Ortensia

Hydrangea macrophylla
Hydrangea macrophylla

La troviamo spessissimo nei giardini pubblici e privati, è elegante, romantica e molto decorativa: è l’ortensia: una pianta ornamentale che forma bei cespugli e che può essere coltivata nelle bordure ombreggiate o in vaso.

Il nome di “Ortensia” si usa comunemente per indicare tutte le piante che appartengono al genere Hydrangea, genere che include sia specie arbustive che rampicanti originarie e diffuse in particolare nelle regioni orientali dell’Asia e dell’Himalaya e nelle Americhe.

Le ortensie possono raggiungere altezze che variano da 0,50 a 2 metri per gli arbusti e che arrivano anche a 15 metri per i rampicanti.

Sono caratterizzate da foglie caduche e vantano una buona rusticità che ne consente la coltivazione in quasi tutti i luoghi italiani, complice anche la facilità di coltivazione.

Amano l’ombra e la mezz’ombra e preferiscono un terreno acido e umido.

Punto di forza dell’Ortensia è la fioritura, che avviene durante l’estate, regalando fiori che possono essere di svariati colori: bianco, rosa, rosso, azzurro.

L’Ortensia è una pianta antichissima, ne sono state trovate tracce fossili che si presume risalgano da 70 a 12 milioni di anni fa nell’era Terziaria (Eocene, Oligocene e Miocene).

Classificazione botanica

Ortensia
Ortensia

L’Ortensia, nome scientifico Hydrangea, è un genere che fa parte della famiglia delle Hydrangeaceae.

Principali specie

Si contano circa 40 specie di Hydrangea.

Le zone di differenziazione del genere sono diverse:

arrivano dall’Asia Orientale le specie Hydrangea macrophylla, Hydrangea serrata, Hydrangea involucrata,Hydrangea paniculata, Hydrangea aspera, Hydrangea heteromalla e la rampicante a foglia decidua Hydrangea petiolaris;

nella parte orientale degli Stati Uniti si trovano invece Hydrangea arborescens e Hydrangea quercifolia;

provengono invece dagli altipiani temperati della parte occidentale del Centro e Sud America le ortensie rampicanti sempreverdi Hydrangea seemani e Hydrangea serratifolia.

Hydrangea macrophylla

Hydrangea macrophylla
Hydrangea macrophylla

Si tratta della specie più coltivata come pianta ornamentale. E ne esistono tantissime cultivar.

L’Hydrangea macrophylla, comunemente chiamata Ortensia a foglia grande, è un arbusto a foglia caduca, originario del Giappone, che vanta un portamento arrotondato. Generalmente è caratterizzata da foglie seghettate, da obovate a ellittiche, di colore verde scuro e da grandi grappoli di fiori estivi a lunga fioritura
L’epiteto specifico deriva dalle parole greche ‘makros’ che significa ‘grande’ e ‘phyllon’ che significa ‘foglia’, in riferimento alle foglie della pianta.

Va coltivata preferibilmente in terreni ricchi, mediamente umidi e ben drenati, in ombra parziale. Tollera il pieno sole solo se coltivata in terreni costantemente umidi.

Il pH del terreno influisce sul colore dei fiori della maggior parte delle cultivar, ad eccezione del bianco (blu in terreni molto acidi e da lilla a rosa in terreni leggermente acidi o alcalini).

Per rendere i fiori più blu si deve aggiungere solfato di alluminio al terreno mentre l’aggiunta di calce al terreno rende i fiori più rosa. I trattamenti del terreno vanno iniziati con largo anticipo rispetto alla fioritura, ad esempio nel tardo autunno o all’inizio della primavera. Il cambio di colore delle infiorescenze deve essere operato mantenendo sempre un pH del terreno acido.

In commercio, esistono tantissime varietà e cultivar derivanti da questa specie.

Hydrangea quercifolia

Hydrangea quercifolia
Hydrangea quercifolia

L’ortensia quercifolia, comunemente chiamata ortensia a foglia di quercia, è un arbusto deciduo eretto, dalla forma ampia e arrotondata, pollonante e con più fusti, che cresce in genere fino a 4-6 metri (più raramente fino a 8 metri).
Presenta foglie vellutate e di un colore rossastro nella pagina inferiore.

I fiori sono riuniti in pannocchie e raggiungono il colore rosato – rosso con la maturità
L’epiteto specifico si riferisce alle foglie che assomigliano a quelle di quercia.

Può essere facilmente coltivata in terreni ricchi di sostanze organiche, mediamente umidi e ben drenati, in pieno sole o in ombra parziale. Apprezza una pacciamatura estiva che aiuta a trattenere l’umidità del suolo. La fioritura avviene su legno vecchio.

È efficace come esemplare unico o raggruppata o in bordure di arbusti o in aree boschive aperte. Ottima come siepe informale.

Hydrangea paniculata

Hydrangea paniculata
Hydrangea paniculata-foto di Frank VincentzCC BY-SA 3.0

L’Ortensia paniculata, comunemente chiamata Ortensia a pannocchia, è un arbusto deciduo vigoroso, eretto, a crescita rapida e di consistenza piuttosto grossolana, originario della Cina e del Giappone.

È caratterizzata da foglie che possono essere da ovali a ovate di colore verde scuro e pannocchie floreali terminali erette, a punta acuta, coniche contenenti sia fiori fertili che sterili (per lo più fiori fertili non appariscenti) che sbocciano da metà estate all’autunno.

L’epiteto specifico paniculata si riferisce alla disposizione dei fiori in pannocchie. Va coltivata in terreni ricchi di sostanze organiche, mediamente umidi e ben drenati, in pieno sole o in ombra parziale. Può essere allevata come un piccolo albero, ma è preferibile coltivarlo come un grande arbusto a più fusti. Si tratta di una delle ortensie più resistenti all’inverno.

Fiorisce a fine estate quando pochi altri arbusti sono in fiore.

Hydrangea sargentiana

Hydrangea sargentiana
Hydrangea sargentiana-foto di Kor!AnCC BY-SA 3.0

L’Hydrangea sargentiana, nota come ortensia di Sargent, è un arbusto deciduo eretto e arrotondato che cresce in genere dai 3 ai 6 metri di altezza ed altrettanti di larghezza. I rami di colore marrone strigoso sono rivestiti da foglie opposte, fortemente pubescenti, ovate, di colore verde scuro. Questa ortensia è originaria delle foreste della Cina centrale. È stata introdotta nel 1908 da E. H. Wilson (1876-1930) durante un viaggio di raccolta di piante intrapreso per l’Arnold Arboretum.

L’epiteto specifico rende omaggio a Charles Sprague Sargent (1841-1927), importante dendrologo americano e primo direttore dell’Arnold Arboretum.

Va coltivata preferibilmente in terreni ricchi, uniformemente umidi e ben drenati, in ombra parziale. Tollera il pieno sole solo se coltivata in terreni costantemente umidi. Il pH del terreno influisce generalmente sul colore dei fiori di questo arbusto: blu in terreni molto acidi (pH inferiore a 5,5) e rosa-viola in terreni alcalini (pH superiore a 7,0).

Nella parte settentrionale del suo areale di crescita, è ideale per essere raggruppata in posizioni riparate nelle bordure di arbusti. È anche un buon esemplare per essere collocato in posizioni protette vicino a case o patii. Perfetta anche come siepe. Vanta un fogliame molto attraente e fiorisce in estate.

Hydrangea serrata

Hydrangea serrata
Hydrangea serrata-foto di Stan ShebsCC BY-SA 3.0

L’Ortensia serrata è simile all’ortensia a foglie grandi (H. macrophylla), ma è un arbusto più piccolo e compatto, con fiori e foglie più piccoli. In passato era elencata e venduta come Hydrangea macrophylla var. serrata. È originaria delle valli montane umide e boscose del Giappone. È un arbusto a foglia caduca dal portamento arrotondato. Generalmente presenta foglie dentate, ovate, di colore verde opaco.L’epiteto specifico si riferisce alle foglie seghettate.

Meglio coltivarla in terreni ricchi, mediamente umidi e ben drenati, in ombra parziale. Tollera il pieno sole solo se coltivata in terreni costantemente umidi. Il pH del terreno influisce sul colore dei fiori di questa specie in modo simile a quello di Hydrangea macrophylla, cioè bluastro in terreni molto acidi e da lilla a rosa in terreni leggermente acidi o alcalini.

Fioritura

Ortensia Hydrangea
Ortensia Hydrangea

L’Ortensia fiorisce in aprile e in appartamento la fioritura può durare anche 6-8 settimane, a patto che la pianta sia collocata in un luogo sufficientemente luminoso, che non sia esposta ai raggi diretti del sole, che sia tenuta ad una temperatura massima di 16-18 °C e che sia annaffiata in abbondanza.

In appartamento anche se si adottano tutti gli accorgimenti necessari non è facile fare rifiorire l’ortensia per più anni di seguito.

Si può dunque trapiantarla in giardino o in una fioriera sufficientemente grande nella terrazza, questo al momento in cui la pianta inizierà a sfiorire, generalmente dopo 2-3 settimane, qualora non si rispettino le condizioni ottimali.

Quello che comunemente chiamiamo fiore nell’ortensia in realtà è un’infiorescenza, ossia un insieme di numerosi piccoli fiori. Di solito ogni infiorescenza è composta da fiori fertili e fiori sterili: i fiori con grandi sepali sono sterili e non producono semi, la loro funzione è quella di attrarre gli insetti.

Consigli per la coltivazione dell’Ortensia

Ortensia Hydrangea
Ortensia Hydrangea

L’ortensia è molto diffusa, il merito, oltre che alla sua bellezza, va anche alla facilità di coltivazione. Inoltre possiede una buona rusticità. Tuttavia, se si vuole raggiungere un buon risultato è bene tenere presenti le esigenze colturali di questa pianta.

Questa pianta perde le foglie e resta spoglia durante l’inverno ed inizia nuovamente a vegetare da inizio marzo.

Per scongiurare il rischio di ottenere fioriture con fiori dai colori imprecisati o poco belli è fondamentale valutare attentamente le varietà da inserire : con un substrato è neutro o alcalino è meglio optare per cultivar rosa o rosso o bianco. Se si desiderano ortensie azzurre è indispensabile un terreno acido. In tal caso si può anche intervenire con azzurranti a base di sali di alluminio per rendere il colore ancora più bello.


Le diverse varietà, a loro volta, cambiano a seconda del terreno in cui vengono poste.
Le varietà a fiori rosa se coltivate in terreni acidi (ph 4,5) diventano azzurre e le varietà a fiori azzurri diventano rosa in terreni alcalini (ph 7,5 e oltre). Quando i valori sono intermedi (tra ph 4,5 e 7,5) il colore avrà tonalità intermedie dal blu intenso, al blu chiaro, all’azzurro, al rosa, al rosa intenso.

Se si vuole ottenere il colore blu partendo dalle cultivar rosa per ottenere fiori blu si deve apportare al terriccio Alluminio e una concimazione ricca di K2O e povera in P2O5 che causa la precipitazione dei fosfati di alluminio. Servono circa 5-7 irrigazioni da luglio a settembre con 5-10 gr di solfato di alluminio per litro d’acqua.

Non ci sono difficoltà particolari nella coltivazione delle ortensie: sono robuste e vivono bene in molte regioni temperate. Se collocate nell’angolo “sbagliato” del giardino possono assumere un aspetto un po’ “trasandato”, ma raramente muoiono; tuttavia le ortensie sono in grado di fare ben più di una lotta per la sopravvivenza: se prestiamo attenzione alle modeste richieste di questa pianta, in cambio ci offriranno bellissime fioriture per molti anni.

Coltivazione in vaso

Ortensia Hydrangea
Ortensia Hydrangea

Le ortensie allevate in vaso necessitano di un contenitore capiente riempito con terriccio acido. Richiedono un’esposizione a mezz’ombra, ed annaffiature frequenti in fase vegetativa, oltre a buone concimazioni.

Per quanto riguarda il rinvaso si possono impiegare i substrati per acidofile o si può optare per un terriccio composto da 50% di torba (preferibile una buona torba scura), 30% di pomice (per il drenaggio), 10% di sabbia di fiume, 10% di foglia di faggio. Il substrato va poi arricchito di elementi nutritivi . Il periodo migliore per il rinvaso è quello della ripresa vegetativa in primavera quando l’attività radicale è nel il picco della sua attività.

Coltivazione in piena terra

Le ortensie preferiscono un terreno acido tuttavia crescono anche in terreni alcalini e neutri.

Il terreno deve essere umido e la pianta va collocata in una zona fresca e ombreggiata.

Se coltivata in piena terra è importante che la pianta abbia un’esposizione corretta, occorre evitare i raggi solari diretti, quindi  è opportuno collocare la pianta in penombra o in ombra, ed è altresì importante innaffiare frequentemente e somministrare una buona concimazione.

Quando piantare le ortensie in piena terra?

Hydrangea quercifolia
Hydrangea quercifolia

Le ortensie possono essere piantate in giardino da settembre a maggio.

Meglio trapiantare un’ortensia quando entra in riposo vegetativo, ovvero quando ha perso tutte le foglie, quindi in tardo autunno o in inverno.

Una delle domande più comuni è “Dove vanno messe le ortensie?”

Le ortensie possono stare in giardino e sui balconi, anche nel nord Italia, poiché sopportano bene il freddo, amano un’esposizione a mezz’ombra, ma ci sono varietà che prosperano anche in piena ombra. Non tollerano invece il pieno sole. Ed hanno bisogno di molta acqua durante l’estate.

Pianta da siepe

Ortensia Hydrangea
Ortensia Hydrangea

Le ortensie possono creare delle romantiche siepi.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso possono decorare terrazzi e balconi.

Temperatura

Ortensia Hydrangea
Ortensia Hydrangea

La resistenza al gelo dipende dalla specie: le più resistenti sono Hydrangea paniculata e Hydrangea arborescens, che entrano in vegetazione più tardi delle altre e fioriscono sulla vegetazione dell’anno. Vantano una crescita vigorosa che si verifica nel momento in cui le temperature sono già miti.

Resistono fino a –25°C anche la rampicante Hydrangea petiolaris e Hydrangea quercifolia, ma quest’ultima necessita di estati non troppo fresche affinché fiorisca abbondantemente.

Hydrangea macrophylla vanta una buona resistenza alle basse temperature quando è in riposo vegetativo, ma, in particolare le varietà dalla fioritura più precoce possono subire i danni delle gelate tardive primaverili (marzo-aprile) fino a compromettere buona parte della fioritura.

Luce

Le ortensie preferiscono esposizioni a mezz’ombra, o addirittura in ombra piena. La posizione ideale nel nostro Paese è soleggiata al mattino ed ombreggiata nel pomeriggio.

Solo nelle zone montane è tollerata l’esposizione in pieno sole. In generale è bene posizionarle in ombra luminosa.

Terriccio

Hydrangea macrophylla
Hydrangea macrophylla

Le ortensie si adattano a diverse tipologie di suolo, ma preferiscono terreno con una buona ritenzione idrica, ovvero capacità di trattenere l’acqua e mantenersi umidi senza ristagni.
Un esempio di terreno ideale è la terra argillosa ricca, ma anche altre tipologie di terreno come è più la sabbia leggera o i terreni ciottolosi, possono essere migliorati con ammendanti o specifiche lavorazioni.

Arricchire il terreno di sostanza organica apporta il doppio beneficio: dal punto di vista chimico, apporta con un rilascio graduale elementi nutritivi, in particolare di azoto; dal punto di vista fisico, si migliora la struttura del terreno, aumentando la capacità idrica, il drenaggio e gli scambi gassosi dell’apparato radicale.

Si tratta di effetti migliorativi non sono immediati, per questo se si desidera piantare un’ortensia in un terreno non adatto, è opportuno scavare una buca più grande delle dimensioni del “pane di terra” e mettere a dimora la pianta impiegando al posto della terra di scavo un terriccio per acidofile.

Come cambiare il colore delle ortensie partendo dal suolo?

I fiori di una stessa pianta di ortensia possono cambiare colore virando dal blu al rosa in diverse tonalità o viceversa. Le più nette variazioni di colore si manifestano in particolare in alcune varietà di Hydrangea macrophylla e Hydrangea serrata.

Le varietà a fiore bianco tendono a mantenere il colore. Al massimo in fioritura avanzata acquistano leggere tonalità rosa o blu.

Le fluttuazioni nel colore sono strettamente correlate ad alcune caratteristiche chimiche del suolo, in particolare sono legate al pH.

Ma non è solo la chimica del suolo a determinare le variazioni di colore è infatti fondamentale anche l’aspetto varietale.

Quindi, se si desiderano delle fioriture blu, oltre ad avere la situazione chimica adatta, dobbiamo scegliere varietà che siano predisposte ad assumere queste colorazioni. La scelta può essere fatta tra le varietà che gli inglesi chiamano “good bluers”: esempi sono le Hydrangea macrophylla “Marechal Foch”, ”Blue Prince”, ”Domotoi”, ”General Vicomtesse de Vibraye”, “Mariesii” e le Hydrangea serrata “Diadem”, “Blue Deckle”, “Blue Billow”.

Annaffiatura

Le ortensie sono note per essere piante assetate. Un suolo troppo asciutto, oltre alla ovvia annaffiatura, può essere corretto con tecniche volte a migliorare la capacità di ritenzione idrica del substrato: per esempio concimazioni organiche in primavera (compost, lettiera di foglie, letame ben maturo) volte a migliorare la struttura del terreno e la pacciamatura per ridurre l’evaporazione di acqua dal suolo.

In periodi di clima secco, una breve pioggia non è sufficiente ed è quindi opportuno irrigare con attenzione, bagnando bene il terreno ed avendo cura di non eccedere.

L’irrigazione frequente è quindi indispensabile per ottenere delle belle ortensie in particolare durante i caldi mesi estivi.

Moltiplicazione

Ortensia Hydrangea
Ortensia Hydrangea

Per propagare le ortensie si può procedere in due modi: attraverso la riproduzione gamica via seme o attraverso la riproduzione agamica con talea. La talea di ortensie si ottiene prelevando dalla pianta una porzione di ramo di 10-15 cm che abbia minimo due di gemme.

Un ramo che non ha fiorito e ha quindi più chance di attecchire. Si taglia il ramo e si pone in un terreno per acidofile scegliendo una zona con una buona ombra, umida e fresca. Il terreno in un primo periodo va mantenuto umido facendo attenzione ad eccessivi ristagni idrici.

Piano piano la talea di ortensia radicherà e darà vita ad una nuova piantina destinata a divenire una ortensia a tutti gli effetti. I mesi più indicati per le tale sono primavera inoltrata ed autunno, quest’ultimo rispetto alla primavera è ancora più indicato perché meno incline a cambiamenti di clima repentini.

Concimazione

Per garantire una ricca fioritura è opportuno cospargere un buon concime a lenta cessione per acidofile a partire dal mese di marzo.

In caso di terreno neutro o alcalino da fine inverno è opportuno spargere sul terreno o mescolare all’acqua dell’annaffiatura, prodotti a base di solfato di ferro.

Potatura

Hydrangea macrophylla
Hydrangea macrophylla

Per non compromettere la fioritura è indispensabile potare scrupolosamente le ortensie.
La potatura viene generalmente eseguita in primavera al termine delle gelate.

Occorre eliminare in toto solo i rami più vecchi e quelli storti o con poco vigore.
I rami nati l’anno prima (si riconoscono perché hanno una gemma alla sommità),vanno preservati ed eventualmente solo spuntati. Eliminando 1/3 delle fronte si stimola la produzione di nuova vegetazione e si arieggia il cespuglio scongiurando problemi crittogamici.

A seconda che la pianta sia coltivata in giardino o in appartamento ed in base al clima della zona in cui è coltivata ci sono delle apposite indicazioni per la potatura.

Se la pianta è all’aperto e il clima è freddo, la potatura dovrebbe avvenire alla fine dell’inverno per fare si che i rami destinati alla potatura fungano da protezione per il resto della pianta. In caso di clima mite la potatura può essere fatta subito dopo la fioritura per consentire alla pianta di produrre delle gemme laterali che forniranno l’anno successivo.
Le piante allevate in appartamento possono essere potate a settembre lasciando al massimo due gemme per ramo.

Abbinamenti con altre piante

L’Ortensia può essere abbinata a piante che prosperano in mezz’ombra e acidofile ad esempio con le felci ornamentali.

Buone anche le accoppiate tra ortensie ed altri fiori come le impatiens, stupende piante annuali, o le fuchsie.

All’ombra delle ortensie, sono adatte anche delle hosta, piante da fogliame decorativo, che stanno bene all’ombra.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Le ortensie pur essendo piante piuttosto resistenti, sono soggette a diverse malattie e possono essere attaccate da parassiti. Si tratta di situazioni facilmente risolvibili e spesso sono sintomi di cure colturali inappropriate.

Perché l’ortensia ha le foglie gialle?

Se le  foglie ingialliscono ed i germogli sviluppano poco probabilmente la pianta non riesce ad assimilare il ferro.

Un terreno eccessivamente calcareo impedisce la giusta assimilazione del ferro e del manganese e si rende quindi necessario trapiantare usando terricci acidi e annaffiando con acqua non calcarea.
Si può inoltre somministrare solfato di ferro e manganese o anche dei composti chelanti che consentono di assimilare il ferro.

Foglie gialle ortensia, sintomo di clorosi

I margini delle Foglie diventano marroni e si arricciano

Può essere un sintomo di stress idrico, ovvero che la pianta è poco annaffiata. Se è al sole e ci sono temperature alte, e il terriccio è secco occorre aumentare le annaffiature.

Margini delle foglie dell'ortensia marroni ed arricciate: probabile stress idrico
Margini delle foglie marroni ed arricciate: probabile stress idrico

Muffa bianca sulle parti verdi della pianta

Erysiphe polygoni chiamato comunemente “mal bianco” ed è una malattia che si combatte con trattamenti a base di zolfo o altri fungicidi in caso di forte infestazione o con l’eliminazione della parte colpita se si tratta di un’infestazione limitata a poche parti.

Muffa grigia sui petali, sui boccioli e sui peduncoli fiorali

La “muffa grigia” (Botrytis cinerea) si combatte con la rimozione delle parti infette e la diminuzione dell’umidità nell’ambiente. Se molto diffusa si può optare per trattamenti con fungicidi specifici.

Macchie tondeggianti  su foglie, piccioli e germogli

Ascochyta sp., Cercospora sp., Phyllosticta sp., Septoria sp. Possono colpire la pianta che presenta così macchie fogliari tondeggianti di diametro che va da 1 a 5 cm. Le parti colpite hanno le foglie ingiallite e secche. Questi funghi proliferano con elevata umidità, con le concimazioni squilibrate e con l’ eccessiva densità colturale.
Si devono eliminare le parti infette dell’ortensia, si deve arieggiare l’ambiente e diminuire l’umidità e trattare la pianta con fungicidi specifici.

Foglie che ingialliscono, e sono macchiettate di giallo e marrone

Il ragnetto rosso, un acaro fastidioso e dannoso, provoca ingiallimento delle foglie, il loro accartocciamento e la loro caduta. Si devono aumentare le nebulizzazioni alla chioma e di deve usare un insetticida specifico.

Presenza di piccoli animaletti bianchi sulla pianta

Gli afidi possono infestare l’ortensia. Se li notate (sono piccoli insetti di colore bianco-giallastro-verdastri) dovete trattare la pianta con antiparassitari specifici.

La pianta ha uno sviluppo scarso il fusto è ulcerato, le foglie presentano ipertrofie sulle nervature centrali la fioritura è irregolare

Questi sintomi potrebbero indicare un’infestazione di nematodi.In tal caso, se la pianta è in vaso, occorre ripulire le radici e sostituire il terriccio. Se invece la pianta è all’aperto si può usare un nematocida granulare.

Foglie e fiori si afflosciano

Può significare carenza di acqua e/o temperature troppo elevate.

Se il terreno è secco, allora innaffiare e fare docce sulla pianta, meglio se di sera. Se invece l terreno è umido allora potrebbe essere un problema temporaneo, se con l’arrivo della frescura serale si risolve significa che le temperature sono troppo elevate, se possibile potete provate a spostare in una zona più fresca.

Perché l’ortensia non fa i fiori?

Quando l’ortensia non fa fiori, probabilmente si tratta di carenza di luce e/o di concime. Si deve quindi provare a spostare la pianta in una zona con  più luce (ma non esposta ai raggi diretti del sole) e concimare.

In alcuni casi la colpa della mancata fioritura è da attribuire ad una potatura troppo drastica che ha eliminato i rami dove c’erano le gemme.



Curiosità

Il nome botanico, Hydrangea si riferisce alla figura mitologica di Hydra, che aveva capelli a forma di serpente simili alle asperità presenti sopra la capsula che ne contiene i semi.

L’opinione più condivisa è quella secondo cui il nome Hydrangea deriva dalle due parole greche hydros (acqua) e angeion (vaso), proprio per la particolare forma delle capsule contenenti i semi, che ricordano dei piccoli otri per l’acqua.

La storia delle ortensie inizia con l’affascinante storia del loro nome. Il francese “cacciatore di piante” Philibert de Commerson nel 1771 ha battezzato alcuni esemplari provenienti dalle Indie Orientali in onore di Hortense de Nassau, figlia del principe di Nassau, appassionato botanico, che lo aveva accompagnato in una spedizione.

La diffusione delle ortensie in Europa è avvenuta a seguito dell’introduzione delle varietà asiatiche a sostituzione delle specie americane fino ad allora note.

L’ortensia paniculata giunse in Inghilterra alla metà del XIX secolo. Poi fu la volta della grandiflora e poi di numerose altre specie denominate genericamente macrophylla senza distinzioni. Solo recentemente in Europa, e in particolare in Italia, si è iniziato a conoscere e valorizzare altre specie di origine americana e giapponese.

Tossicità  e/o uso erboristico

Le foglie dell’Hydrangea serrata possono essere utilizzate per preparare un tè dolce.


Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.

Linguaggio dei fiori

Il fiore di ortensia indica l’intenzione di fuggire da una situazione. Regalarla rappresenta quindi l’intenzione di andarsene.

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5 pensieri su “Ortensia

  1. Ho una casa a circa 1.000 metri di altitudine con inverni molto freddi. Posso coltivare le Ortensie? Se si avranno un’abbondante fioritura? Oppure la pianta resiste al gelo ma con scarse fioriture?

    • Le Ortensie di solito sono piante di buona rusticità e molto resistenti al gelo. Proteggile dalle gelate più forti con pacciamature e con veli di tessuto-non-tessuto, e la fioritura non dovrebbe risentirne.

      Se le puoi coltivare a quell’altezza? Dipende da diversi fattori. Ma empiricamente controlla una cosa: vicino alla tua casa c’è qualcun altro che le coltiva in giardino? Se la risposta è si, lo puoi fare anche te.


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