato radicale, prima dell’arrivo dell’inverno, vanno tagliati i fusti a livello del terreno.

Abbinamenti con altre piante

La Centranthus ruber si abbina perfettamente con Achillea, Coreopsis, Nepeta, Rosmarino e Veronica.

Altri consigli per la cura

Si devono rimuovere le parti danneggiate e i fiori appassiti.

Parassiti, malattie ed altre avversità

La Valeriana rossa può essere attaccata dagli afidi, che, se non contrastati, possono portare anche a danni seri. Prima della ripresa vegetativa si può intervenire con l’impiego di prodotti specifici per un trattamento insetticida preventivo ad ampio spettro, in modo da garantire una giusta protezione alle piante. Se si nota la presenza di parassiti è possibile intervenire in maniera naturale, usando un preparato d’acqua in cui è stato fatto bollire dell’aglio, da vaporizzare sugli esemplari colpiti.

Curiosità

Il nome generico deriva dal greco ‘kéntron’ (sperone) e ‘anthos’ (fiore) ad indicare i fiori caratteristicamente speronati, mentre il nome specifico si riferisce al colore rosso vivo dei fiori.

La pianta viene usata anche in cucina, infatti germogli e foglie giovani sono impiegate in insalate e vengono consumate anche le radici anche se piuttosto amare e a non tutti gradite.

Nell’antichità la valeriana rossa era tra le erbe che servivano all’imbalsamatore nella sua opera di conservazione.

Sitratta di una specie protetta in alcune regioni italiane (Piemonte e Abruzzo) e in numerosi Parchi e Riserve naturalistiche.

Tossicità ed uso erboristico

Centranthus ruber
Centranthus ruber-foto di Andrea MoroCC BY-SA 4.0

Contiene zucchero, mucillagine, gomma, resina ed enzimi. Olio essenziale di colore azzurro-verdastro, che ha diversi componenti quali il borneolo, canfene, pinene, acido formico ed acido acetico. Per i suoi principi attivi come i tannini, resine, olii essenziali e alcaloidi le sue radici hanno proprietà sedative, antispasmodiche e antinevralgiche. La Valeriana rossa viene impiegata in fitoterapia come ansiolitico naturale, contro l’affaticamento mentale, per combattere lo stress e i gonfiori premestruali

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei Fiori

Le credenze popolari attribuivano a questa pianta poteri magici, le sue radici essicate e polverizzate, venivano conservate in sacchetti e poi impiegate per proteggere la casa dai fulmini e le sue foglie erano usate per placare gli animi nei litigi amorosi e riconciliare gli innamorati. Quindi nel linguaggio dei fiori questa pianta è una sorta di simbolo di protezione e riconciliazione.


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