Mandorlo

Mandorlo
Mandorlo

Parlami di Dio, dissi al mandorlo. E il mandorlo fiorì.
(Nikos Kazantzais)

Nella lingua ebraica il nome del mandorlo significa “sentinella vigilante”, si tratta infatti della prima pianta a fiorire ed a annunciare la primavera.
Basta un raggio di sole e una temperatura mite, e la fioritura del mandorlo si esprime nella sua straordinaria bellezza.

Ma il mandorlo non è solo bello da vedere: è longevo, ha un’ottima rusticità e, oltre a essere ben resistente alle malattie, è in grado di sopravvivere sia al caldo siccitoso che al freddo. Inoltre ci sono i frutti che tutti conosciamo: le mandorle che possono essere consumate crude, essiccate o tostate, e che sono preziose in medicina e in cosmesi.

Il Mandorlo è originario dell’Asia sud-occidentale. Si tratta di un albero di piccole dimensioni, che arriva ad un’altezza massima di 7 metri. Cresce lentamente ed è molto longevo, la vita media è stimata in 50 anni.

Ha radici a fittone e un fusto che inizialmente è dritto e liscio e che con gli anni assume un aspetto contorto, diventa scuro e screpolato. Le foglie, lanceolate e seghettate, misurano una lunghezza di circa 12 centimetri.

All’inizio della primavera, ma con clima mite anche a gennaio, sbocciano i fiori bianchi o leggermente rosati. Il frutto è una drupa che contiene la mandorla.

Alcune delle varietà sono autosterili, pertanto, per avere la fruttificazione, è necessario che siano presenti, almeno due cloni differenti per l’impollinazione.

Classificazione botanica

Mandorlo
Mandorlo

Il Mandorlo, nome scientifico Prunus dulcis, (in passato Amygdalus communis) è una specie appartenente al genere Prunus della famiglia delle Rosaceae.

Principali varietà

A seconda delle caratteristiche della mandorla, si distinguono le seguenti varietà:

  • amara, i cui semi contengono acido cianidrico;
  • dulcis, i cui semi sono sfruttati nell’alimentazione, nell’industria dolciaria e per l’estrazione dell’olio di mandorla officinale;
  • fragilis (o sticciamani), caratterizzata da seme dolce, ma endocarpo non legnoso.

Tra le cultivar più comuni ci sonoquelle autofertili a fioritura tardiva come Filippo Cea, Genco, Tuono, Supernova; quelle autosterili a fioritura tardiva come Ferragnes, Fra Giulio, Falsa Barese e le altre come Fascionello, Ferraduel, Jordanolo, Pizzuta d’Avola.

Fioritura

Mandorlo
Mandorlo

La fioritura del Mandorlo è strettamente collegata alla zona dove è coltivata la pianta. Va da gennaio a marzo, quindi nelle zone a clima mite fiorisce in inverno, colorando i giardini e le campagne al Sud e lungo le coste.

Consigli per la coltivazione del Mandorlo

Le migliori condizioni pedoclimatiche per coltivare il mandorlo sono quelle che si trovano nelle aree temperate dove è scongiurato il rischio di brinate tardive.

Coltivazione in vaso

Se si decide di allevare il mandorlo in vaso si deve optare per un contenitore ampio e profondo, sul fondo del quale vanno posizionate biglie di argilla espansa per favorire il drenaggio.

Si deve considerare che in vaso il fabbisogno idrico è maggiore e continuativo, pertanto occorre somministrare acqua con regolarità per tutta la stagione estiva.

Gli esemplari allevati in vaso sono più delicati rispetto a quelli allevati in piena terra: per ridurre il freddo a livello radicale, è necessario proteggere il vaso rialzandolo da terra e posandolo su mattoni o assi.

Coltivazione in piena terra

La messa a dimora del mandorlo si esegue in autunno o alla fine dell’inverno.
L’impianto prevede una distanza media di 6 metri tra le file e tra le piante. Si tratta di distanze che possono diminuire scegliendo portainnesti meno vigorosi.

Il terreno deve essere ben drenato in quanto questa pianta non tollera i ristagni idrici e non ama crescere in terreni argillosi troppo compattati. In caso di suolo molto argilloso si deve scavare una grande buca e creare del drenaggio sul fondo, riempire intorno alle radici con terreno leggero miscelato con sabbia.

Temperatura

Mandorlo
Mandorlo

Il Mandorlo resiste al gelo fino a temperature di 15 gradi sotto lo zero.

Per questo è in grado di sopravvivere anche in montagna, tuttavia è essenziale proteggere i fiori dalle gelate collocando la pianta in una posizione soleggiata fin dalla prima mattina anche nel periodo invernale. L’ideale è che sia vicino a un muro che rifletta un po’ di calore sui rami e sui fiori.

Inoltre si possono proteggere le radici disponendo uno spesso strato di paglia o di corteccia sminuzzata attorno al tronco. Si tratta di un’operazione che si rivela utile anche durante l’estate per ridurre l’evaporazione e mantenere maggiore umidità.

In caso di inverni molto freddi è anche possibile avvolgere il tronco con juta o non-tessuto nei primi anni. Una volta acclimatato, il mandorlo non teme il freddo ma la fioritura può essere compromessa dal gelo.

Luce

Il Mandorlo va collocato in una posizione protetta e soleggiata.

Terriccio

Il mandorlo si adatta anche in terreni aridi e poveri ma preferisce un terreno soffice, che sia discretamente fertile e un po’ calcareo. Non sopporta i terreni compatti, argillosi e umidi.

Annaffiatura

Mandorlo
Mandorlo

Il Mandorlo è una pianta mediterranea, e si adatta anche ad ambienti con scarse irrigazioni, accontentandosi delle piogge.

Le irrigazioni sono indispensabili per le piante giovani e per gli esemplari allevati in vaso. Le piante allevate in piena terra vanno annaffiate una volta alla settimana, oppure ogni 10 giorni lasciando scorrere a lungo l’acqua.

Nei periodi siccitosi prolungati è bene intervenire con qualche irrigazione di emergenza per evitare che i semi si disidratino.

Moltiplicazione

Il mandorlo è si riproduce principalmente da seme o da innesto.
La semina è a tutt’oggi una tecnica diffusa, che permette di ottenere alberi sani e rigogliosi.
Il seme viene altresì impiegato per la produzione di portainnesti franchi (ovvero della stessa specie), quelli più usati per la riproduzione vegetativa nel frutteto domestico.
Il portainnesto franco da seme si ottiene sia da mandorle dolci, che da mandorle amare.

Concimazione

Mandorlo
Mandorlo

Il Mandorlo ha esigenze nutrizionali simili a quelle del pesco per quanto concerne l’azoto, mentre per il potassio ed il fosforo sono superiori. Si deve considerare che i fabbisogni nutrizionali dei mandorli sono relativamente alti durante i mesi primaverili. All’inizio della stagione è preferibile usare un concime a lenta cessione. In seguito è opportuno concimare una-due volte in primavera, lasciare la pianta al suo parziale riposo in piena estate, e concimare ancora una-due volte a fine estate ed in autunno.

Necessita di una concimazione organica d’impianto, generalizzata o localizzata sulla fila o nella buca, ed in seguito di una concimazione minerale. I valori previsti sono: 30-50 unità di azoto in autunno, e altrettante unità durante la primavera-estate distribuite in modo frazionato nel periodo compreso fra la fioritura e la crescita dei frutti evitando apporti in prossimità della maturazione. Gli altri elementi vanno distribuiti soprattutto in autunno.

Potatura

Mandorlo
Mandorlo

La potatura del mandorlo avviene generalmente una volta l’anno,in autunno dopo la raccolta. Si devono rimuovere tutti i rametti che crescono verso l’interno, quelli troppo vicini o che si incrociano fra loro.

Altri consigli per la cura

La raccolta delle mandorle si esegue tra la fine di agosto e la fine di settembre, in base alla varietà.

Si capisce che le mandorle sono mature per la raccolta dal fatto che il guscio esce da solo dalla buccia pelosa. Di solito questo accade a fine estate o in autunno.

Se conservate in un luogo asciutto, le mandorle si conservano per alcuni mesi. Ogni albero dà fino a 4-5 kg di mandorle.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Il mandorlo è una pianta piuttosto rustica e difficilmente soffre gli attacchi di parassiti. Questo vale soprattutto per i frutti che sono protetti dal mallo e dal forte guscio.

Le principali avversità che colpiscono il mandorlo sono gli insetti e i funghi. Gli insetti più temibili sono la cimicetta (Monosteira unicostata), la campa (Malacosoma neustria) e il coleottero Anthonomus amygdali. Le principali patologie da funghi che possono colpire il Mandorlo sono l’Armillaria, il Corineo delle drupacee, il Cancro delle drupacee e la Moniliosi.
Generalmente i danni provocati da ragnetti, cocciniglie, tignole, ed altri insetti, possono essere contenuti facilmente a livelli trascurabili anche usare pesticidi.

Curiosità

Il Mandorlo è stato introdotto in Sicilia dai Fenici, proveniente dalla Grecia: i Romani per questo motivo lo chiamavano “noce greca”. In seguito si è diffuso anche in Francia e Spagna e in tutti i Paesi del Mediterraneo arrivando in America nel XVI secolo.

Si tratta di una pianta riverita in molte culture e citata molte volte nella Bibbia. Il nome ebreo, “agitato”, “scosso”, riporta alla forma di raccolta e significa anche laborioso o vigilante.

Dato che il mandorlo è uno dei primi alberi a fiorire in Israele, generalmente all’inizio di febbraio, in coincidenza con il Tu BiShvat una festività ebraica anche chiamata “Capodanno degli alberi”.

Fin dall’antichità, il mandorlo è stato un simbolo di promessa per la sua fioritura precoce , che simboleggia l’improvvisa e rapida redenzione di Dio per il Suo popolo dopo un periodo in cui sembrava lo avesse abbandonato.

Tossicità  e/o uso erboristico

Mandorlo
Mandorlo

Il frutto del mandorlo selvatico contiene il glucoside amigdalina, che si trasforma nel mortale acido cianidrico in seguito a danni al seme ma le mandorle domestiche non sono tossiche. Secondo Jared Diamond una mutazione genetica ha determinato la scomparsa del glucoside amigdalina.

Dai frutti si ottiene una sostanza farinosa sfruttata come detergente cutaneo e come ammorbidente delle mani, che contiene molta vitamina. Si può anche ricavare anche un olio protettivo cutaneo.

Il mandorlo è una pianta mellifera, il miele viene prodotto solo in alcune aree del meridione dove è più presente la pianta.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei Fiori

Mandorlo
Mandorlo

Nel linguaggio dei fiori il mandorlo rappresenta la promessa.

Libri o associazioni dedicate

Ancora oggi nel Sud Italia sono numerose le feste che rendono onore ai fiori: la più celebre è ad Agrigento, zona di produzione di mandorle di alta qualità.

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