Assenzio (Artemisia absinthium)

Assenzio (Artemisia absinthium)
Artemisia absinthium Valérie75
(CC BY-SA 3.0)

Molti lo conoscono come uno dei simboli del Moulin Rouge e della vita bohémienne parigina: la bevanda alcolica chiamata la Fata verde per via del suo colore, prediletta dagli artisti dell’800, e resa illegale come una pericolosa droga allucinogena ai primi del ‘900. Stiamo parlando dell’ Assenzio (Artemisia absinthium).

Nel 2011 l’Assenzio è stato di nuovo legalizzato e noi vogliamo restituirgli la reputazione che merita: una pianta preziosa per le sue proprietà e di una bellezza delicata.

Il suo nome scientifico è Artemisia absinthium, si tratta di un arbusto perenne che cresce spontaneo nella maggior parte delle regioni italiane tranne che nell’estremo Sud. È facile incontrarlo nelle zone alpine dove cresce su terreni incolti sui substrati acidi, fra le siepi e sui muri.

Ha un portamento ascendente, ogni anno cresce per circa 50-70 cm. La sua altezza è molto variabile: può misurare dai 30 cm fino ad oltre un metro. Le radici rizomatose si espandono in orizzontale, e dalle radici partono fusti sottili eretti, ben ramificati, che con il passare del tempo tendono a diventare legnosi nella parte più a contatto con il terreno

Artemisia absinthium è caratterizzato da foglie molto aromatiche che emanano un forte profumo, dall’aspetto delicato e rivestite da peli setosi grigio-argentei. Produce infiorescenze a forma di pannocchie formate da capolini emisferici giallo-bruni, su ognuna delle quali si formano fino a 90 singoli capolini penduli gialli. L’ Assenzio fiorisce nel periodo compreso tra agosto e settembre.

E’ una pianta molto utilizzata in erboristeria per le sue proprietà toniche, depurative, eupeptiche, emmenagoghe, antisettiche ed aperitive.

Classificazione botanica

L’Assenzio, nome scientifico Artemisia absinthium, è una specie del genere Artemisia appartenente alla famiglia delle Compositae.

Principali varietà

Il genere conta quasi trecento specie diverse, a livello orticolo si possono trovare generalmente tre cultivar della specie absinthium

• Artemisia absinthium ‘Canescens’ produce fiori tendenti al marrone

• Artemisia absinthium ‘Lambrook Silver’ caratterizzata da un bellissimo fogliame argenteo


Fioritura

Assenzio (Artemisia absinthium)
Assenzio (Artemisia absinthium) MichielSt ( CC BY-SA 4.0)

L’Artemisia absinthium fiorisce in estate tra agosto e settembre.

Consigli per la coltivazione dell’ Assenzio (Artemisia absinthium)

Nel nostro Bel Paese I’Assenzio è presente anche come pianta spontanea, cresce nelle zone asciutte e soleggiate; viene coltivata come annuale o come perenne. Le sue foglie vanno raccolte prima della fioritura. E’ possibile preparare il liquore a base di artemisia anche in casa, come avviene per il genepì, altra specie di pianta appartenente al genere artemisia.

Si coltiva in luogo ben soleggiato, con terreno decisamente molto ben drenato, mediamente ricco.

L’Assenzio può essere seminato direttamente a dimora, oppure si trapiantano nel terreno le giovani piantine, facilmente reperibili in primavera in vivaio.

Coltivazione in piena terra

I periodi migliori per inserire l’Assenzio nel nostro giardino sono la primavera e l’autunno. Come per tutte le erbacee o semilegnose è meglio optare per la primavera se viviamo in una zona con inverni piuttosto rigidi. Altrimenti, per le zone più miti, l’impianto autunnale consentirà alla pianta la possibilità di radicare bene e di crescere e fiorire di più già dalla prima annata.

Una coltura di assenzio può durare 3-4 anni. Prima della messa a dimora occorre preparare il terreno e procede alla sua concimazione. È possibile procedere con la semina diretta in pieno campo, ma si consiglia il trapianto delle piantine.

II seme si semina in serra in marzo per poter eseguire il trapiantato in maggio-giugno. La quantità di seme necessaria per ottenere le piantine sufficienti (250 piante circa) a 100 m2 è 2 grammi, che si seminano su 2 m2. A seguire si esegue il ripicchettamento e quindi il trapianto. L’Assenzio si può anche seminare in semenzaio non protetto nel periodo di aprile-maggio, ed in questo caso il trapianto si eseguirà in agosto-settembre.

Temperatura

L’Artemisia absinthium è una pianta molto resistente al gelo. Può essere coltivata in pianura fino ai 1500 sopra il livello del mare. Sopporta facilmente temperature anche di -20°C

All’arrivo del freddo le piante disseccano per tutta la parte aerea, mentre le radici rizomatose sopravvivono abbastanza bene all’inverno, e rigermogliano la primavera successiva.

Assenzio

Assenzio H. Zell (CC BY-SA 3.0)

Luce

L’Assenzio, per crescere bene, necessita di un’esposizione particolarmente soleggiata. Deve quindi essere collocato in pieno sole o al massimo a mezz’ombra.

Terriccio

L’ Artemisia absinthium si sviluppa anche in terreni poveri, aridi, sassosi e su substrati calcarei e soleggiati ma ama un terreno molto ben drenato e ricco in calcio . Il pH ideale è quello neutro, ma tollera bene sia i suoli subacidi sia quelli subalcalini. Sono da evitare invece i suoli compatti e molto argillosi in quanto potrebbero provocare ristagni idrici e, di conseguenza, i marciumi radicali.

Annaffiatura

Assenzio (Artemisia absinthium)
Assenzio (Artemisia absinthium)

Le giovani piante hanno bisogno di un terreno abbastanza umido durante le prime settimane di vita, ma se si mettono a dimora in primavera, l’umidità non costituisce un problema. Si deve annaffiare solo in caso di siccità.

Nel corso della bella stagione si irriga solo nel momento in cui terreno è ben asciutto da qualche giorno, è fondamentale evitare i ristagni idrici.

Le annaffiature in generale andranno molto limitate perché l’ Artemisia absinthium ama i suoli secchi, aridi e molto ben drenati. Si deve pertanto intervenire solo nel caso di siccità prolungata, soprattutto se si vive in pianura e nel Centro-Sud dell’Italia.

Moltiplicazione

La propagazione dell’Assenzio può essere fatta per  divisione del rizoma, per talea o per semina. Il metodo più semplice per ottenere nuove piante è la divisione del rizoma. Il periodo più indicato è l’autunno, ma si può eseguire anche in primavera. E’ in ogni caso fondamentale dividere sempre in sezioni che abbiano almeno una radice ed un occhio, usando attrezzi disinfettati e spolverando il taglio con dello zolfo.

E’ altresì possibile ottenere nuove piantine seminando in primavera, al riparo dal freddo, in cassette o alveoli. Il substrato deve essere leggero e ben drenato e va mantenuto sempre umido.

Un ottimo metodo per propagare l’Assenzio è anche la talea che si può fare in primavera usando segmenti erbacei e in estate usando quelli semilegnosi.
Quando si possiede già una coltivazione di assenzio, è possibile realizzare un altro impianto utilizzando la tecnica della divisione dei cespi.

Concimazione

La concimazione dell’Assenzio va eseguita tutti gli anni all’inizio del periodo vegetativo.

Artemisia absinthium
Artemisia absinthium Andreas Rockstein (CC BY-SA 2.0)

Potatura

L’Artemisia absinthium necessita solo di una buona pulitura dal secco prima dell’arrivo dell’inverno.

Altri consigli per la cura

La raccolta delle foglie e dei fiori si esegue nei periodi caldi e asciutti, partendo dal primo anno in cui si riesce ad ottenere un unico raccolto di foglie.

Al secondo anno, la prima raccolta delle foglie può essere fatta da maggio ad agosto.

Parassiti malattie e altre avversità

L’Artemisia absinthium raramente viene attaccato da insetti fitofagi (anche per il suo profumo) o da malattie di origine crittogamica, tuttavia è possibile che la pianta sia attaccata da Cercospora absinthii, C. olivacea e Puccinia tanaceti su foglie e fusti. Nelle estati molto calde possono comparire tracce di ruggine soprattutto sulle foglie basali. Raramente il problema diventa debilitante, ma è meglio intervenire eliminando le parti colpite e i vaporizzando un anticrittogamico specifico. È importante evitare di bagnare la base delle piante ed in particolare le foglie.

Curiosità

L’Assenzio è prezioso nella lotta biologica ai parassiti, funge infatti da deterrente.

Secondo alcuni l’origine del nome si riferisce ad Artemide, dea della caccia. Per altri invece deriva dal greco e significae “sano” con riferimento alle sue virtù medicinali. Il nome della specie deriva dal greco apsinthion ad indicare il sapore molto amaro.

In italiano con il termine Assenzio si fa riferimento anche all’Absinthe, una bevanda che si ottiene dalla distillazione di erbe officinali tra cui Artemisia absinthium, Anice verde, Finocchio, Melissa, Coriandolo ed Issopo.

L’Absinthe conobbe una diffusione eccezionale nell’800 e venne messo al bando in quasi tutto il mondo all’inizio del ‘900. Al consumo di questo liquore venivano attribuite esperienze particolari vissute da molti scrittori ed artisti europei verso la fine del XIX secolo: stati di allucinazione, trance creative, allucinazioni piacevoli.

Tale pratica era così in voga in certe città europee che l’ Artemisia absintium venne considerata come una droga, e in molti luoghi addirittura vietato, in quanto si riteneva che la pianta fosse altamente tossica, visto che molti consumatori abituali oltre che da allucinazioni venivano colti anche da crisi convulsive.

Da quel momento ebbero inizio tutte le leggende che descrivono quella che chiamavano la Fata verde come una droga pericolosa, dotata di strani poteri. In realtà, l’Assenzio non presenta nessun effetto stupefacente, ed i motivi che portarono al bando furono di tutt’altra natura. Studi successivi al periodo in cui ne veniva proibito l’utilizzo, hanno riscontrato che gli effetti collaterali dovuti al consumo di assenzio erano causati dal contenuto di altre erbe e sostanze che venivano aggiunte all’assenzio per adulterarlo.

Si trattava di erbe tossiche ed anche altre sostanze, il cui consumo è fortemente sconsigliato.

In Italia l’Assenzio venne bandito molto più tardi, nel 1939, molto probabilmente più per seguire una generale tendenza all’austerità che per una reale necessità. La cosa assurda è che continuarono ad essere perfettamente legali i Vermouth che contengono Artemisia absinthium o Artemisia pontica. 

Visto che in Spagna l’Assenzio non è mai stato bandito, grazie alla normativa europea che prevede un sostanziale allineamento legislativo degli stati membri, l’Assenzio è ritornato legale in tutti i paesi dell’Unione e anche se la legge italiana che vietava l’Assenzio non è mai stata abrogata, la direttiva comunitaria prevale sulla normativa italiana, quindi ora è legale anche qui.

La Comunità Europea ha imposto però delle norme per la commercializzazione dell’Assenzio, che consistono nel rispetto dei valori limite di Tujone, che devono essere pari a 10mg/lt per i liquori e 35mg/lt per gli amari. Visto che l’Assenzio è considerato a tutti gli effetti un amaro, potrà essere commerciato se non contiene un quantitativo di Tujone superiore a 35mg/lt. .

Assenzio
Assenzio

Gli Absinthes autentici moderni, per essere considerati tali devono seguire i tradizionali metodi produttivi descritti nei protocolli d’epoca, quindi un assenzio autentico dev’essere prodotto per macerazione in alcool (meglio se di vino) dei semi e delle piante e colora­to per infusione. Non deve contenere nessun additivo o colorante né tanto meno zucchero. Anche il quantitativo di Tujone usato oggi è perfettamente in linea con quello degli assenzi d’epoca.

La pianta era già conosciuta in tempi remoti dalle civiltà egizia, greca, etrusca e romana. Per questo motivo si pensa che abbia un’origine asiatica o per lo meno mediorientale. Oggi la pianta è molto diffusa in tutto il mondo e coltivata con successo in tutte le aree montane o temperate, dall’Asia, all’Africa, all’America settentrionale e meridionale. In Europa è molto comune in coltivazione o come spontanea in quasi tutte le aree montane o a ridosso dei rilievi.

Tossicità e uso erboristico

Le sottili foglie di artemisia contengono molti principi attivi, se ne estrae un olio contenente delle sostanze attive chiamate lattoni (absintina, anabsintina e anabsina).

l’Artemisia absinthium viene utilizzata in erboristeria, fin dall’antichità come antiinfiammatorio, digestivo, antisettico, tonico, digestivo; oltre a queste proprietà l’Assenzio è un ottimo insetticida, da usare sotto forma di infuso, ed anche come repellente contro i roditori.

Il consumo smodato di grandi quantità di Assenzio può provocare effetti collaterali non gradevoli, come avviene per la gran parte delle piante che contengono principi attivi; è pertanto altamente sconsigliato preparare tisane a base di assenzio da consumarsi quotidianamente per lunghi periodi di tempo.

Attenzione: le applicazioni farmaceutiche sono indicate a solo scopo informativo. Devono essere consigliate e prescritte dal medico

Linguaggio dei fiori

L’Assenzio viene citato nelle Sacre scritture per via del suo gusto amaro a simboleggiare i dolori della vita. Il suo nome significa “privo di dolcezza”.

Libri

Ecco qualche lettura sull’Assenzio

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