Orchidee Pleione

Orchidee Pleione
Orchidee Pleione – foto di Tom JutteCC BY-NC-ND 2.0

Le Orchidee Pleione sono tra le orchidee più popolari e più resistenti. Sono coltivate in Europa, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Il loro successo è dovuto alla facile coltivazione, alla vastissima varietà di specie ed ibridi, che crescono di anno in anno, ed ai grandi fiori colorati. Andiamo a scoprirle.

La Pleione è una pianta bulbosa, un genere di Orchidea che ben si adatta sia alla coltivazione in giardino che alla coltivazione in vaso, con fiori più tenui e con sviluppo leggermente più contenuto. originaria della Cina, Tibet ed India.

La parte aerea di questo genere di orchidee è formata da pseudobulbi che misurano generalmente 3-4 centimetri di altezza e 1,5-2 centimetri di larghezza. I pseudobulbi sono ben ancorati alle radici, che fungono da riserva degli elementi nutritivi necessari per lo sviluppo della pianta. Dagli pseudobulbi si generano le foglie e gli steli fiorali.

Le Orchidee Pleione crescono allo stato selvatico in una vasta varietà di habitat montani ad altitudini che vanno dai 600 fino ai 4.200 metri. Si incontrano sui rami quasi spogli di alberi, sui tronchi degli alberi, sulle rocce coperte di muschio, e talvolta anche nei prati.

Il ciclo vegetativo è annuale, dopo la fioritura primaverile le foglie ingialliscono e seccano, dando così il via a un periodo di dormienza, durante il quale la pianta entra in uno stato di vita latente, simile al letargo degli animali.

Con l’avvicinarsi dell’inverno le foglie appassiscono e cadono e le radici muoiono, lasciando gli pseudobulbi a sopravvivere alle basse temperature e persino al gelo sotto una coltre di neve. Trascorrono l’inverno in uno stato dormiente, e poi regalano un germoglio in primavera quando la temperatura aumenta ed il tempo migliora. Il riposo invernale a basse temperature è fondamentale, in quanto è proprio l’escursione termica che da l’input necessario alla pianta per la ripresa vegetativa.

Classificazione botanica

Il Pleione è un genere appartenente alla famiglia delle Orchidaceae

Principali Specie

Il genere Pleione conta circa 20 specie di piccole orchidee e un grandissimo numero di ibridi che cresce di anno in anno. Ecco le specie principali


Pleione albiflora

Pleione albiflora
Pleione albiflora – foto di Steve GarvieCC BY 2.0

Questa specie è originaria dalla Birmania e dallo Yunnan occidentale. Si tratta di una specie piuttosto variabile nella dimensione e nel colore dei fiori che, generalmente, sono bianco puro. In natura cresce a circa 2.800 metri, come pianta epifita nel muschio sui tronchi degli alberi o su rocce ricoperte di muschio e scogliere in luoghi ombrosi.

Pleione aurita

Pleione aurita
Pleione aurita– foto di Naoki Takebayashi CC BY 2.0

Questa specie è caratterizzata da un grande fiore rosa porpora brillante con una striscia centrale gialla o arancione. La distribuzione del Pleione aurita è piuttosto limitata, si trova solo nella Cina sud-occidentale nella provincia dello Yunnan dove cresce a 2.750 metri di altitudine sui pendii.


Pleione coronaria

Pleione coronaria è una specie endemica del Ganesh Himal del Nepal centrale, dove cresce nei boschi, generalmente sui tronchi di grandi alberi.

Ha fiori rosa con pseudobulbi che ovoidali. Si tratta di una specie in pericolo di estinzione. Preferisce un compost ben drenato, formato da corteccia e un po ‘di muschio.

Pleione formosana

Pleione formosanum
Pleione formosanum– foto di Maja Dumat CC BY 2.0

Si tratta in assoluto della specie più comune e più resistente. E’ una specie estremamente variabile in particolare nel colore e nella dimensione dei fiori, e nel numero di lamelle sul labbro.


Pleione forrestii

Pleione forrestii
Pleione forrestii– foto di Steve GarvieCC BY 2.0

Questa specie è caratterizzata da fiori gialli, è l’unica specie di Pleione a fiore giallo e per questo è molto desiderata. In particolare è apprezzata perché è stata utilizzata per introdurre ibridi di colore giallo, in particolare Pleione Shantung. Ci sono anche varietà bianche o arancioni.


Pleione grandiflora

Pleione grandiflora
Pleione grandiflora – foto di Steve GarvieCC BY 2.0

Questa specie presenta grandi fiori bianchi con macchie gialle, marroni o rosa. Proviene dall’estremo Yunnan e dall’adiacente Vietnam del nord, dove cresce nella foresta montana fino a circa 2700 m di altitudine. Il colore e le dimensioni dei fiori sono piuttosto variabili , ma nella maggior parte dei casi i fiori sono bianchi.


Pleione hookeriana

Pleione hookeriana
Pleione hookeriana – foto di Siddarth MachadoCC BY-NC 2.0

La pleione hookeriana si riconosce facilmente per i suoi piccoli fiori in cui il labbro è solitamente più largo che lungo e presenta sette linee di peli barbati.

E’ altamente variabile per quel che concerne il colore dei fiori: i sepali ed i petali variano dal bianco al rosa ed il labbro può talvolta essere macchiato di giallo, arancione o marrone rossastro. Nella coltivazione tende ad avere una stagione di crescita piuttosto breve, ossia di circa sei mesi, quindi è opportuno mantenere gli pseudobulbi dormienti freddi il ​​più possibile in primavera.


Pleione humilis

Pleione humilis
Pleione humilis – foto di Steve GarvieCC BY 2.0

Il Pleione humilis è la prima delle specie a fioritura primaverile, già a gennaio può essere in piena fioritura. È caratterizzata da fiori bianchi leggermente macchiati di giallo-marrone o cremisi sul labbro. A volte sono stati registrati esemplari con sepali e petali arrossati di rosa o screziati di rosa. È una specie comune nell’Himalaya orientale dove cresca tra i 1.850 ed i 3.200 metri .

Pleione limprichtii

Pleione limprichtii
Pleione limprichtii- foto di Ludwig StiftnerCC BY-SA 2.0 DE

È una delle Pleioni più resistenti al freddo: per un breve periodo è in grado di sopportare anche le temperature fino a -2°C. Fiorisce in primavera- estate producendo fiori che misurano fino a 7 centimetri di diametro, la fioritura dura fino ad un mese.


Pleione maculata

Pleione maculata
Pleione maculata- foto di Sönke Haas CC BY-ND 2.0

E’ una specie caratterizzata da fiorellini bianchi, con il labbro segnato da macchie violacee ai margini, e dall’ampia brattea con i bordi sovrapposti. E’ diffusa dall’Himalaya della Cina nordoccidentale alla Thailandia e al Laos, generalmente cresce fino 1600 metri.

Pleione pleionoides

Il Pleione pleionoides è una delle specie più attraenti, è caratterizzata da grandi fiori rosa-viola o magenta con lamelle gialle sul labbro. Cresce in tutta la Cina centrale, è una specie facile da coltivare.


Pleione praecox

Pleione praecox
Pleione praecox- foto di OrchiCC BY-SA 3.0

Le praecox sono una specie molto variabile, in particolare per dimensione e colore dei fiori. La maggior parte delle piante ha pseudobulbi che portano due foglie, sebbene piccoli pseudobulbi possano produrre una singola foglia. I sepali ed i petali variano dal bianco screziato di lilla, al rosa porpora o al lilla-viola. In natura il Pleione praecox è molto diffuso dal Nepal all’India nord-orientale. I fiori appaiono proprio mentre la crescita sta finendo, quindi è possibile avere le foglie autunnali arrossate di rosa insieme ai fiori mentre si aprono. Cresce sui pendii rocciosi sul ciglio della strada tra 1.375 e 2.000 metri.


Pleione saxicola

Questa è una specie a fioritura autunnale che si distingue per le guaine fogliari prive di verruche in rilievo e per i fiori viola E’ una pianta rara in quanto è stata trovata, finora, solo nello Yunnan nord-occidentale, nel Tibet sud-orientale e nel Bhutan orientale. Fiorisce a settembre.


Pleione yunnanensis

Pleione yunnanensis
Pleione yunnanensis – foto di orchidsworld CC BY-NC-ND 2.0

La Pleione yunnanensis è una delle specie a fiore più piccolo, sfoggia fiori color lavanda-rosa con macchie viola e striature sul labbro portate su steli alti. Si differenzia dalle specie affini come Pleione bulbocodioides per avere fiori più piccoli e di colore più chiaro, petali arrotondati, una brattea che è più corta del peduncolo e dell’ovaio, e un labbro che ha ampi lobi laterali arrotondati.

Questa specie cresce in prati erbosi,nelle colline, o su rocce in luoghi ombrosi. Ha bisogno di un compost a cui è stata aggiunta della corteccia extra. Gli pseudobulbi vengono quindi ricoperti solo di corteccia in modo che la superficie dei vasi si asciughi rapidamente.


Fioritura Orchidee Pleione

La fioritura di queste orchidee avviene una sola volta l’anno ed è particolarmente spettacolare. Generalmente la fioritura avviene, in base al clima fa aprile e maggio.

Un piccolo gruppo di sole tre specie è caratterizzato invece da una fioritura autunnale.

Consigli per la coltivazione delle Orchidee Pleione

Orchidee Pleione
Orchidee Pleione – foto di Tony ChuangCC BY-SA 4.0

Le Orchidee Pleione sono orchidee che hanno davvero poche pretese, la loro coltivazione è adatta a tutti, e può essere fatta sia in vaso che in giardino ma ci sono tre regole generali da seguire per una buona coltivazione:

  • Non innaffiare troppo durante la primavera quando le nuove radici stanno emergendo alla base dei nuovi germogli. Mantenere il terreno di coltura solo leggermente umido per costringere i nuovi pavimenti a cercare umidità.
  • Nutrire regolarmente la pianta nel momento in cui le radici si stanno sviluppando
  • Concedere alla pianta un adeguato periodo di riposo durante i mesi invernali con basse temperature 0-2 C

L’Orchidea Pleione si adatta ai climi freschi del Nord e Centro Italia.

Ciclo vegetativo Orchidee Pleionie

Per comprendere bene quelle che sono le esigenze culturali della pianta è necessario conoscere il suo ciclo vegetativo.

Al termine dell’estate il Pleionie inizia a prepararsi per entrare in riposo vegetativo e con l’arrivo dell’autunno avviene la maturazione dei bulbi, la caduta delle foglie e la pianta entra quindi in una fase di dormienza che durerà per tutto l’inverno. Il non rispetto di questo periodo di riposo porta la pianta alla morte.

L’ideale è che le piante possano rimanere in vaso durante l’inverno a condizione che possano essere garantite temperature attorno a 3-5 gradi ed un ambiente asciutto. Qualora non sia possibile garantire queste condizioni, quando le piante sono allevate in piena terra e si abbassano le temperature eccessivamente, si devono prelevare gli pseudobulbi, si devono ripulire e si devono conservare il luoghi freschi in sacchetti di plastica forati assieme della sabbia leggermente umida.

Se, condizioni permettendo, si ha invece la possibilità di lasciarli nel terreno, occorre assicurarsi che il luogo dove sono messe a dimora sia asciutto e che non ci sia il rischio di gelate. In quest’ultimo caso si deve coprire il terreno con del pacciame.

Quindi le Orchidee Pleione possono anche essere coltivate in giardino e, in caso di temperature al di sotto dello zero, si può optare per il dissotterramento oppure per una copertura con foglie, paglia o strati di tessuto non tessuto.

Durante la primavera lo pseudobulbo che ha trascorso l’inverno inizia a produrre i getti laterali dai germogli formati alla sua base nella stagione precedente. I getti, a loro volta, producono i fiori (un fiore per getto). Nel momento in cui il fiore è già aperto, intorno all’infiorescenza si forma la foglia e sotto escono le radici.

Orchidee Pleione
Pleione – foto di KENPEI -CC BY-SA 3.0

Il fiore appassisce, la foglia arriva alla sua dimensione massima, le radici diventano tante, e durante questa stagione di crescita la base dell’ex infiorescenza si tramuta in uno pseudobulbo. Al termine della stagione lo pseudobulbo appena formato si stacca dallo pseudobulbo madre, che deperisce gradualmente.

Ogni pseudobulbo madre è in grado di generare fino a 5 nuovi pseudobulbi di diverse dimensioni dalla sua base e 2-3 getti dalla punta. Gli pseudobulbi che si sono appena formati possono già avere i germogli alla loro base, in caso contrario, i germogli si svilupperanno durante il periodo di riposo invernale.

Al termine dell’autunno vanno raccolti tutti gli pseudobulbi ed i getti formati nel corso dell’anno, vanno ripuliti dai rimasugli del substrato e dai tessuti morti, vanno messi nelle buste di carta e vanno collocati al fresco (4-6°C), dove resteranno fino all’inizio della primavera.

Al termine di gennaio o ad inizio di febbraio si deve cominciare a controllare frequentemente gli pseudobulbi, e non appena si nota la crescita dei germogli,occorre togliere i bulbi dalle buste e piantarli, posizionandoli in vasetti posti in un luogo ad una temperatura di circa 10-16°C con una luminosità medio bassa.

Si possono anche lasciare gli pseudobulbi nei loro vasetti per l’inverno e portarli in un luogo non riscaldato (ad esempio in cantina o in veranda). Nel momento in cui si vede che i germogli alla loro base cominciano ad ingrossare, i bulbi dal vaso si tolgono, si puliscono ìe si piantano nel substrato fresco.

Non tutti gli pseudobulbi fioriscono in primavera, lo faranno solo quelli che hanno raggiunto le dimensioni di uno pseudobulbo adulto. E’ infatti necessario un ciclo di 2-3 anni prima di generare i pseudobulbi capaci di fiorire.

Le specie più semplici da coltivare sono indubbiamente la Pleione formosana (la più diffusa) e la Pleione grandiflora assieme ad un suo ibrido naturale Pleione x barbarae.

Coltivazione in vaso

Pleione aurita
Orchidee Pleione aurita– foto di Naoki TakebayashiCC BY-SA 2.0

Le Pleione coltivate in vaso hanno bisogno di un composto aperto e drenante ma, nel contempo, in grado di trattenere l’umidità. Per questo motivo è consigliato l’impiego di un mix composto da corteccia di conifera fine, foglie secche sminuzzate, sfagno secco, e agriperlite (in alternativa si può impiegare un altro inerte leggero). E’ bene scegliere un vaso adeguato che garantisca il sufficiente spazio alle radici

Coltivazione in piena terra

Pleione maculata
Pleione maculata– foto di AusstCC BY-SA 3.0

Le Orchidee Pleione possono essere coltivate con successo all’aperto, ma è necessario prestare molta attenzione se si vogliono ottenere risultati paragonabili alla coltivazione in serra. Il luogo dove posizionarle deve essere selezionato con cura perché troppa umidità, unita al gelo durante l’inverno, quasi sicuramente porterà e piante ala morte. Il drenaggio deve essere ottimo. Il terreno deve essere ricco di humus sotto forma di terriccio fogliare o torba e anche graniglia grossolana e o perlite grossolana.

In giardino i piccoli bulbi vanno interrati leggermente e lasciati sul filo terra, quindi non vanno mai completamente interrati.

Coltivazione in terrazzo

La maggior parte delle specie e delle cultivar sono vigorose e possono essere coltivate con relativa facilità all’interno su un davanzale. I davanzali della cucina o del bagno sono i migliori siti per piante che preferiscono un’atmosfera umida e molta aria fresca. E’ bene scegliere una zona del terrazzo o una finestra esposta a est o ad ovest per favorire la crescita e la fioritura. Per garantire un’atmosfera umida, i vasi devono essere posizionati su un sottovaso con ghiaia umida.

Temperatura

Sono resistenti al freddo purché non eccessivo. È bene sottolineare che il passaggio della Pleione dalla fase di crescita alla fase di dormienza non è possibile senza le temperature stagionali adeguate. Per questo motivo è consigliabile coltivare questa orchidea all’aperto da quando le temperature notturne superano +12°C fino alla fine di autunno, quando le temperature scendono fino a +4-5°C. Solitamente preferiscono un clima intermedio-freddo, e patiscono le temperature superiori ai 26°C.

Luce

Le Pleione devono ricevere molta luce ma devono essere protette dalle ore di sole più calde. A partire dalla fine della primavera è dunque opportuno collocare la pianta in una posizione luminosa evitando la luce diretta del sole che comprometterebbe la fioritura. Le piante allevate all’aperto vanno posizionate all’ombra sotto qualche pianta o arbusti come camelie o rododendri.

Terriccio

Orchidee Pleione
Orchidee Pleione – foto di AveraterCC BY 4.0

Il terreno ideale per coltivare le Pleione è soffice, ricco e ben drenato. E’ importante che il terreno sia mantenuto sempre umido durante il periodo vegetativo, mentre durante i mesi invernali le annaffiature vanno molto diradate e poi sospese, per evitare i marciumi che comprometterebbero la salute dell’intera pianta.

Per la crescita delle Orchidee Pleione sono state utilizzate con successo molte combinazioni di terriccio. Una combinazione particolarmente raccomandata è rappresentata da un mix composto da sei parti di corteccia di orchidea, una parte di perlite grossolana, una parte di muschio di sfagno tagliato in 6 mm di lunghezza e una in parte torba di muschio di sfagno frantumata.

Un’altra miscela che garantisce una crescita eccellente è la corteccia di orchidea, perlite grossolana, carbone medio, foglie di faggio, foglie di quercia e muschio di sfagno tritato.

Le foglie di faggio e quercia vanno raccolte appena cadute in autunno e vanno sminuzzate in un trituratore da giardino. Tutti i compost possono essere mantenuti “dolci” aggiungendo una piccola percentuale di carbone di qualità fine.

Annaffiatura

 Pleione formosana
Pleione formosana– foto di AveraterCC BY-SA 4.0

Le annaffiature di queste Orchidee devono seguire in modo scrupoloso il ciclo della pianta. Quindi a partire da inizio primavera occorre cominciare ad annaffiare ma in modo moderato poiché un eccesso d’acqua può provocare un marciume radicale. Un’irrigazione moderata stimola le radici dell’orchidea ad andare alla ricerca dell’acqua. Man mano che le radici della pianta si sviluppano vanno incrementate le annaffiature.

E’ possibile rendersi conto dello sviluppo delle radici perché contemporaneamente cresceranno le foglie. Da settembre in poi, le annaffiature dovrebbero essere effettuate durante la mattina fino al momento in cui gli pseudobulbi diventano dormienti, in modo che le foglie si secchino al calar della notte.

Per le annaffiature è bene usare acqua piovana o acqua purificata per osmosi.

Moltiplicazione

La moltiplicazione delle Orchidee Pleione avviene per divisione degli pseudobulbi durante il periodo di riposo, quando raggiungono il massimo sviluppo.

Concimazione

Orchidee Pleione
Orchidee Pleione – foto di Blion ChenCC BY-SA 4.0

Le Pleione necessitano di un’adeguata concimazione una volta o due al mese durante il periodo vegetativo fino a quando le foglie non seccheranno. I fertilizzati devono essere somministrati in piccole dosi sotto forma di prodotto liquido bilanciato.

E’ consigliabile iniziare con una formulazione più alta in azoto per ottenere un buon sviluppo della foglia e di passare poi a un regime pi equilibrato nel corso della stagione vegetativa.

Abbinamenti con altre piante

In giardino le Orchidee Pleione possono essere coltivate sotto le camelie o i rododendri.

Altri Consigli per la cura

Si consiglia inoltre di proteggere gli pseudo bulbi dalla pioggia durante l’inverno, o coprendoli con una lastra di vetro, o piantandoli sotto arbusti.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Le cure adeguate ed il rispetto delle esigenze della pianta dovrebbero scongiurare il rischio di malattie. Tuttavia le Orchidee Pleione possono presentare alcuni problemi, vediamoli.

Le foglie poco turgide e poco lucide possono essere provocate da una cattiva illuminazione. L’arresto della crescita può essere causato da una scarsa irrigazione. Le ustioni nelle foglie possono essere dovute a troppa luce che colpisce foglie non asciutte.

Le piante possono altresì essere colpite da cocciniglie o dagli afidi. Un altro temibile nemico è il marciume radicale.

Curiosità

Orchidee Pleione
Orchidee Pleione – foto di Arne and Bent Larsen, Haarby, Denmark – CC BY-SA 2.5 DK

Le Orchidee Pleione sono state scoperte nel 1803 dall’esploratore scozzese Francis Buchanan-Hamilton, nel 1825 sono state poi raggruppate in un nuovo genere dal botanico David Don con un nome ispirato dall’antica mitologia greca: Pleione, una ninfa, figlia del titano Oceano e di Teti, madre delle Pleiadi, tutta una stirpe di divinità fluviali.

La loro introduzione in coltivazione è avvenuta nell’Inghilterra del XIX secolo, ma la loro popolarità è esplosa dalla fine degli anni Settanta del Novecento, quando la crisi petrolifera ha spinto molti appassionati di piante esotiche a orientarsi verso specie da serra fredda, che non avevano bisogno del riscaldamento invernale.

Da allora è cominciata un’intensa attività di collezionismo, selezione ed ibridazione, al fine di ottenere piante più rustiche, dai colori e dalle forme più disparati o dalla fioritura invernale. Attualmente sono registrati più di 350 ibridi artificiali che hanno esteso le fioriture di questo genere botanico da ottobre fino al maggio successivo.

Tossicità  e/o Uso Erboristico

Orchidee Pleione
Pleione – foto di Naoki TakebayashiCC BY-SA 2.0


Non sono piante tossiche quindi non rappresentano un pericolo né per l’uomo né per gli animali domestici.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Fin dal medioevo l’orchidea è considerata una pianta in grado di allontanare le influenze negative ed in particolare la sterilità, tanto che con i suoi fiori si prepararvano i filtri d’amore. Simbolo indiscusso di armonia, grazia, bellezza ed eleganza.

Libri Orchidee Pleione

Ecco alcune letture su questa pianta

The Genus Pleione di Phillip Cribb , Ian Butterfield

Orchid Species Culture: Pescatorea, Phaius, Phalaenopsis, Pholidota, Phragmipedium, Pleione (Inglese) Copertina flessibile – 14 novembre 2008 di Margaret L. Baker , Charles O. Baker

Dove Acquistare piante e pseudobulbi di Pleione

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