Sandersonia (Sandersonia aurantiaca)

Sandersonia aurantiaca
Sandersonia (Sandersonia aurantiaca ) SAplants CC BY-SA 4.0

La Sandersonia è una pianta esotica rampicante o ricadente sempreverde che, nei periodi siccitosi, tende a diventare decidua. E’ originaria delle zone boschive del Sudafrica.

Si tratta di una pianta che nei paesi di origine è quasi in via di estinzione. I rari esemplari crescono allo stato spontaneo in particolare nella regione del KwaZulu-Natal, ad altitudini comprese tra di 600-2000 metri in prati che godono di abbondanti piogge estive.

La Sandersonia aurantiaca è l’unica specie del genere Sandersonia ed è comunemente conosciuta come Lanterna cinese per la forma particolare dei suoi fiori che ricordano, appunto, le lanterne cinesi. Il portamento è ricadente o rampicante, l’altezza arriva a circa 60 cm, è provvista di una radice tuberosa o bulbosa.

Il tubero, marrone chiaro, è sferico-cilindrico, ha una consistenza dura e la parte centrale genera radici avventizie spesse e robuste di colore bianco crema che lo saldano al terreno. La parte aerea è composta da esili fusti cilindrici, glabri di colore verde chiaro. La Sandersonia è caratterizzata da foglie di colore verde con forma lanceolata, apici appuntiti e margini interi, le dimensioni variano: si spazia da foglie espanse a foglie sottilissime.

La pagina o lamina fogliare ha nervature parallele che convergono tutte nelle punte degli apici. I suoi fusti sottili spesso necessitano di un sostegno che può essere anche un semplice ramoscello. Produce eleganti fiori a forma di lanterna portati su lunghi gambi che generati dalle ascelle delle foglie. I fiori si aprono dal basso verso l’alto sono di colore arancione brillante (da qui il nome aurantiaca). Il frutto è una capsula contenente molti piccoli semi marroni duri.

Classificazione botanica

lanterna cinese
Sandersonia aurantiaca

La Sandersonia aurantiaca è una pianta tuberosa e semirustica appartenente alla famiglia delle Colchicaceae. Tra i generi membri delle Colchicaceae nell’Africa meridionale troviamo l’ Androcymbium, l’Onixotis (precedentemente Dipidax) e il Wurmbea, mentre il genere più grande, il Colchicum, si trova nel Mediterraneo e nell’Asia occidentale.

Principali specie

La Sandersonia aurantiaca è l’unica specie del genere Sandersonia.

Fioritura

Fiorisce in primavera-estate, i fiori iniziano a comparire progressivamente sulla tutta la pianta a partire dalla parte bassa dei rametti. La fioritura è generosa e se le condizioni climatiche sono favorevoli, inizia dopo circa 2 mesi dall’impianto.

I fiori sono molto decorativi, di un colore arancione brillante, hanno la corolla campanulata con petali fusi tra loro a comporre una piccola lanterna cinese.

La lunghezza supera i 3 cm, i fiori sono attaccati ai fusti da lunghi peduncoli  penduli. Le infiorescenze della Sandersonia aurantiaca sono talvolta confuse con quelle della Littonia modesta, vediamo le differenze: i fiori della Sandersonia aurantiaca sono a forma di lanterna, mentre i fiori della Littonia modesta sono a forma di campana con tepali svasati e hanno un odore molto particolare.

I fiori di Sandersonia aurantiaca rappresentavano un vero e proprio spettacolo della natura e caratterizzavano le zone dell’habitat naturale: si vedevano nei prati e ai margini di foreste nel Capo Orientale, KwaZulu-Natal, Swaziland e Mpumalanga meridionale, ma la grave perdita dovuta all’espansione agricola e alla raccolta indiscriminata di fiori ha resto questa pianta rara tanto che oggi si incontra solo nelle riserve naturali.

Consigli per la coltivazione della Sandersonia aurantiaca

 Sandersonia aurantiaca
Sandersonia (Sandersonia aurantiaca ) Peganum CC BY-SA 2.0

A differenza dei suoi parenti stretti Gloriosa e Littonia, la Sandersonia aurantiaca non è così facile da mantenere per un lungo periodo, dato che i portinnesti hanno la tendenza a marcire, in particolare in assenza di un periodo di riposo invernale secco.

La Sandersonia aurantiaca necessita di un terreno di coltura leggermente acido che sia ben drenato e ben aerato e che contenga alcuni elementi organici. In primavera è possibile posizionare da tre a cinque portainnesti maturi in uno strato di 1-2 cm di pura sabbia fluviale o sabbia di silice, assicurando che i portainnesti siano in posizione orizzontale.

E’ importante maneggiare i portainnesti con cura poiché sono piuttosto fragili. Il resto del contenitore deve essere quindi riempito con terreno di coltura. Dopo la semina, i contenitori devono essere bene annaffiati e poi si deve attendere la comparsa dei germogli di foglie per riannaffiare, dopo di che si consiglia un ammollo completo una volta alla settimana.

I contenitori devono essere collocati in posizioni che consentano loro di ricevere il sole mattutino e l’ombra pomeridiana o la luce intensa per la maggior parte del giorno. Le piante dovrebbero essere coltivate nella serra fresca nei climi freddi dell’emisfero settentrionale. Possono essere coltivate con successo in letti a bulbo profondo, a condizione che i portainnesti dormienti siano mantenuti asciutti durante i mesi invernali.

Coltivazione in vaso

La Sandersonia aurantiaca può essere facilmente coltivata in vaso all’aperto o in appartamento. E’ consigliabile coltivare la pianta in vasi di plastica profondi che abbiano un diametro di 25 cm, in fondo al vaso occorre mettere della ghiaia per migliorare il drenaggio. Due terzi del vaso devono essere riempiti con terreno di coltura e al centro deve essere posto un tutore che funge da supporto per i delicati steli.

E’ molto bella anche se coltivata in panieri sospesi e in tal caso è consigliabile farla crescere come ricadente.

Il rinvaso si esegue in primavera quando  le radici hanno occupato tutto lo spazio disponibile o fuoriescono dai fori di drenaggio dell’acqua di sgrondo delle annaffiature.

Sandersonia aurantiaca
Sandersonia (Sandersonia aurantiaca ) Peganum CC BY-SA 2.0

Coltivazione in piena terra

I tuberi della Sandersonia vanno messi a dimora in un terriccio soffice, ricco di sostanza organica. Le radici vanno rivolte verso il basso in buche ben lavorate e profonde circa 10 cm. Va compattato il terreno con una leggera pressione delle mani e va annaffiato per favorire il giusto grado di umidità.

Se le temperature invernali non sono inferiori a 0 °C i tuberi possono essere lasciati nel terreno. Nelle regioni caratterizzate da climi invernali molto rigidi, dove si verificano abbondanti nevicate e gelate è consigliabile invece estrarre i tuberi dal terreno, e conservarli in un terreno sabbioso umido.

Dalla fine del ciclo vegetativo, fino alla sua ripresa primaverile, è opportuno conservare i tuberi nel terriccio torboso di accrescimento senza alcun apporto di umidità.

La temperatura durante il periodo di riposo non deve scendere sotto i 2° C. Si possono anche dissotterrare i tuberi per conservarli in materiale inerte come trucioli, sabbia fine, vermiculite che garanstisca il mantenimento di un’adeguata umidità.

Temperatura

La Sandersonia aurantiaca non tollera temperature inferiori a 0 °C. Nelle regioni più fredde è opportuno estrarre dal terreno i tuberi in autunno e mantenerli in terreno sabbioso umido.

Luce

Per svilupparsi e produrre fiori a profusione questa pianta tropicale ha bisogno di essere esposta in luoghi luminosi e soleggiati per molte ore del giorno. Se coltivata a mezz’ombra o all’ombra totale ne risentiranno crescita e fioritura. Se coltivata all’aperto e in piena terra, bisogna orientarsi per una location riparata dal vento.

Terriccio

Si adatta al comune terreno da giardino, tuttavia predilige un substrato soffice, leggero, permeabile ricco di sostanza organica e a pH leggermente acido leggemente inferiore a 6,5. Se si vuole comunque coltivare la Sandersonia in giardino, è sufficiente alleggerire il terreno aggiungendo di un po’ di sabbia e torba o concime minerale granulare a lenta cessione.

Annaffiatura

La Sandersonia va irrigata una volta a settimana durante il periodo vegetativo, avendo cura di lasciare asciugare il terreno tra un’innaffiatura e l’altra.  Nel periodo autunno-inverno, gli apporti idrici vanno sospesi, si riprenderanno solo all’inizio della primavera seguente.

Moltiplicazione

Si propaga principalmente per seme e per divisione del portainnesto e, più raramente, per propagazione in vitro. Diversamente dalla Gloriosa e della Littonia, che si propagano molto facilmente per seme, i semi della Sandersonia sono noti per la loro germinazione irregolare. Tuttavia la propagazione per seme è un metodo raccomandato.

Moltiplicazione per seme

Si procede seminando i semi appena raccolti a fine primavera o all’inizio dell’estate in profonde vaschette per semi, si mantiene l’umidità annaffiando regolarmente e si collocano i vassoi in una posizione semiombreggiata con una buona ventilazione, protetta da forti piogge estive. Generalmente durante la prima stagione estiva germina una percentuale molto bassa. Con l’inizio dell’autunno, si lasciano asciugare gradualmente i vassoi di semi e si lasciano riposare le piantine ormai completamente dormienti per tutto l’inverno.

Si ricomincia ad innaffiare alla fine della primavera e durante questa seconda stagione di crescita, dovrebbero germogliare molti più semi e alcune piante della stagione precedente potrebbero addirittura fiorire.

Ci sono molte altre tecniche adottate dai coltivatori commerciali di Sandersonia in Nuova Zelanda. Tra questi troviamo la tecnica di lasciare i semi in reti porose in un torrente di montagna freddo per l’inverno, prima di seminare in primavera.

Moltiplicazione per divisione del portainnesto maturo

La propagazione per divisione del portainnesto maturo è un metodo raccomandato per ottenere piante che saranno fedeli alla pianta madre. Si usa un coltello affilato per tagliare al centro dell’articolazione che tiene uniti i due lobi il portainnesto maturo.

Si otterranno quindi due porzioni, ognuna con un pezzo di articolazione ed un lobo con un germoglio di crescita. La superficie tagliata dovrebbe essere lasciata asciugare per un giorno o due, quindi spolverata con un fungicida ed infine piantata in un miscuglio di torba e sabbia fino all’attecchimento delle radici e successivamente poste a dimora definitiva in vasi singoli o in piena terra.

Questo processo andrebbe intrapreso alla fine dell’inverno, poco prima della fase di crescita. Durante il periodo di crescita estiva, il vecchio portainnesto si raggrinzisce e muore mentre viene prodotto dal bocciolo di crescita sulla punta di uno dei lobi un nuovo portainnesto.

Il germoglio di crescita sulla punta di uno dei lobi è sempre dominante sul germoglio dell’altro lobo, e in circostanze normali quest’ultimo non riesce a germogliare.

Tuttavia, anche la divisione del portinnesto stimola lo sviluppo dell’altro germoglio di crescita. La divisione del portainnesto maturo rappresenta un metodo utile poiché possono essere ottenuti due steli fioriti da un portinnesto durante la stessa stagione di crescita.

Concimazione

Sandersonia aurantiaca
Sandersonia (Sandersonia aurantiaca ) SAplants CC BY-SA 4.0

La Sandersonia aurantiaca è una pianta bulbosa e pertanto va concimata con apporti di fertilizzanti che abbiano un alto tenore in fosforo (P) potassio (K) e microelementi in forma attiva (chelata).

Questi elementi contribuiscono a prevenire carenze, dovute ad impoverimento del terriccio o all’effetto di acque troppo dure. Inoltre garantiscono rigogliose fioriture e favoriscono la conservazione dei bulbi. Il concime ideale è quello che generalmente si impiega per concimare il Ciclamino.

Potatura

Occorre asportare man mano i fiori appassiti ed eventuali foglie secche per evitare che marcendo possano essere veicolo di infezioni fungine e per favorire l’emissione di nuovi getti fiorali.

Altri consigli per la cura

E’ fondamentale evitare i ristagni idrici nel sottovaso. Per uno sviluppo verticale, la pianta va supportata con sostegni oppure va legata vicino a graticci. La Sandersonia viene largamente impiegata in giardinaggio per abbellire aiuole mentre i fiori recisi sono usati per realizzare splendide composizioni floreali miste.

Parassiti malattie e altre avversità

La Sandersonia non è particolarmente sensibile ai parassiti. Tuttavia può subire attacchi al nuovo fogliame da parte degli afidi. Anche gli scarafaggi possono rappresentare un pericolo in quanto danneggiano gli steli dei fiori. Le lumache sono attratte dal fogliame.

La decomposizione fungina del portainnesto è la malattia più importante che colpisce queste piante e può essere notevolmente ridotta coltivando questa bulbosa in un terreno sabbioso, ben aerato, ben drenato e assicurando che i portainnesti siano mantenuti nel terreno asciutto durante l’inverno.

Curiosità

Il nome del genere vuole omaggiare la memoria di John Sanderson, segretario onorario della Horticoltural Society del Natal (Sudafrica), morto nel 1881 che la scoprì a KwaZulu-Natal nel 1851 . Fu descritta per la prima volta da Sir William Hooker, direttore del Royal Botanic Gardens, Kew, nella rivista botanica di Curtis nel 1853.

L’epiteto specifico aurantiaca deriva dal latino (aurantium) e fa riferimento al colore arancione dei fiori. Il periodo di fioritura d allo stato brado va da metà dicembre a gennaio, ma coltivato nell’Africa meridionale tende a iniziare prima, da fine novembre in poi.

I coltivatori di bulbi neozelandesi hanno commercializzato con successo questa pianta e, a metà degli anni ’90, quella della Sandersonia è stata la seconda esportazione più importante del paese dopo le orchidee.

Tra i suoi nomi comuni ci sono campana di Natale, mughetto d’oro o lanterna cinese.

Tossicità uso erboristico

I portainnesti di Sandersonia aurantiaca sono stati usati dal popolo zulù come afrodisiaco, e le foglie sono state impiegate in combinazione con altre piante per fare dei bagni come protezione contro il male.

Tutte le parti della pianta dovrebbero essere considerate potenzialmente tossiche perchè contengono livelli di colchicina alcaloide tossica paragonabili a quelli della Gloriosa superba, un’altra pianta molto velenosa appartenente alla famiglia delle Colchicacea.

La pianta è stata ritenuta responsabile di almeno un caso di avvelenamento fatale, la vittima era una donna giapponese di 80 anni che morì nove giorni dopo aver mangiato i cormi. Il principio tossico è stato determinato come colchicina e questa è l’ occasione in cui si è scoperto che l’alcaloide era presente nella Sandersonia aurantiaca

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico

Referenze

  • Duncan, G.D. 1999. Christmas bells-the cultivation and propagation of Sandersonia aurantiaca. Veld & Flora 85: 178-180.
  • Duncan, G.D. 2000. Grow bulbs. Kirstenbosch Gardening Series. National Botanical Institute, Cape Town.
  • Du Plessis, N.M. & Duncan, G.D. 1989. Sandersonia. Bulbous plants of southern Africa. Tafelberg, Cape Town.
  • Finnie, J.F. & Van Staden, J. 1996. Sandersonia aurantiaca Hook. (Christmas bells): micropropagation and in vitro production of colchicine. Biotechnology in Agriculture and Forestry 37: 355-369.
  • Hutchings, A. 1996. Zulu medicinal plants. University of Natal Press, Pietermaritzburg.
  • Pooley, E. 1998. A field guide to wild flowers of KwaZulu-Natal and the eastern region. Natal Flora Publications Trust, Durban.

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