Ortensia

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Classificazione botanica

La troviamo spessissimo nei giardini pubblici e privati, è elegante e molto decorativa. E’ l’ortensia una pianta ornamentale che viene coltivata in moltissime varietà. L’ortensia fa parte della Famiglia delle Hydrangeaceae, genere Hydrangea. Una piana dall’aspetto romantico, dai colori vivi, capace di dare nuova vita ad un giardino o a una terrazza. Una pianta che viene apprezzata anche negli appartamenti.

Caratteristiche generali

Il nome di “Ortensia” definisce tutte le piante che appartengono al genere Hydrangea e alla famiglia delle Hydrangeaceae, che include specie sia arbustive che rampicanti legnose originarie e diffuse in particolare nelle regioni orientali dell’Asia e dell’Himalaya, ma anche nelle Americhe.

Si tratta, appunto, di arbusti o rampicanti che raggiungono altezze che variano da 0,50 m- 2 m per gli arbusti e che arrivano anche a 15 metri per i rampicanti. Le ortensie sono caratterizzate da foglie caduche e vantano una buona rusticità. L’ortensia ama l’ombra e la mezz’ombra e preferisce un terreno acido e umido.

La sua coltivazione è mediamente facile e la fioritura, che avviene durante l’estate, regala fiori dai colori bianco, rosa, rosso, azzurro. La propagazione avviene per talea, propaggine e seme.

La diffusione delle ortensie in Europa è avvenuta a seguito dell’introduzione delle varietà asiatiche a sostituzione delle specie americane fino ad allora note. L’ortensia paniculata giunse in Inghilterra alla metà del XIX secolo. Poi fu la vosta della grandiflora e poi di numerose altre specie denominate genericamente macrophylla senza distinzioni. Solo recentemente in Europa, e in particolare in Italia, si è iniziato a conoscere e valorizzare le specie di origine americana e giapponese.

Ortensia Bianca

Principali specie

Si contano circa 40 specie di Hydrangea tra cui

HYDRANGEA HORTENSIS denominata anche HYDRANGEA MACROPHYLLA o HYDRANGEA OPULOIDES
Si tratta della specie più coltivata come pianta d’appartamento. E’ una pianta semiarbustiva caratterizzata da foglie caduche, grandi e con i margini dentati. Da questa specie sono state create tantissime varietà con fiori di diverse sfumature che vanno rosso, al rosa, al blu, al bianco che sbocciano dalla primavera all’estate.

Le varietà di questo genere sono divise in due gruppi:
Gruppo Hortensia: caratterizzato da grandi infiorescenze (corimbi) globosi, appariscenti e con di diametro che arriva anche a 20 cm;
Gruppo Lace Caps: presenta infiorescenze (corimbi) un po’ piatti formati da un gruppo centrale di boccioli non schiusi circondati da fiori ben formati.

HYDRANGEA PANICULATA
L’Hydrangea paniculata è una specie arbustiva, rustica, di altezza medio-alta ( può raggiungere anche i 6 metri) caratterizzata da fiori bianchi o rosa e foglie acuminate con i margini dentati.
La sua fioritura avviene dal mese di luglio producendo delle infiorescenze a pannocchia di forma quasi piramidale.

HYDRANGEA QUERCIFOLIA
L’Hydrangea quercifolia è un arbusto che raggiunge un’altezza che supera di poco il metro. Presenta foglie vellutate e di un colore rossastro nella pagina inferiore.
I fiori sono riuniti in pannocchie raggiungono il colore rosato – rosso con la maturità.

HYDRANGEA SARGENTIANA
L’Hydrangea sargentiana è un arbusto a portamento eretto che può raggiungere i tre metri d’altezza.
E’ una specie che fiorisce d’estate producendo delle infiorescenze a corimbo piatte, con fiori fertili di colore lillà e fiori sterili di colore bianco.
Le foglie sono di un intenso verde scuro nella pagina superiore e di un delicato verde chiaro nella pagina inferiore. Foglie e rami sono ricoperti da peluria.

HYDRANGEA ARBORESCENS
L’Hydrangea arborescens è un arbusto caratterizzato da grandi foglie ovate-lanceolate.
I fiori sono di colore bianco e fioriscono dal mese di luglio.

Varietà speciali di Ortensie

Consigli su come coltivare l’ortensia

L’ortensia è molto diffusa, il merito va anche alla coltivazione non particolarmente difficile. Si tratta di piante che possiedono una buona rusticità che non patiscono troppo le eventuali condizioni “non ottimali”. Se si vuole raggiungere un buon risultato occorre però seguire le indicazioni per la coltivazione di queste piante

Terreno
Le ortensie preferisono un terreno acido tuttavia crescono anche in terreni alcalini e neutri. Il terreno deve essere umido e posto in una zona fresca e ombreggiata

Rapporto colore dei fiori e tipo di terreno
Onde evitare fioriture con fiori dai colori imprecisati o poco belli è fondamentale valutare con attenzione le varietà da inserire : se si ha un substrato è neutro o alcalino è meglio optare per cultivar rosa o rosso o bianco. Se si desiderano ortensie azzurre è indispensabile un terreno acido. In tal caso si può anche intervenire con con azzurranti a base di sali di alluminio per rendere il colore ancora più bello.
Le diverse varietà, a loro volta, cambiano a seconda del terreno in cui vengono poste.
Le varietà a fiori rosa se coltivate in terreni acidi (ph 4,5) diventano azzurre e le varietà a fiori azzurri diventano rosa in terreni alcalini (ph 7,5 e oltre). Quando i valori sono intermedi (tra ph 4,5 e 7,5) il colore avrà tonalità intermedie dal blu intenso, al blu chiaro, all’azzurro, al rosa, al rosa intenso.

Se si vuole ottenere il colore blu partendo dalle cultivar rosa per ottenere fiori blu si deve apportare al terriccio Alluminio e una concimazione ricca di K2O e povera in P2O5 che causa la precipitazione dei fosfati di alluminio. Servono circa 5-7 irrigazioni da luglio a settembre con 5-10 gr di solfato di alluminio per litro d’acqua.

Innaffiatura
L’irrigazione frequente è indispensabile per ottenere delle belle ortensie in particolare durante l’estate . Se non ci sono piogge dal mese di giugno in poi è opportuno innaffiare la pianta con 7-8 litri di acqua.

Esposizione
le ortensie prediligono essere esposte a mezz’ombra. La posizione ideale nella nostra penisola è soleggiata al mattino e ombreggiata nel pomeriggio. Solo nelle zone montane è tollerata l’ esposizione in pieno sole altrimenti è bene ì posizionarle in ombra luminosa.

 

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Concimazione

Per garantire una ricca fioritura è opportuno cospargere iniziando da marzo un buon concime a lenta cessione per acidofile. In caso di terreno neutro o alcalino è opportuno, da fine inverno, spargere sul terreno o mescolare all’acqua dell’annaffiatura, prodotti a base di solfato di ferro.

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Fioritura

L’ortensia resta spoglia durante l’ inverno e rivegeta da inizio marzo. La fioritura avviene in aprile e in appartamento può durare anche 6-8 settimane, a patto che la collocazione avvenga in un luogo sufficientemente luminoso con esposizione non diretta ai raggi solari, piuttosto fresco, ad una la temperatura che arriva al massimo a 16-18 °C che sia annaffiata in abbondanza.
In appartamento anche se si adottano tutti gli accorgimenti necessari non è facile fare rifiorire l’ortensia per più anni di seguito. Si può dunque trapiantarla in giardino o in una fioriera sufficientemente grande nella terrazza, questo al momento in cui la pianta inizierà a sfiorire, generalmente dopo 2-3 settimane, qualora non si rispettino le condizioni ottimali.

I fiori dell’ortensia sono riuniti in infiorescenze di forma sferica, chiamate corimbi o pannocchie, con fiori per la maggior parte sterili in particolare quelli esterni, per cui sono sostituiti dai sepali, grandi e petaliformi, mentre le altre parti fiorali sono abortite. Le infiorescenze delle ortensie sofggiano diversi colori, che vanno dal bianco a diverse sfumature di rosso, dal rosa al malva, dall’azzurro al violetto. I fattori che determinano i colori sono il patrimonio genetico della pianta (alcune varietà sono esclusivamente rosse o rosa) e il tipo di terreno dove si coltivano: nei terreni a reazione acida la colorazione è azzurro-violetta, mentre nei terreni alcalini sono rosa o lillà.

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Moltiplicazione

Si può procedere in due modi per la moltiplicazione dell’ortensia: attraverso la riproduzione gamica via seme o attraverso la riproduzione agamica con talea. Per ottenere una talea di ortensie occorre prelevare dalla pianta una porzione di ramo di 10-15 cm che abbia minimo due di gemme.
Per la talea di ortensie occorre scegliere un ramo che non ha fiorito perchè ha più chance di attecchire. Poi si taglia il ramo e si pone in un terreno per acidofile scegliendo una zona con una buona ombra, umida e fresca. il terreno in un primo periodo va mantenuto umido facendo attenzione ad eccessivi ristagni idrici.

Piano piano la talea di ortensia farà le radici e darà vita ad una nuova piantina destinata a divenire una ortensia a tutti gli effetti. I mesi più indicati per le tale sono primavera inoltrata e autunno, quest’utlimo rispetto alla primavera è ancora più indicato perché meno incline a cambiamenti di clima repentini.

Potatura

Per non compromettere la fioritura è indispensabile eseguire la potatura delle ortensie scrupolosamente.
La potatura delle ortensie viene generalmente fatta in primavera al termine delle gelate, vedremo comunque i diversi casi.
E’ opportuno eliminare in toto solo i rami più vecchi e quelli storti o con poco vigore.
Per quel che riguarda i rami nati l’anno prima (si riconoscono perché hanno una gemma alla sommità), è opportuno preservarli ed eventualmente solo spuntarli. Eliminando 1/3 delle fronte si stimola la produzione di nuova vegetazione e si arieggia il cespuglio scongiurando problemi crittogamici.

A seconda che la pianta sia coltivata in giardino o in appartamento e a seconda del clima della zona in cui è coltivata ci sono delle apposite indicazioni per la potatura. Se la pianta è all’aperto e il clima è freddo, la potatura dovrebbe avvenire alla fine dell’inverno per fare si che i rami destinati alla potatura fungano da protezione per il resto della pianta. In caso di clima mite la potatura può avvenire subito dopo la fioritura per consentire alla pianta di produrre delle gemme laterali che forniranno l’anno successivo.
La potatura delle ortensie coltivate in appartamento può avvenire a settembre lasciando al massimo due gemme per ramo.

Parassiti e malattie

Le ortensie pur essendo piante piuttosto resistenti, sono soggette a diverse malattie e parassiti. Si tratta di situazioni facilmente risolvibili spesso sintomi di una cura inappropriata.

I margini delle Foglie diventano marroni e si arricciano
Quando la pianta è poco annaffiata presenta questi sintomi. Occorre aumentare le annaffiature.
le nervature delle foglie ingialliscono e i germogli sviluppano poco

Se il terreno è troppo calcareo impedisce la giusta assimilazione del ferro e del manganese occorre quindi usare terricci leggermente acidi e acqua non calcarea; si può inoltre somministrare solfato di ferro e manganese o anche dei composti chelanti che consentono di assimilare il ferro

La pianta ha uno sviluppo scarso il fusto è ulcerato, le foglie presentano ipertrofie sulle nervature centrali la fioritura è irregolare
Questi sintomi potrebbero indicare un’infestazione di nematodi.In tal caso, se la pianta è in vaso, occorre ripulire le radici e sostituire il terriccio. Se invece la pianta è all’aperto si può usare un nematocida granulare.

Muffa bianca sulle parti verdi della pianta
Erysiphe polygoni chiamato comunemente “mal bianco” ed è una malattia che si combatte con trattamenti a base di zolfo o altri fungicidi in caso di forte infestazione o con l’eliminazione della parte colpita se si tratta di un’infestazione limitata a poche parti.

Muffa grigia sui petali, sui boccioli e sui peduncoli fiorali
La “muffa grigia” (Botrytis cinerea) si combatte con la rimozione delle parti infette e la diminuzione dell’umidità nell’ambiente. Se molto diffusa si può optare per trattamenti con fungicidi specifici.

Funghi su foglie, piccioli e germogli
Ascochyta sp., Cercospora sp., Phyllosticta sp., Septoria sp. Possono colpire la pianta che presenta così macchie fogliari tondeggianti di diametro che va da 1 a 5 cm. Le parti colpite hanno le foglie ingiallite e secche. Questi funghi proliferano con elevata umidità, con le concimazioni squilibrate e con l’ eccessiva densità colturale.
Si devono eliminare le parti infette dell’ortensia, si deve arieggiare l’ambiente e diminuire l’umidità e trattare la pianta con fungicidi specifici.

Foglie che ingialliscono, e sono macchiettate di giallo e marrone
Il ragnetto rosso, un acaro fastidioso e dannoso, provoca ingiallimento delle foglie, il loro accartocciamento e la loro caduta. Si devono aumentare le nebulizzazioni alla chioma e di deve usare un insetticida specifico.

Presenza di piccoli animaletti bianchi sulla pianta

Gli afidi possono infestare l’ortensia. Se li notate (sono piccoli insetti di colore bianco-giallastro-verdastri) dovete trattare la pianta con antiparassitari specifici.

Curiosità

Le diverse varietà di ortensie che si possono trovare in commercio sono state create da una specie coltivata in Giappone l’Hydrangea Macrophylla introdotta in Europa nel 1790.
La bellezza dell’ortensia ha dato libero sfogo alla simbologia.

Linguaggio dei fiori

Il fiore di ortensia sta ad indicare l’intenzione di andarsene, di fuggire da una situazione d’empasse. Regalarla significa volersene andare.

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4 pensieri su “Ortensia

  1. Ho una casa a circa 1.000 metri di altitudine con inverni molto freddi. Posso coltivare le Ortensie? Se si avranno un’abbondante fioritura? Oppure la pianta resiste al gelo ma con scarse fioriture?

    • Le Ortensie di solito sono piante di buona rusticità e molto resistenti al gelo. Proteggile dalle gelate più forti con pacciamature e con veli di tessuto-non-tessuto, e la fioritura non dovrebbe risentirne.

      Se le puoi coltivare a quell’altezza? Dipende da diversi fattori. Ma empiricamente controlla una cosa: vicino alla tua casa c’è qualcun altro che le coltiva in giardino? Se la risposta è si, lo puoi fare anche te.

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