Viola mammola

Viola mammola
Viola mammola

La Viola mammola, nota anche come Viola odorata, è un’erbacea perenne largamente apprezzata per il suo gradevole profumo, per i suoi i fiori commestibili, per i larghi usi in estetica ed in medicina oltre che per l’alto potere decorativo.

E’ originaria dell’Europa meridionale, è presente in quasi tutta Europa e si può trovare in tutt’Italia, in particolare al Nord e al Centro, dalla pianura alla zona montana, dove cresce ai margini dei boschi, nelle siepi, in luoghi erbosi e selvatici su suoli argillosi umiferi e freschi, piuttosto ricchi in composti azotati, dal livello del mare a circa 1200 metri.

Misura circa 10 cm di altezza, ed è priva di fusto ma dotata di stoloni che emettono radici. E’ caratterizzata da foglie piuttosto piccole, ovali o cuoriformi, dal lungo picciolo, di un intenso verde.

Nei mesi di febbraio-aprile produce fiori profumatissimi, portati da un lungo peduncolo, di colore viola scuro e, raramente, bianchi.

I frutti sono capsule subglobose loculicide, a tre valve.

Classificazione botanica

Viola mammola
Viola mammola

La Viola mammola, nome scientifico Viola odorata è una specie del genere Viola appartenente alla famiglia delle Violaceae.

Fioritura


La fioritura della Viola mammola avviene sia in inverno (con la coltura forzata in serra), sia in primavera e nei mesi successivi. Il periodo di fioritura è generalmente febbraioaprile.

Consigli per la coltivazione della Viola mammola

La Viola mammola è facilissima da coltivare, lo si può fare in piena terra o in vaso, a patto che questo avvenga in una zona con clima temperato fresco. Tollera freddo e neve, ma non sopporta il caldo, la sua coltivazione è quindi sconsigliata nelle zone costiere, anche perché non sopporta l’aria salmastra e richiede una posizione ombrosa.

Coltivazione in vaso

La Viola odorata può essere allevata anche in vaso. In tal caso necessita di un mix di terra, torba e sabbia, con prevalenza di torbao, in alternativa, di un substrato tipico delle piante da fiore. Si deve aggiungere all’acqua d’irrigazione un fertilizzante liquido per piante da fiore nel periodo compreso tra settembre e marzo.

Coltivazione in piena terra

Viola mammola
Viola mammola

Questa pianta può essere seminata tra marzo e aprile oppure tra agosto e settembre all’esterno. Necessita di terra di bosco ricca di humus che deve rimanere sempre umida e, nel contempo, ben drenata. Subito dopo l’impianto è bene annaffiare frequentemente, e gradisce, in autunno e primavera, una manciata di concime organico, tipo letame maturo.

Le sementi devono essere posizionate in superficie a circa 15 cm di distanza tra loro, su terriccio umidificato, in gruppi di 7 – 10 semi. Non vanno coperti ma compattati premendoli al suolo. Per fare in modo che la germinazione avvenga correttamente è fondamentale scegliere semi di Viola mammola di alta qualità.

Coltivazione in terrazzo

Gli esemplari allevati in vaso possono decorare i terrazzi ed i balconi. Si deve scegliere una posizione in semi ombra.

Temperatura

La Viola odorata può si adatta a qualsiasi tipo di clima tollera sia le alte, che le basse temperature.

Luce

La Viola mammola preferisce esposizioni poco soleggiate o ombrose. E’ preferibile optare per una location molto fresca, a mezz’ombra o anche all’ombra totale.

Terriccio

La Viola mammola ama un terreno fertile, drenante e ricco di sostanza organica con pH neutro.

Annaffiatura

Viola mammola
Viola mammola

Questa pianta va annaffiata regolarmente avendo l’accortezza di mantenere il terreno costantemente umido. Nel momento in cui si abbassano le temperature gli interventi vanno dimezzati. Il terriccio va mantenuto sempre un poco umido, ma vanno evitati i ristagni idrici.

Moltiplicazione

La moltiplicazione della Viola Mammola si può fare tramite semina: verso la fine dell estate si pongono i semi in una cassetta e, una volta germogliate, le prime piantine si possono mettere a dimora attorno al mese di ottobre in luoghi in cui il clima è particolarmente mite. La pianta si può riprodurre anche per suddivisione dei cespi o per separazione degli stoloni. Questo metodo di propagazione si può fare verso la fine della stagione invernale, o anche in quella autunnale.

Concimazione

Durante il periodo vegetativo si può intervenire con un fertilizzante per piante da fiore che va opportunamente diluito all’acqua di annaffiatura. Nel momento della semina a terra e nelle operazioni di rinvaso si deve mescolare al terriccio un concime granulare per piante fiorite.

Potatura

A fine fioritura si può ridurre parte della vegetazione.

Abbinamenti con altre piante

La Viola mammola è ideale collocata alla base di arbusti, rose e rampicanti delle quali sfrutta l’ombra leggera.

Si può altresì accostare ad altre viole, come Viola tricolor e Viola cornuta e piccoli bulbi primaverili come Crocus, Galanthus e Scilla.

Altri consigli per la cura

La raccolta va fatta in piena fioritura e in una giornata di sole, e solo per le parti aeree.

Le parti si essiccano all’ombra e all’aria, e si conservano in sacchetti di carta o tela: il colore dei fiori si mantiene solo al riparo dalla luce

Parassiti, malattie ed altre avversità

Viola mammola
Viola mammola

La Viola Mammola è una pianta molto resistente, ma può essere attaccata da insetti fogliari e radicali (cocciniglie, afidi, acari) che vanno debellati anche con trattamenti naturali anche di tipo preventivo.

Può anche subire attacchi anche da malattie fungine (soprattutto mal bianco / muffe / oidio). La prevenzione è importantissima. In tal senso si devono evitare gli eccessi idrici e si deve porre particolare attenzione ai ristagni idrici.

Curiosità

Viola odorata

Il nome generico deriva da una radice indoeuropea che significa ‘intrecciato, flessibile, sinuoso’, ad indicare i lunghi rizomi di molte specie, il nome specifico si riferisce ai fiori profumatissimi.

Questa varietà di viola è senza dubbio una delle poche, se non l’unica, che emanano profumo. In medicina la viola possiede proprietà ematiche, emollienti, purgative e sedative.

La Viola mammola si usa fresca, della pianta sono commestibili solo i fiori: il delicato profumo si mantiene solo se la cottura è molto rapida (solo una sbollentatura), altrimenti vanno consumati a crudo. Possono essere usati nel risotto alla milanese, nelle insalate primaverili, per accompagnare i formaggi dolci, per rendere delicate le frittelle, per aromatizzare e colorare l’aceto. Si impiegano anche per preparare una profumata marmellata e candite, per decorare gelati e sorbetti, dolci al cioccolato nero e bianco, panna montata e marron-glacé

Da millenni la fragranza della Viola mammola evoca il profumo dell’amore.

I fiori di Viola odorata venivano sparsi sul pavimento di case e chiese per profumare l’aria e nascondere così l’odore di umido e di muffa.

La Viola mammola viene inoltre sfruttata in estetica per estrarre una piacevole essenza ed in medicina la parte aerea e i fiori della pianta hanno proprietà espettoranti, facilitano l’emissione di sudore e urina e regolano l’intestino.

Tossicità  e/o uso erboristico

La Viola mammola contiene abbondanti principi attivi come olio essenziale, emetina, irone, acido salicilico, glucosidi, mucillagini e tannini. E’ sfruttata per alleviare le infiammazioni delle vie respiratorie, per mal di testa, l’artrite e i reumatismi. Questa pianta vanta inoltre proprietà depurative, diuretiche, sudorifere, lassative, espettoranti e tossifughe. L’uso esterno è indicato per combattere eczemi, herpes e acne, e ammorbidire le pelli aride.

Non tutti gli organismi tollerano i preparati a base di mammola. In alcuni soggetti danno disturbi gastrointestinali.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico.”

Linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori la Viola mammola è simbolo di pudore, modestia e timidezza.

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