Felce Femmina – Athyrium filix-femina

Felce Femmina - Athyrium filix-femina
Felce Femmina (Athyrium filix-femina) – StefanoCC BY-NC-SA 2.0

Il suo nome scientifico è Athyrium filix-femina ma è nota con l’appellativo, molto più bello, di Felce Femmina. Si tratta di una Felce decidua, rustica e resistente, robusta ma nel contempo leggerissima. Una ipotesi è che il nome “Femmina” le sia stato dato per la la sua grazia ed eleganza.

E’ una perenne il cui areale ricopre la fascia temperata dell’emisfero settentrionale. La Felce Femmina è diffusa in Europa, in Asia e nell’ America del Nord. E’ presente in tutte le regioni italiane. Cresce in boschi ombrosi, negli anfratti umidi, nelle doline e presso l’imboccatura di cavità carsiche, sui pendii erbosi e nei pascoli sassosi, su suoli argillosi ricchi in humus, dal livello del mare (dove è rara) ad arrivare alla fascia montana superiore.

La Felce Femmina generalmente arriva a misurare un massimo di 70 centimetri, è caratterizzata da un fusto marrone chiaro e da foglie composte che misurano fino ad un metro di lunghezza.

Le foglie sono tendenzialmente triangolari, e costituite da tantissime foglioline finemente divise che, in base alla varietà, variano di colore: sono quasi sempre verde chiaro ma ci sono specie verde-giallastro o grigio-argento. A partire dalla base del fusto fino all’apice le foglie sono sempre più piccole.

Questa felce sporifica da luglio a settembre.

Classificazione botanica

La Felce femmina, nome scientifico Athyrium filix-femina, è una specie di pianta felciforme appartenente alla famiglia Dryopteridaceae.

Principali varietà

Esistono numerose varietà, una di queste è la “Ghost” caratterizzata da fogliame con una particolare sfumatura azzurra.

Fioritura

L’Athyrium filix-femina è una felce e come tale non fiorisce.

Consigli per la coltivazione della Felce femmina

Felce Femmina Athyrium filix-femina
Felce Femmina Athyrium filix-femina – Rüdiger Kratz, St. IngbertCC BY-SA 3.0

La Felce femmina non è difficile da coltivare, è una pianta molto rustica e resistente e non ha particolari problemi durante la stagione fredda.

Come per altre felci anche questo genere viene usato per abbellire giardini rocciosi o alpini. E’ adatta per essere usata come tappezzante nei giardini ombreggiati, sopporta i freddi invernali ma può essere coltivata anche in vaso da tenere in casa.

È a foglia caduca, pertanto durante i mesi invernali la pianta entra in riposo vegetativo, la parte aerea si secca completamente, per rispuntare poi in primavera.

Coltivazione in vaso

Si tratta di una pianta adatta per la coltivazione in vaso. Ha bisogno di essere collocata in stanze fresche sia in estate che in inverno, con media luminosità ed elevata umidità. Il terreno ideale è fertile, fresco, drenato e leggermente acido per aiutare lo sviluppo ottimale della pianta e la colorazione delle foglie.

Coltivazione in piena terra

In piena terra questa felce si presta come tappezzante in ombra.

Coltivazione in terrazzo

Può essere allevata in terrazzo ma si deve considerare che necessita di posizioni ombreggiate in quanto tollera poco l’esposizione diretta al sole durante l’estate. Si deve quindi scegliere la posizione adatta che dia riparo dal vento.

Temperatura

Generalmente la Felce femmina non teme il freddo, ma può essere danneggiata dal vento, è quindi consigliabile metterla a dimora in posizione riparata da un muro o da altri arbusti.

Luce

L’Athyrium filix-femina non ama stare in pieno sole ma preferisce essere collocata in ombra o mezz’ombra. Sono sufficienti poche ore di luce mattutina diretta per migliorare sensibilemente il colore delle cultivar a foglia variegata.

Terriccio

Questa pianta ama particolarmente i terreni sciolti e ricchi di sostanza organica a tendenza acida. Va coltivata in un substrato formato da due parti di torba, due parti di terriccio e una parte di sabbia, che agevola il drenaggio ed evita i ristagni idrici.

Annaffiatura

Felce Femmina Athyrium filix-femina
Felce Femmina Athyrium filix-femina – Yuri Khanon CC BY-SA 3.0

Come tutte le felci da interni anche la Felce femmina necessita di richiede frequenti nebulizzazioni d’acqua sui fogliame e di irrigazioni regolari volte a conservare il terriccio sempre umido ma non fradicio.

E’ preferibile impiegare l’acqua piovana o decantata per una notte nell’innaffiatoio. Dopo 15 minuti dall’innaffiatura si deve eliminare l’acqua nel sottovaso per scongiurare il rischio che le la terra resti troppo bagnata.

Le piante che si trovano in terrazzo ed in giardino, in ombra, possono richiedere in estate innaffiature ogni 2-4 giorni. Durante l’ inverno, in casa, le irrigazioni si somministrano generalmente ogni 7-10 giorni. E’ fondamentale irrigare con acqua non calcarea o piovana.

Per conservare stabilmente un corretto livello di umidità nel terriccio è utile impiegare l’irrigatore automatico Claber Idris da inserire nel substrato del vaso, collegandolo all’apposito serbatoio o a una bottiglia.

Moltiplicazione

La Felce femmina può essere moltiplicata attraverso le spore, prodotte in abbondanza. Le spore mature si riconoscono dall’ aspetto cartaceo e quando si staccano facilmente dalla pianta madre. Si seminano in primavera, in un composto formato da sabbia e torba in parti uguali.

Si può riprodurre anche per divisione dei cespi: in primavera e in autunno si dividono i cespi e le porzioni vanno messe direttamente a dimora.

Concimazione

Queste felci trovano beneficio dalla somministrazione di concime granulare a lenta cessione per piante verdi all’inizio della primavera.

Potatura

Vanno eliminati regolarmente i fiori appassiti, tranne nel caso in cui c non si desideri raccoglierne i semi. In autunno, quando il ciclo vegetativo è completato, si deve tagliare la parte aerea che si sta seccando e che ributterà in primavera.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Athyrium filix-femina
Athyrium filix-femina

Le felci sono suscettibili di clorosi e di marciumi radicali, provocati solitamente da una cattiva gestione agronomica e dai ristagni idrici nel pane di terra. Nel primo caso si può intervenire con una concimazione organica con compost maturo. I marciumi si scongiurano evitando i ristagni idrici.

Curiosità

Il nome del genere Athyrium deriva dal greco athìro (io muto), per la forma variabile dei suoi sori. Il nome del genere è un tributo al botanico inglese Joseph Woods ( 1776 – 1864) .

La riproduzione avviene nel periodo primaverile oltre che per spore per divisione del cespo.

L’epiteto generico deriva dal greco ed è composto dal prefisso greco alfa, prefisso privativo, nel senso di ‘senza’ e tiureòs scudo, privo di scudo, ad indicare la veloce scomparsa della membrana che ricopre gli sporangi.

L’epiteto specifico deriva dal latino fĭlix felce e femĭna femmina, felce femmina, probabilmente per la sua eleganza e grazia. Si pensa che questo nome antico le sia stato dato per distinguerla dalla felce maschio che presenta fronde più lunghe, robuste e forti.

Tossicità  e/o uso erboristico


Nella medicina popolare laFelce femmina è impiegata come antielmintico, antireumatico, gotta e sciatica. Il rizoma ricco di principi attivi (filicina), si impiega ridotto in polvere o come estratto etereo. Non si deve usare i principi attivi senza il controllo di esperti fitopatologi in quanto una dose sbagliata può diventare tossica.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Il significato nel linguaggio dei fiori della Athyrium filix-femina è da ricercare in quello delle felci che rappresentano la sincerità.

Questo è probabilmente dovuto al fatto che queste piante crescono spontaneamente e generosamente nei boschi.

Nelle popolazioni indigene le felci si usano durante le feste rituali per comporre mazzi o ghirlande.

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